Prosegue il cammino del progetto Riversimple verso la produzione di serie, attesa nel 2013. Dopo il debutto a Londra del prototipo, ecco il primo video ufficiale diffuso dal neonato costruttore inglese di questa city car alimentata ad idrogeno, che promette una autonomia di 380km.
Nel video vengono annunciate anche altre importanti novità: il sistema di recupero d’energia in frenata, ad esempio, ha aumentato la sua efficienza di 5 volte rispetto ai sistemi attualmente in uso e, sopratutto, Riversimple ha deciso di proporre la vettura esclusivamente con una forma di noleggio, che comprenderà anche l’idrogeno necessario, senza nessuna altra spesa di manutenzione. Una formula che potrebbe diventare d’esempio per il futuro, mutevole e critico mercato dei prossimi anni.
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E’ stata presentata a Londra il prototipo della Riversimple Urban Car, una compatta 2 posti alimentata ad idrogeno che debutterà sul mercato nel 2013. Realizzata anche grazie ad investimenti della famiglia Piech, la Riversimple ha confermato i primi dati diffusi nelle scorse settimane: la velocità massima è di 80 km/h e l’autonomia di circa 400 km.
Forte di un peso di soli 350 kg, la Riversimple ha un sistema fuel cell di capacità limitata a 6 Kw, sufficienti a mantenere la velocità crociera, mentre un pacco di supercondensatori da 21 kg immagazzina fino a 30Kw dal recupero d’energia in frenata, restituendo 15Kw di potenza aggiuntiva per un massimo di 8 secondi ai 4 motori integrati nelle ruote. Il progetto Riversimple è “open surce”, quindi sarà possibile per altri costruttori sfruttarne le potenzialità personalizzando la vettura per le proprie esigenze. Da qui a pensare ad uno spiraglio per una vettura del gruppo VAG alimentata ad idrogeno il passo potrebbe essere certamente breve: non resta che tenere d’occhio il sito ufficiale Riversimple e seguire gli sviluppi di questo progetto.
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«Non possiamo parlare di un effettivo sviluppo dell’auto tradizionale, perché circoscritto e fiacco». E così la Riversimple Urban Car, progetto di utilitaria a celle di combustibile finanziato dalla famiglia Piech, non aspetta altro che la presentazione. Come sottolinea Hugo Spowers, presidente di questa nuova realtà con radici ramificate fra le università di Oxford e Cranfield.
Il cuore di questa vetturetta si ha nei quattro propulsori (uno per ogni ruota), da 6 kW di potenza complessiva, in grado di spingere i suoi 350 chili ad una velocità massima di 80 km/h. Numeri a portata di città, quindi, a differenza dei “consumi”: con un ciclo di carica è possibile oltrepassare i 320 chilometri.
«La Urban Car è forse il primo passo del settore auto motive nel XXI secolo – commenta Sebastian Piech –. Mio nonno (Ferdinand Porsche, ndr) sarebbe orgoglioso, perché vengono conciliate leggerezza ed alta efficienza, sempre state suo obiettivo». In attesa di conoscere maggiori dettagli, che verranno diffusi durante la presentazione della settimana prossima, il costruttore rende nota la prima modalità di leasing: 20 anni, con annessi costi di “rifornimento”.
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