Seat prosegue l’espansione della gamma Alhambra lanciando sul mercato italiano la variante 4×4, che è dotata di trazione integrale permanente di tipo Haldex. La Alhambra 4×4 è spinta dal 2.0 TDI nel powerstep da 140 CV, abbinato al cambio manuale a 6 rapporti.
Secondo la casa, il powertrain così costituito è in grado di assicurare consumi sul ciclo combinato pari a 6,0 l/100 km ed emissioni di CO2 di soli 158 g/km, valore ragguardevole per una monovolume “full size”. Con un solo pieno, la spagnola può percorrere fino a 1300 km.
Il propulsore della Alhambra 4×4 spinge la vettura a 191 km/h di velocità massima, facendole raggiungere i 100 da fermo in 11,4 secondi. Il sistema di recupero dell’energia e lo start&stop, disponibili nel pacchetto Ecomotive contribuiscono a migliorare ulteriomente le performance ambientali dell’Alhambra.
Gli amici di Autoblog.nl hanno scovato nella loro Olanda questa vera e propria bizzarria automobilistica: il proprietario di una Seat Alhambra TDI del 2006, che evidentemente desiderava qualcosa in più sul piano dell’immagine dalla sua monovolume, ha pensato bene di intervenire e darle le sembianze di una ben più prestigiosa Audi. La creazione è nata grazie ad una serie di apporti (cerchi, retrovisori…) da modelli diversi, mentre la calandra e i gruppi ottici sono stati presi in prestito da una Q5. Che roba…
La nuova Seat Alhambra guadagna la trazione integrale permanente e la abbina al 2.0 TDI: il grosso monovolume spagnolo a quattro ruote motrici, denominato ufficialmente Alhambra 4×4, debutterà sul mercato italiano nel corso della prossima estate. Il sistema di trazione integrale, assicura Seat, è stato messo a punto per migliorare non solo la sicurezza di marcia, ma anche il piacere di guida, in linea con la filosofia del marchio.
L’Alhambra 4×4 fa affidamento su una frizione idraulica a gestione elettronica, la cui peculiarità più saliente è la sistemazione all’estremità dell’albero di trasmissione, davanti al differenziale posteriore. Il pacco lamelle in bagno d’olio all’interno della frizione centrale può essere compresso in modo continuo mediante pressione idraulica grazie alla centralina che analizza costantemente le condizioni di marcia.
A regolare la compressione dell’olio, interviene una pompa ad anelli ad azionamento elettrico, in grado di attivarsi in poche frazioni di secondo. L’Alhambra 4×4, come dicevamo in apertura, è dotata del 2.0 TDI 140 CV, abbinato ad uin cambio manuale a 6 rapporti. La sua velocità massima è pari a 191 km/h, mentre il passaggio da 0 a 100 km/h avviene in 11,4 secondi.
Autocar ha effettuato la prova della nuova Volkswagen Sharan, di cui ha realizzato il video della durata di 90 secondi. L’autorevole rivista ha precisato che gli stessi giudizi - positivi e negativi - della monovolume tedesca, possono essere estesi anche alla Seat Alhambra, in quanto gemella spagnola della Sharan. Le due nuove MPV hanno conquistato 4 stelle su cinque, in quanto i prezzi di listino sono concorrenziali, anche dal punto di vista della manutenzione. Inoltre, Autocar ha sottolineato l’alto livello di comfort dei modelli Sharan e Alhambra.
Seat ha rilasciato nuove immagini ufficiali della nuova Alhambra, diramando allo stesso tempo il listino prezzi della rinnovata MPV spagnola. La nuova Seat Alhambra parte da 28.500 euro ed ha una gamma declinata in due allestimenti: Reference e Style, la cui differenza di prezzo ammonta a 2.500 euro. L’auto sarà introdotta sul mercato italiano con il weekend di lancio del 2 e 3 ottobre prossimi. Come la precedente generazione, anche la nuova Alhambra è la gemella della Volkswagen Sharan, con cui condivide le porte laterali scorrevoli.
La nuova Seat Alhambra sarà disponibile in Italia con le motorizzazioni 1.4 TSI a benzina da 150 CV, più il 2.0 TDI da 140 e 170 CV, quest’ultimo disponibile solo con cambio DSG di serie. Il cambio sequenziale a doppia frizione sarà disponibile anche per il propulsore 2.0 TDI da 140 CV, con un sovrapprezzo di 1.900 euro. Inoltre, la motorizzazione in questione assorbirà il 79% delle ordinazioni, mentre il 2.0 TDI da 170 CV si fermerà al 15% e il 1.4 TSI a benzina solo al 6%. Negli ultimi dieci anni, sono state immatricolate circa 15.000 Seat Alhambra nel nostro Paese, pari al 5% del mercato delle grandi MPV. Dopo il salto, il listino completo della nuova Seat Alhambra.
Il prossimo 9 maggio Seat celebrerà i primi 60 anni di esistenza. Infatti, nacque nella primavera del 1950 la Sociedad Española de Automóviles de Turismo, dopo due anni di trattative tra il Governo spagnolo e Fiat. La Casa automobilistica iberica fu fondata dall’ente INI che deteneva il 51% del pacchetto azionario, mentre il restante era per il 42% in mano a sette istituti bancari e per il 7% sotto il controllo del Lingotto. Seat aveva il difficile compito di motorizzare la Spagna nel dopoguerra. La fabbrica della Casa spagnola fu realizzata nella Zona Franca di Barcellona che dette lavoro a 925 dipendenti. La produzione, invece, partì nel mese di maggio del ‘53.
Il 13 novembre dello stesso anno partì la commercializzazione della prima vettura, la Seat 1400 A, identica alla Fiat 1400 e assemblata al ritmo di 5 esemplari al giorno. Nel primo anno di vita, la 1400 fu venduta in 959 unità. Ma l’auto che permise la motorizzazione di massa fu la Seat 600, gemella della omonima utilitaria Fiat che fu introdotta nel 1957. Nel giro di pochi mesi, Seat raccolse oltre 100.000 ordini per la vettura. Tra la fine degli anni ‘50 e l’inizio degli anni ‘60 la Casa iberica contribuì alla nascita dell’indotto e debuttarono varie evoluzioni della 1400 - B, C e D - poi sostituita dalla Seat 1500.
Nel 1967 la gamma Seat fu allargata con i modelli 1500 familiare, 850 e 800, quest’ultima una versione a 4 porte della 600. Nel frattempo, Fiat incrementò la propria quota azionaria al 36%, mentre nel ‘68 debuttò la Seat 124 da cui derivò una versione lussuosa denominata 1430. Nei primi anni ‘70, invece, partì l’esportazione della Seat 600 verso Colombia e Finlandia, nonostante Fiat fosse contraria ad un programma di diffusione estera della Casa iberica. Nel 1971 la gamma fu estesa ancora una volta con i modelli 124 Sport Coupé e 132, mentre l’anno successivo fu introdotta la Seat 127, disponibile nelle varianti di carrozzeria a 3, 4 e 5 porte.
Seat presenta la nuova Alhambra. Il monovolume, derivato dalla nuova Volkswagen Sharan, propone fino a 7 posti con portiere posteriori scorrevoli, nuovi equipaggiamenti tecnologici e nuove motorizzazioni TSI e TDI con potenze comprese tra 140 e 200 Cv. Totalmente rinnovata nel design secondo l’attuale DNA Seat, la Alhambra è cresciuta nelle dimensioni rispetto alla vecchia generazione, infatti la lunghezza è pari a 4,85 metri (+22 cm). Oltre allo spazio interno per i passeggeri, i vantaggi sono tangibili anche nel vano bagagli, con una capacità variabile da 885 a 2297 litri in base al numero di sedili utilizzati. Il sistema Easy-Fold consente di piegare la seconda e terza fila di sedili ottenendo un vano perfettamente orizzontale, senza necessità di rimuovere nessun elemento.
A livello meccanico, la nuova Alhambra propone i noti propulsori 1.4 TSI 150 Cv, 2.0 TSI 200 Cv, 2.0 TDI 140 Cv e 2.0 TDI 170 Cv, abbinabili anche alla trasmissione doppia frizione DSG. La versione TDI 140 Cv è la più parsimoniosa e dichiara 5,5 l/100 km di consumo medio, pari a 143 g/km di CO2. Tra le dotazioni tecnologiche più importanti ricordiamo i fari bi-xeno attivi, il sistema di parcheggio automatico con telecamera posteriore ed il climatronic trizona. In tema di sicurezza, tutte le Alhambra sono dotato di 7 aribag, portiere posteriori elettriche con sicurezza bambini, ABS, ESP (con taratura specifica per il traino) e controllo elettronico della pressione pneumatici. La gamma sarà articolata sugli allestimenti Base, Reference e Style e la commercializzazione inizierà nell’estate prossima. La vettura sarà assemblata nella fabbrica portoghese di Palmela.
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Dopo la nuova Volkswagen Sharan, arriverà anche la seconda generazione della Seat Alhambra, di cui vi proponiamo i primi render. La nuova Alhambra avrà lo stesso corpo vettura della Sharan, ma sarà caratterizzata da uno stile più sportivo e da un prezzo di listino più basso. Come si nota dalle ricostruzioni, la Seat Alhambra avrà un frontale molto simile a quello di Exeo e Ibiza, mentre il posteriore avrà lo stesso stile della berlina iberica derivata dalla precedente Audi A4.
Anche l’Alhambra avrà le porte laterali scorrevoli, inedita soluzione presentata con la nuova Sharan. Inoltre, sarà identica pure la gamma delle motorizzazioni per i due modelli, composta dai benzina 1.4 TSI da 150 CV e 2.0 TSI da 200 CV, nonché dal 2.0 TDI che sarà disponibile nelle versioni da 140 e 170 CV. Per quanto riguarda il prezzo, la nuova monovolume spagnola costerà poco meno di 28.000 euro, all’incirca 2.000 euro in meno della gemella di Wolfsburg. La nuova generazione della Seat Alhambra sarà presentata, molto probabilmente, al Salone di Parigi in programma ad ottobre.
Via | Automobile-magazine.fr

Volkswagen presenterà la nuova Sharan al salone di Ginevra. Il monovolume tedesco debutta quindi in anticipo rispetto alle anticipazioni iniziali, ma ancora non sono state diffuse immagini o dati ufficiali: quella che vi proponiamo è una ricostruzione grafica. Si tratterà di un cambiamento sostanziale, dopo che per 15 anni la piattaforma attuale è stata sviluppata e condivisa anche con Ford e Seat.
La nuova Sharan sarà basata sulla stessa piattaforma attualmente utilizzata da Golf e Passat e, quindi, riproporrà i noti propulsori benzina e diesel di ultima generazione dotati anche di cambio doppia frizione DSG e trazione integrale con sistema Haldex. A giudicare dalle poche foto spia, la linea sarà comunque la monovolume “classico”, con la probabile presenza di portiere scorrevoli posteriori. Lo stesso progetto sarà utilizzato anche da Seat per la Alhambra, che dovrebbe debuttare a settembre al salone di Parigi, mentre Ford ha già preso una direzione diversa con gli attuali S-Max e Galaxy derivati dalla piattaforma della Mondeo.
Seat sarà il fornitore ufficiale della flotta di auto per la presidenza spagnola dell’Unione Europea, di turno dal primo gennaio al 30 giugno 2010. In totale saranno 230 le vetture della Casa iberica che verranno utilizzate, nel corso di questi 6 mesi, dal primo ministro Zapatero e dai suoi collaboratori. La flotta presidenziale è composta da 100 Exeo, 60 Alhambra e 30 Altea XL. Sommando le tre cifre, si scopre che in realtà le vetture sono 190. Non si sa, quindi, il brand e il modello delle altre 40 auto.
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In un’intervista rilasciata ad Autocar, Jan Lafrentz, responsabile “Sales & Marketing” di Seat, ha rivelato i piani della Casa spagnola per il futuro. Il manager ha parlato principalmente della nuova Seat Alhambra, il cui debutto sul mercato è previsto tra circa dodici mesi. Come l’attuale, anche la nuova generazione della MPV iberica deriverà dalla “cugina” Volkswagen Sharan. Inoltre, la scelta di puntare sulle monovolumi di grandi dimensioni appare in controtendenza rispetto alle altre Case automobilistiche, ma Lafrentz ha spiegato la strategia di Seat in questo segmento: “l’Alhambra è un’auto importante per noi e i proprietari della vettura sono fedelissimi clienti. Non possiamo permetterci di perderli”.
Non è ancora certo se continuerà a chiamarsi Alhambra, ma in Seat puntano a sottrarre la leadership della categoria alla Ford Galaxy. Dopo la nuova Alhambra, sarà la volta dell’erede della Arosa. La Casa iberica ritornerà nel segmento delle citycar nel 2011 con la gemella della Volkswagen Up!. Come quest’ultima, sarà assemblata nell’impianto di Bratislava, in Slovacchia. Inoltre, è prevista anche una variante elettrica che debutterà nel 2013. Invece, in base a ciò che ha detto lo stesso Lafrentz, è poco probabile che la vettura si chiamerà Arosa.
Lafrentz ha parlato anche di una possibile Leon SC, prevista per i primi mesi del 2011: “è già stata avanzata una proposta di stile per questa vettura. Una coupé di segmento C ben si adatterebbe al nostro DNA. Se Volkswagen ha riscosso molto successo con la Scirocco, un’auto di questa tipologia con il brand Seat potrebbe darci molte soddisfazioni”. Nello stesso periodo, potrebbe esserci il debutto della Tribù nella sua veste definitiva. Questa vettura andrebbe a competere con la Nissan Qashqai, ma il management della Casa spagnola non ha ancora dato il via libera alla realizzazione di una SUV di dimensioni compatte.

Da Wolfsburg, quartier generale di VAG, giungono notizie riguardanti il futuro di Seat. La più importante riguarda la SUV di dimensioni compatte, le cui linee sono state anticipate con la concept Tribù e che sarebbe stata realizzata sulla base della Volkswagen Tiguan. Ebbene, la Casa iberica avrebbe deciso di sospendere lo sviluppo della vettura, a causa degli alti costi di progettazione e del grande affollamento nel segmento in questione. Inoltre, anche la forte crisi in cui verte il mercato automobilistico spagnolo avrebbe spinto il management a prendere questa decisione.
Le risorse finanziarie risparmiate verranno investite per due modelli più consoni al target di Seat, vale a dire la Ibiza ST e la gemella della Volkswagen Up!, il cui nome molto probabilmente sarà Arosa, come la vettura nata nel ‘97 e che derivava dalla Lupo. Inoltre, anche il progetto della nuova Alhambra pare sia stato rallentato, anche perché a breve dovrebbe debuttare la Altea XL con configurazione a sette posti.
Via | AutoInternationaal