Superbollo meno severo ma rincaro sulle già, talvolta ridicole, accise sui carburanti: in estrema sintesi sono queste le misure che il Governo Monti ha definitivamente deliberato nel decreto “Salva Italia”. Il limite di potenza per il superbollo è passato dai 170 kW (228 Cv) paventati nella giornata di ieri ai 185 (251 Cv) definitivi. L’importo da pagare, a partire dal 1° gennaio 2012, rimane comunque lo stesso: 20 euro in più per ogni chilowatt in eccesso.
Ma c’è un’altra modifica non di poco conto: il provvedimento riguarda ora tutte le auto, a prescindere dall’anno di immatricolazione, e non più solo quelle targate negli ultimi 3 anni, come precedentemente annunciato. La scadenza del superbollo coinciderà con quella del normale bollo auto, ma andrà saldata con la dichiarazione dei redditi nel modulo “F24 elementi identificativi”, e non come il bollo “standard”, pagabile all’Aci o alla posta.
E le cattive notizie devono ancora venire: aumentano, da subito, le accise su benzina e gasolio, misura che determinerà una decisa impennata del prezzo dei carburanti; 8,2 centesimi al litro quelle sulla benzina e 11,2 cent al litro per il gasolio, che, includendo l’Iva, portano ad un aumento complessivo del costo per il consumatore di 9.9 centesimi al litro per la benzina, di 13.6 centesimi per il diesel e di 2,6 centesimi per il GPL. Che belli i tempi in cui ci lamentavamo per la verde che veleggiava su 1.40 euro al litro…
Venti euro ogni kw oltre la soglia dei 170: questo dovrebbe essere il rincaro previsto dal nuovo decreto sul bollo auto. Secondo alcune fonti attendibili, sembra infatti che la manovra anti crisi del Governo Monti andrà a colpire vetture con potenza superiore a 228 CV. Sei mesi dopo il superbollo per le automobili oltre ai 225 kw, arriva una nuova “stangata” che colpisce un numero molto maggiore di auto. Basti pensare che anche la nuova Lancia Thema 3.0 Multijet rientrerà nella manovra.
Prendendo come esempio il V6 a gasolio della Thema, i proprietari dovranno sborsare 120 euro di supertassa, oltre al bollo normale, mentre gli aumenti per auto di lusso come ad esempio quelle della gamma Ferrari, saranno compresi tra i 3.360 per la California ed i 6.300 euro per la FF. Le auto equipaggiate con i 3.0 litri diesel Audi e BMW di nuova generazione avranno un bollo maggiorato tra i 200 ed i 400 euro, mentre i proprietari di auto con il 350 Cdi Mercedes dovranno sborsare 500 euro in più ogni anno.
Passando a vetture più sportive le BMW M3 dovranno pagare 2.780 euro in più, le Mercedes C63 Amg 3.320 euro, che diventano 3.760 nella versione Performance. I proprietari di Porsche 911 Turbo S saranno colpiti da una maggiorazione di 4.400 euro, poco meno di chi possiede una Ferrari 458 Italia che pagherà 5.000 euro di superbollo. Una Bugatti Veyron Gran Sport, capace di 1200 cv, pagherà addirittura 14.240 euro in più oltre al bollo normale. Nella giornata di oggi arriveranno le conferme ufficiali della manovra che colpisce, oltre alle auto “di lusso”, anche imbarcazioni, aerei ed elicotteri.
Via | IlSole24Ore
(Ringraziamo La_Pulce_3 per la segnalazione)
Il ritorno del “superbollo” era questione di ore: il Governo ha definitivamente approvato la nuova manovra finanziaria per il periodo 2011-2014. Per gli automobilisti essa prevede un’addizionale erariale per tutte le auto con potenza superiore ai 225 kW/306 CV: oltre alla tassazione ordinaria, dovranno essere aggiunti 10 euro in più per ogni chilowatt eccedente il limite suddetto.
Ad esempio una Porsche 911 Carrera GTS da 300 kw/408 CV dovrà pagare, oltre al bollo corrente, altri 750 euro di addizionale per via dei 75 kw “in eccesso” al limite dei 225. La sanzione per chi non pagherà (o lo farà solo parzialmente) la tassa sarà pari al 30% dell’importo non versato. Sono 439 i modelli oltre 225 kW attualmente in commercio sul nostro mercato. La norma entrerà in vigore da subito.
Le voci sul ritorno del superbollo non accennano a diminuire in questi giorni convulsi che seguono l’approvazione della manovra finanziaria. Secondo un lancio dell’ANSA di ieri sera, una delle ipotesi più probabili è quella di innalzare il limite inferiore per l’applicazione della sovrattassa sulle auto più potenti.
Laddove nei giorni scorsi si parlava di 170 CV, oggi pare probabile uno spostamento di questo gradino a quota 306 CV, o se preferite 225 kW. Il superbollo non andrà a colpire indiscriminatamente tutti i modelli al di sopra di questa soglia, ma crescerà al crescere dei kilowatt “in eccesso”. Naturalmente vi terremo informati sugli sviluppi.
Il sollievo dura appena poche ore, fino a quando il presidente del consiglio Silvio Berlusconi non stupirà tutti i cronisti rivelando che “per le auto di grossa cilindrata ci sarà solo una piccola aggiunta”. Questa dichiarazione stride con le parole di Luigi Casero, sottosegretario all’Economia, che ammette l’eccessiva difficoltà nell’applicare un bollo maggiorato per le automobili con potenza superiore a 170 CV. Si tratta di una manovra “molto complessa da 45 miliardi e quindi richiede tempo”, precisa Casero durante l’edizione serale del Tg4.
Impegnato nella conferenza stampa successiva al varo della finanziaria, poche ore dopo Berlusconi parlerà - senza quantificarla - di una piccola aggiunta destinata tuttavia alle sole automobili di grossa cilindrata, definizione anch’essa alquanto vaga e generale. Insomma, le polemiche sono ben lungi del considerarsi esaurite.
Via | Libero

Il Superbollo potrebbe essere di nuovo introdotto in Italia, con una nuova norma inserita nella bozza di manovra che prevede un tasse accessoria per tutti i veicoli con più di 170 Cv. La notizia, segnalata dai colleghi di SoldiBlog.it, farà sicuramente discutere perchè potrebbe colpire un numero piuttosto ampio di vetture, anche in categorie di prezzo decisamente lontane dal concetto di “lusso”, in segmento di grande diffusione.
Il testo integrale della proposta descrive l’operazione come “un addizionale annuale erariale della tassa automobilistica per i veicoli di potenza superiore a 125 chilowatt”, senza però quantificarne il valore, mentre verrà applicata una sanzione del 30% in caso di mancato pagamento. Secondo le prime stime, il nuovo superbollo potrebbe colpire fino al 30% delle auto a listino, una previsione che potrebbe quindi minare le vendite e spostare l’interesse del pubblico verso modelli meno potenti, persino quelli con cilindrate ridotte ed emissioni ottimizzate ma “colpevoli” di una potenza troppo alta agli occhi dello Stato. Una notizia del genere, a poche ore da quella sulle nuove accise sui carburanti, non può che sfiduciare il mercato, ma attendiamo l’opinione del parlamento in merito alla sua reale applicazione.
Lo spettro del superbollo per SUV ed auto di grossa cilindrata torna nuovamente ad aleggiare fra i proprietari delle auto più costose e potenti. La questione è strettamente legata al Federalismo fiscale ed alle Regioni che, discrezionalmente, potranno avvalersene. Purtroppo, o per fortuna a seconda dei punti di vista, sembra che la proposta sia una delle poche sulle quali la maggioranza al Governo e l’opposizione sono d’accordo.
La misura servirebbe a compensare, almeno in parte, i tagli dei trasferimenti dal bilancio dello Stato alle Regioni per 4 miliardi, attuato l’anno scorso dal governo (che si aggiungono alle “sforbiciate” date anche ai fondi sanitari regionali). In compenso l’Esecutivo pianificherebbe di investire 420 milioni di euro nel trasporto pubblico locale. I dettagli sul superbollo sono ancora pochi ma si vociferano i 130 Kw come discriminate fra chi pagherà il bollo ordinario e chi invece vi dovrà aggiungere la sovrattassa regionale.
Se la misura passasse, sarebbe probabilmente come tornare indietro nel tempo dimostrando pochissima lungimiranza e incapacità di non mettere mano alle tasche dei contribuenti: la nuova tassa sarebbe oggettivamente discriminante per chi, attraverso l’IVA, paga già profumatamente allo Stato il lusso di avere un determinato tipo di auto. Senza contare le spese di bollo e carburante (leggi accise) strettamente correlate a cilindrata e potenza. Inoltre sembra quasi che non si tenga conto dell’impatto che una misura di questo genere potrebbe avere sul già travagliato mercato dell’auto, ancora sotto l’effetto della crisi: la potenza di 130 KW, qualora fosse realmente il “valore soglia”, è attualmente alla portata di un motore 2.0 turbodiesel, nemmeno troppo esasperato; altro che “grossa cilindrata”. Quali potrebbero essere le conseguenze economiche derivanti per i costruttori, i concessionari e tutto il mondo che ruota attorno all’automotive?
Via | Corriere (Grazie al nostro lettore “strigiforme” per la segnalazione)