Renault festeggia i 20 anni di vita commerciale della Clio, presentata per la prima volta al Salone di Ginevra del 1990. Si tratta di un’auto molto importante per la Losanga, la cui produzione ha già superato la soglia dei 10 milioni di esemplari. Vent’anni fa la Renault Clio fu introdotta come sostituta della Supercinque, evoluzione della R5 che aveva debuttato ben 18 anni prima, ovvero nel ‘72. Inoltre, la Clio fu la prima vettura del nuovo corso della Casa transalpina ad adottare un nome proprio in luogo delle classiche numerazioni, anche se negli anni ‘80 debuttarono le vetture Fuego ed Espace che rompevano con la tradizione Renault.
Al momento del lancio, la Renault Clio era disponibile nelle versioni a 3 e 5 porte e con le motorizzazioni 1.1 da 48 CV, 1.2 da 58 CV e 1.4 da 78 CV, queste ultime due appartenenti alla famiglia Energy. Il design portava la firma di Marcel Botton e la carrozzeria era lunga 371 cm e larga 163 cm, mentre il passo misurava 247 cm. La gamma italiana della Clio era declinata negli allestimenti RN e RT, mentre il listino prezzi partiva da 11.900.000 lire. Nel nostro Paese, il lancio della Renault Clio fu accompagnato da un’azzeccata campagna promozionale, incentrata attorno al claim “Io? Clio!”. Inoltre, la vettura conquistò subito il titolo di “Auto dell’anno” del 1991.
L’anno dopo la presentazione, arrivò l’allestimento S abbinato alla motorizzazione 1.4 e il propulsore 1.9 diesel da 64 CV. Ma la novità più importante del ‘91 fu l’introduzione della sportiva Clio 16V, mossa dal motore 1.8i plurivalvole da 137 CV di potenza che spingeva la vettura fino a 212 km/h di velocità massima. Invece, nel 1992 debuttò il lussuoso allestimento Baccara, abbinato alla motorizzazione 1.8i da 95 CV. La gamma sportiva della Clio crebbe ancora nel ‘93 con la 1.8 RS da 108 CV e, soprattutto, con la Clio Williams - dedicata alla vittoriosa scuderia inglese di Formula 1, a quei tempi motorizzata Renault - equipaggiata con il propulsore 2.0 16V da 147 CV che permetteva di raggiungere i 215 km/h di velocità massima.
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Le auto elettriche firmate Renault nasceranno nella fabbrica francese di Flins, situata nella regione parigina dell’Ile de France. L’annuncio diramato oggi dalla casa, riguarda per la precisione la derivata di serie della Zoé Z.E. Concept, presentata al Salone di Francoforte.
L’originale compatta che ne trarrà ispirazione, andrà ad affiancare le linee di montaggio della Clio e della Clio Storia, i due modelli che vengono assemblati oggi a Flins. Ovviamente non è una coincidenza che la Zoé di serie nascerà proprio in un impianto storicamente specializzato nelle piccole.
La scelta, spiega Renault, è ricaduta su Flins anche per una seconda ragione. Dal momento che il mercato più importante per i modelli elettrici (e per la Zoé in particolare) sarà quello europeo-occidentale, si è cercata una sede produttiva che potesse essere vicina al suo bacino di clientela finale.
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La Renault Clio Campus vede il prolungamento della propria carriera sui mercati. Grazie all’effetto degli incentivi voluti in molti paesi europei, il modello “riciclato” della casa francese ha vissuto un periodo particolarmente favorevole dal punto di vista commerciale, tanto da superare le aspettative di vendita della casa.
Renault ha così deciso di prolungare di due mesi la produzione della piccola, posticipandone la fine della carriera: le linee lavoreranno dunque fino alla fine di dicembre 2009. La fabbrica francese di Flins ospita la Clio Campus dalla fine di marzo scorso, quando le linee furono trasferite dallo stabilimento slovacco di Novo Mesto.
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Lunga vita alla Renault Clio II. Dovrebbe essere questo il motto che ha spinto i manager della Losanga a puntare ancora sulla vecchia generazione della utilitaria francese. In fondo, sono i numeri ad allungare la sua esistenza: dal 2005, anno in cui ha debuttato la Clio III, la Clio II rinominata “Clio Storia” è stata venduta in più di 400.000 esemplari in 22 Paesi. Ormai divenuta un modello a sé stante che ben si pone tra Twingo e New Clio, la Clio II subisce un altro restyling e diventa “Clio Campus”.
Il nome Campus non è nuovo in Renault: in passato, ha identificato le versioni entry level della Supercinque e della prima Clio, nonché è stato il nome utilizzato per uno scooter che la Casa francese sviluppò assieme a Benelli. Adesso, va ad identificare l’ultima evoluzione della Clio II, assemblata negli impianti di Flins in Francia e Novo Mesto in Slovenia. Le modifiche estetiche sono concentrate nella parte anteriore, dove debutta una nuova mascherina, a dir la verità molto simile a quella della Dacia Sandero.
La Clio Campus conferma tutte le caratteristiche della Clio Storia: prezzo competitivo, carrozzeria a 3 e 5 porte, disponibilità di versioni a GPL, queste ultime equipaggiate con il 1.2 da 60 CV, il quale rappresenta il motore entry level della gamma. Le altre motorizzazioni sono il 1.2 16V da 75 CV e il 1.5 dCi, disponibile con potenze di 65 e 85 CV. La Renault Clio Campus debutterà nel mese di luglio, anche in Italia, primo mercato estero e secondo mercato in assoluto per il modello, grazie alle quasi 50.000 Clio Storia vendute fino ad oggi.
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Le due piccole della casa della Losanga stanno beneficiando delle iniziative nazionali di sostegno all’acquisto di auto nuove: vari stati europei hanno varato i propri incentivi, e le piccole Renault Twingo e Clio vedono crescere i rispettivi ritmi produttivi.
Renault, che ha notato con soddisfazione l’inversione di tendenza della domanda europea, ha già provveduto dunque a ritarare i volumi delle fabbriche di Flins (dove viene prodotta la Clio) e Novo Mesto (stabilimento sloveno dove nascono invece la Twingo e la Clio Storia).
Piacevole -e insolita, di questi tempi- conseguenza, sarà la creazione di 400 nuovi posti di lavoro presso l’impianto francese di Flins, che da giugno a ottobre riceverà anche le linee produttive della Clio Storia, per un totale previsto di 8000 esemplari assemblati.