Stephan Winkelmann, il numero uno di Lamborghini, ha dichiarato oggi che la casa di Sant’Agata Bolognese non si convertirà ai motori turbo entro questo decennio. Il manager, parlando con Autocar, non ha comunque escluso la possibilità della sovralimentazione in un futuro più lontano. “In questo decennio il turbo non prenderà il sopravvento tra le supersportive, ma non mi sento di affermare che questo non accadrà mai”, ha affermato Winkelmann.
Prima importante deduzione che si può trarre dalle parole del dirigente? La prossima generazione della Gallardo, con ogni probabilità, manterrà nel cofano una tradizionale unità aspirata. In merito alla nuova piccola Lambo, Winkelmann ha affermato che sarà lanciata sui mercati internazionali fra due anni.
Questa supposizione della testata inglese, scaturita dalle importanti dichiarazioni odierne, va accostata ad alcune recenti indiscrezioni provenienti da insider Audi: secondo queste fonti, la prossima R8, che arriverà ugualmente nel 2014, sarà proposta anche con motorizzazioni turbo a partire da metà carriera (cioè a cavallo tra 2017 e 2018). Anche la futura Gallardo si adeguerà o in Emilia preferiranno rimanere fedeli alla tradizione?
Jay Leno ospita nella sua trasmissione la nuova Lamborghini Aventador, accompagnata per l’occasione dal presidente Lamborghini Stephan Winkelmann e dal direttore della Ricerca e Sviluppo Maurizio Reggiani. La nuova coupè italiana è presente in una affascinante livra nero opaco, ma anche in versione telaio nudo, perfetta per far spiegare a Reggiani i vantaggi della nuova monoscocca in fibra di carbonio, delle sospensioni con schema push rod e del nuovo V12 6,5 litri aspirato, completamente riprogettato rispetto alle vecchie generazioni per abbassare il baricentro ed ottenere valori di potenza (700 Cv) e coppia (690 Nm) da primato.
E’ ufficiale, la Lamborghini Sesto Elemento verrà prodotta. Ad annunciarlo è stato il Presidente e AD della casa di Sant’Agata Bolognese, Stephan Winkelmann. La Sesto Elemento si configura come una esplosiva sintesi fra peso ridotto (999 kg, merito dell’uso esteso della fibra di carbonio) e potenza assoluta (570 CV): un binomio che regala al mezzo uno straordinario rapporto Kg/CV di 1.75 e garantisce prestazioni alla portata di pochissime hypercar, come lo 0-100 km/h bruciato in 2.5 secondi; merito anche delle quattro ruote motrici. La nuova super Lambo sarà prodotta in appena 20 esemplari destinati esclusivamente ad un uso in pista. Le consegne inizieranno a partire dal 2013.
Lamborghini ha diffuso un primo filmato pubblicitario della Aventador LP 700-4, vettura mostrata al pubblico romano durante lo scorso week-end e che sarà commercializzata nei prossimi mesi a 255.000 euro più IVA. La nuova V12 aiuterà inoltre il marchio del Toro ad immatricolare più vetture rispetto al negativo 2010, quando si registrò un calo di 313 esemplari (1.515 contro 1.302 esemplari) con riferimento ai valori del 2009. Stephan Winkelmann, presidente ed amministratore delegato di Automobili Lamborghini, può comunque ritenersi soddisfatto: nel 2010 il mercato cinese è cresciuto per il Toro del 150%, tanto da rendere obbligatorio il passaggio da 15 a 20 concessionarie.

Secondo le indiscrezioni raccolte dall’Automobile Magazine, la terza generazione della Gallardo, chiamata Cabrera, debutterà nel 2012. La denominazione sarebbe stata confermata dallo stesso Winkelmann, proseguendo così la tradizione dei tori da combattimento. Seguendo l’esperienza della Aventador e le succose anticipazioni della Sesto Elemento, la Cabrera dovrebbe utilizzare alcune parti in CFRP per ridurre il peso e, contemporaneamente, offrire una versione evoluta del V10 capace di 600 Cv: mancano dettagli tecnici, ma come per la Aventador potremmo assistere all’arrivo della sovralimentazione per gestire al meglio il difficile equilibrio tra prestazioni, coppia, consumi ed emissioni.
Il design, secondo la ricostruzione grafica proposta dal sito francese, si ispirerebbe proprio alla nuova V12, pur mantenendo una continuità stilistica con le generazioni precedenti. Secondo trazione, la vettura dovrebbe quindi prendere il nome di Lamborghini Cabrera LP600-4, a cui seguirà l’immancabile Spyder e la Superleggera.
Nel 2010 Lamborghini ha consegnato 1.302 vetture contro le 1.515 unità del 2009: una differenza dovuta all’uscita di produzione della Lamborghini Murciélago nel maggio 2010; questo ha fatto si che le vendite per i restanti sette mesi del 2010 si sono rette esclusivamente sulla produzione della Gallardo. Il fatturato del 2010 è stato pari a 271 milioni di euro (281 milioni nel 2009).
La gloriosa Murciélago, in più di dieci anni di produzione, è stata prodotta in 4.099 esemplari: ciò la rende la V12 più venduta della storia di Sant’Agata Bolognese. Il nuovo modello, come già annunciato ha ricevuto una calorosissima accoglienza: sono già stati venduti oltre dodici mesi di produzione e le consegne inizieranno nella seconda metà dell’anno. In primavera inizieranno anche le consegne della nuova Gallardo LP 570-4 Spyder Performante. C’è quindi un discreto ottimismo per il 2011 in cui il costruttore prevede un aumento delle vendite e un ulteriore miglioramento dei risultati.
In tal proposito Stephan Winkelmann, presidente ed amministratore delegato di Automobili Lamborghini, afferma: “Abbiamo confermato la nostra strategia di sviluppo a lungo termine, che richiede investimenti stabili e significativi in nuovi prodotti anche in tempi difficili. Assistiamo a una ripresa del mercato lenta ma costante e certamente ne trarremo beneficio. Il riscontro straordinario avuto dalla nuova Lamborghini Aventador LP 700-4 conferma la validità della nostra strategia.”
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Stephan Winkelmann ha confermato ai colleghi di Autocar che Lamborghini è pronta ad approvare un terzo modello da lanciare sul mercato nei prossimi anni, ma nonostante le recenti speculazioni la preferenza andrebbe alla berlina coupè Estoque rispetto al SUV sportivo, erede spirituale della LM002.
Su questa decisione peserebbe l’ottima accoglienza riservata alla concept Estoque esposta al salone di Parigi 2008. Winkelmann conferma che ancora oggi non mancano richieste circa questo modello da parte di clienti affezionati, rimasti letteralmente “folgorati” dal prototipo. Secondo il manager ” il SUV è la scelta sbagliata, non esiste un prodotto simile nella nostra fascia di prezzo e non è una vera auto di lusso. Ci sono molte più opportunità nel segmento delle 4 porte“. L’intenzione primaria, chiaramente, è quella di portare nuovi clienti verso il marchio Lamborghini, con una tipologia di modello che sembra essere tra le preferite sui mercati ricchi emergenti come quello cinese.
Restano aperte le ipotesi circa la base meccanica della berlina, viste le inevitabili sinergie della galassia Volkswagen: sembra ormai certo l’utilizzo della nuova piattaforma comunque MSB, che darà vita alla Audi A9, alla nuova Porsche Panamera ed alla futura Bentley Continental. Quello che probabilmente non sarà in comune sarà il propulsore, elemento quasi imprescindibile per mantenere l’alone di esclusività di spetta al marchio italiano.
Stephan Winkelmann ha confermato ad Autocar che la Lamborghini Sesto Elemento sarà realmente prodotta in piccola serie. Avevamo anticipato i rumors apparsi in rete, secondo i quali circa 10 esemplari della incredibile concept presentata al salone di Parigi sarebbero potuto diventare oggetto di culto per i collezionisti, ma Lamborghini ha fatto sapere che la vettura, a causa delle complicazioni legate all’omologazione, non potrà essere utilizzata su strada. Si tratterà quindi di una vettura da track day, sulla falsa riga di Pagani Zonda R e Ferrari 599XX.
Nessuna informazione definitiva è giunta invece sul prezzo: Winkelmann ha confermato che si tratterà di una operazione ancora più esclusiva e sensazionale rispetto alla Reventon, il che purtroppo suggerisce l’ipotesi di un prezzo ben superiore al milione di Euro. La Sesto Elemento, lo ricordiamo, monta lo stesso V10 da 570 Cv della Gallardo Superleggera, ma grazie alla riprogettazione di moltissimi elementi e l’uso di nuovi materiali ultraleggeri, dichiara un peso di soli 999 kg.
Via | Autocar
Salone di Parigi 2010. Atto secondo dell’avvicinamento alla grande novità che Lamborghini presenterà all’importante appuntamento autunnale nella Ville Lumière. Sant’Agata ha diffuso la seconda enigmatica immagine relativa alla sua prossima supercar. Questa volta però, il Toro s’è scoperto un po’ di più, lasciandoci “annusare” qualcosa di più sostanzioso.
Il modello che verrà presentato al Mondial il 30 settembre punterà forte sulla fibra di carbonio, rappresentando in un certo senso un primo punto d’arrivo del cammino intrapreso dalla casa nella ricerca sui materiali compositi. La prossima supercar emiliana, avrà un rapporto peso/potenza significativamente più favorevole rispetto a quello della produzione attuale.
Ad annunciarlo è il numero uno di Lambo in persona, Stephan Winkelmann. Che aggiunge: “il miglioramento di questo rapporto non sarà ottenuto tanto con un aumento della potenza, quanto piuttosto con una riduzione di peso molto importante”. Benefici in termini di handling, accelerazione e performance ambientali, saranno di conseguenza.
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Lamborghini sarebbe più vicina a dare il via libera al progetto “Estoque”: la prima 4 porte della casa del toro potrebbe essere presto realtà secondo le ultime dichiarazioni di Stephan Winkelmann. Il CEO del costruttore di Sant’Agata Bolognese avrebbe infatti dichiarato che “un terzo modello figurerebbe davvero bene nella gamma Lamborghini; una quattro porte sarebbe molto fattibile”. Le parole di Winkelmann smentiscono pienamente quanto affermato dallo stesso amministratore delegato qualche giorno indietro. Sintomo che in Lamborghini c’è la volontà di spingersi verso quello che sarebbe il “terzo pilastro” della casa del toro.
Il vero problema che probabilmente attanaglia tutta la dirigenza Audi-Lamborghini è l’impatto, in termini di prestigio, che un’auto così distante dall’universo del Toro potrebbe avere sul brand: le continue conferme e smentite testimoniano che c’è ancora incertezza sull’argomento. Oppure, ipotesi che ci auguriamo non si realizzi, Lambo potrebbe avere in serbo una nuova LM002. A quel punto siamo certi che, anche il più incallito fra i puristi, preferirebbe vedere una berlina nella gamma della casa emiliana. Ma a quanto pare ai piani alti del gruppo VW c’è la volontà di creare un altro best-seller simil Cayenne.
Via | Autocar
Lamborghini ha annunciato la realizzazione di un nuovo centro di sviluppo dedicato alla fibra di carbonio, l’Advanced Composites Research Center (ACRC), presso la sua storica sede di Sant’Agata. In parallelo con la realizzazione del centro (il secondo specializzato in materia dopo quello di Seattle in collaborazione con Boeing), è stato messo a punto un nuovo processo produttivo brevettato e dedicato alla realizzazione di parti in fibra particolarmente complesse.
Lamborghini lo descrive in termini orgogliosi, definendolo “la svolta per la prossima generazione di componenti in composito”, sottolineando come gli investimenti in questo campo siano obbligati per un produttore di supercar.
“Il parametro fondamentale di queste auto è e sarà il rapporto peso-potenza, quindi, visto che c’è un limite all’incremento di potenza dovuto alle emissioni, occorre agire sulla riduzione del peso”, ha dichiarato l’ad Stephan Winkelmann. Lambo afferma di avere per le mani la migliore tecnologia al mondo per fare l’uso migliore possibile di questi materiali.
Lamborghini: nuovo centro ricerca per la fibra di carbonio
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“Utilizzando l’ibrido potremo salvaguardare i motori V12”, altrimenti esposti ad un necessario ridimensionamento per contenere le emissioni inquinanti. Amedeo Felisa, amministratore delegato Ferrari, ha voluto tranquillizzare con queste parole i clienti del Cavallino, preoccupati da una eventuale rinuncia al classico frazionamento in favore della sovralimentazione mediante turbo. Turbo che verranno comunque utilizzati per i prossimi modelli, ma non certo per l’erede della Enzo: la super-berlinetta attesa nel 2012 utilizzerà ancora un propulsore a dodici cilindri aspirato.
Anche Stephan Winkelmann, presidente e ad Lamborghini, ha confermato il pensiero espresso da Felisa. Per quanto gli ingegneri del Toro stiano sviluppando soluzioni per contenere consumi ed emissioni, non vi sono programmi per adottare sistemi di sovralimentazione. Piuttosto - precisa il manager -, sarà necessario lavorare per contenere i pesi.
Via | Autocar