Il debutto europeo delle Suzuki G70 e Swift Range Extender verrà organizzato durante il salone di Ginevra, in programma dall’8 al 18 marzo. I due prototipi risalgono allo scorso Tokyo Motor Show e condividono una spiccata impronta ecologica, evidente fin dalle colorazioni e dagli accostamenti cromatici. La G70 (chiamata anche Regina) è un’utilitaria dalle forme originali e sorprendenti, disegnata per abbinare la massima efficienza energetica ad un’aerodinamica quasi estrema, che produce un coefficiente di resistenza inferiore del 10% rispetto alle vetture tradizionali.
Questa vettura pesa appena 730 chili ed utilizza un motore dalle caratteristiche ancora ingote: Suzuki si è infatti limitata a precisare che emette 70 grammi di CO2 al chilometro e percorre 32 chilometri con un litro di carburante. La Swift EV Hybrid si propone come variante ad alimentazione EREV della nota segmento B. Utilizza pertanto un motore termico (cui spetta anche il ruolo di generatore) ed un propulsore elettrico, grazie al quale percorre fino a 30 chilometri senza alcuna emissione inquinante.
Dopo Nissan, ecco le novità Suzuki in vista per il Salone di Tokyo 2011: anche la casa di Hamamatsu si presenterà alla rassegna di casa con un paio di concept “sconcertanti” -la Regina e la Q-, cui verrà affiancata la variante cinque porte della Swift Sport, che l’anno prossimo vedremo anche sul nostro mercato.
La Regina Concept, caratterizzata da una ricerca aerodinamica estrema, fa dell’estrema leggerezza (730 kg a secco) il suo principale punto di forza. Spinta da un 800 turbo a iniezione diretta affiancato da start&stop e sistema di frenata rigenerativa, assicura consumi pari a 3 l/100 km ed emissioni di CO2 contenute entro i 70 g/km. La Regina, afferma il costruttore, prefigura la sua prossima compatta globale.
La Q-Concept invece rappresenta un esercizio simile a quello della Pivo3 di Nissan per la sua evidente vocazione urbana e futuristica. Pensata anche per un pubblico anziano o a ridotte capacità motorie, la Q-Concept ricorda nella filosofia “minimalista” proposte più note come la Renault Twizy o la Volkswagen Nils. Anzi, dato che i giapponesi lavorano da anni su questo campo, la proposizione andrebbe ribaltata.