Volvo chiuderà nel 2013 lo stabilimento di Uddevalla, quando prenderà pieno possesso della società Pininfarina Sverige AB. Con questa decisione saranno quindi sospesi anche i progetti di nuove versioni cabriolet della gamma del costruttore svedese: come confermato dal CEO Stefan Jacoby, gli investimenti necessari a mantenere attivo il sito produttivo, nonostante la qualità del prodotto, non sono giustificati da volumi adeguati e per questo i 600 operai specializzati saranno inseriti in altri stabilimenti.
Uddevalla ha prodotto circa 10.000 vetture nel 2010, sfruttando solo il 65% delle proprie capacità ed assemblando la C70 coupè cabriolet: appare quindi logica l’uscita dai listini di questo modello nel 2013, senza previsioni di un nuovo modello, smentendo le anticipazioni che vedevano l’arrivo di una versione a cielo aperto della nuova S60.
L’amministratore delegato Volvo Stefan Jacoby ha smentito la volontà di realizzare una nuova ammiraglia, più lussuosa e raffinata della S80. “I nostri piani a medio e lungo termine non prevedono una berlina di altissima gamma. Prima di entrare nel segmento F dobbiamo consolidare il nostro ‘core business’, ovvero le auto di taglia inferiore”. Con queste parole, raccolte da AutomotiveNews, Jacoby ha dunque lasciato intendere che le novità stilistiche introdotte dalla Concept Universe non verranno utilizzate da un prodotto inedito ma saranno riversate nella futura gamma, a partire proprio dalla S80 di nuova generazione.
Il rinnovamento della gamma sarà finanziato con 11 miliardi di dollari, cifra che comprende anche gli oneri per la costruzione di alcuni stabilimenti in Cina: entro il 2013 verrà completato il sito di Chengdu, mentre è in fase di progettazione l’impianto di Daqing. Queste due fabbriche aiuteranno il costruttore svedese a raggiungere il traguardo delle 200.000 vetture all’anno entro il 2015.
(Ringraziamo il nostro lettore “corvettec6r” per la segnalazione)
Volvo potrebbe presto rinunciare al “titolo” di brand premium: a dirlo è stato Stefan Jacoby, numero uno della casa svedese, che ha chiarito come il costruttore debba partire da una nuova strategia commerciale volta alla concretezza più che all’apparenza. L’argomentazione dei vertici di casa Volvo sarebbe mal digerita dai nuovi partner/proprietari cinesi di Geely: in sintesi, pur avendo promesso di sottomettersi alle decisioni finali degli scandinavi, essi vorrebbero che Volvo continuasse a proporsi come un alternativa ai premium brand tedeschi.
Ma Jacoby è convinto esattamente del contrario: “Bisogna smettere di inseguire Audi, BMW e Mercedes. Ci dobbiamo concentrare sull’elegante semplicità scandinava, sulla nostra identità unica e non copiare i nostri competitors”. Il Ceo di Volvo vuole arrivare a vendere 800.000 vetture l’anno nel 2020. Più del doppio rispetto alle 380.000 che la casa raggiungerà quest’anno. Ed il riposizionamento del marchio è l’unica maniera per arrivare a tale risultato, vista la spietata competizione sui mercati; come quello americano dove la casa “sta perdendo terreno”.
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Nel prossimo futuro “Volvo dovrà realizzare più vetture di alto segmento, da contrapporre a BMW Serie 7 e Mercedes Classe S”. Parere espresso appena tre mesi fa e già sottoponibile ad un sarcastico blob. L’amministratore delegato Volvo Stefan Jacoby ha infatti precisato come non sia ancora il momento di realizzare una ammiraglia di segmento F, sconfessando i desiderata espressi dal presidente Geely e neo proprietario Li Shu-Fu. Secondo Jacoby “è prematuro” avviare lo sviluppo di una vettura tanto complessa e raffinata, a meno ché Volvo non raggiunga quanto prima il traguardo delle 800.000 vetture commercializzate ogni dodici mesi a partire dalle attuali 335.000.
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“E’ nostra intenzione proporre quanto prima una segmento C a cinque porte”. In modo da soddisfare le previsioni dell’amministratore delegato Stefan Jacoby. “Credo che a partire dal prossimo decennio riusciremo ad immatricolare 800.000 vetture ogni dodici mesi”, confida il CEO Volvo. “Stiamo elaborando una strategia per valutare le nostre possibilità di successo nei mercati europeo, nord-americano e cinese. Qualora decidessimo di realizzare una vettura più compatta, le nostre energie saranno concentrate per velocizzarne la fase di sviluppo”. Ad esempio accantonando l’XC90 di seconda generazione, progetto non fondamentale e subordinato a più impellenti interessi.
Jacoby ha poi ammesso che Volvo deve ancora guadagnare in raffinatezza ed esclusività per porsi quale avversaria diretta di Audi e BMW. “Non credo nel concetto di ‘premium’, perché ritengo sia una semplice scusa per aumentare i prezzi non parametrando la qualità”, spiega l’ad. “Dobbiamo invece concentrarci sul lusso e formare una nuova identità. Un automobilista si accorge immediatamente di essere al volante di vetture Audi o BMW, mentre non è così per Volvo”.
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Zhejiang Geely Holding Group Co., Ltd comunica di aver portato a termine le trattative con Ford Motor Company per acquisire l’intero pacchetto azionario di Volvo Car Corporation. Il costruttore cinese annuncia inoltre che Stefan Jacoby, ex amministratore delegato di Volkswagen Nord America, è stato proclamato presidente e amministratore delegato di Volvo Cars. “E’ un giorno storico per Geely” - commenta il presidente del gruppo orientale, Li Shufu - “Siamo orgogliosi di aver acquistato Volvo Cars, di cui manterremo inalterate le qualità di sicurezza, qualità, rispetto ambientale e design”. Geely pagherà a Ford gli 1,8 miliardi di dollari pattuiti entro il termine dell’anno, compresi 200 milioni da versare in contanti come prima rata. Volvo e ford continueranno comunque a condividere componenti e parti meccaniche realizzate da fornitori comuni.

Stefan Jacoby ha confermato al salone di New York che la Volkswagen NMS debutterà nel 2011 con motori TDI 4 cilindri. Il CEO di Volkswagen America ha quindi confermato una delle novità più attese del prossimo anno, la berlina media, ancora in attesa di un nome commerciale, che dovrà sfondare sul mercato Americano, in quanto progettata appositamente per le necessità dei clienti locali.
La scelta della motorizzazione TDI è sicuramente importante in un mercato dove, da qualche anno, i costruttori tedeschi stanno prepotentemente cercando di imporre il gasolio al posto dei benzina, sbandierando consumi ed emissioni di prim’ordine. Nessuna conferma, invece, per l’abbinamento diesel ibrido, dal momento che la recente concept NCC, prefigurazione della sorella minore della NMS, ha mostrato l’abbinamento tra i motori benzina TSI e la propulsione elettrica, al posto delle varie concept Twin Drive presentate in Europa da Volkswagen e Seat.

Entro il prossimo triennio Volkswagen raddoppierà le vendite in nord-America. Ne è convinto il presidente ed amministratore delegato di Volkswagen USA, Stefan Jacoby, intervistato da Automotive News. “Raggiungeremo il traguardo delle 400/450.000 vetture entro il 2012 o 2013”, ha promesso Jacoby durante una conferenza al Cobo Center di Detroit. “Queste previsioni rispecchiano un ottimismo emerso solo negli ultimi mesi”.
La filiale statunitense del costruttore di Wolfsburg ha immatricolato 213.454 vetture nel corso del 2009, in calo di quattro punti percentuali rispetto all’anno precedente. Una flessione simile (5%) ha afflitto anche il gruppo VAG, scivolato dalle 313.581 unità immatricolate nel 2008 ad un più modesto bottino di 297.537. Il manager ha poi pronosticato un moderato aumento per l’intero mercato automobilistico americano, con una crescita già nel 2010 fino ad 11.500.000 veicoli (+800.000 rispetto al 2009).
Volkswagen ha avviato i lavori per la costruzione di un nuovo concessionario, a Manhattan (New York), fra le 55th and 56th Street lungo la 11th Avenue. La superficie espositiva sarà pari a 23.800 metri quadrati, mentre l’investimento previsto è di 125 milioni di Dollari.
«New York ha sempre rappresentato un terreno fertile per il nostro gruppo – spiega Stefan Jacoby, presidente ed amministratore delegato di Volkswagen Group of America –: con questo store vogliamo sottolineare una volta in più la bontà della nostra politica di sviluppo. E poi, ad essere onesti, sarà proprio un bel biglietto da visita». Volkswagen ha acquistato il fabbricato attuale dalla famiglia Potamkin, storica realtà nella compra-vendita automobilistica new-yorkese.

Volkswagen punta a raggiungere le 800.000 auto vendute annualmente negli Stati Uniti nel 2018 ed essere il primo costruttore al mondo, battendo Toyota. Il mercato USA è fortemente strategico ed il salto rispetto ai volumi attuali è del 300%: per questo sarà necessario produrre in loco per ottimizzare i costi nel nuovo stabilimento di Chattanooga, ma anche rendere più appetibili i prodotti per i clienti statunitensi.
Secondo le nuove dichiarazioni di Stefan Jacoby, a capo di Volkswagen North America, l’arrivo di nuovi modelli sarà cruciale: una berlina di grandi dimensioni ma del livello della passat per combattere contro la Toyota Camry, un nuovo SUV a 7 posti e nuove versioni di Jetta e New Beetle pensate espressamente per i clienti USA. Non mancheranno anche la nuova Polo ed il restyling della Phaeton ed è probabile che nel futuro sia creata anche una nuova fabbrica per i propulsori. Grande assente, nelle dichiarazioni di Jacoby, il tema delle vetture ibride ed elettriche, già “liquidato” in precedenza ritenendo questo settore ancora troppo giovane e poco redditizio senza realizzare prima adeguate infrastrutture.
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