
Gli amici di Jaguarmania ci segnalano una notizia che riaccenderà sicuramente la speranza nel cuore degli appassionati: lo stesso Ratan Tata, attuale proprietario del marchio del giaguaro, avrebbe annunciato che è allo studio un ritorno ufficiale alle competizioni in grande stile, con un prototipo LMP2 da far correre alla classica 24 Ore di Le Mans. Proprio in terra francese Jaguar segnò la sua ultima vittoria, datata 1990 con la XJR12, che vi mostriamo nella foto.
Via | JaguarMania (grazie a corvettec6r per la segnalazione)
Sembra profilarsi un destino indiano anche per Pininfarina: se per Bertone si parla di un interessamento da parte di Mahindra, casa indiana intenzionata a rilevare l’attività dell’atelier torinese, per un’altra firma storica dell’automotive design italiano inizia ad affacciarsi un colosso indiano, in questo caso Tata Motors.
Tuttavia questa volta non si tratta di un’operazione che prevede l’acquisizione in blocco, ma più semplicemente una significativa partecipazione azionaria da parte del magnate Ratan Tata, che evidentemente non è sazio dopo aver rilevato Jaguar e Land Rover dal Gruppo Ford. L’operazione, a detta di Ratan stesso, prevederà una partecipazione concreta in termini di capitale liquido, una sorta di contributo stimabile nella cifra di circa 100 milioni di euro.
Ma non è tutto qui, perchè se consideriamo che Pininfarina aprirà nei prossimi anni un centro di ricerca nell’enorme paese asiatico, ecco che prendono corpo nuovi scenari, sebbene ancora ipotetici. Non è un’eresia infatti pensare che nel caso di un eventuale legame più stretto tra Pinin e gli indiani, questi ultimi potrebbero beneficiare del prezioso apporto italiano nella realizzazione stilistica dei prossimi modelli Jaguar, Land Rover e Tata. Staremo a vedere.
Via | MotorPasion

Da quanti anni ormai si parla del ritorno della trazione posteriore sulle Alfa Romeo? Dopo tanto, troppo tempo, sembra proprio che l’arrivo dell’agognata soluzione tecnica sia più vicino che mai. Come tutti sapranno, non si tratterà di una trazione sviluppata in maniera autonoma: troppo alti sarebbero i costi e troppo difficile “rientrarci” con volumi di vendite così bassi.
Entro i prossimi due anni dunque arriverà un accordo con un fornitore esterno che provvederà a vendere i suoi pianali al Biscione. Se nel corso di questi ultimi anni si era chiacchierato intorno ai nomi più disparati, dietro la candidatura che al momento è più forte, sembra ci sia qualcosa di ben più concreto di semplici ipotesi formulate da questo o quell’esperto del settore.
Ci stiamo riferendo ovviamente alla Jaguar, appena comprata da Tata. In virtù degli stretti rapporti che legano Ratan Tata a Torino, ipotizzare (come avevamo fatto noi) una fornitura tecnica da parte della Casa inglese era tutt’altro che azzardato. E la conferma è arrivata dalle parole di Harald Wester, che nel corso di un’intervista ad auto, motor und sport ha affermato espressamente che Alfa Romeo è in trattative con Jaguar intorno alla suddetta questione.
Continua a leggere: Alfa Romeo in trattative con Jaguar per la trazione posteriore
In un certo senso tra ieri e oggi si è conclusa un’era nel mondo dell’automobile, l’era della netta separazione tra costruttori occidentali e costruttori dei paesi emergenti, o anche, per dirla in altri termini, l’era che aveva fatto della subordinazione dei secondi ai primi un assioma incrollabile.
Solo il tempo saprà dirci se e come Tata sarà in grado di gestire i due delicatissimi giocattoli che ha appena comprato, ma una cosa è certa, comunque vada l’avventura in cui si è imbarcato Ratan Tata: se andassimo a raccontare ad uno storico di sessant’anni fa che una company indiana ha rilevato due storiche aziende automobilistiche della ex-madrepatria, ci riderebbe in faccia.
Fatta questa premessa, necessaria per inquadrare l’importanza dell’accordo, passiamo ad analizzarne il dettaglio: Tata Motors ha rilevato da Ford Motor Company i marchi, gli stabilimenti, i diritti riservati e tutte le proprietà intellettuali di Jaguar e Land Rover. Il corrispettivo elargito agli americani è stato di 2,3 miliardi di dollari. Da parte sua Detroit provvederà con 600 milioni di dollari al mantenimento dei contributi pensionistici destinati alla forza lavoro attualmente impiegata dalle due case.
Arriva finalmente la (quasi) ufficialità dopo lunghi mesi di indiscrezioni, conferme e smentite: il gruppo automobilistico indiano Tata Motors avrebbe appena comprato da Ford i marchi Land Rover e Jaguar per l’equivalente di circa 2,65 miliardi di dollari, secondo quanto riferito circa mezz’ora fa dal canale televisivo privato NDTV. Secondo l’emittente indiana, la firma per la vendita dei due marchi avverrà oggi a Londra nel tardo pomeriggio. Un portavoce Tata ha evitato di commentare le indiscrezioni riportate dalla tv.
Ieri il Financial Times aveva scritto che l’intesa sarebbe stata formalizzata nella giornata di domani 26 marzo. A gennaio Ford, alle prese con esigenze di fare cassa, per via della difficile situazione sul mercato nordamericano, aveva selezionato Tata Motors come interlocutore unico in vista della vendita dei due marchi.
L’accordo prevede che Ford continuerà ad occuparsi dei contributi previdenziali dei due marchi inglesi, e che Tata da parte sua continuerà a comprare motori costruiti da Ford: ambedue i punti erano tra le priorità dei sindacati che hanno così ottenuto un importante risultato.
Continua a leggere: Tata compra oggi Jaguar e Land Rover da Ford Motor Co.
Dopo il giaguaro anche il cavallino: Ratan Tata continua a stupire, e in un’intervista a L’Espresso dichiara di voler acquisire una quota azionaria di Ferrari. Definendosi il “turbo dell’India”, alla guida in un impero che vale il 3,2% del PIL della nazione, il carismatico presidente ha poi parlato delle sue passioni, gli aerei e le auto.
“Ho sempre sognato di poter diventare un buon pilota di caccia – afferma – e confermo il mio desiderio di partecipare all’azionariato Ferrari”. Attendiamo la replica di Fiat, proprietaria dell’85% più un’opzione per un ulteriore 5%.
Lo stesso Tata non ha poi fornito nessun cenno relativo al termine dell’acquisizione di Land Rover e Jaguar.
Via | L’Espresso
Entro le prossime due settimane, Tata diventerà definitivamente il genitore adottivo di Jaguar e rivela i piani per il prossimo futuro riguardo il Giaguaro Inglese.
Il presidente Ratan Tata ha dichiarato che la F-Type - concept esposto per la prima volta al North American International Auto Show nel lontano 2000 - si farà, così come si aggiungerà alla serie XF una coupè e verrà completamente riprogettata la XJ.
Ma il rinnovamento totale della casa inglese, cominciato quest’anno con la XF berlina, non si conclude qui, perchè sono in cantiere anche una nuova 4 porte della serie XK e un SUV-crossover.
Via | Worldcarfans
Non vorremmo essere nei panni del povero Ian Callum: parole al miele, entusiasmo, prospettive di un futuro radioso. Prima del colpo di scena. Secondo le ultime voci Tata avrebbe deciso di sbarazzarsi di Jaguar, ponendo già ora le basi per la vendita !
Una fonte interna al gruppo indiano avrebbe spifferato ad Inside Lane la volontà di cedere immediatamente il giaguaro, concentrando tutte le attenzioni su Land Rover. Non è una notizia incoraggiante nemmeno per il sindacato dei lavoratori britannici, il quale aveva appoggiato Tata Motors nella lotta dei rilanci contro Mahinndra&Mahindra e un fondo di private equity americano: probabile che queste due realtà tornino prepotentemente in gioco nel comprare una metà del “pacchetto” iniziale.
D’altro canto, mister Ratan Tata ha comunicato di aver dato inizio ai lavori per la costruzione di un mega-stabilimento da 450 acri collocato nelle vicinanze di Nuova Delhi, in cui trasferire parte della produzione Land Rover.
Via | Leftlane
Basta accendere la televisione, sintonizzarsi su un qualunque canale del globo ed aspettare un telegiornale per rendersi conto che il barile di petrolio è il vero metro di misura dell’economia e della situazione geopolitica contemporanee. Logico quindi che dal variare del prezzo del greggio dipendano tantissimi fattori, che investono anche noi utenti, in ultima istanza.
Cosa succederebbe se domani il petrolio schizzasse ancora più in alto e ancora più velocemente? La domanda se la sono posti i giornalisti americani del network ABC News, che vedono nella prossima commercializzazione della Tata Nano, e nella conseguente motorizzazione di una massa incommensurabile di persone, un rischio altissimo da questo punto di vista.
Quello che vi proponiamo è il video in cui la domanda viene girata a Ratan Tata, che reagisce con una beffarda risata, mediante la quale esclude del tutto la prospettiva. Eppure, fior di esperti sono di tutt’altro avviso…