Cadillac potrebbe accogliere in gamma negli anni futuri una interessante soluzione per la propulsione ibrida: per il premium brand di General Motors infatti, sarebbe al vaglio l’ipotesi di sfruttare il Two Mode Hybrid dei grossi SUV di casa, ossia il sistema nato negli anni scorsi dalla Global Hybrid Cooperation con Mercedes, BMW e Chrysler.
La notizia è stata data da Tom Stephens (vicepresidente di GM Global Product Operations) ad Automotive News: “Il nostro Two Mode Hybrid usato finora sui grossi SUV, potrebbe debuttare sulla prossima generazione di modelli a trazione posteriore del gruppo”, secondo quanto dichiarato dal manager. E le maggiori indiziate sono per l’appunto la ATS (nascitura media di cui si parla da qualche giorno) e la prossima generazione della CTS.
A loro sarà destinata una variante più evoluta del Two Mode Hybrid: il motore elettrico sarà più compatto del 25% e più potente del 20% rispetto ad oggi, senza contare che anche pesi e costi diminuiranno. La Cadillac ATS sarà in vendita l’anno prossimo, mentre la nuova CTS è attesa per il 2012.
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Entro il 2013, General Motors realizzerà i motori elettrici da sola, “in domo”, con l’obbiettivo di ridurre i costi senza affidarsi a fornitori terzi. Il costruttore di Detroit investirà nel progetto oltre 246 milioni di dollari, di cui 105 concessi dal Dipartimento statunitense per l’Energia nell’ambito del programma governativo di aiuti – oltre 2.2 miliardi di dollari complessivi – destinato alla mobilità sostenibile. “I motori elettrici rappresentano il futuro della locomozione”, commenta il portavoce GM Brian Corbett.
La nuova piattaforma ibrida sarà composta da un propulsore termico ed un motore elettrico per ciascuna ruota posteriore (così da sviluppare una trazione simil 4×4), fornirà il 20% di potenza in più rispetto al “Two Mode Hybrid” attuale con dimensioni inferiori del 25%; la prima applicazione verrà commercializzata nel 2013. General Motors diventa così uno fra i pochissimi costruttori a produrre batterie e motori elettrici nei suoi stabilimenti.
La vendita di Saturn porterà General Motors a perdere in solo colpo il 25% delle auto ibride a listino, visto che il giovane marchio americano ha da sempre proposto motorizzazioni piccole e recentemente versioni ibride della propria gamma.
I progetti originali prevedevano l’arrivo di un ibrido plug-in ed un Two-mode Hybrid con batterie al litio: Tom Stephens di GM ha confermato in una intervista ad Automotive News che questa ricerca non sarà sprecata, infatti queste tecnologie saranno comunque lanciate sul mercato a partire dal 2011 su modelli dei brand “rimasti” nel gruppo. Chevrolet sembra quella con meno problemi in merito, visto che la Volt procede a gonfie vele verso l’attesissimo debutto commerciale, ma Buick, Cadillac e GMC potrebbero trarne interessanti vantaggi.
Via | MotorAuthority
Chrysler ha portato al Salone di Los Angeles la sua proposta di propulsione ibrida. Si tratta di un sistema “two-mode”, che sfrutta una trasmissione CVT a variazione continua, la quale può funzionare in due modalità: alle basse andature e con la macchina poco carica la propulsione può provenire dal solo motore elettrico, dal solo motore a scoppio, o da una qualunque combinazione dei due, mentre a pieno carico o in altre condizioni per cui è necessario (in fase di sorpasso, ad alta velocità o su grosse pendenze) il 5.7 V8 HEMI ed il motore elettrico, funzionano al massimo delle loro capacità.
Un sensore collegato alla centralina “decide” quando passare dall’una all’altra modalità di funzionamento, a seconda di tutta una serie di parametri costantemente monitorati dal sistema.
Ovviamente il two-mode hybrid di Chrysler, sviluppato in collaborazione con GM, Daimler AG e Gruppo BMW, è anche dotato della funzione di riciclo della potenza dissipata in frenata, che rientra in circolo andando a ricaricare gli accumulatori, come accade su tutte le più moderne auto ibride.
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