La nuova Opel Astra debutta in Inghilterra con il marchio Vauxhall nella versione EcoFlex. Dotata del 1.3 diesel 95 Cv Euro 5 con filtro DPF, la nuova versione dichiara un consumo medio di 4,2 l/100 km, un risultato decisamente interessante sopratutto se confrontato con il precedente modello, che utilizzava il motore 1,7 litri 110 Cv e non andava oltre 4,5 l/100 km.
La nuova Astra EcoFlex dichiara emissioni pari a 109 g/km di C02 (contro 119 del modello precedente), raggiunti modificando la gestione elettronica del motore, i rapporti del cambio manuale ed ottimizzando l’aerodinamica. Con ogni probabilità vedremo presto una versione analoga Opel con dati identici: sul mercato Italiano è già disponibile la motorizzazione 1.3 diesel 95 Cv, che pur dichiarando già una media di 4,2 l/100 km non va oltre 129 g/km di C02.
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Come vi avevamo anticipato ieri, Opel ha deciso di chiudere lo stabilimento belga di Anversa. Un’altra tappa per la ristrutturazione dell’azienda che complessivamente vedrà il taglio di oltre 8000 posti di lavoro.
Automotive News aveva riportato alcune indiscrezioni secondo cui ancora non erano state prese decisioni in merito ad Anversa, decisioni che oggi sono state comunicate in forma ufficiale: “entro il 2010″, recita il comunicato di Opel, dove si assicura anche che “si stanno comunque mantenendo i rapporti e le consultazioni con le organizzazioni dei lavoratori”.
“Ci rendiamo conto - ha spiegato Nick Reilly - dell’effetto che avrà questo annuncio fra i dipendenti dello stabilimento e le loro famiglie, gente che ha lavorato qui per decenni realizzando auto di ottima qualità, ma assicuriamo che la decisione non è stata presa alla leggera. Questa scelta potrà garantire un futuro a Opel e Vauxhall“. La crisi generale dell’economia ha colpito duramente il comparto automobilistico e nel 2010 le vendite si attesteranno a 4 milioni di auto in meno vendute rispetto al 2007, secondo la nota diffusa da Opel. E’ perciò che l’azienda deve poter ridurre del 20% la sua capacità produttiva.
Nuova Opel Meriva: ancora foto ufficiali




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Secondo alcune attendibili fonti, Opel si appresta a chiudere la sua fabbrica di Anversa, Belgio, nell’ambito del piano di ristrutturazione che il numero uno Nick Reilly si appresta a presentare.
Il futuro dello stabilimento belga è al centro delle discussioni dal momento in cui General Motors ha fatto retromarcia sulla vendita di Opel e Vauxhall. Anche i suoi 2300 dipendenti dunque, rientrano nel piano di riduzione della forza lavoro che presto annuncerà GM Europe.
Il suddetto programma prevede -lo ricordiamo ancora una volta- un taglio di oltre 8000 posti di lavoro, pari a circa un quinto degli occupati attuali. “Il management non ha affatto abbandonato l’idea di chiudere Anversa” ha rivelato un insider Opel ad Automotive News. Un portavoce GM Europe ha commentato l’illazione affermando che “sul futuro di Anversa non è stata ancora presa una decisione definitiva”.
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Arriva insieme ad un paio di nuovi scatti degli esterni la prima foto in assoluto che ritrae l’abitacolo della nuova Opel Meriva, ripresa in queste immagini con i marchi Vauxhall, per la precisione. L’obiettivo principale del re-design degli interni della monovolume compatta è stato quello di migliorare le caratteristiche di spaziosità, visibilità e funzionalità rispetto al modello precedente. Vediamo quali sono le novità principali introdotte con il ricambio generazionale.
Innanzi tutto, i progettisti hanno abbassato e spostato in avanti la plancia, creando così più spazio per i due occupanti anteriori. In termini di visibilità poi, i montanti anteriori sono “dimagriti”, diminuendo così gli angoli bui, e la linea di cintura dal caratteristico andamento “spezzato” ha infine favorito la sensazione di luminosità nella parte posteriore dell’abitacolo.
Dal punto di vista della versatilità infine, il sistema FlexSpace è stato reso ancor più semplice da utilizzare e soprattutto ancor più funzionale: le due sedute laterali del divanetto posteriore, possono ora scorrere longitudinalmente in maniera indipendente dalla sezione centrale. Non solo: la parte posteriore dell’abitacolo può assumere un layout a due sole poltroncine singole, che possono oltretutto scorrere in senso laterale.
Nuova Opel Meriva: prima foto abitacolo
Continua a leggere: Nuova Opel Meriva: ecco le prime foto degli interni
In un post pubblicato nel suo blog ufficiale, Nick Reilly, amministratore delegato Opel, è tornato a parlare dei suoi piani per il futuro della casa tedesca. Pochi e semplici i concetti chiave: riduzione della capacità produttiva, mantenimento degli attuali livelli di produttività e qualità.
Reilly ha inoltre affermato che la nomina del team di dirigenti che sarà presto al timone di Opel è ormai questione di momenti: dopo i due rinvii consecutivi (inizialmente doveva essere presentata ai primi di dicembre, poi nell’ultima parte dello stesso mese), sembra finalmente arrivato il momento delle decisioni. Anche perché l’ad ha fornito qualche primo particolare sulla composizione della squadra.
I nuovi dirigenti saranno “un mix di persone provenienti dall’interno di Opel e Vauxhall ed altre che potranno portare un approccio innovativo dalle loro esperienze esterne”. In termini di offensiva di prodotto poi, Reilly parla di sette novità per quest’anno, la prima delle quali è il Model Year 2010 della Corsa. Dopo di lei sarà il momento della nuova Meriva, che sarà lanciata a marzo al Salone di Ginevra.
Continua a leggere: Opel: Nick Reilly torna a parlare dei programmi futuri
Annuncio senza dubbio sorprendente: il presidente di General Motors Ed Whitacre ha dichiarato ieri a Detroit che il colosso americano ha tutta l’intenzione (e le carte in regola) per tornare a generare profitti già nel corso del 2010, lasciando alle spalle l’anno forse più duro della sua intera storia.
Dopo cinque anni consecutivi di pesanti perdite, GM ha subito nel 2009 l’onta della bancarotta controllata e tutte le sue conseguenze nefaste, dai licenziamenti alle chiusure delle fabbriche sino al sacrificio di due intere case automobilistiche, Pontiac e Saturn, alla vendita di Hummer e all’attuale delicatissima situazione di Saab.
Con i rimanenti sei marchi, Chevrolet, Opel, Vauxhall, Cadillac, Buick e GMC, Whitacre è convinto che GM ha raggiunto il punto d’equilibrio per tornare ad essere competitiva e ripagare per intero il rimanente debito con lo stato e i cittadini americani entro la fine del 2010. “Ci vogliamo liberare al più presto di questo fardello” ha dichiarato il presidente. Secondo gli esperti però, l’ambizione di GM si potrà concretizzare solo se la crisi -soprattutto per quanto riguarda gli Stati Uniti- si esaurirà entro quest’anno…
Continua a leggere: General Motors intende tornare ai profitti già nel 2010
Nick Reilly, l’amministratore delegato ad interim di Opel e Vauxhall, presenterà durante la prossima settimana la nuova squadra che dirigerà la casa tedesca. Il leggero ritardo rispetto ai programmi è dovuto al fatto che Reilly ha dovuto scorporare, accorpare e più in generale riorganizzare alcuni ruoli precedentemente suddivisi tra la sede di GM Europe di Zurigo ed il quartier generale Opel di Rüsselsheim.
Secondo Automotive News, la dinamica interna che attraverserà GM Europe andrà nella direzione della leggerezza strutturale: il comando dell’operation europea di General Motors si trasferirà a Rüsselsheim e tutte le funzioni attualmente sdoppiate verranno accorpate, in vista di un’ottimizzazione ispirata a quella che ha già interessato Detroit e l’operation americana.
Nonostante Reilly abbia annunciato giorni fa che l’annuncio dovrebbe arrivare a metà settimana, un insider Opel ha rivelato che potrebbero esserci ulteriori ritardi, ma che comunque il team sarà presentato sul breve termine. Anche il nuovo business plan Opel sarà presentato più in là del previsto, si dice nel mese di gennaio.
Già nei giorni scorsi la britannica Vauxhall ha avviato la commercializzazione della sua variante della nuova Astra in Gran Bretagna: i primissimi clienti che l’hanno ordinata nel mese di settembre, hanno già ricevuto le chiavi dei loro esemplari.
Per la cronaca, l’offerta britannica della nuova Vauxhall Astra si compone di cinque unità benzina, con il 1.6 turbo da 180 CV al top di gamma. Per quanto riguarda i diesel invece, si va dal 1.7 CDTI da 110 CV al 2.0 CDTI da 160 CV.
A proposito di operazioni di rebadging, fatta salva l’ormai consolidata condivisione tra Opel e Vauxhall, va detto che la nuova Astra potrebbe ampliare i propri orizzonti: il neonato modello, in una variante a tre volumi attualmente in fase di sviluppo, potrebbe sbarcare anche in Nordamerica sotto l’egida del marchio Buick.
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Buone notizie per i dipendenti tedeschi Opel: General Motors ha annunciato che i licenziamenti saranno meno di quanto preventivato recentemente. Per quanto riguarda la storica sede di Rüsselsheim, ad esempio, se nella prima bozza del programma si parlava di 2500 licenziamenti, ora si è scesi a 1950.
L’annuncio, fatto direttamente dall’amministratore delegato Opel Nick Reilly, non sembra in ogni caso sufficiente a soddisfare le richieste sindacali, che erano e rimangono ben diverse. Reilly deve inoltre convincere la Germania e le altre nazioni che ospitano sedi produttive Opel/Vauxhall della bontà del suo piano, superando gli scetticismi avanzati da più parti sulla sopravvivenza a lungo termine delle due case.
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Le trattative per delineare il futuro di Opel e Vauxhall proseguono senza sosta ed è notizia di ieri che si protrarranno anche nel corso della prossima settimana. I rappresentanti del management e dei dipendenti, nonché i responsabili delle fabbriche e i governi coinvolti, si incontreranno per discutere il dettaglio di molti aspetti cruciali ancora da definire.
In particolare, l’agenda della prossima settimana prevede la discussione dei piani di prodotto e produzione per i siti industriali che fanno capo alle due case, la proposta di taglio dei costi e della forza lavoro, le proiezioni sui volumi produttivi futuri ed infine i programmi di investimento.
Il prossimo turno di consultazioni segue a breve distanza di tempo i recenti incontri tenuti da Nick Reilly -nuovo numero uno Opel- con gli azionisti, i rappresentati dei lavoratori e quelli dell’Unione Europea e degli stati che ospitano fabbriche della casa. Nell’occasione, Reilly ha confermato una riduzione della capacità produttiva degli impianti europei pari al 20% ed un conseguente taglio di almeno 9000 posti di lavoro, metà dei quali si perderanno nella sola Germania.
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Nick Reilly è il nuovo amministratore delegato di Opel e Vauxhall. La nomina del manager, che segue le burrascose dimissioni di Carl-Peter Forster dal vertice di GM Europe, è stata ufficializzata nel pomeriggio da Detroit, a conferma delle recenti indiscrezioni che abbiamo riportato. Reilly sarà immediatamente operativo dopo la nomina odierna.
Il suo ruolo sarà quello di traghettare le due controllate europee di General Motors fino all’elezione del prossimo ad, “la cui ricerca è già cominciata” come si legge nel comunicato ufficiale. Il nuovo numero uno ha nel suo passato trascorsi in Opel e Vauxhall e durante il suo mandato dovrà gettare le basi per garantire il successo delle due case sul lungo termine.
Durante il mandato ad interim, Reilly manterrà la carica di presidente di GM International Operations. Hans Demant, vicepresidente di GM Europe Engineering rimarrà a capo del consiglio d’amministrazione della casa tedesca.
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General Motors ha da poco comunicato ufficialmente che venderà il 55% di Opel e Vauxhall al consorzio formato da Magna International e Sberbank. A GM rimarrà il 35%, ai dipendenti andrà il 10% della proprietà, mentre lo stato tedesco garantirà nuovi aiuti di stato alla casa automobilistica.
Molti aspetti chiave dell’accordo verranno fissati definitivamente nel corso delle prossime settimane, ma la notizia odierna è che quest’intesa finalmente c’è. Finisce dunque la “telenovela” internazionale che tanto ha fatto discutere negli ultimi mesi.
Per le decisioni di dettaglio sull’intervento pubblico di Berlino, sul costo del piano di ristrutturazione, e per capire quanto questo peserà sulle spalle dei dipendenti, manca ancora del tempo. Tutti gli aspetti comunque, come auspica GM nel comunicato ufficiale, dovrebbero essere definiti entro fine anno. Ma qualcosa lo possiamo già dire. Ecco quello che (non) cambierà in futuro.