Spazio, cavalli e versatilità. Tutte con un design incapace di suscitare reazioni coerenti : o piace o si gira la testa dalla parte opposta. Al salone di Ginevra, Renault ha presentato cinque novità assolute, significativi tasselli nell’aumentare l’appetibilità della gamma più giovane (2.2 anni di vecchiaia medi per modello) d’Europa.
Scenic e Grand Scenic soffiano sul vessillo già ammainato dalle precedenti generazioni, nonostante l’aspetto esteriore abbia smarrito l’originaria frizzantezza. Lunghe rispettivamente 4.34 e 4.56 metri, vengono spinte da una gamma motori articolata fra tre unità benzina – presente il nuovo TCe da 130 cavalli – e quattro diesel, compreso il 2.0 da 160. La Dynamic Activity Vehicle debutterà in autunno, mentre la sette posti sbarcherà nei concessionari in primavera.
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Due minuti e mezzo di calma piatta, in cui la musica lounge è l’elemento più entusiasmante. La nuova Renault Clio è frutto di un restyling conservativo ai limiti del soporifero, in cui gli stilemi del nuovo family feeling (soprattutto per la versione GT, pseudo-sportiveggiante) vengono amalgamati con ben poca maestria.

Dopo aver indovinato il design della Megane, lei può essere considerata come una sorta di prova del nove: Renault prosegue i test su strada della Clio restyling, attesa al debutto nel corso del prossimo anno. Il suo aggiornamento estetico, infatti, dovrà migliorare l’immagine di un prodotto segnato dalla fatica.
La compatta della Régie è forse l’unica fra le rivali storiche (207 e Grande Punto. Tralasciamo l’ormai anziana Polo) ad aver visto svanire il fascino del debutto; pertanto verrà rinnovata seguendo l’esempio (stilistico) della sorella maggiore: una inedita presa d’aria rettangolare verrà lambita da una sottile feritoia, posta proprio sotto il logo.
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