
Volkswagen, e con lei tutti i grandi costruttori automobilistici, si devono preparare ad un 2012 durissimo. L’anno prossimo, pronostica il numero uno di Wolfsburg Martin Winterkorn, sarà più difficile del 2011. Tra le regioni del mondo in cui la domanda si contrarrà di più, afferma il manager tedesco, ci saranno quei paesi europei il cui debito sovrano sta attraversando momenti difficili, come l’Italia e la Spagna.
L’analisi di Winterkorn fa il paio con quanto prospettato esattamente un mese fa da Sergio Marchionne, che ugualmente si aspetta dai prossimi 12 mesi uno scenario economico difficilissimo per tutti. “Non c’è dubbio che il 2012 sarà considerevolmente più duro dell’anno in corso, soprattutto in Europa e soprattutto per quello che riguarda l’Italia e la Spagna”, ha osservato Winterkorn nel corso di un’intervista rilasciata ad Handelsblatt e riportata da Reuters. Con l’occasione, il manager tedesco ha anche replicato a Suzuki, che nei giorni scorsi si è rivolta ad una corte internazionale per ottenere il divorzio azionario da Volkswagen.
Winterkorn, come era logico aspettarsi, ha risposto picche ai giapponesi, affermando che non ha alcuna intenzione di vendere il pacchetto attualmente in mano alla casa tedesca, che è poco meno del 20% del costruttore di Hamamatsu. “Se l’attuale dirigenza non intende lavorare con noi, forse sarà la prossima. Non abbiamo in programma alcun meeting, e anche se ci dovessimo incontrare saremmo disposti a parlare di tutto tranne che di una cosa: non abbiamo alcuna intenzione di cedere la nostra partecipazione”, ha concluso Winterkorn.
La partnership tra Volkswagen e Suzuki pare ormai giunta definitivamente al capolinea: la casa nipponica, secondo quanto riportato oggi dall’Ansa, si è rivolta ad una corte internazionale per interrompere la collaborazione, nata due anni fa e mai decollata. I rapporti già tesi tra le due parti contraenti si sono definitivamente deteriorati quando Suzuki ha siglato con Fiat un accordo per la fornitura del 1.6 MultiJet II, unità che andrà ad equipaggiare vari modelli giapponesi.
Come riportato dal Nikkei, Suzuki ha confermato anche la richiesta di revoca dello scambio azionario che ha portato Volkswagen a detenere il 19,9% della proprietà di Hamamatsu. Difficile immaginare che i tedeschi facciano volontariamente un passo indietro, quindi attendiamo gli sviluppi legali della vicenda.

Proprio nel giorno in cui alcuni influenti analisti di mercato hanno annunciato il possibile sorpasso che porterà Volkswagen ad essere il costruttore numero uno al mondo a fine anno, arriva l’opinione di altri esperti che raffreddano un po’ gli entusiasmi. Il mancato decollo del matrimonio tra Volkswagen e Suzuki frenerà la crescita tedesca in Asia, si legge su Bloomberg.
La contraddizione tra le due analisi è solo apparente: se oggi VW gode di ritmi di crescita invidiabile, è altrettanto vero che il rischio sul lungo termine di perdere potenziali posizioni in certe regioni del mondo è quantomeno concreto. Suzuki ha un grosso bacino di mercato e solide partnership industriali in molti paesi in via di sviluppo del continente asiatico, India in testa.
Tra le conseguenze ci potrebbe essere secondo l’autorevole voce di Moody’s un declassamento del rating sul credito VW, attualmente classificato A3, il quarto livello più elevato in assoluto nella scala dell’agenzia. Per lo stato attuale dell’alleanza con Suzuki, ormai giunta alle dispute legali per la separazione, “è probabile che Volkswagen sviluppi autonomamente una compatta entry-level per i mercati asiatici, secondo Moody’s. Né Volkswagen né Suzuki hanno commentato ufficialmente le affermazioni odierne di Moody’s.
I rapporti tra Suzuki e Volkswagen continuano ad essere tesi, ad un mese dall’annuncio della sospensione della collaborazione siglata nel 2009. Dopo scambi di accuse tra le due case legate alla fornitura dei motori 1.6 Mjet da parte di Fiat Powertrain, Suzuki torna a farsi sentire, reclamando l’accesso alla tecnologia ibrida che il gruppo VAG avrebbe dovuto mettere a disposizione.
Secondo quanto riportato da Reuters, Suzuki ha chiesto di provvedere entro due settimane, pena la chiusura definitiva dell’accordo di collaborazione ed il recupero del 19,9% delle azioni acquistate a suo tempo da Volkswagen. La casa tedesca ha preso atto e si è limitata, per ora, a dichiarare che sta valutando una azione legale, segno che l’accordo è probabilmente destinato a tramontare definitivamente.

Volkswagen e Suzuki hanno sciolto la partnership siglata nel 2009, interrompendo una collaborazione mai sbocciata e per nulla redditizia. La dura reprimenda di Volkswagen nei confronti del partner ha dunque provocato una reazione forse inaspettata per tempi e modalità, anche se ampiamente prevedibile considerati i molteplici attriti. La causa scatenante di quest’ultima e fatale crisi è l’utilizzo del motore 1.6 Multijet, scelto da Suzuki per equipaggiare la nuova SX4 in luogo del 1.6 TDI tedesco. I giapponesi hanno bussato alle porte di FPT per dar seguito ad una collaborazione già attiva e proficua, che segue la fornitura dei 1.3 Multijet da 75 e 90 CV e del 2.0 Multijet da 135 CV. L’abilità nel produrre fuoristrada e l’asso nella manica Maruti (primo produttore automobilistico indiano) permetteranno a Suzuki di trovare quanto prima un nuovo partner commerciale.
Via | Corriere
Foto | EGMCarTech
I vertici del gruppo Volkswagen hanno bacchettato i colleghi Suzuki per aver violato l’accordo di collaborazione siglato due anni fa, che prevede l’ingresso di VAG nella quota azionaria del partner giapponese con una percentuale del 19.9%, lo sviluppo di sinergie e soluzioni per veicoli ecologici. Suzuki viene accusata per aver “snobbato” il 1.6 TDI Volkswagen in favore del 1.6 Multijet di origine Fiat, destinato ad occupare il cofano motore della futura SX4. Questo nuovo scontro, riportato da Corriere.it, definisce la misura di una partnership ormai logora e deludente, vittima di ritardi, frizioni e differenti vedute.
Il comunicato Volkswagen recita che il passo è “spiacevole ma necessario. Suzuki rimane un investimento interessante”. Frasi di circostanza per giustificare un rapporto mai decollato, della cui evoluzione potrebbe beneficiare proprio Fiat: secondo indiscrezioni, la diplomazia del Lingotto avrebbe strizzato l’occhio a Suzuki per siglare un ulteriore accordo rispetto al semplice usufrutto del 1.6 diesel.
(Ringraziamo i nostri lettori “pgdg71″ e “derek” per la segnalazione)
Volkswagen ha acquisito il 19,9 % di Suzuki e nelle ultime settimane si sono rincorse diverse anticipazioni circa i modelli della casa Giapponese che il gruppo VAG potrebbe utilizzare. Le ultime indiscrezioni, piuttosto dettagliate, vedono al centro dell’attenzione il ricco e promettente mercato Indiano, dove la Suzuki Alto potrebbe essere venduta con il marchio Volkswagen, mentre la Wagon R potrebbe passare a quello Skoda. Queste vetture rappresenterebbero così i rispettivi entry level dei marchi, ad un prezzo concorrenziale, dal momento che la piccola Up e le sue derivate non saranno proposte in India.
La scelta di non rendere disponibile le nuove utilitarie attesissime in Europa è dovuta ad una serie di fattori: la tecnologia applicata e la necessità di produrre le vetture in Europa obbligherebbero infatti il gruppo VAG a propore un prezzo ritenuto troppo alto per la tipologia di mercato, sopratutto in funzione dei pesanti dazi doganali. La volontà di affrettare i tempi (per essere pronti già nel 2012) ha reso ancora più logica la soluzione del “rebadging”, sfruttando sopratutto le sinergie: Suzuki produce infatti su licenza il 1,3 Mjet Fiat in India e proprio questa potrebbe essere la motorizzazione più interessante per gli Indiani, dando così vita ad una inedita Volkswagen con motore italiano.
Per il mercato Europeo, una operazione simile riguarderà invece la Suzuki SX4, alias Fiat Sedici, che dovrebbe diventare la futura Volkswagen Rocktan, proposta come il più piccolo SUV crossover della gamma, con motori presi dalla banca organi del gruppo VAG e prodotta con ogni probabilità negli stessi stabilimenti ungheresi delle cugine italiane e giapponesi.
Via | Autocar

Dopo le prime indiscrezioni, ecco il primo render della Volkswagen Rocktan, l’ipotetica ed inedita crossover che deriverà dalla nuova generazione della Suzuki SX4. Molto probabilmente, la Rocktan sarà il primo modello sviluppato da Volkswagen in joint venture con Suzuki, di cui possiede il 19,9% del pacchetto azionario. La Casa di Wolfsburg subentrerà così a Fiat che ha realizzato la Sedici, gemella dell’attuale SX4.
La Volkswagen Rocktan sarà una SUV per la città ed una via di mezzo tra la CrossPolo e la Tiguan. In pratica, sarà la sostituta della CrossGolf che deriva dalla Golf Plus. Inoltre, la Rocktan permetterà di non mancare all’appuntamento con la diretta concorrenza giapponese che già propone la Toyota Urban Cruiser e la Nissan Juke. Un’altra arma dell’inedita crossover sarà il prezzo, inferiore ai 20.000 euro.
Per quanto riguarda la gamma delle motorizzazioni, la Rocktan sarà equipaggiata quasi sicuramente con il benzina 1.4 TSI, nonché con i 1.6 TDI e 2.0 TDI. Al momento non è stato indicato il periodo di presentazione della Volkswagen Rocktan, anche perché l’auto non ha ancora ricevuto l’ok per la produzione che, quasi certamente, si terrà nell’impianto ungherese di Esztergom.
Via | AutoInternationaal

Con l’acquisizione del 19,9% di Suzuki, Volkswagen avrà accesso alle piattaforme per le auto piccole della Casa di Hamamatsu, nonché agli impianti in India controllati attraverso Maruti. Anche se Suzuki potrà accedere al ricco know-how della Casa di Wolfsburg, la piattaforma della New Small Family - su cui verrà sviluppata la versione di serie della Up! - sarà per il momento estromessa dall’accordo.
Per alcuni mercati, Volkswagen starebbe pensando di commercializzare le future generazioni dei modelli Jimny, SX4 e Splash con il proprio brand. Non è chiaro se questa operazione sarà limitata a certi Paesi o verrà estesa anche all’Europa Occidentale, anche perché una piccola fuoristrada, una crossover compatta e una citycar con forme da MPV sono vetture appartenenti a segmenti in cui la Casa tedesca è assente. Inoltre, l’operazione di re-badging dovrebbe interessare anche la nuova generazione della Suzuki Grand Vitara.
Continua a leggere: Suzuki: i nuovi modelli Jimny, SX4 e Splash avranno anche il brand Volkswagen?

La collaborazione tra Volkswagen e Suzuki riguarderà anche il settore moto. Lo ha confermato il presidente Martin Winterkorn, elencando le varie sinergie che i due costruttori metteranno in piedi nel settore auto, a seguito dell’acquisizione del 20% di Suzuki da parte del colosso di Wolfsburg. L’interesse di Volkswagen nei confronti delle moto di Hamamatsu potrebbe portare alla nascita di una gamma di modelli identificati dal brand Volkswagen Motorrad.
Stando alle indiscrezioni, la Casa tedesca entrerebbe nel mondo delle due ruote per dare filo da torcere a BMW, proponendo motociclette votate al turismo, ma anche scooter di grossa cubatura, quest’ultimo un segmento dove il costruttore bavarese non è presente. Il settore moto è da sempre un pallino di Ferdinand Piech, il patron del Gruppo Volkswagen. Non è escluso che la partnership con Suzuki anche nelle due ruote possa portare all’acquisizione di MV Agusta o Ducati, la prima messa in vendita ufficialmente da Harley-Davidson e la seconda oggetto di interesse anche da parte del Gruppo Piaggio.
Via | Motorpasiòn

Secondo il quotidiano giapponese “Yomiuri Shimbun”, il Gruppo Volkswagen è il nuovo leader mondiale nelle vendite di autoveicoli, grazie soprattutto a Suzuki, di cui possiede il 19,9% del capitale azionario. Nel 2009 la Casa di Hamamatsu ha venduto 2,3 milioni di veicoli a livello mondiale. Nonostante il calo del 2% rispetto al 2008, Suzuki ha consolidato la propria quota in India, mercato in cui sarà più attiva la joint venture con Volkswagen. L’anno scorso, invece, il Gruppo di Wolfsburg ha venduto circa 6,3 milioni di autoveicoli in tutto il mondo.
Integrando i dati di vendita dei due costruttori, il Gruppo Volkswagen si classifica al primo posto delle vendite mondiali con 8,6 milioni di immatricolazioni. Toyota regredisce al secondo posto, avendo venduto ’solo’ 7,8 milioni di veicoli. Sul colosso automobilistico di Nagoya hanno inciso le vendite sotto tono in Giappone. Nel corso del 2009, Toyota ha immatricolato circa 2 milioni di autoveicoli in patria, accusando un calo nelle vendite del 7,3%.
In attesa che i dati di vendita planetari vengano confermati da tutti i costruttori d’auto, il Gruppo Volkswagen raggiunge con largo anticipo uno degli obiettivi prefissati nel “Mach 18″, ovvero diventare leader nella produzione e commercializzazione di autoveicoli. In questo decennio, il Gruppo automobilistico di Wolfsburg dovrà invece lavorare per raggiungere l’obiettivo di 10 milioni di veicoli all’anno, di cui 1 milione destinato solamente agli Stati Uniti.
Via | ANSA
Volkswagen non salirà oltre il 19,9% di Suzuki: a dichiararlo ufficialmente è stata la stessa casa nipponica. Il costruttore tedesco è già il maggiore azionista di Suzuki in virtù della quota suddetta, ma a quanto pare il presidente Osamu Suzuki non intende vendere altri pezzi della sua azienda “proprio mentre sta vivendo una fase di forte crescita globale”.
Suzuki ha dunque ribadito che la sua risposta nel caso in cui VW dovesse farsi avanti per avere più peso in seno alla casa sarebbe: “rimaniamo nelle condizioni attuali”. Nel dubbio che le sue dichiarazioni non fossero abbastanza chiare, il presidente ha concluso: “Non abbiamo alcun interesse a diventare il dodicesimo marchio Volkswagen”.
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