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Tutti gli articoli con tag sicurezza stradale

Curiosità: negli Stati Uniti gli incidenti stradali non sono più la prima causa di morte

pubblicato da p.a.fina

Morti sulle strade negli USIl National Center for Health Statistics ha comunicato i risultati di una ricerca che interessa in misura evidente anche il panorama automobilistico, visto che nel 2010 e per il terzo anno consecutivo sono morti più statunitensi in seguito ad avvelenamenti (da droghe, medicinali) che in seguito ad incidenti stradali. I tecnici dell’NCHS hanno contato 32.885 persone rimaste vittime di incidenti stradali, mentre il numero dei cittadini uccisi da “poisoning” – questo il termine utilizzato e categoria nella quale spiccano Morpina e Vicodin – ammonta ad oltre 41.000. Questo triste passaggio di testimone assume una dimensione ancor più rilevante considerando che gli incidenti stradali hanno rappresentato la prima causa di morte da quasi 30 anni fino al 2008, quando venne registrato il sorpasso.

Di particolare interesse anche il grafico relativo all’evoluzione della statistica, visto che gli incidenti stradali causano un numero minore di morti dagli ultimi 30 anni ad oggi: nel 1980 morirono lungo le strade quasi 25 persone ogni 100.000, mentre nel 2008 la proporzione si è ridotta fino a circa 12.5 persone ogni 100.000.

Via | New York Times

ACI-ISTAT: diminuiscono incidenti, morti e feriti sulle strade italiane

pubblicato da Omar Abu Eideh

ACI-ISTAT: diminuiscono incidenti, morti e feriti sulle strade italiane

Diminuiscono gli incidenti, i morti ed i feriti sulle strade italiane: il rapporto ACI-ISTAT evidenzia nel 2010 un calo, rispetto all’anno precedente, di incidenti (211.404; -1,9%), morti (4.090; -3,5%) e feriti (302.735; -1,5%). Luglio si conferma il mese “nero”, sabato il giorno con più morti, le 18:00 l’ora più critica. Di notte si verificano meno incidenti ma più pericolosi e i week-end restano fortemente a rischio. I giovani “under 25” sono i più colpiti. Il maggior numero di incidenti, morti e feriti si verifica sulle strade urbane, ma quelli più gravi avvengono sulle extraurbane: 5 decessi ogni 100 incidenti. Gli incidenti sulle strade urbane sono meno gravi, con 1,1 morti ogni 100 incidenti. Sulle autostrade l’indice di mortalità è pari a 3,1 (in aumento).

L’analisi dei dati nei grandi Comuni italiani (Torino, Milano, Verona, Venezia, Trieste, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Palermo, Messina, Catania) mostra notevoli differenze sul territorio dell’indice di mortalità, con valori che vanno dallo 0,5 all’1,7. I valori più elevati si registrano a Verona (1,7) e Palermo (1,6), mentre quelli più bassi a Milano e Bari (0,5).La diminuzione del numero dei morti ha raggiunto livelli superiori al 50% a Torino, Bari e Trieste, mentre presenta valori tra il 50% e 40% a Milano, Venezia, Firenze e Roma. Diminuzioni più contenute o valori stabili della variazione percentuale si registrano a Verona, Genova, Bologna, Napoli, Palermo, Messina e Catania.

“Abbiamo mancato l’obiettivo UE - ha sottolineato il Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Enrico Gelpi, commentando i dati – ma il risultato è comunque importante, perché sono state salvate 14.500 vite umane sulle strade italiane e risparmiati quasi 25 miliardi di euro in costi sociali. Investire in sicurezza e in formazione non rappresenta una perdita secca per nessuno: ogni euro speso in sicurezza stradale ne frutta 20 di risparmi ed è possibile evitare 1 incidente mortale su 3. Nonostante le note criticità – ha concluso Gelpi - nelle città la situazione migliora”.

ACI-ISTAT: diminuiscono incidenti, morti e feriti sulle strade italiane

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Incidenti stradali: un morto ogni due ore; il 70% degli italiani non rispetta il Codice

pubblicato da Omar Abu Eideh


Il dato è agghiacciante: ogni due ore sulle strade italiane muore una persona. Basti pensare che nel 2009 le vittime sono state 4.237, 1.200 dei quali sotto i 30 anni. Senza contare un milione di feriti e 20mila nuovi paraplegici. Quattro quinti dei sinistri sono dovuti ad errore umano ma, soprattutto, a un mancato rispetto delle regole della strada. Grazie alle recenti modifiche al codice della strada, ora ci sono sanzioni più pesanti per chi causa incidenti commettendo infrazioni gravi. Ma “i controlli, però, non sono ancora sufficienti – tuona il presidente della Fondazione Ania, Sandro Salvati - e, soprattutto, manca la certezza della pena. Si tratta di una situazione insostenibile che non possiamo più tollerare. E’ tempo che si arrivi alla modifica del Codice Penale introducendo una fattispecie normativa che regoli il reato stradale, soprattutto quando si causano morti o feriti gravi”.

Un recente sondaggio Ispo ha evidenziato che il 58% degli intervistati ritiene che quando si è al volante non venga rispettato il codice della strada. Ma la violazione delle norme del CDS è molto diffusa: oltre il 70% degli automobilisti dichiara di infrangere le regole, pur essendo consapevole (lo ha dichiarato oltre l’80% degli intervistati) dei rischi e delle conseguenze sociali ed economiche degli incidenti stradali.

A tutto questo c’è anche un’aggravante messa in evidenza dalla statistica Ispo: il 74% degli italiani dichiara di rispettare più attentamente le regole della strada quando si trova all’estero. Ma perché si infrangono le regole del CDS? Fra le motivazioni, secondo gli intervistati, in primo luogo c’è una sottovalutazione del rischio (91%); si considerano i controlli scarsi ed inefficaci (72%) e si ritengono le sanzioni previste non così pesanti da far paura e, soprattutto, non applicate (70%). Oltre un terzo degli italiani (35% del campione) crede infine che le violazioni siano dovute anche alla scarsa chiarezza del codice della strada.

Via | IlSole24Ore (Grazie al nostro lettore “libertino” per la segnalazione)

Foto della Settimana: campagna shock sulla sicurezza stradale in Russia

pubblicato da L. Lallai

Campagne Choc pour la Sécurité Routière en Russie

Questo cartellone è comparso nei dintorni di Nizhny Novgorod, la quarta città più grande della Russia. Il messaggio è ben chiaro, anche se non riusciamo a tradurre cosa c’è scritto sull’advert, e mostra un manichino con un volante in mano, incastrato sul cartellone a simboleggiare uno dei troppi morti per incidente stradale.

Qualcuno rimarrà infastidito, qualcuno gradirà l’immediatezza e la schiettezza del messaggio, sta di fatto che non passa inosservato, ed è quello lo scopo principale di un messaggio sulla sicurezza stradale. Speriamo soltanto non distragga troppo gli automobilisti dalla guida.

Se avete foto curiose fatte da voi o trovate in giro per la rete, inviatele a “Foto della settimana”, all’indirizzo fotovideo@autoblog.it. Ne sono arrivate già molte: le più interessanti, particolari, simpatiche o curiose, saranno pubblicate a vostro nome. Continuate a seguirci e le vedrete pubblicate.

Campagne Choc pour la Sécurité Routière en RussieCampagne Choc pour la Sécurité Routière en RussieCampagne Choc pour la Sécurité Routière en Russie

via | autosblog.fr

Sicurezza stradale: negli USA apre un sito sulla pericolosità delle distrazioni al volante

pubblicato da Fabio Sciarra

cellulare in auto L’NHTSA, ente americano che si occupa della sicurezza stradale, ha inaugurato un sito web per informare gli automobilisti sulla pericolosità delle distrazioni al volante. Il problema non è da prendere sottogamba secondo l’ente: tra SMS, telefonate, navigatori satellitari, dispositivi di intrattenimento con schermi touch screen, le fonti di potenziale distrazione in auto sono diventate davvero tante.

La pagina distraction.gov, oltre a fornire notizie ed aggiornamenti in fatto di legislazione stradale, mette a disposizione del pubblico una serie di dati che la dicono lunga su quanto le suddette fonti di rischio vengano troppo spesso sottovalutate. Un esempio? Mandare un SMS mentre si guida aumenta di 23 volte le probabilità di fare un incidente. Ancora? Chiacchierare al cellulare è più rischioso che superare il tasso alcolemico consentito dalla legge.

Altre cifre: nel 2008 negli USA sono morte 6000 persone a causa della distrazione al volante. E come se non bastasse il fenomeno è in crescita: se nel 2004 solo il 6% degli incidenti mortali in America era causato dalle distrazioni più varie, la percentuale è salita nel 2008 all’11%…

Via | Autoblog.com

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ACI: Enrico Gelpi propone gli incentivi statali anche per le auto più sicure

pubblicato da Omar Abu Eideh

Il presidente dell’ACI, Enrico Gelpi, in occasione del Motor Show 2009, ha proposto che gli incentivi statali vengano erogati anche in base alla sicurezza di un veicolo e non solo in base alle sue emissioni: “i decisori pubblici continuano a puntare continuamente il dito contro l’auto, benché l’impatto sull’ambiente sia marginale: solo lo 0,4% del totale di CO2 emessa globalmente arriva dai veicoli”.

Secondo Gelpi adesso servirebbe “una nuova fase d’incentivi legati alle auto dotate dei principali dispositivi di sicurezza, e quindi non soltanto destinati alle vetture a minore impatto ambientale; le facilitazioni dovrebbero riguardare anche i veicoli usati più sicuri”.

Atlante Europeo sulla Sicurezza Stradale: troppo pericoloso il vecchio continente

pubblicato da Fabio Sciarra

Le strade più pericolose d'Italia

Ieri è stato presentato al Parlamento Europeo il primo Atlante sulla Sicurezza Stradale. La pubblicazione calcola per la prima volta il rischio di rimanere coinvolti in un incidente secondo il numero dei sinistri che si verificano su una strada e il volume di traffico che investe la stessa.

L’Atlante rientra tra le iniziative della campagna europea “Progettiamo Strade Sicure”, che sollecita l’UE a promuovere la messa in sicurezza delle strade più pericolose per salvare secondo le stime 50.000 vite ogni anno. Il nuovo Atlante evidenzia che il 28% della rete europea è talmente pericolosa da far registrare un rischio di incidente 40 volte superiore alle strade giudicate sicure.

Secondo l’ACI, “la particolarità di questo studio rispetto a quelli presentati in passato sta nell’integrazione delle statistiche con i dati sui flussi di traffico, per una valutazione più precisa della sicurezza delle infrastrutture prese in esame. Gli automobilisti italiani spendono ogni anno 168 miliardi di euro per muoversi con la propria vettura, ai quali vanno sommati i 30 miliardi di costo sociale degli incidenti stradali. Un adeguato sistema infrastrutturale di trasporto consentirebbe di abbattere queste cifre”.

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ACI–ISTAT: meno incidenti e vittime sulle strade; ma è lontano l’obiettivo di ridurre del 50% i decessi entro il 2010

pubblicato da Omar Abu Eideh

Diminuiscono gli incidenti e le vittime sulle strade italiane: il Rapporto ACI-ISTAT evidenzia un calo nel 2008 dei sinistri (218.963; -5,2%), dei morti (4.731; -7,8%) e dei feriti (310.739; -4,6%) rispetto all’anno precedente.Luglio si conferma il mese “nero”, sabato il giorno con più morti, le 18:00 l’ora critica. Di notte si verificano meno incidenti ma più pericolosi, e i week-end sono fortemente a rischio.

I comportamenti scorretti come il mancato rispetto delle regole di precedenza, la guida distratta e la velocità elevata, sono le prime tre cause di incidente: ne causano oltre il 90%; le condizioni psicofisiche alterate da alcol o sostanze stupefacenti circa il 3%. I giovani “under 30” sono i più colpiti: la fascia di età 25-29 risulta quella con il più elevato numero di morti; tra i 20 e i 24 anni si registrano più feriti. Il maggior numero di incidenti, morti e feriti si verifica sulle strade urbane, ma quelli più gravi avvengono sulle extraurbane. Più sicure le autostrade.

“Non raggiungeremo l’obiettivo europeo di ridurre della metà le vittime della strada entro il 2010 rispetto ai dati del 2000 – ha affermato il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Enrico Gelpi – ma il calo degli incidenti registrato anche nel 2008 dimostra l’efficacia dei provvedimenti finora adottati dal Parlamento e dal Governo. Potremmo conseguire risultati migliori con un coordinamento nazionale delle varie iniziative di sensibilizzazione pubblica per la sicurezza stradale”.

L’Italia è undicesima nella corsa verso l’obiettivo UE, con una riduzione del 33% del numero dei morti sulle strade, comunque positiva se paragonata alla media UE27 pari a -31,2%. Il traguardo del 2010 è già stato raggiunto da Lussemburgo (-53,9%), Portogallo (-52,9%) e Lettonia (-50,2%). Sulla buona strada Francia (-47,1%), Spagna (-46,3%) e Germania (-40,3%). Due Paesi registrano un aumento delle vittime rispetto al 2000: Romania (+22,5%) e Bulgaria (+4,8%).

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Codice della Strada: l'Unione Europea verso un testo comune?

pubblicato da Fabio Sciarra

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Al termine della Conferenza sul Traffico e la Circolazione di Riva del Garda, è emerso con chiarezza un auspicio: per dirla con il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Roberto Castelli, è necessario “proseguire a livello nazionale ed internazionale per l’armonizzazione normativa comunitaria, la formazione dei conducenti e lo sviluppo delle nuove tecnologie per la mobilità”. Il Codice Europeo della Strada è un obiettivo prioritario anche per l’ACI, organizzatore della conferenza.

Castelli, che ha sottolineato l’opportunità di uniformare anche il regime sanzionatorio sulla base di norme internazionali, si è poi soffermato sulla cosiddetta “scatola nera” per le auto, sottolineando i vantaggi di una sua futura adozione nel nostro paese: “L’adozione della scatola nera potrebbe avere un duplice effetto positivo: il primo connesso alla ricostruzione puntuale della dinamica di incidente, il secondo legato all’effetto dissuasivo sui conducenti verso i comportamenti scorretti e pericolosi”.

Sempre in tema di nuove proposte nell’ambito della circolazione e della sicurezza stradale, alla prossima Conferenza Interministeriale dei Trasporti, che si aprirà a Mosca il 19 novembre prossimo, l’ACI presenterà due idee: la destinazione alla sicurezza stradale di almeno la metà degli incassi delle multe, e l’accantonamento per lo sviluppo delle infrastrutture del 10% degli stanziamenti complessivi della Banca Mondiale.

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Sicurezza stradale: il Ministro dei Trasporti Matteoli sigla un protocollo per la formazione degli automobilisti

pubblicato da Fabio Sciarra

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Martedì scorso il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli ha siglato un protocollo d’intesa per la formazione degli automobilisti, allo scopo di ridurre gli incidenti stradali ed il numero delle vittime ad essi correlato.

“Gli incidenti stradali in Italia causano 30 miliardi di euro l’anno di costi sociali, circa due punti percentuali di PIL”, ha dichiarato il Ministro nella stessa occasione. L’intesa sulla sicurezza stradale è stata firmata con Poste Italiane e ACI, tra i vari enti che hanno aderito.

“I morti sono ancora troppi, e chi governa, anche quando c’è un solo decesso, deve tentare di fare qualcosa per evitarlo” -ha dichiarato Matteoli nel corso della conferenza stampa-, “e con questi protocolli cerchiamo di dare un contributo per far diminuire questo disastro”.

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Multe, i verbali sulle strade urbane aumentano del 7,9%. Le infrazioni rimangono le stesse

pubblicato da Fabio Sciarra

Codice della strada e sicurezza stradale: un confronto tra le capitali europee

Aumentano i controlli (e le multe) sulle strade urbane italiane le contravvenzioni sono cresciute del 7,9%, dagli 11.719.639 verbali del 2007 ai 12.642.100 del 2008. I dati sono stati pubblicati oggi dall’ACI.

Le più ricorrenti violazioni al Codice della Strada sono sempre le stesse: divieto di sosta (2.192.985 multe), eccesso di velocità (227.018), irregolarità nei documenti di circolazione (167.299), passaggio con semaforo rosso (118.595) e uso del telefonino al volante (114.904).

Nella graduatoria delle infrazioni figurano anche comportamenti molto gravi: all’ottavo posto il mancato uso delle cinture e dei seggiolini per bambini (49.840 multe), al 16° posto il mancato uso del casco (10.281), al 22° la guida in stato di ebbrezza (5.631) e al 37° la guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti. L’infrazione in assoluto più commessa però (ben una multa su due), è la violazione delle zone a traffico limitato e il mancato rispetto delle giornate a targhe alterne: addirittura 6.654.163 verbali nel 2008.

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Sicurezza stradale nel mondo: "C'è bisogno di dieci anni di lavoro intenso" secondo la FIA

pubblicato da Fabio Sciarra

L’Automobile Club d’Italia ha presentato ieri a Roma il secondo rapporto della Commissione per la Sicurezza Stradale globale creata dalla FIA, che ha lanciato un messaggio molto forte: “C’è bisogno di dieci anni di lavori per avere strade sicure nel mondo”.

Lo studio riporta numeri preoccupanti: con la motorizzazione di massa dei paesi emergenti, le vittime di incidenti stradali nel mondo aumenteranno del 46% nei prossimi 10 anni, da 1,3 milioni di morti del 2008 fino a 1,9 milioni nel 2020.

Contro questa prospettiva, l’impegno della Commissione è di dimezzare le vittime sulle strade, salvare 5 milioni di vite e risparmiare oltre 2300 miliardi di euro in costi sociali. Il target è stato fatto presente all’Onu, al G8 e all’Organizzazione Mondiale della Sanità, allo scopo di coinvolgere queste istituzioni internazionali nella sfida.

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