L’ultimo esperimento di spiaggina portato a termine da una Casa automobilistica è stata la Smart crossblade. Derivata dalla prima serie della Smart fortwo, la crossblade debuttò sul mercato nel 2002 e fu realizzata in soli 2000 esemplari tutti numerati. Dalla microcar tedesca si differenziava per la carrozzeria open air e le dimensioni: infatti, la Smart crossblade era lunga 262 cm, larga 162 cm e alta 151 cm, mentre il passo misurava 181 cm. In pratica, era più grande di 12 cm in lunghezza e 10 in larghezza della city-coupé, ma più bassa di 4 cm.
Inoltre, la Smart crossblade era equipaggiata con il motore 600 a 3 cilindri nella versione più potente da 71 CV che, abbinato al cambio sequenziale Softouch a 6 rapporti, spingeva la vettura fino a 135 km/h di velocità massima. L’auto pesava 750 kg quanto la Smart Cabrio, mentre il bagagliaio aveva una capacità di 122 litri contro i 150 litri della fortwo.
Oltre che per l’estrema caratterizzazione estetica, la Smart crossblade sorprendeva anche per il prezzo di listino esagerato, quantificato in 25.900 euro. Come consuetudine, dando un’occhiata ai siti di annunci abbiamo scovato 20 esemplari di Smart crossblade su “AutoScout24“, 14 unità su “Subito.it” e 3 esemplari su “eBay“, con prezzi che vanno da 8.900 euro a 18.000 euro.

Nel 1986 Renault presentò la R4 Frog come erede della spiaggina Rodeo. L’auto derivava dalla Renault 4, di cui rappresentava la variante scoperta con lunghezza e passo più corti di circa 30 cm. Sotto il cofano pulsava il classico motore a quattro cilindri 950 di clindrata da 33 CV di potenza massima che spingeva la vettura fino a 109 km/h di velocità massima.
La Renault 4 Frog aveva una massa di circa 650 kg, giustificata dall’adozione dei rollbar che caratterizzava anche l’estetica della particolare spiaggina. L’abitacolo era configurato per 4 posti, con i due sedili posteriori indipendenti e disposti in senso contrario rispetto a quelli anteriori. La R4 Frog fu commercializzata in Italia dal maggio ‘87 al gennaio ‘88, ma non raccolse il successo sperato.
Nonostante ciò, la vettura è da sempre ricercata sul mercato dell’usato, con valutazioni che vanno da 5.000 euro finanche a 15.000 euro per gli esemplari ben tenuti. Dando un’occhiata ai siti del settore, abbiamo scovato 4 esemplari di Renault 4 Frog su “AutoScout24” e 7 esemplari su “Subito.it“, mentre la ricerca su “eBay” ha dato ancora una volta esito negativo.
Ecco la Wallyscar Izis, una sorta di riedizione in chiave moderna della Citroen Méhari e caratterizzata da un design in stile Jeep. Questa nuova “spiaggina” è prodotta artigianalmente dalla piccola Casa francese. Sotto il cofano è stato alloggiato un motore a benzina 1.4 da 73 CV di origine PSA, già utilizzato su diverse vetture Peugeot e Citroen.
Grazie ad un peso contenuto sotto la tonnellata, il propulsore francese è in grado di spingere la vettura ad una velocità massima di 140 km/h. Invece, i consumi si assestano sui 7 litri per 100 km. Per quanto riguarda le altre caratteristiche tecniche, la Wallyscar Izis è un’auto a trazione anteriore, nonostante l’aspetto da fuoristrada faccia pensare che sotto la carrozzeria sia una 4×4 pura. Inoltre, si tratta di una vettura piuttosto compatta: infatti, la Izis è lunga 334 cm e larga 168 cm, mentre il passo è di 210 cm.
La Wallyscar Izis è già in vendita in Francia ed è disponibile in due allestimenti: la Izis L e la Izis City, i cui prezzi di listino consigliati sono, rispettivamente, 10.500 euro e 12.500 euro. Entro la fine dell’anno è attesa la variante elettrica E.ZIS, capace di raggiungere una velocità massima di 90 km/h ed una autonomia di 100 km con una sola ricarica. Per la promozione del modello, Wallyscar si affida al passaparola: ogni possessore della Izis che procurerà un nuovo cliente, otterrà un premio di 400 euro.
Via | Autosblog.fr e Es.autoblog

Inizia ufficialmente l’estate 2009, ma le auto per la bella stagione non esistono più. Non stiamo parlando di cabrio o spider, ma delle vetture per l’estate dette anche “spiaggine”, molto in voga negli anni ‘70 e ‘80. In quel periodo ne furono prodotte di vario tipo, ma se si pensa all’auto da spiaggia viene subito in mente la mitica Citroen Méhari. Realizzata su pianale e meccanica della 2CV e prodotta tra il ‘68 e il 1987, in questi anni era impossibile non trovarne almeno un esemplare nelle varie località di mare.
Nonostante sulle rive spopolasse la piccola Citroen, a quei tempi anche altri costruttori si cimentarono nella produzione di spiaggine. Gli inglesi di Austin Rover proponevano la elegante Mini Moke, mentre Renault cercava di attaccare il mercato con la spartana Rodeo, tardivamente sostituita dalla R4 Frog. Anche in Italia c’era chi realizzava auto per l’estate, su base Fiat. A Torino, Moretti allestiva le 126 Minimaxi e le 127 Midimaxi, poi sostituite rispettivamente da Panda Rock e Uno Folk. Queste ultime due vetture non raccolsero il successo sperato e Moretti fallì nel 1989. Un anno simbolico che chiudeva non solo il decennio ma anche l’interesse verso questa tipologia di auto.
In seguito, solo Smart ha tentato di riportare in auge questo segmento con la crossblade. Ma il prezzo alto e la produzione limitata fecero sì che l’esperimento rimanesse isolato. Anche Citroen è stata più volte chiamata in causa ed ha risposto nel 2003 con la C3 Pluriel e nel 2006 con la concept C-Buggy. Ma sembra che anche la Casa francese difficilmente riesca a ripetersi. Infondo, rispetto ad oltre quaranta anni fa ci sono da seguire regole sulla sicurezza delle vetture e norme antinquinamento sempre più stringenti. E la realizzazione di una Méhari per le estati degli anni 2000 appare come un progetto difficile da avviare.
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