
I nostri cugini di Appblog, fanatici di applicazioni per l’iPhone, hanno scovato la creazione di uno sviluppatore italiano, di nome Matteo Girardi, dedicata ai richiami delle vetture sul mercato. Il suo programma ha la possibilità di accedere in modo veloce al database del Ministero dei Trasporti e in base ai dati immessi, controllare se l’auto di vostro interesse ha subito dei richiami.
Albo Richiami è dedicato a tutti i mezzi a motore soggetti a queste campagne, ovvero auto, moto e veicoli commerciali, con un elenco aggiornato per i soli modelli che il Ministero dei Trasporti ha finora processato come “richiamati”. Nel caso non trovaste il mezzo che vi interessa, perciò, non c’è da preoccuparsi, quello non ha mai avuto difetti di produzione.
L’applicazione, disponibile sull’App Store, costa 0,79€. E’ di immediato e facile utilizzo e per quel prezzo, vale la pena stare sempre aggiornati!
UkRacing, da poco importatore per l’Italia del marchio Radical, ha portato a Bovisio Masciago i primi esemplari di Radical SR8 LM e SR3, i due fiori all’occhiello della produzione stradale più veloce del mondo.
La SR8 LM, dotata di un V8 da 2.8 litri e 450cv di potenza massima, ha stabilito il record di auto omologata per la circolazione su strada più veloce del mondo, con un tempo di 6′48″, in quello che è diventato il parco giochi delle case costruttrici: il Nurburgring . L’esemplare arrivato nel Bel Paese è del tutto simile a quello che ha segnato il tempo stratorsferico.
La barchetta stradale, come si evince dalle forme, dalla dotazione di serie e dalle caratteristiche dinamiche, è un’auto dedicata - pur essendo in regola per la circolazione su strada - ai Track days e ai campionati su pista, sui quali UkRacing si è già cimentata con questo gioiellino, partecipando alla 6 Ore di Vallelunga e al Campionato Europeo Radical.
Continua a leggere: Arrivano in Italia le nuove Radical SR3 ed SR8 LM

Senza fine. E’ indubbiamente così il periodo che sta passando la BMW: Il rallentamento nelle vendite e la crisi globale hanno costretto la casa bavarese ad allungare la chiusura programmata dello stabilimento tedesco di Regensburg, dove vengono assemblate Serie 1, Serie 3 ed M3 con rispettive varianti cabrio(nella foto, la quattro milionesima BMW, una 330i Cabrio, prodotta nello stabilimento a maggio 2008). L’impianto sospenderà le operazioni dall’8 dicembre al 7 gennaio: 14 giorni in più di quanto precedentemente annunciato dalla casa . Il mese di stop comporterà una produzione totale con circa 9000 vetture in meno.
Continua a leggere: BMW frena ulteriormente la produzione: assente al Motor-show?
Forse siamo di fronte a un svolta epocale, ulteriormente accelerata da questo momento di crisi: costruire automobili, non conviene più. Troppi pochi margini a fronte di investimenti enormi, fluttuazioni di mercato, normative sempre più stringenti; insomma è molto meglio la new economy cartacea. E questa considerazione è ancora più significativa se la fa Porsche, una delle poche case a livello globale ad avere degli utili dal comparto automobilistico.
La Casa di Stoccarda ha guadagnato, dalle transazioni di titoli Volkswagen e dall’aumento del valore delle azioni del colosso di Wolfsburg detenute, otto volte di più che dalla vendita di auto! Nello specifico Porsche ha incassato, nell’esercizio che si è chiuso il 31 luglio, 6,83 miliardi di euro dalle transazioni sui titoli Volkswagen detenuti, e 1 miliardo dalla crescita del valore della sua quota in VW. Che equivale a un aumento del proprio profitto pre-tassazione del 46% a 8,57 miliardi di euro.

Il “periodo storto” della BMW sembra coinvolgere anche i marchi che le orbitano attorno: anche il marchio Mini sarà costretto a stringere la cinghia e bloccare la produzione per qualche giorno. Misure necessarie per fronteggiare una crisi finanziaria globale che sta facendo sconti a nessuno. E così, le fabbriche inglesi di Oxford e Swindon resteranno chiuse per 4 settimane a partire dal periodo natalizio: uno stop forzato per circa 4700 lavoratori.



Continua a leggere: Mini: la produzione si ferma per un mese

La grave contrazione dei mercati automobilistici internazionali ha costretto BMW a prendere la decisione di tagliare la produzione presso lo stabilimento tedesco di Lipsia, dove si realizzano le tre varianti della serie 1 e la serie 3 berlina. Dalla metà di novembre fino al prossimo Natale verranno prodotte solamente 400 auto.
La comunicazione è stata data ufficialmente da un portavoce della casa bavarese nel corso della giornata di ieri, il quale ha aggiunto che le linee di assemblaggio verranno fermate per due giorni nel corso delle ultime due settimane di novembre.
Il provvedimento segue una manovra simile che aveva condotto a uno stop forzato di quattro giorni nel mese di ottobre appena trascorso, ma non comporterà tagli alla forza lavoro, limitandosi a decurtare la retribuzione degli operai per le ore lavorative non svolte.
Continua a leggere: BMW taglia la produzione allo stabilimento di Lipsia

Nissan ha temporaneamente intimato ai suoi concessionari giapponesi di non accettare più ordini per la bruciante GT-R (qui raffigurata nella versione preparata da Nismo), senza una spiegazione ufficiale ma nemmeno ufficiosa. Il fatto che la sola produzione destinata al mercato interno sia stata bloccata, ha fatto pensare che ci sia un problema con componenti specifici per il Giappone.

Chi l’ha detto che la crisi economica non colpisce i ricchi? Anche Bentley, come molte altre case ben più popolari, sta attraversando un momento di “ristrettezze” a causa della crisi finanziaria globale che ha investito anche il mercato dell’auto. Già due mesi fa lo storico brand britannico, di proprietà del gruppo VW, aveva preventivato una riduzione del 15% dell’attività produttiva nello stabilimento di Crewe.



Continua a leggere: Bentley taglia produzione: la crisi colpisce anche qui
Bentley Motors ha deliberato ieri il secondo taglio alla produzione nel giro di meno di due mesi. Un simile provvedimento risale infatti ai primi di settembre.
L’impianto di Crewe, secondo la notizia riportata dal Financial Times, si vede costretto a ridurre i propri ritmi lavorativi in seguito ad una chiara dinamica di caduta della domanda.
In particolare, il prestigioso marchio britannico controllato dal Gruppo Volkswagen ha comunicato che sospenderà la produzione notturna sulle linee che realizzano i modelli Continental Flying Spur, GT e GTC, dove attualmente trovano impiego 1200 dipendenti.
Continua a leggere: Bentley, seconda ondata di tagli alla produzione

Sembra passata un’eternità da quando gli americani andavano matti per i grandi SUV, la benzina costava una sciocchezza e il credito godeva (almeno apparentemente) di ottima salute, e invece si tratta di circostanze che sono venute meno all’improvviso, solo pochi mesi fa. Incredibile, vero?
Oggi le grandi industrie devono fare i conti con una crisi globale esplosa in tutta la sua potenza e con una contrazione dei consumi che ha rappresentato un colpo durissimo per la produzione industriale e la pianificazione degli investimenti per i prossimi anni. In uno scenario del genere, un costruttore automobilistico si trova costretto ad adeguare il più velocemente possibile la propria offerta alle mutate condizioni di mercato. Necessità ancor più impellente per le tre grandi di Detroit.
GM ad esempio, sembra ormai decisa a far sparire del tutto i suoi grossi SUV: Chevrolet Tahoe, GMC Yukon e Cadillac Escalade, prodotti tra i più profittevoli nella centenaria storia del gruppo, sono diventati vecchi di colpo e pare che il capolinea della loro vita commerciale sia praticamente dietro l’angolo.
Continua a leggere: GM: sempre più probabile la fine dei grandi SUV

Paese che vai, foto spia che trovi: nemmeno in India ci si salva dagli spioni e pure la Tata Nano, ormai celeberrima auto del popolo dell’enorme paese asiatico, è stata “pizzicata” da qualche appassionato locale, che ha avuto la fortuna di imbattersi in alcuni esemplari di prova della semplice vetturetta.
Niente camuffature, niente pannelli protettivi, tanti sorrisi per i collaudatori: la Nano è stata presentata nel mese di gennaio all’ultimo Salone di New Delhi e non c’è più bisogno di mantenere il segreto intorno alle sue linee semplici e informali.
Nonostante i rallentamenti occorsi in seguito alla protesta dei contadini espropriati per la costruzione dello stabilimento del Bengala Occidentale, la produzione sembra aver già ripreso ai ritmi dovuti, dopo aver traslocato presso le fabbriche di Pune e Pantnagar.
Continua a leggere: Tata Nano: proseguono i collaudi in vista del lancio di dicembre
Un altro grande nome dell’automotive mondiale entra a far parte della lista di quelli che negli ultimissimi giorni hanno reso noti tagli all’attuale produzione: Nissan annuncia una correzione per gli obiettivi industriali di Murano e Rogue (modello non importato in Italia), in seguito al vero e proprio tonfo subito dai due modelli sul mercato nordamericano.
Dopo il comunicato di settimana scorsa, in cui si ufficializzava un simile provvedimento riguardante lo stabilimento spagnolo che produce il Pathfinder, l’annuncio di oggi riguarda la produzione giapponese e prevede un rallentamento da novembre a marzo per le linee di assemblaggio dei modelli destinati agli USA.
In America, fino a tutta la prima metà di quest’anno, i due SUV si erano comportati molto bene, ma l’impennata del prezzo dei carburanti prima, e l’incerta situazione economica poi, hanno reso quasi drammatici i mesi di agosto e settembre, che hanno portato le perdite al 37% rispetto all’anno scorso. Ikue Matsuura, portavoce della casa, ha aggiunto che i tagli riguarderanno anche la produzione di alcuni modelli Infiniti.
Continua a leggere: Nissan taglia la produzione di Murano e Rogue destinati agli USA