Sono necessari ventidue giorni per costruire una Rolls Royce Ghost, di cui sette per il solo processo di verniciatura a cinque strati. Dopo immagini e dati tecnici, il costruttore anglo-tedesco rilascia il primo video della berlina “basso di gamma”. Status conferitole per i 40cm in meno rispetto alla Phantom (5.40 metri contro 5.83), a cui non sopperiscono nemmeno i 570 cavalli erogati dal V12 6.6 biturbo.
Dodici cilindri a vù da 6.6 litri di cilindrata. Turbocompresso. Con 500 cavalli, scaricati a terra da un cambio ad otto rapporti. Tutto quanto interessa della futura Rolls Royce RR4/Silver Ghost è racchiuso in questi dati, diffusi (con tanto di comunicato) dallo stesso costruttore.
Perché «l’interesse ed il fervore dei clienti aumentano ogni giorno di più – commenta l’amministratore delegato Tom Purves –: l’ideale cerchio verrà tracciato solo quando ne avvieremo la produzione a Goodwood, avendo ricevuto commenti positivi dopo la presentazione della 200EX. Questa berlina non sacrificherà i classici ideali dello Spirit of Ecstasy».
“Seducente, invitante, accattivante: quest’auto conquista al primo sguardo”. Ian Cameron, responsabile del design, definisce con parole al miele la nuova Rolls Royce 200EX, prototipo atteso al salone di Ginevra quale anticipazione della futura berlina “d’accesso”.
Un riferimento quasi obbligato – pensando a quanto sia imponente la Phantom –. ma decisamente fuorviante: la berlina anglo-tedesca è infatti lunga 5,39 metri, larga 2,10 ed alta 1,55. Eppure non si direbbe. Il merito va attribuito al padiglione spiovente ed alle proporzioni equilibrate, ad una linea pulita e senza fronzoli, alle “coach doors” posteriori (rotazione controvento ed 83° di apertura massima) che inducono lo sguardo a puntare verso il posteriore. Nessuna informazione riguardo l’inedito V12.
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Dopo il teaser ufficiale diffuso in mattinata, Rolls Royce mostra in anteprima la nuova 200 EX, prototipo atteso al debutto a Ginevra di quella che sarà la versione d’accesso alla gamma. Anche da un punto di vista stilistico, perché le forme ispirate alla Phantom vengono rese più armoniche dalle differenti volumetrie.
La berlina si rivela quindi filante e proporzionata, con un padiglione discendente ed arcuato, ispirato da un frontale meno “ampolloso”: l’opulenza della classica griglia a tempio greco viene quasi ridimensionata. I fanali rastremati contribuiscono a rafforzare questa ipotesi. Nessun appunto, invece, può scalfire l’eleganza interni, anche se la disposizione dell’orologio crea qualche perplessità.