Con l’apprezzabile intento di fare chiarezza nella vicenda dei due grossi richiami che l’hanno riguardata, la filiale italiana Toyota ha deciso di diramare un comunicato contenente utili delucidazioni sui provvedimenti in questione. Di seguito, ve ne riassumiamo le informazioni principali.
La prima campagna di richiamo, quella per il pedale dell’acceleratore, riguarderà in Italia un totale di circa 260.000 vetture. A partire dalla settimana in corso, la filiale nazionale del costruttore ha iniziato a contattare i clienti toccati dal provvedimento tramite l’invio di una lettera che invita a prendere appuntamento con il proprio concessionario e sottoporre la propria auto all’intervento necessario. L’aggiornamento richiederà circa 30 minuti.
La seconda campagna di richiamo, quella per il pedale del freno, riguarda solo la nuova Toyota Prius ed in particolare il suo sistema di ABS. Come ha precisato la casa nella giornata odierna, le vetture immatricolate in Italia e coinvolte nel provvedimento sono circa 2500. Toyota Italia sta attualmente procedendo nell’individuazione dei numeri di telaio corrispondenti per poi iniziare a contattare i clienti. L’intervento in assistenza durerà circa 40 minuti.
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Toyota Motor Europe ha annunciato oggi che si appresta a richiamare 52.902 esemplari di Toyota Prius di terza generazione, l’attuale. La casa interverrà sulle auto interessate dal provvedimento modificando il software di gestione dell’ABS.
Il richiamo nasce da una serie di segnalazioni provenienti da USA e Giappone e e accomunate da un aspetto, l’inconsistenza del pedale del freno in certe particolari situazioni, particolarmente su fondi dissestati o scivolosi. La modifica andrà ad intervenire sui tempi di risposta dell’ABS accorciandoli e sui parametri di intervento in caso di slittamento dei pneumatici.
La procedura di intervento richiederà 40 minuti e potrà essere condotta presso tutta la rete Toyota. Ad oggi non è stato segnalato alcun incidente dovuto a questo potenziale difetto in Europa. Nel nostro continente inoltre, a differenza di quanto accaduto altrove, nel richiamo non sono coinvolti altri modelli, né Toyota né Lexus.
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Toyota ha comunicato di voler richiamare circa 436.000 vetture ibride in tutto il mondo per risolvere il problema all’impianto frenante già accusato dalla Prius. Nel solo mercato giapponese, Toyota costringerà all’officina 199.666 Prius, 10.820 SAI e 12.424 Lexus HS250h. Non sfuggono al controllo nemmeno 159 esemplari sperimentali della Prius plug-in. Nel mondo, saranno invece 213.000 pezzi (150.000 in nord America) a rispondere alla campagna, mentre 50.000 unità “europee” sono già state richiamate per modificare il software di gestione dei freni.
Nel frattempo, Seiji Maehara , ministro giapponese ai trasporti, ha accusato Toyota di non aver agito per tempo. “Vorrei”, ha esordito il ministro rivolgendosi ad Akio Toyoda, presidente del gruppo, “che lei rispettasse il punto di vista dei conducenti auto e avrei preferito che prendesse delle misure prima, piuttosto che dire semplicemente che non si è trattato di un grosso problema tecnico”. Toyoda ha incassato la critica promettendo di riconquistare la fiducia dei clienti in qualsiasi modo. “Raddoppieremo il nostro impegno per la qualità come elemento prioritario della nostra compagnia”, ha garantito.
Via | Corriere
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Le immagini che vi proponiamo qui raffigurano una delle prossime concept car Toyota: queste ricostruzioni virtuali, depositate dalla casa presso l’EPO, l’Ufficio Brevetti Europeo, sono state al centro di una “fuga” del tutto imprevista. Sul conto della vettura raffigurata però, non esiste nemmeno mezza informazione. Via libera alle ipotesi dunque.
La natura di prototipo è evidente per via delle forme ardite della carrozzeria e di alcuni particolari decisamente “da salone”: si noti a tale proposito l’assenza degli specchi retrovisori, rimpiazzati da microcamere per la visione posteriore. Detto questo, possiamo solo immaginare cosa si nasconda sotto il vestito dell’auto.
In considerazione di una certa somiglianza con la FT-CH Concept presentata al Salone di Detroit in gennaio, possiamo ipotizzare che nel cofano trovi posto un propulsore particolarmente ecologico: un ibrido, se non addirittura un elettrico dotato fra l’altro di pannelli fotovoltaici sul tetto.
Akio Toyoda, il numero uno di Toyota, ha espresso oggi il suo commento alla brutta vicenda dei difetti -e conseguenti richiami “milionari”- al pedale dell’acceleratore di numerosi modelli venduti in tutto il mondo. Il presidente ha offerto le sue formali scuse ai clienti.
Nonostante alcuni dei top manager più in vista delle filiali europea ed americana fossero già intervenuti nella questione mostrando un atteggiamento simile, Toyoda non aveva ancora esternato le sue reazioni dall’inizio della vicenda, eccezion fatta per un breve accenno al World Economic Forum di Davos, Svizzera, risalente a venerdì scorso.
Oggi il presidente del colosso giapponese ha ritenuto opportuno tornare sulla questione ed ha colto l’occasione per annunciare un ulteriore provvedimento: la casa istituirà un comitato interno per tenere sotto controllo i futuri problemi di qualità e risolverli nel minor tempo possibile. L’iniziativa non è del tutto inedita: già nel 2006, Katsuaki Watanabe, il predecessore di Toyoda, aveva fatto qualcosa di simile.
Toyota ha reso noto oggi di aver apportato alcuni cambiamenti al software di gestione dei freni sulla nuova Prius in seguito alle lamentele emerse sia negli Stati Uniti che in Giappone. La modifica interessa solo gli esemplari prodotti nelle ultimissime settimane.
La casa ha inoltre fornito contestualmente a quest’annuncio un’ulteriore anticipazione: presto potrebbero finire sotto indagine interna gli impianti frenanti degli altri modelli ibridi prodotti dal gruppo. Toyota ha poi proseguito affermando che non è escluso un prossimo richiamo per le Prius vendute in Giappone e USA.
Sembra inoltre che le lamentele pervenute all’NHTSA non si riferiscano solo a situazioni come la guida sul ghiaccio o il passaggio su sconnessioni particolarmente aspre: l’improvviso calo di forza frenante avverrebbe anche nel momento di attivazione dell’ABS. Dal mese di maggio Toyota ha venduto in USA decine di migliaia di Prius: molto probabilmente un nuovo, vasto richiamo è in vista.
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Per i prossimi tre anni, a partire da giugno, Toyota proseguirà lo sviluppo della Prius plug-in fra le vie di Oslo. La dirigenza del gruppo giapponese ha infatti firmato un documento d’intesa con Jøran Kallmyr, assessore alle politiche ambientali della città norvegese, per favorire e velocizzare la genesi della Prius plug-in. Duecento di queste, in particolare, verranno affidate ad altrettanti clienti con formula di noleggio. La Prius PHV è equipaggiata con batterie al litio – più evolute rispetto agli attuali accumulatori al nichel – che potranno essere ricaricate da una comune presa di corrente.
“Tutela ambientale e mobilità sostenibile sono alcuni fra i temi considerati come basilari dall’attuale amministrazione”, ha commentato Kallmyr. “Olso punta a ricoprire un ruolo da città leader nello sviluppare soluzioni per ridurre le emissioni, anche attraverso la partnership con aziende”.
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Il Ministro per i Trasporti del governo giapponese ha chiesto a Toyota di fornire chiarimenti su una serie di lamentele registrate tra i clienti della nuova Prius, che hanno per l’appunto fatto emergere la questione freni. Come ammesso da una portavoce della casa, le lamentele sono iniziate sul finire dell’anno scorso e sono state raccolte anche negli Stati Uniti.
La casa non ha però reso noto quante siano state finora le segnalazioni di questo tipo né i provvedimenti che prenderà in questo senso. La portavoce ha però rivelato ad Automotive News che “i clienti interessati dal difetto si lamentano tutti più o meno di qualcosa che accade nelle medesime situazioni di guida, vale a dire su strade ghiacciate o particolarmente sconnesse: in queste condizioni il pedale del freno trasmette una sensazione inusuale”.
Nella banca dati dell’NHTSA comunque, risulterebbero 102 segnalazioni di questo tipo: più o meno tutte lamentano una sorta di interruzione della forza frenante se si spinge il pedale mentre l’auto passa su buche particolarmente brusche. Una segnalazione dello scorso settembre si riferisce ad un caso di tamponamento avvenuto proprio in conseguenza di questo momentaneo “mancamento”. In Giappone, dove l’auto è il modello più venduto in assoluto, le segnalazioni sarebbero invece 14 -tutte tra dicembre e gennaio-, ed almeno una di esse si riferisce ad un incidente.
Per la prima volta nella sua storia l’EuroNCAP ha nominato le cinque auto più sicure dell’anno appena trascorso. La migliore di tutte è risultata la Volkswagen Golf, testata inizialmente nel 2008 e poi di nuovo nel 2009 secondo le nuove regole. Alle spalle della tedesca, che continua a mietere successi, si sono classificate le due ibride più diffuse sul mercato, la Honda Insight e la Toyota Prius nell’ordine.
Al quarto posto poi si trova una coreana, la nuova Hyundai i20, che segna un’importantissima riscossa per le auto provenienti dal paese asiatico e che precede un terzetto a pari merito, costituito da Opel Astra, Volvo XC60 e Toyota Avensis. Volete sapere anche quali sono state le peggiori dell’anno? Eccovi accontentati: la maglia nera se la dividono Toyota Urban Cruiser e Suzuki Alto.
Nel corso del 2009, l’EuroNCAP ha testato un totale di 33 nuovi modelli, sottoponendoli a quattro diverse tipologie di crash. E nel 2010 le norme saranno ulteriormente irrigidite: per ottenere le cinque stelle, le auto dovranno raggiungere un punteggio dell’80% nella protezione adulti (prima era il 75%), del 75% nella protezione bambini (contro il 70% attuale) e del 40% nella protezione pedoni. I risultati della prima serie di crash dell’anno saranno resi pubblici il 3 marzo.
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Un milione di auto ibride prodotte in un anno? Toyota conta di riuscirci, nel corso del 2011. L’obiettivo dei giapponesi è quello di rimanere i leader mondiali in questo particolare ambito delle soluzioni per la propulsione alternativa.
L’annuncio, fatto dal quotidiano Nikkei e ripreso da Reuters, significa che Toyota intende raddoppiare i volumi produttivi delle sue ibride nel giro di 24 mesi: nel 2009 ne ha sfornate poco più di 500.000, vale a dire più o meno l’8% della sua produzione globale.
L’operazione di conquista comincerà proprio da casa: il mercato interno si è dimostrato particolarmente recettivo nei confronti della nuova Prius, incoronandola come il modello più venduto del 2009 con le sue 208.876 unità, il 280% in più rispetto al 2008. Dal momento del suo debutto in maggio, la Prius non è mai scesa dal gradino più alto del podio dei modelli più venduti nel Sol Levante.
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Ecco le foto ufficiali della Toyota Prius G Sports, al debutto al Tokyo Auto Salon. Questo prototipo prosegue il filone comune a Marx X, FT-86 ed MR2 G Sports già annunciate. Nel dettaglio, la Prius viene rivoluzionata in chiave sportiva con un occhio di riguardo alla penetrazione aerodinamica per ridurre in consumi, come dimostra la carenatura delle ruote posteriori ed il nuovo frontale, dotato ora di luci LED diurne. I cerchi da 18″ alleggeriti montano pneumatici sportivi, l’assetto è stato ribassato di 30 mm e l’impianto frenante è stato potenziato con pinze a 4 pistoncini sull’asse anteriore e dischi da 334mm. Gli interni presentano finiture contrastanti in nero lucido e rosso, con sedili sportivi Recaro. Nessuna modifica ha interessato il propulsore 1.8 ibrido, eccetto un terminale di scarico sdoppiato.
Con 208.876 esemplari venduti nel corso del 2009, la Toyota Prius è l’auto più venduta in Giappone. Nonostante la crisi che ha colpito il mercato automobilistico nipponico, le vendite della ibrida di Toyota sono triplicate rispetto al 2008. Il merito è soprattutto degli incentivi alla rottamazione e agli sgravi fiscali varati dal governo giapponese che ha favorito, soprattutto, l’acquisto di auto ecologiche, nonché quelle di piccola dimensione e poco assetate di carburante.
E’ la prima volta che una vettura ibrida conquista la leadership in un mercato automobilistico importante come quello del Sol Levante. Infatti, la Toyota Prius si è classificata al primo posto davanti ad Honda Fit e Toyota Vitz - conosciute in Europa come Honda Jazz e Toyota Yaris - posizionatesi rispettivamente al secondo e terzo posto.
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