Come rubare sguardi e stimolare apprezzamenti se l’avversaria è un modello inedito, V12 per di più? Distogliere l’attenzione dalla nuova Murcielago si deve trasformare in imperativo, mostrando che loro non si sentono affatto sorelle. Rivali piuttosto, non disposte a porgere l’altra guancia. Ed allora ecco l’armatura: spoiler, splitter, orpelli. Jake La Motta, per un attimo, deve cedere il soprannome: sarà la Lamborghini Gallardo LP560/4 Super Trofeo il vero “Toro Scatenato”.
I trenta esemplari, realizzati per i sei appuntamenti dell’omonimo appuntamento iridato – il Super Trofeo è l’unico campionato dedicato a vetture all whell drive –, verranno consegnati a partire dal 2009 ad un prezzo di circa 200.000 Euro. Le modifiche rispetto alla versione di serie sono limitate ad un lieve aumento di potenza (+10 cavalli, 570 totali), ottenuto grazie ad una mappatura più spinta del V10, al telaio ottimizzato per l’uso in pista e, soprattutto, al peso limitato a soli 1300 chili (-110 kg).
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Qualsiasi modifica non intaccherà mai la sua bellezza, si tratti di spoiler aggiuntivi, cerchi in lega sovradimensionati o prese d’aria dalla dubbia utilità. Ma tant’è: tuner in cerca del colpo ad effetto non mancano mai. L’ultima creazione del tedesco Hamann ha come base la splendida Aston Martin V8 Vantage, per nulla intimorita dalle poco amorevoli cure del preparatore.
Anzi: il suo aspetto etereo viene pregiudicato da un bodykit aggressivo ma ponderato, estremizzato nei soli punti funzionali – o almeno questo è quanto ci vogliono far credere – per ottenere una migliore aerodinamica. Anche il propulsore riceve un trattamento poco invadente, composto da scarico sportivo e centralina riprogrammata: il “vecchio” V8 4,3 guadagna 23 cavalli (408 complessivi), mentre il 4,7 balza a quota 450.
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Tuning e leggerezza: un rapporto di reciproca diffidenza, scetticismo, sparuta aspettativa. Nelle ricorrenze, però, si è tutti d’accordo: e allora, buon compleanno Elise. Anche Project Kahn vuole portare gli auguri con relativo regalo. Mamma Lotus guarda ed acconsente. In occasione del sessantesimo anniversario dell’inglesina, il tuner ha voluto omaggiarla progettando uno specifico pacchetto.
Nulla di trascendentale: sostanza, in puro stile Kahn. Ed ecco così comparire uno splitter anteriore, bandelle sottoporta laterali e spoiler sul dorso, cerchi in lega da 19 pollici e migliorie all’interno, con sedili maggiormente profilati e loghi sparsi in ogni dove. E poi, sacrilegio non usufruirne, scarico sportivo e sospensioni regolabili.



Via | Autoblog.com

Al momento della presentazione siamo rimasti piacevolmente stupiti dalla bella linea della Roewe 550, interessante berlina proposta dal marchio cinese al Salone di Pechino. Ma evidentemente dobbiamo già rimangiarci i plausi, perchè le foto di quella che dovrebbe essere la versione sportiva del modello fanno cambiare idea in un battibaleno.
In particolare, lo spoiler posteriore, dalle sembianze assai posticce, è degno del peggior tuning artigianale degli anni ‘80 e mette in evidenza l’ancora precaria consapevolezza e maturità stilistica dei designer cinesi che sì, hanno fatto importanti passi avanti, ma talvolta si perdono ancora in un bicchier d’acqua.
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In occasione del prossimo salone di Los Angeles (16-25 novembre), Vector presenterà la sua nuova creazione: più che un’auto sportiva si tratta di un vero e proprio concentrato di tecnologia, il cui nome è sufficiente per capirne le credenziali.
La Vector WX8 HPV (Hyper-Tech Performance Vehicle) è infatti una sportiva estrema, una centometrista per definizione, i cui numeri potrebbero mettere in imbarazzo persino la Bugatti Veyron: il W8 supercharged 7.0, disposto in posizione trasversale e completamente in alluminio, sviluppa la potenza di 750 cavalli, con la possibilità di essere elaborato fino ad oltre 1.200.

Gli amici di Jalopnik, veri esperti del tono goliardico e faceto, hanno, forse, svelato le caratteristiche dello spoiler posteriore della Porsche Panamera. La casa di Stoccarda è una virtuosa delle piccole alucce retrattili; come non ricordare quella della 911 Carrera 4 tipo “964″ (forse, l’ultima “vera” 911) il primo esempio di questo machiavellico stratagemma per tenere agganciata all’asfalto la ballerina coda della 911 quando non saggiamente tenuta a freno (si fa per dire) dal caratteristico “cucchiaione” della spaventosa e terrificante 911 Turbo 3.3 (930 per gli esperti)?
Francamente, è un sollievo vedere il piccolo alettoncino mobile finalmente libero da quella brutta (anzi bruttissima) gabbia di plastica entro la quale era costretto a vivere, come abbiamo potuto vedere nei numerosi avvistamenti spia dei mesi scorsi.
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