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Fiat a Detroit? Trasferimento non all'ordine del giorno

pubblicato da Simone Minzi

«Non è all’ordine del giorno». Con queste secche parole un portavoce della Fiat ha voluto mettere un freno alle speculazioni che, in seguito ad un articolo pubblicato da Bloomberg, vedrebbero come imminente un trasferimento della sede della casa costruttrice italiana da Torino a Detroit, negli Stati Uniti.

Nel dare la notizia l’agenzia ha citato fonti ben informate, senza precisarne ulteriormente la natura. Le stesse fonti hanno però specificato che non si tratterebbe di una decisione presa, ma di semplici speculazioni. Le reazioni da Auburn Hills, sede della Chrysler, sono state molto positive. Per gli americani sarebbe un’operazione che «accrescerebbe l’intera immagine della Motor City», come ha dichiarato il capo del Consiglio della Contea di Oakland, L. Brooks Patterson.

Di diverso tenore le risposte da parte italiana. Ecco uno stralcio delle precisazioni provenienti da Fiat, come riportato da RaiNews24:

L’informazione, tutt’altro che nuova, è stata pubblicata da alcuni quotidiani italiani e ripresa dalle agenzie di stampa, e da numerosi siti internet […] In realtà si tratta di una non notizia in quanto la stessa Bloomberg ha sottolineato che’nessuna decisione è stata presa e che altre opzioni sono in corso di esame. Questo argomento, più volte trattato nell’ultimo anno dai media di tutto il mondo, non è all’ordine del giorno come recentemente ha ricordato l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne.

Anche la FIOM è intervenuta sull’argomento, attraverso le parole del coordinatore Fiat dei metalmeccamici CGIL, Michele di Palma. Secondo il sindacalista

sono notizie oggettive il gruppo Fiat si sta delocalizzando. Questa delocalizzazione riguarda il management, la ricerca e sviluppo, le produzioni e la quotazione delle società […] E’ urgente convocare un tavolo per affrontare la crisi che sta coinvolgendo tutto l’automotive a partire dalla Fiat, perché se non ci saranno interventi nel giro di poco tempo si determineranno decine di migliaia di esuberi.

Il segretario generale dell’UGL, Giovanni Centrella, ha aggiunto che

Fondamentale è che in Italia restino almeno le braccia, cioè gli stabilimenti e quindi i lavoratori.

Per saperne di più si dovrà comunque attendere l’esito della fusione definitiva tra Fiat e Chrysler. Attualmente la quota ancora da rilevare da parte dell’azienda italiana è del 41,5%.

Fiat 500: dal 2015 sarà prodotta solo in Polonia?

pubblicato da Mirco Magni

Fiat 500 e 500C TwinAir

La futura generazione della Fiat 500 potrebbe essere prodotta esclusivamente in Polonia. Sembra infatti che Fiat stia prendendo in considerazione l’ipotesi di produrre tutte le nuove Fiat 500 all’interno dello stesso impianto di Tychy. Attualmente la Fiat 500 Usa viene prodotta nello stabilimiento Chrysler in Messico, che tra due anni potrebbe smettere di costruire la piccola torinese per il mercato Nord Americano. La prossima generazione della Fiat 500 sarà venduta in tutto il Mondo e produrre i modelli di tutti i mercati nello stesso stabilimento permetterebbe di massimizzare la resa economica risparmiando molto in termini di investimenti per i macchinari e diminuendo conseguentemente i costi di produzione.

Il modello attuale della Fiat 500 non solo ha presentato elevati costi di produzione per il mercato Americano, con la creazione di nuove linee produttive dedicate in Messico, ma ha anche impegnato economicamente il Lingotto per la progettazione in quanto la Fiat 500 Usa presenta notevoli differenze strutturali rispetto alle Fiat 500 europee. Liberando dalla produzione l’impianto messicano di Toluca, il gruppo Fiat Chrysler avrebbe maggiori risorse per la produzione di nuovi modelli compatti marchiati Chrysler per il mercato americano.

Questa manovra riporterebbe l’impianto polacco di Tychy alla sua completa resa produttiva: la crisi ha portato alla diminuzione del personale di 1.450 unità ed al calo produttivo dalle 605.797 unità del 2009 alle 300 mila dello scorso anno, che dovrebbero ulteriormente diminuire di 50 mila unità nel 2013. Spostando interamente la produzione della Fiat 500 l’impianto polacco si risolleverebbe notevolmente e permetterebbe a Chrysler di raggiungere, con i nuovi modelli prodotti in Messico, i 2.8 milioni di unità come obbiettivo prefissato da Sergio Marchionne per il 2014.

Fiat 500 e 500C TwinAirFiat 500 e 500C TwinAirFiat 500 e 500C TwinAirFiat 500 e 500C TwinAir

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Fiat: Marchionne conferma l'interesse verso un marchio low-cost

pubblicato da p.a.fina

20 anni Innocenti Koral

Fiat sta valutando l’ipotesi di lanciare un marchio low cost. Lo ha confermato direttamente Sergio Marchionne, amministratore delegato Fiat/Chrysler, intervenuto nei giorni scorsi al teatro Carignano di Torino durante una rassegna organizzata dal quotidiano La Repubblica. “Dobbiamo prima stabilire se nel gruppo c’è spazio a sufficienza per una realtà prettamente economica” ha precisato Marchionne, lasciando poi intendere che un marchio dall’impostazione simile non potrà non realizzare le proprie automobili al di fuori dell’Europa: il Lingotto non ha infatti la capacità di generare profitto da un’automobile venduta a circa 7.500 euro e prodotta nel Vecchio Continente.

Marchionne torna quindi a pensare ad una realtà low-cost. Non è certo una novità assoluta, perché negli scorsi anni ed in maniera ciclica si parlò con insistenza di un’utilitaria compatta ed economica da posizionare un gradino più in basso rispetto alla Panda. Il progetto è stato sempre frenato da preoccupazioni relative la sua profittabilità, elemento necessario per stabilirne la messa in atto. Facile quindi pensare che il nuovo marchio possa chiamarsi Innocenti. AutomotiveNews suggerisce tuttavia un’ipotesi differente: il sito pensa ad una combinazione di lettere o numeri che possano esprimere l’idea di un’automobile semplice ed elementare, come ad esempio 123 o ABC.

Fiat non è comunque l’unico gruppo industriale a guardare con interesse al segmento low-cost. Il successo del marcio Dacia ha spinto Nissan a resuscitare Datsun e Volkswagen a compiere le dovute valutazioni per lanciare una realtà simile.

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Fiat: nuovi problemi nella scalata a Chrysler

pubblicato da Simone Minzi

La scalata di Fiat a Chrysler potrebbe incontrare un nuovo ostacolo. Attualmente al Lingotto manca infatti ancora il 41,5% dell’azienda americana, di proprietà del fondo VEBA del sindacato UAW. Dal 1° gennaio questa quota potrà essere registrata alla SEC, un passaggio che, come spiega Milano Finanza, potrebbe permettere a VEBA di cedere anche ad altri le sue azioni, mentre fino ad oggi l’unico interlocutore possibile era proprio la Fiat.

Questo passaggio avrà l’effetto immediato di riportare il valore delle quote verso i prezzi di mercato. Quindi, se si esclude la poco probabile possibilità che entri un nuovo azionista, la scalata a Chrysler potrebbe costare alla Fiat molto di più rispetto al previsto. Per questo sembra che la casa costruttrice guidata da Sergio Marchionne debba dotarsi di nuove risorse per poter completare il progetto di fusione con l’azienda americana.

Proprio sul reperimento di questi nuovi fondi si gioca la complessa partita di questi giorni. Venerdì scorso i mercati avevano bocciato un’ipotesi di aumento di capitale per Fiat fino alla smentita ufficiale. Una possibile soluzione alternativa, spiega Radiocor, sarebbe la quotazione in borsa di Magneti Marelli, una delle controllate del gruppo, come annunciato dallo stesso Marchionne. Altre fonti di ricavi importante sarebbero i flussi di cassa generati da Ferrari e dalle attività brasiliane.

Foto (c) ERIC PIERMONT/AFP/GettyImages

Tesla "perdente": attacco di Romney alle auto elettriche

pubblicato da Simone Minzi

Mitt Romney contro Barack Obama anche sul fronte automobili. Tanti i sussidi di Obama, secondo Romney, ma risultati concreti pochi.

romney_obama

Il tema delle auto elettriche ha acceso il dibattito tra i candidati presidenti degli Stati Uniti, aggiungendo un nuovo elemento alla già tesa campagna elettorale. A dar fuoco alle polveri è stato il repubblicano Mitt Romney che durante il primo duello in tv, ha criticato gli aiuti fiscali concessi dal presidente Barack Obama in favore delle energie rinnovabili, defindendo “perdente” la casa costruttrice Tesla ed altre aziende del settore. I sussidi garantiti al settore dell’energia sono stati di 90 miliardi di dollari.

Immediatamente si è sollevata la polemica, soprattutto da parte dei media legati alle nuove tecnologie ed all’ambiente che vedono nella mobilità elettrica una delle più valide alternative green per il futuro prossimo. «Definire Tesla “perdente” – si legge sul sito americano di Wiredè senza dubbio una di quelle uscite che sono il sale di ogni dibattito del genere, ma di certo non servirà a guadagnare il rispetto del mondo Tech».

Tesla ha recentemente annunciato l’installazione di una serie di stazioni di ricarica in grado di azzerare completamente, o quasi, l’impatto ambientale delle sue vetture. Inoltre il suo cofondatore Elon Musk ha dichiarato di aver iniziato il piano di restituzione dei 465 milioni di dollari di finanziamenti ricevuti dalla sua azienda. Salvo il produttore di pannelli solari Solyndra, finito in bancarotta, tutte le società beneficiarie dovranno infatti restituire i prestiti ricevuti.

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Fiat, Passera: adesso auto di successo in Europa

pubblicato da Simone Minzi

Sergio MarchionneIl ministro dello Sviluppo Corrado Passera ha lanciato una sfida alla Fiat ed al suo ammnistratore delegato, Sergio Marchionne. «Ci aspettiamo che Fiat dimostri che anche dall’Italia si possono fare macchine di successo in Europa - ha dichiarato il rappresentante del Governo nel corso della trasmissione Che Tempo che Fa - Se come pubblico possiamo fare qualcosa per rendere le esportazioni più di successo, lo faremo, se sono cose ragionevoli».

Ecco un estratto dell’intervento del ministro Passera, come riportato da Quotidiano.net:

Non si tratta di assistenzialismo, non credo lo chiederanno e non saremmo disposti. Ma se possiamo trovare altri modi per agevolare anche altri esportatori italiani lo faremo […] Il fatto che Fiat non lascerà l’Italia non vuole dire niente. Il gruppo sta molto meglio di qualche anno fa, ha successo negli USA, dobbiamo tutti quanti esserne contenti. Ha qualche problema in Europa, ma in Italia si può fare esportazione e Marchionne ha detto che Pomigliano con 3 mila persone è uno degli impianti più produttivi del gruppo.

Montezemolo al Salone di Parigi 2012: Marchionne, la Ferrari, l'Italia e la Formula 1

pubblicato da Mirco Magni

Montezemolo parla con la stampa italiana al Salone di Parigi 2012: la situazione di Ferrari, il futuro in Formula 1, l’Italia e la scenetta comica con Sergio Marchionne

Luca Cordero di Montezemolo ha tenuto una conferenza riservata alla stampa italiana al Salone di Parigi 2012 nella quale ha parlato del marchio Ferrari, della Formula 1 ed ha accennato alcuni temi della politica italiana. Nella conferenza stampa infiltrato d’eccezione Sergio Marchionne, protagonista di una scenetta comica di Montezemolo che, come si può vedere dal nostro video, lo definisce scherzosamente come inviato del Detroit News.

Nel suo discorso alla stampa italiana, il presidente di Ferrari ricorda alcuni progetti del Cavallino e sottolinea la completezza della gamma del marchio, che ora può vantare una gamma di modelli recenti e moderni, nel quale la vettura con più anni è la Ferrari 458, presentata nel 2010 e la più nuova è la Ferrari F12berlinetta della quale a ottobre inizieranno le prime consegne. Anche le soluzioni tecniche utilizzate da Ferrari sono in continua evoluzione, come dimostra il nuovo telaio della Ferrari F70, interamente realizzato in collaborazione con la Scuderia Ferrari di Formula 1. Riguardo al settore sportivo del marchio di Maranello, Montezemolo ha dichiarato di essersi preso ancora qualche giorno di riflessione per decidere riguardo al futuro di Felipe Massa.

I buoni dati di vendita del marchio Ferrari sono trainati da mercati come quello medio-orientale, quello americano e quello asiatico, le previsioni di vendita sono buone e si prevede un ulteriore incremento nel futuro. Per stare più vicina ai propri clienti, Ferrari ha creato un nuovo programma di restauro delle vetture classiche, con sedi anche in America così da non costringere i collezionisti a portare le proprie vetture in Italia per le operazioni di restauro. Montezemolo ha poi sottolineato il successo ottenuto nel raduno Ferrari di Silverstone, entrato nel Guinness dei primati grazie alle 964 Ferrari presenti. Immancabile qualche riferimento alla politica italiana, con le prossime elezioni e riferimenti alla situazione della crisi economica europea.

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Video: Sergio Marchionne al Salone di Parigi 2012 Live

pubblicato da Mirco Magni

Sergio Marchionne al Salone di Parigi 2012, le dichiarazioni live in video: in cerca di un partner ma Alfa non è in vendita, Mazda non vuole produrre in Italia, Chrysler ha salvato Fiat.

sergio marchionne

Sergio Marchionne ha tenuto una conferenza riservata ad alcuni rappresentanti della stampa durante il Salone di Parigi 2012. Noi eravamo presenti ed abbiamo filmato l’intervento, che trovate dopo il salto, del CEO di Chrysler e di Fiat nel quale si è parlato di molteplici argomenti, tra i quali la situazione attuale di Fiat, il suo futuro ed anche di Fabbrica Italia. Marchionne ha iniziato il suo botta e risposta con la stampa palrando di Fiat ma è poi passato subito al Gruppo Chrysler: i 7 miliardi prestati al colosso di Detroit da parte del Governo americano e canadese sono stati restituiti nel maggio 2011 con il 20% di interessi. Chrysler è l’unico gruppo di Detroit ad aver già sanato il debito ed inoltre non ha accettato alcuni aiuti come invece fatto da Ford in quanto non sono stati ritenuti necessari.

Marchionne ha poi confermato l’impegno con l’Italia, senza chiedere fondi o interventi da parte dello Stato: non bisogna illudersi che investendo si possano risolvere i problemi se non si sa come risolvere la crisi. Ha poi continuato dicendo che non è mai stato fatto nulla che potesse mettere in crisi l’azienda e ciò non verrà mai fatto; l’integrazione tra Chrysler e Fiat è un matrimonio da completare. In questo periodo bisogna stare però molto attenti ad investire in modo corretto i fondi: lo sviluppo di un modello ha un costo di circa un miliardo di euro ma, se si sbagliasse nella scelta di 3 o 4 modelli si farebbero grandissimi danni all’economia del Gruppo. Non per questo però non verranno investiti soldi: in America sono infatti previsti 66 nuovi modelli nei prossimi anni poichè il mercato è visto come estremamente ricettivo. Marchionne ha poi aggiunto parlando del marchio Fiat:

Senza la Chrysler oggi soffriremmo le pene dell’inferno in Europa

A riguardo di Pomigliano il CEO di Chrysler ha poi dichiarato:

Non ho ancora messo il miliardo, stiamo valutando la situazione dei modelli. Voglio essere libero di decidere il portafoglio prodotti

Sergio Marchionne ha poi ribadito che il gruppo è in cerca di un partner ma che “Alfa Romeo non è in Vendita”. Inoltre il CEO ha dichiarato che Mazda non è intenzionata a venire in Italia a produrre la nuova vettura creata in collaborazione con il gruppo Fiat. Parlando di Fabbrica Italia Marchionne ha ribadito che la Fiom non c’entra nulla sul ritiro da Fabbrica Italia. In questo momento il mercato è debole ed è stato necessario un rallentamento finchè non ci saranno dati chiari.

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Risposta a tono di Marchionne a Della Valle: Fiat sana, il Governo deve fare la sua parte

pubblicato da Mirco Magni

Sergio Marchionne risponde a tono a Della Valle, Fiat è sana ed in ottima forma, Alfa Romeo non è in vendita, Della Valle la smetta di rompere le scatole

sergio marchionne modelli nuovi

Sergio Marchionne ha risposto alle accuse fatte nella mattinata di oggi da Diego Della Valle dicendo:

Non parliamo di gente che fa borse, io faccio vetture. Con quanto lui investe in un anno in ricerca e sviluppo, noi non ci facciamo nemmeno una parte di un parafango. La smetta di rompere le scatole.

aggiungendo poi:

La verità è che non siamo malati. La Fiat nel suo insieme è sana e in ottima forma. Confermiamo gli obiettivi previsti per il 2012 e ribadiamo che Alfa Romeo non è in vendita.

Sergio Marchionne ha successivamente rivolto alcune affermazioni dall’Assemblea dell’Unione Industriale di Torino verso il Governo:

Deve fare la sua parte per rimuovere quelle zavorre che stanno ancorando il nostro Paese al passato.

ed ha poi aggiunto:

Ho cercato costantemente di coinvolgere in questi 8 anni un partner straniero per la Fiat e non ci sono riuscito. In questo ho fallito. Non c’è nessuno che voglia accollarsi anche una sola delle zavorre italiane. Ma pensare allo straniero come salvatore dell’Italia è la più grande pirlata che abbia mai sentito in vita mia. Uno può fare scelte di mercato molto chiare, può comprare macchine che non sono nostre, ma non cerchiamo di ammirare troppo gli altri.

Continua così la polemica innescata oggi da Diego Della Valle, che aveva accusato il management Fiat di essere degli improvvisati che prendono in giro gli altri. Riportiamo le frasi originali nella seconda parte del post.

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Della Valle contro Marchionne: improvvisati che ci prendono in giro

pubblicato da Omar Abu Eideh

24 Settembre: Nuova fiammata nella polemica tra Della Valle e la Fiat durante un convegno dell’università Bocconi a Milano in cui era presente anche il ministro Passera.

DIEGO DELLA VALLE

Della Valle continua a picchiare duro contro la Fiat, e lo fa in occasione di un convegno dell’università Bocconi a Milano in cui era presente anche il ministro Passera.

Questi improvvisati della Fiat ci vogliono raccontare perchè non fanno automobili in Italia. La banalità è tale che l’indisponenza viene perchè ci si vuole prendere in giro con argomenti non convincenti

Ma non solo:

(la Fiat è stata presa) con le mani nella marmellata perchè se ne voleva andare, con gli uffici stampa che lavorano più degli uffici progettazione

Vogliono spiegare a noi imprenditori seri che non si può innovare in tempo di crisi e non si possono fare nuovi prodotti, mentre noi resistiamo solo perché innoviamo. Qualcuno in maniera molto elegante venerdì scorso con un comunicato stampa ha detto che non avrebbe rispettato più nulla: vorrei chiedere loro se trovano elegante questo modo di fare.

Della Valle, oltre ad essere presidente e amministratore esecutivo di Tod’s, siede nel consiglio di amministrazione di: Assicurazioni Generali Spa, RCS MediaGroup, Compagnia Immobiliare Azionaria - CIA Spa, Marcolin Spa, Ferrari S.p.A., LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton e Le Monde Europe S.A.

Nel frattempo, il Ministro del Lavoro Elsa Fornero ed il Ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, hanno convocato i sindacati per mercoledì alle 10.30. Oggetto dell’incontro “le problematiche del gruppo Fiat”.

23 e 22 Settembre: Fiat incontra il Governo

Marchionne e Della Valle

23 Settembre: Il Lingotto promette di sbloccare i 20 miliardi destinati a Fabbrica Italia quando il mercato darà segni di ripresa e chiede un sostegno per la produttività.

21 Settembre: l’a.d. Fiat Sergio Marchionne incontrerà il Primo Ministro Mario Monti, sabato 22, ore 16, a Palazzo Chigi. Lo ufficializza una nota diffusa dalla Presidenza del Consiglio che specifica che al meeting parteciperanno, per il governo, anche il Ministro per lo Sviluppo Economico Passera e il Ministro del Lavoro Fornero mentre, per il Lingotto, il presidente Elkann. Con l’occasione occasione - ha assicurato Marchionne - verrà fornito il quadro informativo sulle prospettive strategiche del gruppo Fiat, con particolare riguardo all’Italia.”Andremo sabato a Palazzo Chigi, ma nessuno nel governo l’ha chiamata convocazione. Avremo un incontro come ne abbiamo avuti tanti in passato”, ha detto John Elkann.

Quest’ultimo ha anche assicurato che “la famiglia Agnelli è assolutamente in sintonia”. “Siamo tutti estremamente uniti e il nostro sostegno a Marchionne è grandissimo”, ha specificato Elkann. Il presidente della Fiat ha poi replicato alle parole pronunciate da Diego Della Valle, durante il suo intervento in una nota trasmissione televisiva: “Non capisco il livore che lo anima. Sono stupito che alla sua età e con le aspirazioni che ha agisca in modo così irresponsabile”. Ma Elkann non si sbilancia sul futuro di Fiat in Italia: “Il contesto in cui ci muoviamo è difficile, quindi dovremo tenerne conto per gli investimenti. Faremo scelte oculate”.

Intanto il Partito Democratico torna a far sentire la sua voce sulla questione attraverso la senatrice Annamaria Carloni: “Con le sue parole Marchionne dichiara che la Fiat potrà restare in Italia grazie ai profitti realizzati in altri Paesi, ma non ci dice perché gli stabilimenti italiani abbiano perso centralità nel progetto Fiat. Sicché tutte le domande sulla valenza di ‘Fabbrica Italia’ restano senza risposta”. Annamaria Carloni è anche la prima firmataria dell’interrogazione parlamentare che il PD ha intenzione di sollevare sulla questione Fiat. “Bisogna fare presto - conclude la Carloni - per scongiurare che la tensione tra i lavoratori arrivi a livelli incontrollabili”

Più duro nel giudizio sulle parole di Marchionne Giorgio Airaudo, responsabile auto della Fiom: “Quelle di Marchionne non sono rassicurazioni, è solo un modo per prendere tempo . Non è la prima volta che dice che mantiene gli stabilimenti in Italia con le vendite ed i profitti fatti all’estero quindi penso che sia sempre più urgente che questo Paese stabilisca un patto con la Fiat, serve un accordo e solo il governo può farlo. Serve uno dei tanti accordi che la Fiat ha fatto in giro per il mondo”.

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