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Renault: Patrick Pelata si dimette in seguito allo scandalo spionaggio

pubblicato da p.a.fina

Patrick PÃ�©lataLo scandalo spionaggio in seno al gruppo Renault si conclude con le dimissioni di Patrick Pélata, direttore generale e braccio destro del presidente Carlos Ghosn. Secondo la stampa francese questo sacrificio permette allo stesso Ghosn di rimanere al comando della Losanga, nonostante i mugugni di alcuni funzionari dell’Eliseo che ne avrebbero reclamato l’allontanamento. I “falchi” del governo francese (azionista Renault per il 15%) sarebbero poi tornati a più miti consigli dopo aver valutato con attenzione i rischi di una decisione tanto pericolosa. Il consiglio d’amministrazione Renault ha dunque accettato le dimissioni del manager, presentate una volta rese note le conclusioni dell’indagine interna. Pélata abbandona il marchio francese a 24 anni dal suo ingresso, dopo aver già presentato richiesta d’abbandono (poi respinta) a scandalo ancora fresco. Ghons ha comunque garantito che il dirigente resterà all’interno gruppo. Nel frattempo le tre vittime della vicenda (Michel Balthazard, Bertrand Rochette e Mathieu Tenenbaum) avrebbero presentato una richiesta di risarcimento danni per un ammontare di 11 milioni di euro, cifra esponenzialmente superiore rispetto ai 700mila euro cadauno offerti da Renault.

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Renault: ufficiale la marcia indietro nel caso spionaggio. Nessuna conseguenza per i tre manager accusati

pubblicato da p.a.fina

Carlos Ghosn

L’amministratore delegato Renault Carlos Ghosn e il direttore operativo Patrick Pelata incontreranno a breve i tre dirigenti accusati di aver venduto informazioni riservate ad acquirenti terzi, proponendo loro un risarcimento per averne compromesso reputazione e carriera in seguito all’ormai falso scandalo che li vede coinvolti e riguardante il programma elettrico Zero Emission. La procura di Parigi ha dunque ritirato l’accusa di spionaggio industriale nei confronti di Michel Balthazard, Bertrand Rochette e Matthieu Tenenbaum, parsa del tutto inconsistente dopo che le autorità svizzere e lussemburghesi hanno smentito l’esistenza di conti correnti segreti intestati ai tre e dunque sconfessando il principale e forse unico capo d’accusa. Il costruttore della Losanga ha inoltre rivolto scuse pubbliche ai tre indagati attraverso un comunicato stampa, che rivela l’intenzione di Ghosn di avviare un’azione civile per frode.

Renault: ancora nessun riscontro a conferma dello spionaggio industriale. Che sia tutto un bluff?

pubblicato da p.a.fina

Patrick PelataNel corso di una recente intervista concessa al quotidiano Le Figarò, il vice-presidente Renault Patrick Pélata ha infranto la cortina di silenzi e mancate prese di posizione in seguito allo scoppio del clamoroso caso di spionaggio industriale che vede attualmente coinvolti i manager Michel Balthazard, Bertrand Rochette e Matthieu Tenenbaum responsabili del progetto Zero Emission. “Quanto emerso finora dalle indagini ci invita a mettere in discussione l’ipotesi dello spionaggio” ha ammesso un costernato Pélata. “Ad inchiesta conclusa valuteremo eventuali azioni punitive che non risparmieranno nemmeno i vertici dell’azienda, me compreso”.

Secondo le ricostruzioni della stampa francese, qualora fosse confermato il bluff Pélata verrebbe sacrificato per mantenere la dignità del presidente Carlos Ghosn, principale accusatore dei tre nonostante una mancanza di prove e riscontri ormai lampante. La denuncia anonima non è stata infatti suffragata dalle indagini, mentre i conti correnti segreti (presenti in banche svizzere e del Liechtenstein) restano pura speculazione anch’essa prive di fondamento. Come le invettive rivolte a non meglio precisati “nemici” cinesi, interessati a comprare i segreti della Losanga fin tanto da sborsare 50.000 euro per ogni rivelazione.

Renault: la casa francese oggetto di spionaggio industriale. Pista cinese la più accreditata

pubblicato da Fabio Sciarra

Renault: tutte le foto ufficiali - Salone di Parigi 2010

Nei giorni scorsi è emersa una notizia che in Francia -ma non solo- ha destato molto scalpore: Renault è stata oggetto di una operazione di spionaggio industriale internazionale, che ha portato alla sospensione tre manager della casa, ritenuti responsabili di aver fatto trapelare notizie sensibili sui progetti per le auto elettriche. Oggi arrivano le prime ipotesi fondate sui mandanti: pare siano cinesi.

Secondo quanto riportato oggi dal quotidiano Le Figaro, gli stessi servizi segreti di Parigi sono coinvolti nelle indagini, in quanto la vicenda ha sollevato una seria preoccupazione oltralpe. Come affermato ufficialmente da Renault, nell’obiettivo di chi ha ordito la manovra c’erano “importanti asset tecnologici, strategici e di natura intellettuale”.

A dare la misura di un intrigo che va ben oltre il settore dell’auto, è intervenuto lo stesso Ministro dell’Industria francese, Eric Besson, secondo cui il paese è obiettivo di una vera e propria “guerra economica”. “La questione è seria e può essere un rischio per tutta l’industria francese”, ha osservato Besson. Renault, per il 15% nelle mani dello Stato, ha investito insieme a Nissan circa 4 miliardi di euro nelle auto elettriche.

Renault: tutte le foto ufficiali - Salone di Parigi 2010Renault: tutte le foto ufficiali - Salone di Parigi 2010Renault: tutte le foto ufficiali - Salone di Parigi 2010Renault: tutte le foto ufficiali - Salone di Parigi 2010

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