Lamborghini ha annunciato la realizzazione di un nuovo centro di sviluppo dedicato alla fibra di carbonio, l’Advanced Composites Research Center (ACRC), presso la sua storica sede di Sant’Agata. In parallelo con la realizzazione del centro (il secondo specializzato in materia dopo quello di Seattle in collaborazione con Boeing), è stato messo a punto un nuovo processo produttivo brevettato e dedicato alla realizzazione di parti in fibra particolarmente complesse.
Lamborghini lo descrive in termini orgogliosi, definendolo “la svolta per la prossima generazione di componenti in composito”, sottolineando come gli investimenti in questo campo siano obbligati per un produttore di supercar.
“Il parametro fondamentale di queste auto è e sarà il rapporto peso-potenza, quindi, visto che c’è un limite all’incremento di potenza dovuto alle emissioni, occorre agire sulla riduzione del peso”, ha dichiarato l’ad Stephan Winkelmann. Lambo afferma di avere per le mani la migliore tecnologia al mondo per fare l’uso migliore possibile di questi materiali.
Lamborghini: nuovo centro ricerca per la fibra di carbonio
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“Utilizzando l’ibrido potremo salvaguardare i motori V12”, altrimenti esposti ad un necessario ridimensionamento per contenere le emissioni inquinanti. Amedeo Felisa, amministratore delegato Ferrari, ha voluto tranquillizzare con queste parole i clienti del Cavallino, preoccupati da una eventuale rinuncia al classico frazionamento in favore della sovralimentazione mediante turbo. Turbo che verranno comunque utilizzati per i prossimi modelli, ma non certo per l’erede della Enzo: la super-berlinetta attesa nel 2012 utilizzerà ancora un propulsore a dodici cilindri aspirato.
Anche Stephan Winkelmann, presidente e ad Lamborghini, ha confermato il pensiero espresso da Felisa. Per quanto gli ingegneri del Toro stiano sviluppando soluzioni per contenere consumi ed emissioni, non vi sono programmi per adottare sistemi di sovralimentazione. Piuttosto - precisa il manager -, sarà necessario lavorare per contenere i pesi.
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Sul campo della riduzione dell’impatto ambientale, Lamborghini si è data un obiettivo chiaro e ambizioso: tagliare del 35% entro il 2015 le emissioni di CO2 delle sue supercar. Come ci riusciranno? Ce lo ha rivelato il presidente Stephan Winkelmann durante l’intervista che ci ha rilasciato durante la presentazione della nuova Gallardo Superleggera.
Lambo passerà per tutta una serie di accorgimenti nei prossimi anni: si andrà dallo start&stop alla riduzione delle frizioni negli organi meccanici, fino all’affinamento della combustione. E soprattutto all’adozione della propulsione ibrida, nella forma di dispositivi mild hybrid.
Chiaramente, la casa del Toro non perderà di vista il proprio DNA. La filosofia costruttiva delle supercar di Sant’Agata, come ci ha spiegato Winkelmann, vedrà cambiare leggermente l’ordine delle priorità, favorendo aspetti come l’handling e la riduzione dei pesi, ma rimarrà focalizzata sulla realizzazione di modelli dal design inconfondibile. E dalle prestazioni brutali, proprio come la nostra Superleggera, che profuma tanto di pista.
Stephan Winkelmann, amministratore delegato Lamborghini, ha definito conclusa la cieca escalation nello stabilire nuove potenze massime. Il Toro alza bandiera bianca, senza che la decisione abbia il sapore della resa. Tutt’altro. “Ormai abbiamo raggiunto un punto di non ritorno, per cui l’accelerazione 0-100 ha lo stesso valore numerico del consumo medio”, ha spiegato Winkelmann. “Dobbiamo sviluppare nuove strategie per contenere consumi ed emissioni. La situazione attuale è insostenibile”.
“Il rapporto fra peso e potenza sarà la chiave di lettura per interpretare il futuro delle vetture sportive”, ha rincarato Maurizio Reggiani, responsabile Lamborghini per la Ricerca e lo Sviluppo. “Utilizzeremo materiali compositi per ridurre le masse e migliorare il bilanciamento”. Reggiani ha poi accennato alla Murcielago LP670-4 SV, precisando come “nessuno possa davvero accorgersi dei 30 cavalli aggiuntivi, ma chiunque la guidi per qualche chilometro potrà notare quanto sia più leggera ed immediata rispetto al modello d’origine”.
Le Lamborghini dei prossimi anni non avranno il sistema start/stop, dimostratosi inefficace con propulsori dall’elevato frazionamento: considerata la notevole complessità nel rimettere in moto un V12, se il sistema fallisse senza riuscire poi ad alimentare anche un solo cilindro si avrebbe un surplus di emissioni rispetto all’utilizzo standard.
Lamborghini ha presentato il libro “Automobili Lamborghini”, curato dal giornalista e critico del design Decio G. R. Carugati. Dalla 350 GTV alla Murcielago, il volume ripercorre nascita e genesi del Toro attraverso un’analisi tecnica e stilistica dei modelli finora prodotti, avvalendosi delle rarità custodite nell’archivio storico di Sant’Agata.
«Lamborghini esplora i territori automobilistici reimpostandone i canoni – commenta Stephan Winkelmann, presidente e amministratore delegato –. Ogni auto firmata Lamborghini riflette questo spirito che ha nell’essere italiano il segno più distintivo».
Il libro è già in vendita anche nella sua versione in inglese, con un prezzo di 80 Euro.
Il CEO Lamborghini Stephan Winkelmann ha dichiarato in una intervista che un modello ibrido della casa del toro potrebbe arrivare sul mercato già nel 2015. Lamborghini potrebbe dunque aggiungersi alle avversarie che già stanno studiando la possibilità di dotare le proprie supercar di motori elettrici. Ferrari sperimenta l’adozione del Kers e Porsche è in dirittura d’arrivo con Cayenne e Panamera Hybrid, senza escludere future applicazioni per la 911. Per tutti lo scopo non è però quello di trasformare i fantastici plurifrazionati attuali in silenziosissimi generatori di corrente: l’obiettivo è abbassare le emissioni ed i consumi nella guida urbana e sulla media totale, magari riducendo anche la cilindrata dei propulsori senza perdere per strada cavalli preziosi.
Winkelmann ha anche precisato che Lamborghini non è interessata a progettare una vettura totalmente elettrica ad emissioni zero: il sistema dovrà in ogni caso lavorare insieme ad un propulsore endotermico. Da qui al 2015 saranno investiti 35 milioni di Euro per la ricerca, con lo scopo di ridurre consumi ed emissioni. Il lavoro sarà portato avanti sia per l’ibrido, sia per il contenimento del peso, sia per l’ottimizzazione della costruzione delle vetture, per abbassare i costi.
Via | MotorAuthority

Iniziate pure a “calibrare” l’orecchio: presto debutterà la finora inedita dicitura LP-2. Secondo quanto riporta Motorauthority, citando un’intervista dell’amministratore delegato Stephan Winkelmann ad AutoTelegraaf, presto Lamborghini porterà al debutto le versioni con la sola trazione posteriore dei modelli in gamma.
Nessun nuovo prodotto pensato in maniera specifica per la trazione posteriore, quindi, ma “solo” un netto cambio di filosofia per Gallardo e Murcielago; e se la “piccola” di casa guadagnerà il timbro Superleggera, la V12 dovrebbe dimagrire di oltre 100 chili. Al Salone di Ginevra, occasione in cui verranno presentate, vedremo inoltre svelata l’antinomia Superveloce sì, Superveloce no”.
Via | Motorauthority
Dopo averne mostrato l’aspetto nelle statiche foto ufficiali, Lamborghini diffonde ulteriori immagini della Gallardo LP 5640/4 Super Trofeo, versione preparata dalla stessa casa bolognese per partecipare all’omonimo campionato: il Super Trofeo, infatti, è l’unica manifestazione iridata ad ammettere vetture con trazione integrale.
Stephan Winkelmann, presidente ed amministratore delegato Lamborghini, paragona lo spirito della manifestazione iridata – divertimento, stile e prestazioni – all’identità del marchio, riflesso nel conturbante aspetto della LP da corsa. Ciascuno dei sei appuntamenti – 3 maggio Silverstone, 17 maggio Adria, 5 luglio Norisring, 2 agosto Spa, 20 settembre Circuit de Catalunya (Barcellona), 4 ottobre Monza – sancirà un vincitore dopo la somma dei risultati ottenuti al termine di tre manches.
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In una recente intervista, Stephan Winkelmann ha dichiarato che Lamborghini non sta lavorando a nessun particolare dispositivo o soluzione per diminuire i consumi e le emissioni delle proprie autovetture. Contrariamente a quanto stanno facendo gli avversari di sempre, come Ferrari con il progetto MilleChili e Porsche con continui affinamenti di prodotto, le vetture del Toro continueranno a progredire pensando sopratutto alle prestazioni pure.
Il motivo: 2500 auto all’anno ed una media di 8000km percorsi da ogni vettura in 12 mesi sono numeri così piccoli da creare un impatto ambientale davvero contenuto. Il line-up dei modelli non subirà cambiamenti perchè tutte le risorse disponibili sono già impegnatissime a soddisfare la domanda: probabile che questo sia un modo elegante per smentire ogni possibile voce su un SUV made in Lamborghini.
Grazie a “cordoli per colazione” per la segnalazione
Via | Omniauto.it