Toyota ha presentato la pubblicità che verrà trasmessa al Superbowl. La protagonista è la nuova Camry, reinventata dal marchio nella sua versione 2012 per aggiornare una delle best-seller di Toyota nel Nord America. Il simpatico spot del Superbowl mostra, con improbabili invenzioni, come la nuova Camry mantenga la connotazione storica del modello, ma sia stata reinventata completamente.
La Camry, costruita a Georgetown in Kentucky ed esportata in 19 paesi, è disponibile con un 2.5 litri da 178 cavalli, un V6 3.5 litri da 268 cavalli ed una versione ibrida da 156 cavalli. La versione ibrida è la proposta più interessante della gamma: il 2.5 litri depotenziato è infatti abbinato ad un modulo elettrico da 105 kW che permette alla berlina di passare da 0 a 60 miglia orarie in 7.6 secondi consumando 5.47 litri di carburante ogni 100 km percorsi in città.
Quattro gli allestimenti selezionabili, L, LE, XLE ed SE con svariati optional a scelta come il monitor da 6.1 pollici nel cruscotto che può visualizzare le immagini della retrocamera opzionale. La Camry parte da poco più di 21 mila dollari, l’equivalente di 14.700 euro.
Toyota ha diffuso foto ed informazioni della Camry in versione Internazionale, dopo aver svelato il medesimo ed importantissimo modello di settima generazione destinato esclusivamente agli Stati Uniti. Le differenze rispetto a quest’ultimo sono marginali e concentrate sopratutto nel frontale, mentre non è ancora stato definita la strategia commerciale: l’auto sarà sicuramente venduta in alcuni paesi dell’area Ukraina a partire da Ottobre e per il momento non si conoscono gli altri paesi coinvolti. La gamma propulsori prevede un 4 cilindri 2,5 litri ed un V6 3,5, che negli Stati Uniti erogano rispettivamente 178 e 268 Cv.
Continua a leggere: Toyota Camry: la versione Internazionale
Cinque anni dopo l’introduzione dell’ultima serie, nota come XV40, Toyota aggiorna la berlina Camry e modifica così i connotati alla vettura di maggior successo negli Stati Uniti, venduta lo scorso anno in 327.804 esemplari e prodotta in oltre 15 milioni dal 1982. La nona generazione presenta una carrozzeria aggiornata ma non stravolta, ancora piuttosto insipida e somigliante ad una Subaru. Il corpo vettura mantiene le dimensioni della XV40, lunga 4.80 metri, larga 1.82 e alta 1.47, ma l’abitacolo si rivela più voluminoso ed offre qualche centimetro in più per i passeggeri.
La gamma motori è composta da tre unità, con alla base il quattro cilindri 2.5 da 180 CV e 230 Nm. Questo propulsore necessita di 9.41 l/100 km in città e 6.72 in autostrada, che aumentano fino a 11.2 e 7.84 l/100 km per il V6 3.5 da 272 CV e 336 Nm. Ben più interessante si rivela il 2.5 in versione ibrida, depotenziato a 158 CV ma abbinato ad un modulo elettrico da 105 kW. Così equipaggiata la Camry Hybrid compie lo 0-60 miglia in 7.6 secondi e richiede 5.47 l/100 km in città e 6.03 in autostrada. A livello tecnico debutta il nuovo servosterzo elettrico EPS, mentre le sospensioni anteriori e posteriori ricevono nuove tarature all’insegna del confort.
Nella plancia spicca il monitor da 6.1 pollici, che può essere integrato con la telecamera posteriore di parcheggio, con il navigatore satellitare e l’impianto audio JBL. Al momento del lancio (ottobre 2011) saranno previsti gli allestimenti L, LE, SE e XLE. Il prezzo d’attacco è fissato a quota 21.245 dollari, pari all’equivalente di 14.700 euro.
Si è goduta l’evento con assoluta calma e tranquillità, assaporando i particolari di una giornata per lei memorabile. Per questo motivo Rachel Gilbert non ha mai superato le 50 miglia orarie (circa 75 km/h), non raccogliendo la sfida degli organizzatori per cui avrebbe dovuto oltrepassare le 100 miglia. Cento proprio come gli anni festeggiati dall’arzilla nonnina, invitata a guidare per cinque giri una Toyota Camry in assetto da Pace Car lungo il New Hampshire Motor Speedway, dove si corre il campionato NASCAR che la signora Gilbert segue ininterrottamente dagli anni ’60. La signora Gilbert tornerà nell’autodromo a luglio per assistere all’appuntamento iridato della Spring Cup, occasione in cui riceverà una t-shirt autografata da Carl Edwards.
Quelli della Red Bull, come al solito, ne inventano una nuova ogni giorno. Stavolta hanno preso una Toyota Camry della NASCAR Sprint Cup e il relativo pilota -Scott Speed, ex Toro Rosso Formula 1- per dare una botta di vita a qualche passeggero nel centro di Chicago. Esito molto divertente, ma quando si tratta di mettere in subbuglio il traffico della metropoli americana, la mitica Bluesmobile di Jake ed Elwood rimane ancora irraggiungibile…

La joint-venture Toyota-Guangzhou ha avviato oggi la produzione cinese della Camry Hybrid: la notizia, anticipata sul finire del 2009, si è dunque rivelata veritiera. La berlina ibrida verrà prodotta proprio a Guangzhou, nel Guangdong, e venduta attraverso 107 concessionarie del network Toyota-Guangzhou. In futuro, si prevede che il modello verrà commercializzato dall’intera rete.
La Cina è un mercato importante per la Camry: laggiù sono stati venduti oltre 500.000 esemplari di questa berlina media in meno di quattro anni, e Toyota conta di confermare il successo del modello con questa nuova motorizzazione.
Per i più curiosi: la prima ibrida Toyota venduta in Cina è stata la Prius, commercializzata dal 2005. Dopo di lei è stato il momento delle Lexus LS600h e RX400h, entrambe vendute in Cina dal 2007. L’anno scorso infine è stata la volta della GS450h.
Toyota vende e sopratutto costruisce la Camry Hybrid in Australia. Questo spot celebra la “vettura più sofisticata costruita nel paese”, senza però fornire alcun dettaglio tecnico sulla propulsione ibrida della berlina giapponese, non disponibile attualmente sul mercato Europeo ma, da anni, leader di quello Americano.

Toyota ha annunciato di aver ricevuto negli USA un atto di citazione federale per i documenti relativi ai difetti dell’acceleratore e dei freni che hanno causato i recenti maxi-richiami in tutto il mondo. L’accusa riguarda stavolta il risparmio di “oltre 100 milioni di dollari” ottenuto grazie a quella che in alcuni documenti interni viene definita la “vittoria” dei limitati richiami del 2007 per il tappetino lato guida che incastrava il pedale del gas.
Nel frattempo, il Ministro dei Trasporti Ray LaHood, ha confermato che il governo aveva cominciato a indagare sui difetti di alcuni modelli già dal dicembre del 2003. Tra i documenti interni passati al setaccio in queste ore, è emerso un rapporto di luglio 2009 del capo delle attività USA Yoshimi Inaba, dal titolo “Importanti questioni di sicurezza”. Il dossier dimostra come Toyota fosse già a conoscenza del problema al pedale del gas.
La “vittoria” dei limitati richiami del 2007, circoscritti a qualche decina di migliaia di auto, fu frutto di un accordo con l’NHTSA che portò ad un richiamo di sole 55.000 Camry e Lexus ES350 nel settembre del 2007 per i problemi al tappetino che hanno portato in seguito alla morte di cinque persone. Responsabilità dei giapponesi, certo, ma a questo punto è chiaro che anche dall’altra parte c’è stato qualcuno che troppo facilmente è sceso a patti…
Toyota fermerà temporaneamente la produzione di due fabbriche negli Stati Uniti. L’annuncio in questione rappresenta il primo forte contraccolpo subito dalla casa in termini commerciali in seguito alla disastrosa vicenda dei richiami: le vendite USA sono calate significativamente ed il costruttore sta adeguando i propri volumi alla domanda.
Le fabbriche interessate dallo stop sono in Kentucky e Texas, ma la casa non ha chiarito quante unità in meno verranno realizzate complessivamente. In ogni caso, non ci saranno licenziamenti: i dipendenti seguiranno corsi di aggiornamento durante questa fase. Nel comunicato diramato dalla filiale statunitense della casa, si legge che “le operazioni di produzione in Nordamerica saranno ridotte per mantenere l’inventario a livelli accettabili”.
La fabbrica di Georgetown, Kentucky, dove nascono i modelli Camry, Avalon e Venza, si fermerà il 26 febbraio e forse per altri brevissimi periodi tra marzo e aprile. L’impianto è il più grande tra quelli gestiti da Toyota in Nordamerica e dà lavoro a 7000 dipendenti.
Continua a leggere: Toyota: stop temporaneo alla produzione di due fabbriche USA
L’ormai famigerato difetto al pedale dell’acceleratore che ha investito Toyota negli USA come un uragano, non smette di portare grane alla casa giapponese, che ha deciso oggi di fermare le vendite di ben otto modelli toccati dal problema. Nemmeno a dirlo, dall’altra parte dell’Oceano le reazioni sono già una valanga.
Tra i modelli in standby figurano le fondamentali Corolla e Camry, richiamate insieme ad altre -RAV4 compresa- nel provvedimento che ha recentemente riportato in rete d’assistenza circa 2.300.000 auto.
In seguito alla sospensione delle vendite, Toyota fermerà anche la produzione dei veicoli in questione tra l’1 ed il 5 febbraio per decidere e prendere le contromisure migliori per affrontare il grave problema. Lo stop interesserà cinque fabbriche negli Stati Uniti. E non è tutto qui: il richiamo, che non riguarda comunque il marchio Lexus, potrebbe anche allargarsi all’Europa.
Ancora Toyota, ancora Stati Uniti, ancora pericolosi problemi con il pedale dell’acceleratore. E di conseguenza, ancora un mega-richiamo: il colosso nipponico ha annunciato oggi un nuovo provvedimento che interesserà la folle cifra di 2.300.000 auto vendute negli USA.
Anche stavolta le auto vengono richiamate per un rischio legato al pedale dell’acceleratore, dicevamo. Si tratta del secondo intervento del genere: il primo, risalente a fine novembre, era dovuto alla possibilità che il pedale rimanesse incastrato sotto il tappetino lato guida, ed è risultato in un grosso danno economico e d’immagine per la casa.
Questo secondo richiamo, possibilmente, sembra ancor più grave: secondo Toyota il pedale del gas rischia di bloccarsi in una determinata posizione o di far fatica nel tornare in alto una volta tolta la pressione del piede. Il tappetino insomma, stavolta non c’entra.
Continua a leggere: Toyota: nuovo mega-richiamo per 2.300.000 auto in America
A partire dall’anno prossimo, la joint-venture che Toyota ha in Cina con Guangzhou avvierà la produzione di un modello ibrido. La consociata cinese del costruttore però, non si occuperà dell’assemblaggio di un modello in vendita anche da noi, bensì della Camry Hybrid.
Il modello, che gode di successo commerciale su altri mercati (a partire da quello USA), è stato già introdotto in Cina nel corso del 2009, al Salone di Shanghai. Vista la crescita del mercato cinese, gli obiettivi di vendita sono ambiziosi: Guangzhou-Toyota conta di vendere nel paese un totale di quasi 270.000 auto l’anno prossimo, tra cui 170.000 Camry (varianti ibride comprese) e 22.000 Yaris.
L’incremento cui punta la joint-venture è pari al +27,5% su base annua. Tanto? Certo, per i nostri parametri sì, ma basterà dire che la rete di vendita Guangzhou-Toyota passerà da 210 a 300 concessionari in un anno per rendere l’idea di quanto quel mercato sia tuttora in una fase di tumultuoso sviluppo…