L’offerta della Suzuki Grand Vitara si amplia: arriva la versione “Executive+” che si posiziona al top di gamma, affiancando le versioni già presenti a listino. La gamma motori della fuoristrada nipponica, lunga 4.3m e larga 1.81m, include un motore turbodiesel 1.9 litri DDiS, un benzina 1.6 litri e un benzina 2.4 litri dotati di tecnologia VVT. Grand Vitara Executive+ monta il td 1.9 litri DDiS, da 129 CV a 4000 giri/min, con un generoso valore di coppia massima di 300 Nm, raggiunti a 1750rpm e mantenuti invariati sino a 2500rpm. Il sistema di trazione 4×4 dispone di 4 modalità di funzionamento; tutte quante prevedono la trasmissione della coppia motrice a tutte le ruote simultaneamente e costantemente.
Un apposito comando inserito nella console centrale permette di passare dalla modalità normale 4H alla 4H Lock, che blocca il differenziale centrale e consente di affrontare anche sterrati impegnativi, fino alla 4L Lock che innesta anche il riduttore. Grand Vitara Executive+ è dotata di una nuova griglia frontale dal design rinnovato, mancorrenti al tetto e griglie laterali cofano motore di colore silver. Ci sono anche i cerchi in lega da 18”, che conferiscono una risposta dell’autotelaio più pronta, stabile e reattiva. Di serie il tetto apribile elettricamente, scorrevole e inclinabile. I materiali impiegati all’interno sono di nuova fattura. I sedili riscaldabili, ora in pelle fiore, sono personalizzabili in 3 colorazioni: nero, bordeaux e beige, con la possibilità di aggiungere, al costo di € 252, la finitura in pelle anche pervolante e cuffia del cambio.
L’equipaggiamento di serie include dotazioni come l’impianto Hi-fi con lettore CD+MP3 con controllo elettronico del volume e comandi al volante, il navigatore satellitare con schermo touch screen da 7”, il cruise control con comandi al volante, il climatizzatore automatico, il Keyless start system, i fari fendinebbia e fari allo xeno. La nuova Grand Vitara Executive+ con cambio manuale è offerta al prezzo suggerito di € 32.760 chiavi in mano.Per l’automatico occorrono altri 1.872 euro.
Suzuki ha rilasciato le prime immagini delle nuove Grand Vitara a tre e cinque porte, interessate da un marginale aggiornamento estetico concentrato nel volume posteriore. Che porta al sacrificio della ruota di scorta, rimossa dal portellone con l’obbiettivo di attenuare l’immagine da fuoristrada puro, retaggio del passato. Un’operazione in stile Rav4, completata dalla nuova e più ricca dotazione: a partire da luglio, la rinnovata Grand Vitara verrà proposta di serie con cerchi in lega, fendinebbia, sistema di accesso keyless, impianto radio con cd/mp3, climatizzatore, sedili riscaldati e vetri oscurati.
Nessuna novità invece per la gamma motori, ancora composta dai 1.6 (106 cavalli) e 2.4 benzina (166 cavalli), più il 1.9 diesel da 129 cavalli.
Suzuki ha compiuto 100 anni. La società giapponese nacque nel 1909 e la produzione inizialmente fu destinata all’assemblaggio di macchinari tessili e altri tipi di macchine industriali. Ma la Casa di Hamamatsu è diventata famosa per i suoi veicoli a motore, vale a dire automobili e motociclette. Le quattro ruote griffate Suzuki nacquero prima della seconda guerra mondiale, mentre le moto furono sviluppate nel periodo post bellico.
In Italia, Suzuki si è fatta conoscere soprattutto nel campo delle due ruote. Invece, le prime automobili nipponiche giunsero ufficialmente in Italia nel 1982, grazie alla società Autexpò di Romano Artioli. Durante gli anni ‘80, Suzuki è stata la Casa nipponica che vendeva più auto in assoluto nel nostro Paese. Infatti, le piccole fuoristrada della serie SJ - conosciute anche come “Suzukine” - spopolarono in quel periodo. Per evitare il contingentamento delle vetture che vigeva a quel tempo sulle Case giapponesi, le varie SJ410, SJ413 e Samurai incominciarono ad essere assemblate nell’impianto di Santana Motor in Spagna.
Sul nostro mercato, Suzuki si è fatta apprezzare soprattutto per le fuoristrada, come Vitara e Grand Vitara. Molte autovetture, invece, sono state sviluppate in joint-venture con General Motors. Il colosso americano entrò in Suzuki nel 1981, acquisendo una quota azionaria del 20%. Alcune di queste auto sono giunte anche in Italia: la Ignis e la Wagon R+ hanno riscosso un discreto successo, mentre Baleno, Carry, Liana e la Swift di prima generazione sono state quasi snobbate dal pubblico italiano. Per Suzuki si tratta di un mercato importante, tanto che nel 1995 è subentrata ad Autexpò creando la filiale di Robassomero (TO).