Lotus si è vista negare un contributo pubblico che sarebbe servito a sostenere i piani di crescita e la produzione della nuova gamma modelli presentata lo scorso anno al Salone di Parigi. Ora, secondo quanto riporta AutoExpress, la nuova Esprit e le altre Lotus di nuova generazione potrebbero essere assemblate all’estero.
Il costruttore di Hethel aveva chiesto al Governo un sostegno pari a 27,5 milioni di sterline, che sarebbero dovuti provenire dall’RGF, il Regional Growth Fund, un “tesoretto” da 1,4 miliardi. Lotus, che fece formale richiesta a gennaio, intendeva usare quei fondi per costruire un nuovo impianto produttivo situato presso la sua sede che avrebbe creato 1200 nuovi posti di lavoro.
Il Department for Business, Innovation and Skills, per la cronaca, ha erogato complessivamente 450 milioni negli scorsi anni in favore di progetti industriali di General Motors, Jaguar-Land Rover e Bentley. Entro il prossimo 1° luglio in ogni caso, Lotus ha l’opportunità di formulare una nuova richiesta, con le cui modifiche si spera di allentare i cordoni della borsa governativa.
Continua a leggere: Lotus: negato il finanziamento pubblico per i piani di crescita
Il costruttore finlandese Valmet Automotive ha presentato al salone di Ginevra la versione definitiva della Eva, utilitaria a due posti più due con sistema di trazione elettrica realizzata in collaborazione con Nokia e Navteq. Partnership marginali, e circoscritte alla rispettiva area di competenza: il gigante della telefonia ha sviluppato un sistema per mettere in comunicazione smartphone e sistema di infotainment, mentre l’azienda statunitense ha replicato con un sistema GPS in grado di calcolare il percorso più favorevole anche in funzione dei punti di ricarica.
La Valmet Eva è equipaggiata con due propulsori alimentati da quattro batterie agli ioni di litio, che producono una potenza complessiva di 110 cavalli per una velocità massima di 120 km/h. Valmet ha strutturato la sua utilitaria partendo da un telaio in alluminio, leggero e resistente, realizzato - chissà - ispirandosi alla piattaforma Space Frame della Fisker Karma, prodotta proprio dal costruttore scandinavo.
Ecco la prima immagine ufficiale della Valmet Eva, prototipo di city car elettrica realizzata per il salone di Ginevra. La piccola EVA non sarà sola nello stand, dal momento che Valmet Automotive presenterà anche la THINK City, la Garia LSV Concept Car e la Fisker Karma, veicoli che produce per conto dei rispettivi costruttori.
La city Car EVA non ha per il momento un futuro produttivo, ma rappresenta le capacità produttive e progettuali di Valmet al servizio dei marchi internazionali più importanti. La vettura può ospitare 4 persone ed ha una autonomia di 160 km, con una velocità massima di 120 km/h. Il telaio in alluminio è modulare e può essere adattato a forme e dimensioni diverse, ferma restando la propulsione elettrica. Il sistema di ricarica delle batterie al litio, studiato in collaborazione con le aziende Fortum ed Utu Elec consente l’attivazione della ricarica via SMS.

Valmet presenterà al salone di Ginevra la city car Eva, concept di auto elettrica per i centri urbani. Valmet è nota per essersi occupata della produzione di alcuni modelli automobilistici come Porsche Boxster e Cayman ed è attualmente impegnata nella produzione della nuova Th!nk e della Fisker Karma, che presto entrerà a regime.
Questo prototipo vuole esplorare il segmento delle utilitarie ad emissioni zero, settore che sta velocemente interessando gran parte dei costruttori e che vedrà a Ginevra la presenza di altre proposte simili, tra cui la Rinspeed UC?. In questo caso gli unici dati diffusi, oltre al bozzetto, sono relativi alla autonomia di 160 km. Insieme a Valmet hanno collaborato al progetto Nokia e Navteq.
La produzione della piccola elettrica norvegese Think è ripartita nella fabbrica della finlandese Valmet, situata a Uusikaupunki-Nystad. Per chi non lo sapesse, Valmet Automotive assembla per conto di costruttori terzi numerosi modelli, come le Porsche Boxster e Cayman o la Fisker Karma.
Ora, dopo essere entrata nel capitale di Think in occasione della sua ricapitalizzazione di quest’anno, Valmet è diventata anche partner strategico ed industriale della piccola casa norvegese. L’annuncio odierno rappresenta un ulteriore passo della rinascita di Think.
Recentemente il costruttore ha annunciato la commercializzazione della sua elettrica in alcuni mercati europei (Austria, Danimarca, Norvegia, Olanda, Spagna, Svezia e Svizzera) e dopo la notizia della ripartenza della produzione, l’obiettivo di avviare le consegne -indirizzate soprattutto ad enti locali e compagnie elettriche- poco prima di Natale sembra più vicino.
Continua a leggere: Think: la produzione riparte nella sede di Valmet
La norvegese Th!nk si prepara a portare le sue piccole elettriche sull’altra sponda dell’Atlantico: il costruttore scandinavo avrebbe scelto un sito in Indiana per avviare la produzione delle auto negli Stati Uniti. Charles Gassenheimer, presidente di Ener1, azienda produttrice di batterie agli ioni di litio che detiene il 31% di Th!nk, ha dichiarato ad Automotive News che i dettagli dell’operazione saranno resi ufficiali entro qualche settimana.
Si parla ormai da anni di questo progetto della casa norvegese, che punta anche alla nascita di un centro di ricerca negli USA. Ora pare che finalmente il piano si concretizzerà, anche grazie a contributi pubblici stanziati dal Dipartimento dell’Energia americano per la promozione dell’auto elettrica. Fondi cui per l’appunto anche Th!nk spera di accedere. Per chi non lo sapesse, la compagnia norvegese è partecipata tra gli altri dal governo di Oslo e dalla finlandese Valmet.
Continua a leggere: Th!nk: le piccole elettriche norvegesi saranno prodotte anche negli Stati Uniti
Joe Biden, il vicepresidente degli Stati Uniti, ha involontariamente rivelato i piani industriali di Fisker per il futuro. Durante un incontro con il sindacato UAW presso la neo-acquisita fabbrica di Wilmington (Delaware), che General Motors ha ceduto per 18 milioni di dollari, il braccio destro di Barack Obama ha parlato esplicitamente della “nascita di un’intera gamma dopo l’arrivo della Karma“.
E fin qui, tutto ok. Il problema è che Biden ha passato il segno parlando di “100.000 esemplari di berline, coupé e crossover ibride plug-in” in riferimento ai numeri che Wilmington farà ogni anno. I quantitativi erano stati già rivelati da Fisker. Sulle auto che nasceranno in Delaware invece, era meglio sorvolare…
A quanto pare però, il buon Henrik Fisker non l’ha presa troppo male, confermando l’anticipazione di Biden: “Sì, ha detto proprio quello che intendiamo fare in futuro” ha dichiarato il designer danese. E visto che la frittata era fatta, ha anche aggiunto che la finora misteriosa berlina che nascerà dal Project NINA, “avrà un design radicale ed entusiasmante”. “L’abbiamo già fatta vedere a Biden” ha proseguito Fisker “e a suo avviso sembra una Ferrari a quattro porte”. Biden avrebbe aggiunto infine che “è difficile credere che costi solo 40.000 dollari”.
Ieri la Fisker, casa automobilistica che ha progettato la Karma, ha annunciato i dettagli riguardo la produzione della sua berlina-coupè ibrida: la filante quattro porte andrà in catena di montaggio a inizio 2009 e la costruzione sarà curata dai finlandesi di Valmet, che dopo aver esaurito il contratto con Porsche (per cui producono Boxster e Cayman), hanno siglato un’altra intesa di primo piano.
L’Europa sarà un mercato molto importante per Fisker, che a differenza di Tesla (la Roadster arriverà da noi in pochi esemplari), conta di piazzare parecchie migliaia di unità nel Vecchio Continente: su una produzione annua di 15.000 unità, la metà esatta verrà assorbita dai mercati europei.
Evidentemente il vulcanico Henrik Fisker conta molto sull’effetto novità, dato che come sottolinea lui stesso la Karma sarà la prima berlina-coupè ibrida sul mercato. L’appuntamento con lei è fissato per l’ultimo trimestre dell’anno prossimo.
Via | TheCarConnection
Come molti di voi sapranno, le due piccole di casa Porsche non vengono realizzate direttamente dal costruttore tedesco, ma sono costruite dai finlandesi di Valmet, nello stabilimento della pressochè impronunciabile e sconosciuta Uusikaupunki.
Il contratto che Zuffenhausen ha sottoscritto con la controparte scandinava, scadrà nel 2011 e proprio questa settimana il cda della casa tedesca ha stabilito di non rinnovarlo, optando per l’affidamento dell’importante commessa agli austriaci di Magna-Steyr. Questi ultimi hanno prevalso su Karmann e sulla stessa Volkswagen, la quale avrebbe potuto ugualmente provvedere alla realizzazione dei due modelli.
Periodo felice per Magna, dunque: dalle sue linee escono tanti importanti modelli, come la BMW X3 e la Saab 9-3 Cabrio, e tra i modelli di prossima presentazione (oltre alle due piccole Porsche) figurano nomi pesanti come Aston Martin Rapide e Peugeot 308 RC Z.