La settima generazione della Volkswagen Golf è già su strada. Al marketing non si comanda, ed ai restyling nemmeno. Cattiverie a parte, le indiscrezioni riguardanti la nuova Golf circolano ormai da quattro mesi abbondanti: “la nuova Golf sarà più leggera del 30% rispetto all’attuale” si disse, dando per scontata la totale fedeltà al progetto SuperlightCar.
Come ovvio è pressoché impossibile trarre conclusioni da queste foto spia, e men che meno confermare questa ipotesi. L’unico elemento ad oggi sicuro è l’adozione del pianale modulabile MQB (Modular Querbaukaste), oltre ad una motorizzazione ibrida e diesel a basso impatto impatto ambientale. Quando debutterà? Automotive News “predisse” dicembre 2011 come epilogo commerciale della sesta serie; il prossimo salone di Francoforte – settembre 2011 – potrebbe essere un palcoscenico eleggibile.
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La prossima Volkswagen Golf sarà figlia del progetto SuperlightCar. Promosso dall’Unione Europea, con la partecipazione di 32 fornitori e numerose case automobilistiche - Renault, Volvo, Opel and Daimler, oltre alla casa di Wolfsburg. Si è quindi formato un fronte comune, con l’obiettivo di ridurre il peso complessivo delle prossime quattroruote: per le auto di taglia media, ad esempio, è previsto un calo del 30%.
Il costruttore tedesco avrebbe sviluppato tre concept car, prodotte con altrettante combinazioni di materiali: dalla più raffinata alla più semplice la differenza si peso si attesta fra il 40 ed il 21% in meno rispetto alla generazione attuale; la discriminante sono i costi, ovvio. La prima fase del progetto SuperlightCar avrà termine in data 31 luglio: per valutare l’effettivo spessore delle proposte sarà necessario pazientare.
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È appena uscita, l’abbiamo fotografata al Salone di Parigi sorridente e con un avvenire radioso avanti a sé. O no?. Eppure, come direbbero gli americani, è una dead man walking: tre anni, solo tre anni, e poi, puff!, sparirà avvolta da una nuvola di fumo. Secondo quanto riporta Automotive News, la produzione della Volkswagen Golf terminerà nel dicembre 2011.
Il suo ruolo, infatti, va paragonato a quello di un attore non protagonista: recitare come tramite fra la quinta e la settima generazione, calcando le scene nella fase più significativa della sua trentennale sceneggiatura. La prossima “pellicola” – lei sì candidata all’Oscar e apprezzata dalla critica – sarà basata sulla piattaforma modulabile MQB (Modular Querbaukaste), già definita da Ulrich Hackenberg, responsabile allo sviluppo, come la più significativa innovazione. Il motivo? Potrà ospitare motorizzazioni dalla differente architettura, compreso l’ibrido derivato dalla Twin Drive.
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