Chrysler proporrà nel corso dei prossimi anni due modelli inediti basati su architetture sviluppate da Fiat. Uno di questi è una berlina compatta di segmento C del tutto inedita rispetto alla gamma attuale del costruttore: l’auto nascerà sulla nuova architettura CUSW, la stessa derivata dal pianale C-Evo che darà i natali alla berlina compatta Dodge. La proposta Chrysler è attesa per il 2013.
Anche l’attuale Chrysler 200 verrà sostituita da una novità con DNA italiano, e anche lei passerà il testimone nel 2013. La nuova berlina media sarà il primo modello di Auburn Hills a montare il doppia frizione sei marce TCT. In occasione del Model Year 2012, anche la grossa 300 riceverà qualche aggiornamento: arriveranno per la precisione il cambio automatico otto marce ZF ed un nuovo quadro strumenti.
Il 2014 sarà invece l’anno del ricambio generazionale per il Grand Voyager. Chrysler ha annunciato che il nuovo monovolume non sarà proposto con due marchi diversi (oggi viene venduto anche come Dodge con pochissime differenze), ed è dunque probabile che proprio la versione dell’Ariete verrà cancellata.
Via | AutoWeek
Da questa settimana è possibile ordinare in Italia una nuova versione dell’Alfa Romeo Giulietta, equipaggiata con il cambio automatico a doppia frizione a secco Alfa TCT. Dopo il debutto sulla MiTo, il TCT va dunque ad equipaggiare un secondo modello del Gruppo Fiat. Sulla Giulietta in particolare, la trasmissione sarà abbinata al 1.4 MultiAir 170 CV (Best New Engine 2010) e al 2.0 JTDM-2 da 170 CV. Il listino prezzi parte da 24.550 euro per la MultiAir in allestimento Progression e raggiungere i 30.750 euro per la 2.0 JTDM-2 in allestimento Exclusive.
Dotata di paddles al volante disponibili a richiesta la trasmissione Alfa TCT, con il MultiAir 170 CV promette una velocità massima di 218 km/h e uno 0-100 da 7,7 secondi, assicurando al contempo un consumo di 5,2 l/100 km nel ciclo combinato ed emissioni pari a 121 g/km di CO2, valori che rendono la Giulietta “la compatta a benzina più ecologica del mercato, perfino rispetto a modelli dotati di cambio manuale con livelli di potenza e prestazioni decisamente inferiori”, come sottolinea Alfa.
Anche in abbinamento al diesel 2.0 JTDM-2 da 170 CV i valori registrati sono di tutto rispetto: in confronto alla stessa versione con cambio manuale, l’accelerazione da 0 a 100 km/h scende da 8,0 secondi a 7,9 secondi, e anche i consumi sul ciclo combinato si riducono da 4,7 l/100 km a 4,5 l/100 km. Di conseguenza, le emissioni di CO2 si abbassano in misura analoga, scendendo dai 124 g/km della versione con il cambio manuale ai 119 di quella dotata del TCT.
Il debutto della Lancia Ypsilon di nuova generazione -finalmente!- si avvicina. Dopo le prime tre ondate di foto spia, arriva anche il momento della ricostruzione grafica. In seguito al “panico” generato dalla notizia secondo cui la presentazione della nuova piccola Lancia sarebbe stata (ulteriormente…) rimandata, l’allarme è rientrato. L’attuale compatta, ormai una quasi-vegliarda, lascerà il posto alla nuova nel primo trimestre del 2011.
La nuova Lancia Ypsilon, che verrà dunque effettivamente esposta in prima mondiale al Salone di Ginevra nel mese di marzo, riprenderà -e porterà avanti- il discorso stilistico inaugurato dall’attuale Delta, nel muso, nel resto della carrozzeria e soprattutto in certi accenti “vezzosi” del design.
La nuova Ypsilon, che come abbiamo scritto già più volte sarà solo a cinque porte, seguirà una strada esattamente opposta rispetto al modello attuale. E la Musa non avrà eredi. Anche dal punto di vista della tecnica la nuova Ypsilon andrà incontro ad una mezza rivoluzione: la futura piccola Lancia sarà equipaggiata con i moderni TwinAir, MultiAir e MultiJet II, e offrirà naturalmente anche il nuovo cambio automatico a doppia frizione TCT. Tutte buonissime ragioni per seguirla con attenzione.
Immagine | AutomobileMagazine
Ecco l’attesissima prova della nuova Alfa Romeo Giulietta. Dopo 150 chilometri tra la pista prova di Balocco e le strade statali della zona, possiamo confermare che Giulietta ci è piaciuta e che la grande attesa per questo modello è stata ben ripagata. La lunga giornata stampa ci ha permesso di analizzare gli aspetti tecnici e di marketing con l’amministratore delegato Harald Wester e poi di ammirare e guidare le vetture a disposizione.
Il primo impatto con la nuova segmento C di casa Alfa è migliore rispetto a quello delle foto ufficiali e del primo contatto al salone di Ginevra: nel mondo “reale” e in colori ed allestimenti più vari dimostra un bell’equilibrio stilistico, pur con un frontale molto prominente. I colori scelti per la presentazione, bianco e blu, valorizzano le forme della carrozzeria, muscolosa e caratterizzata da gruppi ottici di grande effetto grazie alla tecnologia LED. Come in molte altre vetture attuali, i gruppi ruota stentano ad imporsi visivamente, se non in misure extralarge, così i 16” delle versioni più piccole sembrano perdersi nei passaruota, mentre i 18” della Quadrifoglio Verde appaiono equilibrati rispetto alle forme della fiancata.
Ancora prima della conferenza stampa, non resistiamo alla tentazione e saliamo su alcune delle vetture a disposizione, per toccare con mano uno dei punti più controversi della Giulietta: quelli stessi interni che sono stati rivisti da Alfa prima del lancio e che, ancora oggi, fanno discutere. L’impatto globale è positivo, sopratutto per la posizione di guida e le regolazioni che accolgono guidatori di ogni statura (con un 99 percentile). Il cruscotto è piuttosto alto e massiccio, presenta finiture accattivanti nelle zone più visibili ma propone anche qualche caduta di stile: i panelli porta, sopratutto nella zona degli alzavetri, offrono materiali di qualità piuttosto bassa e soggetta a facili graffi. I comandi a deviatore, in stile 8C Competizione, hanno un rivestimento gommoso nella norma, mentre i comandi del clima sono intuitivi e molto grandi. Anche il cassetto portadocumenti appare un po’ esile, anche se piuttosto capiente.
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L’Alfa Romeo del Centenario ha un solo compito, gravoso come un’impresa titanica: piacere. E vendere, per convincere così Sergio Marchionne ad attribuire il giusto rilievo al marchio. Con ancora nelle orecchie le parole di Harald Wester, la cui conferenza stampa si è conclusa solo pochi minuti fa, possiamo formulare un giudizio dopo mesi di indiscrezioni ed anni di ritardo - la Giulietta sarebbe dovuta uscire nel 2004. L’auto c’è. E’ ben disegnata, ha un’elevata qualità (percepita e “toccata”) e può finalmente disporre di una gamma motori ed accessori all’altezza delle pretese.
Il manager del Biscione ha poi sottolineato come “la Giulietta disponga del motore con la più alta potenza specifica mai sviluppato per Alfa Romeo”: la versione Quadrifoglio Verde, disponibile già dal debutto nelle concessionarie (8 maggio 2010, nda), verrà equipaggiata con il quattro cilindri 1750 da 235 cavalli che garantisce uno spunto 0-100 km/h in 6.8 secondi per una velocità massima di 242 km/h. La gamma motori dell’Alfa Romeo Giulietta comprenderà poi il 1.4 MultiAir da 170 cavalli ed il 1.4 T-Jet da 120, più i diesel JTDm 1.6 da 105 cavalli e 2.0 da 170.
Nello stand Alfa era poi presente la MiTo 1.4 MultiAir da 135 cavalli con la nuova trasmissione da TCT a doppia frizione e sei rapporti, abbinata al sistema Start&Stop che garantisce una riduzione dei consumi pari al 10%.
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Il gruppo Fiat prosegue nella stentorea mitragliata di novità presentando la trasmissione TCT a doppia frizione con funzionamento a secco, attesa al salone di Ginevra dove equipaggerà l’Alfa Romeo MiTo con motore 1.4 Turbobenzina da 135 cavalli. Appartenente alla famiglia C635 - 6 rapporti per 350Nm di coppia massima supportata - introdotta (in versione manuale) dalla MiTo Quadrifoglio Verde, il cambio TCT è composto da due corpi separati e disposti in parallelo equipaggiati con altrettanti frizioni.
Questo meccanismo permette di mantenere sempre una marcia “in canna” sia in fase di accelerazione che di frenata, ed il cambio di rapporto viene effettuato tramite un graduale scambio fra le frizioni corrispondenti frizioni. Benefici? Maggior comfort di guida, continuità nell’erogazione della coppia, riduzione dei consumi pari al 10% - anche per merito del sistema Start&Stop - rispetto ad un cambio automatico tradizionale. L’Alfa Romeo TCT può essere utilizzato tramite levette al volante offerte come optional.
Il Biscione tiene inoltre a precisare che il cambio può interagire con il selettore DNA, lo sterzo, i comandi di freno e acceleratore, il sistema Start&Stop, l’ABS, il motore e l’inclinometro (rilevatore di pendenza per innesto Hill Holder e disinnesto Start&Stop alla sua attivazione). Da rimarcare il peso di 81 chili, più che ottimo se confrontato con i DSG Volkswagen: il sei rapporti in bagno d’olio (coppia massima 350Nm) pesa 99.5 chili, mentre il sette innesti a secco (coppia massima 250Nm) pesa 71.7 chili. L’Alfa Romeo MiTo 1.4 MultiAir con trasmissione TCT sarà nelle concessionarie a partire dalla primavera.