Dopo aver a lungo esitato sulla possibilità di un accordo industriale con Fiat, il colosso francese Peugeot-Citroën potrebbe effettivamente prendere in considerazione un legame con Torino. “Per quanto irta di potenziali ostacoli, questa soluzione potrebbe essere l’unica per ridurre il crescente gap con Volkswagen, leader del mercato europeo”, scrive Automotive News citando un’analisi pubblicata oggi da Reuters.
La potenza di fuoco che il costruttore può mettere in campo a livello di investimenti (62 miliardi entro il 2016 per i nuovi modelli) e penetrazione sui mercati globali rischia di mettere in difficoltà i player più piccoli e deboli, che rischiano di essere ulteriormente distanziati, se non dovessero ricorrere ad alleanze strategiche in grado di ridurre i costi di produzione. “Peugeot ha assolutamente bisogno di accrescere i propri volumi. Hanno resistito all’idea per troppo tempo, ma ora devono farlo”, ha sentenziato oggi un analista di UBS.
Per avere un termine di paragone, i francesi di PSA hanno investito in media 3,7 miliardi l’anno nel periodo 2008-2011, mentre Fiat-Chrysler è nel mezzo di un piano da 26 miliardi, iniziato nel 2010 e destinato a durare fino al 2014. Sul lungo termine, entrambi i gruppi corrono il rischio di non avere le risorse finanziarie necessarie per alimentare la ricerca e lo sviluppo. Una situazione che comprometterebbe la loro possibilità di mantenersi competitive in termini di tecnologie dei futuri modelli.
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PSA e BMW hanno annunciato oggi che la loro cooperazione in vigore da anni si amplierà al settore delle auto elettriche, tramite una joint venture paritaria su cui francesi e tedeschi stanno lavorando da tempo. La compartecipata si chiama ufficialmente BMW Peugeot Citroën Electrification.
Obiettivo primario della neonata società è quello di sviluppare e costruire componenti per motori e organi di trasmissione di futuri modelli ibridi ed elettrici. L’asse franco-tedesco ha inoltre reso noto che, oltre a montare sui propri modelli le suddette parti, le renderà disponibili per eventuali clienti terzi.
BMW e PSA hanno investito complessivamente 100 milioni di euro nella joint venture, soldi che serviranno alla realizzazione di un centro di ricerca dedicato a Monaco di Baviera e di un impianto produttivo in Francia, a Mulhouse. Complessivamente le due strutture creeranno 650 nuovi posti di lavoro.
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PSA Peugeot-Citroën ha presentato le prime foto ufficiali di Velv, un originalissimo modello elettrico pensato per muoversi negli spazi angusti delle città. L’acronimo del mezzo (mostrato oggi al Forum de l’ADEME, ente pubblico francese preposto alla tutela ambientale e alla gestione dell’energia) sta infatti per “Véhicule électrique Léger de Ville”.
Il prototipo, che non indossa nessuno dei due marchi PSA, ricorda comunque alcune recenti concept a zero emissioni presentate da Peugeot, come la BB1 e la EX1. Realizzata in collaborazione con Valeo e Michelin -tra gli altri-, la Velv fa del peso piuma (solo 650 kg a secco) e delle dimensioni estremamente compatte i suoi grandi punti di forza.
La proposta ecologica di PSA si caratterizza per un abitacolo a tre posti, la ridottissima carreggiata posteriore e le portiere ad ala di gabbiano. Il suo “hardware” consta di un pacco batterie agli ioni di litio che alimenta un motore elettrico da 27 CV. Le prestazioni fondamentali? Velocità massima di 110 km/h, autonomia di 100 km. La proposta, spiega il costruttore francese, interesserà soprattutto enti pubblici, compagnie di noleggio e grandi aziende.
Il nuovo SUV del gruppo PSA (Peugeot Citroen) sarà sviluppato in partnership con Mitsubishi con il target di proporre due vetture francesi con anima e caratteristiche ben differenziate dalla ASX, il modello giapponese da cui deriveranno. La precedente collaborazione per una Sport Utility aveva infatti partorito Outlander, 4007 e C-Crosser: troppo simili dentro e fuori per poter affrontare un mercato sempre più smaliziato e alla ricerca di idee originali.
Al loro arrivo nel 2013, le SUV di segmento medio del gruppo PSA avranno interni maggiormente rifiniti e dal design personale. Ma le novità rispetto alla ASX saranno anche tecniche; pure sotto al cofano. La gamma propulsori partirà da un 1.6 VTi benzina da 120 Cv abbinabile alla sola trazione anteriore. Il resto della gamma potrà invece contare su motori turbodiesel HDi offerti anche con la trazione integrale. I nome delle SUV francesi sono ancora gelosamente tenuti segreti; ma per Citroen si vocifera “C-Crossback” mentre per Peugeot “RXC”.
Via | L’Automobile
In seguito al memorandum d’intesa sottoscritto nello scorso mese di ottobre, ieri 1° febbraio il presidente BMW Norbert Reithofer e l’omologo in PSA Peugeot-Citroën Philippe Varin hanno firmato i documenti che porteranno alla creazione di una joint-venture paritaria (50-50), denominata “BMW Peugeot Citroën Electrification” e specifica per lo sviluppo di nuove tecnologie destinate motori ibridi. In particolare i due gruppi si cimenteranno nello studio e nella produzione di componentistica, batterie, generatori, sistemi di ricarica e software di gestione, creando altresì uno standard europeo che potrà essere utilizzato da aziende e operatori terzi per aumentare la penetrazione dell’ibrido. Questa joint-venture sarà operativa dal secondo trimestre 2011 e fornirà i primi risultati dal 2014. Ricordiamo inoltre che BMW e PSA hanno raggiunto un accordo nel febbraio 2010 per lo sviluppo congiunto dei nuovi quattro cilindri benzina Euro 6, destinati a sostituire gli attuali 1.6.
L’accordo di sviluppo congiunto di alcuni importanti motori che lega BMW ai francesi di PSA, potrebbe in futuro estendersi, come del resto si scrive già da qualche tempo. Precisamente, l’intesa franco-tedesca potrebbe ampliarsi al campo della fibra di carbonio.
Secondo quanto riportato dal quotidiano tedesco Handelsblatt, il numero uno di PSA Peugeot-Citroën, Philippe Varin, ha reso nota l’intenzione del gruppo francese di approfittare della joint-venture recentemente siglata dal parnter bavarese con SGL Group, azienda specializzata nei compositi.
L’obiettivo dei costruttori è chiaramente quello di tagliare il peso dei futuri modelli, e la fibra di carbonio si sta profilando sempre più come una delle strade maestre per raggiungere gli obiettivi prefissati. Il materiale (e la ricerca su di esso) però è notoriamente costoso, e avere un partner nel cammino verso il suo impiego in modelli di serie può aiutare in maniera determinante.
In sorprendente anticipo rispetto alla previsioni, Renault e PSA Peugeot-Citroen hanno rimborsato il primo miliardo di euro concesso nell’aprile 2009 dal governo francese per tamponare la crisi del mercato automobilistico. I due gruppi hanno deciso di mettere mano al portafoglio e ridurre così debiti ed interessi, capitalizzando l’incremento delle vendite registrato negli ultimi mesi. Il marchio del Leone ha voluto precisare che questo movimento finanziario non influirà nello sviluppo di nuovi prodotti. I restanti due miliardi di euro dovranno tornare nelle casse dell’Esagono entro il 2014.
Via | Milano Finanza (Ringraziamo il nostro lettore “bibo” per la segnalazione)
Mini non proporrà versione diesel ibride. A confermarlo è Wolfgang Kuttler, responsabile Mini per i propulsori, che esclude l’ipotesi di utilizzare il sistema Hybrid4 progettato dal gruppo PSA, con il quale Mini ha realizzato i propulsori benzina e con cui i rapporti di collaborazione proseguiranno in futuro. Secondo Kuttler, il sistema è troppo costoso e pesante per essere installato sulla gamma Mini, inoltre porta vantaggi concreti ai consumi solo nei percorsi cittadini.
Mini continuerà invece a lavorare sulla propria gamma di propulsori diesel, che secondo Kuttler hanno ancora enormi margini di miglioramento, lavorando sulla pressione del gasolio, sugli attriti interni e sul turbocompressore. In futuro vedremo probabilmente nel cofano delle Mini il 3 cilindri 1,5 diesel Bmw attualmente allo studio, che probabilmente sostituirà gli attuali HDI del gruppo PSA. Nel frattempo, forse non per caso, Getrag ha presentato la Hybrid Demo Car, una Mini Clubman Cooper S ibrida, con un innovativo cambio doppia frizione, motore 1.6 turbo benzina e motore elettrico ausiliario sul retrotreno, formando uno schema 4×4 molto simile all’Hybrid4: che sia questo il reale futuro ibrido segreto per Mini, magari finalizzato alle prestazioni ?
Via | Autocar
Il gruppo PSA Peugeot-Citroën ha reso noto di aver ricevuto un prestito pari a 200 milioni di euro dalla Banca Europea degli Investimenti (EIB) volto allo sviluppo della tecnologia ibrida plug-in. Il programma del gruppo francese, che costerà in totale 400 milioni, sarà coperto per l’altra metà da fondi PSA.
La tecnologia ibrida plug-in dei francesi sarà sviluppata a partire dal motore diesel-ibrido HYbrid4, che presto debutterà su molti modelli di serie delle due case d’Oltralpe. PSA ha già creato una task force di 500 tra ingegneri e tecnici deputata a lavorare esclusivamente sul progetto in questione, che sarà tutto sviluppato in Francia, al centro tecnico di Vélizy.
Il prestito è stato erogato dalla EIB nell’ambito del programma di finanziamento ECTF (European Clean Transport Facility), una delle soluzioni di stimolo all’economia continentale studiate dalla Banca. L’obiettivo dell’ECTF è quello di ridurre le emissioni di CO2 delle auto tramite il sostegno economico alla ricerca e all’innovazione.
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Citroën sta lavorando per trasformare in modelli di serie due recenti concept che si sono rivelate assolutamente interessanti: la Survolt e la Metropolis.
La prima, una piccola coupé elettrica, è un prototipo marciante che ha debuttato in pista lo scorso weekend in occasione della Le Mans Classic. Il modello, secondo quanto rivelato da una fonte interna alla casa francese potrebbe essere prodotto in una serie tutto sommato limitata, e -udite udite- “dare vita ad un campionato monomarca”.
La Metropolis invece, potrebbe essere proposta in Europa come modello al top dell’esclusiva gamma DS. Il modello riprenderebbe con ambizioni di tutt’altra portata il discorso interrotto con la fallimentare operazione C6. Secondo Jean-Pierre Ploué, responsabile design Peugeot-Citroën, il double chevron deve insistere in questo segmento.
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Secondo una recente anticipazione lanciata dal Wall Street Journal, il gruppo francese PSA Peugeot-Citroën avrebbe siglato una nuova joint venture in Cina con la locale Chang’an. Il costruttore d’Oltralpe, lo ricordiamo è già presente commercialmente nel paese asiatico, dove può vantare un accordo di collaborazione con Dongfeng.
L’intesa con Chang’an prevede la creazione di una compartecipata che nascerà da un investimento iniziale di 395 milioni di euro per parte e che sarà dunque controllata in parti uguali da francesi e cinesi, i quali avranno in mano il 50% ciascuno. La compagnia costruirà motori, veicoli commerciali e auto francesi in quattro stabilimenti Chang’an in Cina.
Di questi, due sono pronti ad accogliere la nuova produzione, uno dovrà essere rinnovato ed il quarto sarà costruito interamente ex-novo. La grande novità rispetto all’accordo con Dongfeng, che vende i modelli francesi sotto i due marchi d’Oltralpe, è che le auto figlie di quest’accordo avranno sul cofano un brand inedito.
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Il marchio francese Talbot potrebbe resuscitare: quella che sembrava poco più di un’ipotesi tutto sommato logica, sta assumendo con il tempo i contorni di una notizia effettivamente fondata. Il ruolo pensato per il brand d’Oltralpe sarebbe quello di casa low-cost.
Se state pensando a Dacia, avete colto nel segno: Talbot, marchio di proprietà di PSA Peugeot-Citroën dovrebbe avere un posizionamento sul mercato del tutto analogo a quello del brand rumeno di proprietà Renault, che sta mietendo successi un po’ ovunque.
Il baricentro commerciale di Talbot non sarà comunque in Europa Occidentale, bensì nei paesi emergenti. Secondo quanto riportato da un quotidiano spagnolo, i modelli prodotti sotto la firma di Talbot, saranno molto differenti da quelli che portano sul cofano i marchi Peugeot e Citroën e non verranno prodotti prima del 2012, probabilmente nella fabbrica iberica di Vigo.
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