
L’argomento “Incentivi auto 2010” tiene banco, in questo periodo, nella vita politica del Paese. Secondo il sottosegretario Michelino Davico, il Governo prenderà una decisione sugli incentivi alla rottamazione in ‘tempi stretti’, spiegando che ”il Governo sta valutando le misure di quei Paesi europei che intendono continuare le politiche di incentivazione. Questi temi saranno, infatti, affrontati nella prossima riunione informale dei Ministri sul futuro dell’auto che si terrà il l’8 e il 9 febbraio a San Sebastian. Sulla base di questo confronto, e dei criteri che devono guidare un percorso di uscita dal sistema di incentivi alla domanda, per non alterare il mercato, verranno prese a breve le decisioni relative alla proroga di tali incentivi. In questo quadro, il ministero dello Sviluppo economico sta anche monitorando attentamente l’andamento congiunturale di altri settori produttivi, al fine di valutare un eventuale allargamento dell’area di intervento ad altri comparti che possano contribuire ad una strategia di sviluppo sostenibile”.
Invece, Renato Schifani, presidente del Senato, ha affermato che “bisogna dire basta ad elargizioni statali se non vengono salvaguardati i posti di lavoro e i presidi industriali”. Inoltre, la seconda più alta carica dello Stato ha lanciato una frecciatina a Fiat, sostenendo che “il patrimonio industriale di Termini Imerese deve essere salvato e non dobbiamo disattendere questo impegno morale”. Sulla questione incentivi è intervenuto anche Silvio Berlusconi. Il presidente del Consiglio ha detto che “stavamo esaminando l’erogazione di incentivi al settore auto ma pare che il principale produttore non sia interessato. In ogni caso è ancora un capitolo aperto, stiamo discutendo con altri protagonisti del settore auto e vediamo come si metteranno le cose, noi siamo sempre aperti e pronti a dare una mano ai settori che ne hanno bisogno”. Intanto, gli analisti del mercato hanno già stimato le perdite che hanno afflitto il settore auto lo scorso mese di gennaio senza l’erogazione degli incentivi statali alla rottamazione.
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Silvio Berlusconi dovrà comprarsi una Uaz Patriot nuova: pegno di una scommessa persa col suo amico personale Vladimir Putin, presidente del Governo della Federazione Russa. Il nostro premier aveva infatti scommesso che la produzione della Patriot a Vladivostok non sarebbe iniziata entro il 2009. In caso contrario Il Cavaliere avrebbe acquistato una delle prime vetture ad uscire dalle catene di montaggio del gruppo Sollers. Putin ha precisato che Berlusconi, che lo aveva chiesto, beneficerà di una sconto del 10% sul prezzo d’acquisto (di 13.500 euro circa) della vettura, la versione Limited full optional.
Via | Quattroruote
Gli autotrasportatori americani, da anni responsabili delle consegne delle autovetture Chrysler alle concessionarie Usa, insorgono contro il piano di rilancio della casa americana condotto da Sergio Marchionne che prevede un nuovo sistema di trasporto delle auto.
Il sindacato USA Teamsters, che rappresenta anche i camionisti, ha organizzato una protesta dinanzi all’ambasciata USA a Washington. Teamsters sostiene che il nuovo sistema di consegne previsto nel piano di rilancio Chrysler, mette a rischio migliaia di posti di lavoro in piccole aziende di trasporto. Mette inoltre a repentaglio la sicurezza stessa delle automobili trasportate che, se non affidate a professionisti del settore, rischierebbero di arrivare danneggiate a destinazione.
I lavoratori hanno consegnato all’Ambasciata italiana una lettera destinata al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: “Il piano Fiat - scrive nella lettera il presidente di Teamsters, Jim Hoffa - taglia o mette a rischio migliaia di posti di lavoro. Ci spiace constatare che miliardi di dollari dei contribuenti americani non siano utilizzati in entrambe le sponde dell’Atlantico per mettere a punto un piano di rilancio sostenibile in Fiat-Chrysler”.

Marchionne è tornato a chiedere al Governo Berlusconi e all’Europa di riproporre gli incentivi per l’acquisto di nuove auto anche nel 2010: “Sono scelte del governo, faccia quello che deve fare: se non si continua con gli incentivi, la domanda scenderà, perdiamo volumi, non vendiamo vetture, chiudiamo gli stabilimenti”. Secondo l’AD Fiat gli incentivi sono una risposta necessaria ad un problema non solo italiano ma anche europeo.
Stamane, in un’ intervista a Sky TG24, il premier Silvio Berlusconi ha prontamente risposto alle richieste di Marchionne: “Responsabilmente esamineremo la situazione. Abbiamo già fatto un intervento positivo per il settore automobilistico come per quello degli elettrodomestici e al momento opportuno, mi sembra che la scadenza sia a fine anno, il Governo non si tirerà indietro”.
Via | Repubblica
“Non c’è da scandalizzarsi se le nostre imprese verranno aiutate, ove necessario, anche se non so ancora come”. Ad affermarlo è stato il primo ministro Silvio Berlusconi, al termine del Consiglio Europeo a Bruxelles, riferendosi alla traballante situazione nel settore automobilistico ricordando che “gli Stati Uniti fanno interventi massicci per l’industria dell’auto”.
Tuttavia il ministro delle finanze tedesco Peer Steinbruck ha ribadito che il suo governo “non offrirà aiuti all’industria automobilistica, né agevolazioni fiscali”.
Steinbrück ha così risposto all’associazione industriale automobilistica tedesca, la Vda, che chiedeva incentivi e aiuti finanziari al fine di favorire la rottamazione di vecchie auto e l’acquisto di vetture a energia alternativa.
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