Nei giorni scorsi il costruttore norvegese Think Global AS ha presentato istanza di fallimento presso il tribunale di Oslo, adducendo come motivo i gravi scompensi finanziari a seguito degli insufficienti volumi di vendita. Nel corso del 2010 appena 1.043 automobilisti hanno comprato una minicar elettrica Think, decretando lo stato di crisi per un’azienda alquanto “sfortunata”: dal 1991 ad oggi, nei vent’anni di esistenza del marchio, gli amministratori hanno dichiarato fallimento ben quattro volte.
“Abbiamo ricevuto l’interesse di alcuni investitori - ha commentato un portavoce -, ma purtroppo non siamo riusciti a stipulare un accordo nei tempi giusti”. La produzione della vetturetta Think è sospesa dallo scorso marzo.
Think City verrà proposta in una inedita versione 4 posti per il Mercato Europeo. La city car elettrica Norvegese, recentemente lanciata anche sul mercato Europeo, non è stata modificata esteticamente, ma è stata dotata di due sedili posteriori con attacchi Isofix e cinture a 3 punti che, di fatto, annulla la capacità del bagagliaio.
La soluzione 2+2 è comunque modulare, visto che i sedili possono essere ripiegati singolarmente, così da offrire la stessa capacità di carico del modello 2 posti. Grazie alle sue batterie al litio, la City è capace di toccare i 105 km/h con una autonomia di circa 160-180 km. La vettura, che viene offerta con una garanzia di 5 anni o 100.000 km e sarà presto commercializzata in alcuni paesi Europei ad un prezzo ancora da definire.
La Think City verrà utilizzata da 4 giornalisti della BBC per un lungo test su strada, attraversando l’intera Europa in un viaggio di circa 6400 km. La piccola city car elettrica ha una autonomia media di 180 km e sopratutto non supera i 105 km/h, quindi porrà nuove problematiche ai tester, interessati a valutare l’emergente settore delle auto ad emissioni zero in una prova che va oltre lo spirito originale di una city car simile.
Il team partirà da Londra alla volta della Danimarca, per poi attraversare Norvegia, Svezia, Germania, Austria, Lichtenstein, Svizzera, Francia, Italia, Spagna e Portogallo. La vettura, fornita dal costruttore, è identica a quelle normalmente in vendita e sarà sottoposta ad un test praticamente mai tentato prima, con la importante variabile delle fonti di ricarica disponibili lungo il percorso ed i conseguenti tempi per il rifornimento. L’inziativa potrà essere seguita dal sito ufficiale www.electricride.eu, ma anche da Facebook e Twitter.
La Think City, piccola elettrica dal passaporto norvegese, sarà sostituita dalla nuova generazione nel corso del 2012. La grande differenza rispetto al modello attuale? Il design. Poco accattivante oggi, l’estetica della vettura scandinava sarà decisamente più curata quando arriverà il nuovo modello, nel tentativo di ampliare drasticamente l’attuale bacino di clientela.
Il piccolo costruttore ha recentemente annunciato la prossima apertura di un nuovo centro di ricerca nei pressi di Oslo. La sede, strettamente legata allo sviluppo del prossimo modello (di cui non si conoscono dettagli tecnici), è destinata ad ospitare presto anche gli aspetti commerciali della gestione del brand e ad ampliare in futuro il proprio organico con una campagna di assunzioni.
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Think aprirà un nuovo centro di ricerca nella città norvegese di Fornebu, vicino ad Oslo. La nuova sede consentirà al team di sviluppo di concentrare tutte le fasi di sperimentazione e lavorare sulle future auto elettriche da proporre sul mercato. Con il tempo anche le sezioni relative alla gestione commerciale ed al marketing saranno spostate nella nuova sede, dove sono attese anche nuove assunzioni per potenziare l’organico.
La produzione della Think City elettrica è affidata alla Valmet Automotive in Finlandia ed inizieranno in questo periodo le consegne degli esemplari destinati a Danimarca, Olanda, Norvegia, Spagna, Svezia ed Austria. Nel 2011 è stata annunciata l’apertura di uno stabilimento dedicato al mercato Americano ad Elkhart County, Indianapolis: nella stessa sede, grazie al supporto di Ener1 e Volvo, saranno costruite anche 600.000 batterie per auto ibride ed elettriche.
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Ecco la prima immagine ufficiale della Valmet Eva, prototipo di city car elettrica realizzata per il salone di Ginevra. La piccola EVA non sarà sola nello stand, dal momento che Valmet Automotive presenterà anche la THINK City, la Garia LSV Concept Car e la Fisker Karma, veicoli che produce per conto dei rispettivi costruttori.
La city Car EVA non ha per il momento un futuro produttivo, ma rappresenta le capacità produttive e progettuali di Valmet al servizio dei marchi internazionali più importanti. La vettura può ospitare 4 persone ed ha una autonomia di 160 km, con una velocità massima di 120 km/h. Il telaio in alluminio è modulare e può essere adattato a forme e dimensioni diverse, ferma restando la propulsione elettrica. Il sistema di ricarica delle batterie al litio, studiato in collaborazione con le aziende Fortum ed Utu Elec consente l’attivazione della ricarica via SMS.
Ener1, unità di Volvo e partner di Th!nk Global investirà 237 milioni di dollari in uno stabilimento negli USA per la produzione di batterie dedicate al settore automotive. La struttura avrà una capacità produttiva di 600.000 batterie per auto ibride o 60.000 per auto completamente elettriche. EnerDel ha spiegato che vuole installare questo nuovo impianto il più vicino possibile ad Indianapolis, sede del quartier generale dell’azienda.
Saranno usati sia fondi privati ma anche incentivi pubblici per sostenere questo nuovo insediamento produttivo, anche in virtù del valore ambientale per il futuro del settore automotive. La lista delle aziende partner di Ener1 comprende nomi come Volvo, Nissan, Mazda, oltre alla già citata svedese Th!nk. Fra i clienti, invece, anche l’esercito americano per cui produce le batterie per il prototipo di un Humvee ibrido attualmente in fase di test.
Le batterie realizzate in questo stabilimento serviranno anche per le citycar elettriche della svedese Th!nk che, oltre a puntare al territorio statunitense, ha recentemente annunciato la commercializzazione della sua vettura in alcuni mercati europei (Austria, Danimarca, Norvegia, Olanda, Spagna, Svezia e Svizzera). Peraltro, è stato il primo costruttore ad aver ottenuto il nuovo certificato Euro EV, lanciato dalla Comunità Europea per incentivare la diffusione di vetture elettriche.
La produzione della piccola elettrica norvegese Think è ripartita nella fabbrica della finlandese Valmet, situata a Uusikaupunki-Nystad. Per chi non lo sapesse, Valmet Automotive assembla per conto di costruttori terzi numerosi modelli, come le Porsche Boxster e Cayman o la Fisker Karma.
Ora, dopo essere entrata nel capitale di Think in occasione della sua ricapitalizzazione di quest’anno, Valmet è diventata anche partner strategico ed industriale della piccola casa norvegese. L’annuncio odierno rappresenta un ulteriore passo della rinascita di Think.
Recentemente il costruttore ha annunciato la commercializzazione della sua elettrica in alcuni mercati europei (Austria, Danimarca, Norvegia, Olanda, Spagna, Svezia e Svizzera) e dopo la notizia della ripartenza della produzione, l’obiettivo di avviare le consegne -indirizzate soprattutto ad enti locali e compagnie elettriche- poco prima di Natale sembra più vicino.
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La norvegese Th!nk si risolleva dalla crisi ed ottiene un importante traguardo: è il primo costruttore ad ottenere il nuovo certificato Euro EV, lanciato dalla Comunità Europea per incentivare la diffusione di vetture elettriche e disponibile solo dal mese di Maggio.
Parte quindi la procedura di omologazione nei singoli stati e, sopratutto, si aprono nuove prospettive di mercato per la piccola utilitaria elettrica City che, originariamente, era stata progettata con Ford. In particolare esiste già un accordo per consegnare 550 esemplari in Spagna, grazie alla collaborazione del governo ed il particolare interesse per questa tipologia di veicoli.
Via | Autocar

La Think (anzi, “Th!nk”, secondo la dicitura ufficiale), ha annunciato oggi la sospensione della produzione delle sue auto elettriche in attesa di fondi. L’azienda norvegese avrebbe già chiesto l’intervento del governo, ma a quanto pare la risposta alla richiesta d’aiuto è stata negativa.
Intervistato al riguardo da Reuters, il Ministro per il Commercio e l’Industria del paese scandinavo ha fatto notare come in questo periodo di crisi molte aziende norvegesi si stiano trovando in gravi difficoltà, sottolineando che la Think non riceverà alcun trattamento speciale.
Oslo sta infatti studiando una serie di misure per aiutare l’economia nazionale, ma si tratta di interventi a favore di tutti i settori produttivi, e non di manovre per questa o quell’azienda.