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Tutti gli articoli con tag prezzo benzina

Terremoto Emilia: aumenta prezzo carburanti di due centesimi

pubblicato da Simone Minzi

terremoto emilia

In una nota diffusa pochi minuti fa e pubblicata dalle principali agenzie di stampa, il Consiglio dei Ministri ha comunicato che “è stato deciso l’aumento di 2 centesimi dell’accisa sui carburanti per autotrasporto così come l’utilizzo di fondi resi disponibili dalla spending review” per fronteggiare l’emergenza causata dal terremoto in Emilia. La misura servirà per recuperare i fondi necessari per il sostegno alle popolazioni colpite dal sisma. L’aumento previsto è di 2 centesimi al litro, un piccolo ritocco che comunque non raggiunge la soglia di 5 centesimi stabilita dalla Protezione Civile.

Nel relativo decreto legge, sono inoltre previste concessioni a fondo perduto per la ricostruzione delle abitazioni danneggiate più un credito agevolato sul fondo di rotazione della Cassa depositi e prestiti e sul fondo di garanzia del MedioCredito Centrale. A questo si aggiunge la proroga il pagamento delle rate di mutui e la sospensione gli adempimenti processuali degli sfratti. Per le amministrazioni colpite è prevista una deroga del Patto di stabilità.

Ricordiamo che il ricorso alle accise sui carburanti è una politica piuttosto comune in casi gravi come questo. Come sappiamo tutti in passato sono state applicate accise, che però paghiamo ancora oggi. Pubblichiamo comunque l’elenco completo delle accise sui carburanti, così come riportato da Wikipedia:

1,90 lire (0,000981 euro) per il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935-1936;
14 lire (0,00723 euro) per il finanziamento della crisi di Suez del 1956;
10 lire (0,00516 euro) per il finanziamento del disastro del Vajont del 1963;
10 lire (0,00516 euro) per il finanziamento dell’alluvione di Firenze del 1966;
10 lire (0,00516 euro) per il finanziamento del terremoto del Belice del 1968;
99 lire (0,0511 euro) per il finanziamento del terremoto del Friuli del 1976;
75 lire (0,0387 euro) per il finanziamento del terremoto dell’Irpinia del 1980;
205 lire (0,106 euro) per il finanziamento della guerra del Libano del 1983;
22 lire (0,0114 euro) per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996;
0,02 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004.
0,005 euro per l’acquisto di autobus ecologici nel 2005;
da 0,0071 a 0,0055 euro per il finanziamento alla cultura nel 2011;
0,04 euro per far fronte all’emergenza immigrati dovuta alla crisi libica del 2011;
0,0089 euro per far fronte all’alluvione che ha colpito la Liguria e la Toscana nel novembre 2011;
0,082 euro per il decreto “Salva Italia” nel dicembre 2011.

Foto TMNews

Caro carburanti: prezzi alti? Scopriamo tutte le accise

pubblicato da Simone Minzi

tasse ed accise sulla benzina

Il caro carburanti è una delle principali problematiche che stanno affliggendo le famiglie italiane in questa dura prima metà del 2012. Anche se in questi giorni si stanno rilevando alcune riduzioni alla pompa, ci troviamo ancora a livelli ben superiori agli 1,8€/l per la benzina e 1,7€/l per il gasolio. Come è ormai noto su questi costi incide certo l’alto prezzo del petrolio greggio, ma soprattutto una gran quantità di tasse ed accise varie. Sapete però cosa state realmente pagando quando fate il pieno alla vostra vettura?

Il prezzo finale dei carburanti è costituito da una lunga filiera di costi: dal valore reale del prodotto al guadagno delle compagnie petrolifere; dalla raffinazione allo stoccaggio; dal trasporto alle spese amministrative; dal guadagno del distributore alle accise e tasse. Insomma, si tratta di un business colossale che muove un’economia incredibile fatta di grandi multinazionali, di governi, di società di trasporto, di gestori di pompe e di molti altri ancora.

E’ chiaro che trasformare il petrolio greggio in un combustibile in grado di far muovere automobili, moto ed autocarri massimizzando l’efficienza è un processo complesso. Così come far arrivare questi prodotti dai giacimenti fino al distributore sotto casa. Le voci di costo che risultano più odiose per il consumatore finale sono però senza dubbio quelle applicate dallo Stato. Scopriamole insieme dopo il salto.

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Caro carburanti, Codacons: "Governo troppo morbido con petrolieri"

pubblicato da Simone Minzi

Aumento prezzi benzina

La linea scelta dal Governo Monti nel rapporto con i petrolieri in tema di caro carburanti sarebbe troppo morbida. E’ quanto sostiene Carlo Rienzi, presidente del Codacons, attraverso le pagine del sito ufficiale dell’associazione. Il commento è stato rilasciato a margine dell’incontro tra il sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, e la filiera del carburante.

Queste le dichiarazioni di Rienzi:

Il Governo nel trattare con i petrolieri ha scelto la linea morbida, che non porterà ad alcun risultato. Non è sufficiente un generico invito alle compagnie ad allineare i prezzi alla media europea ed attendere il miracolo di una riduzione dei listini pari a 4-5 centesimi di euro al litro. Contro i petrolieri serve il pugno di ferro, misure contro la doppia velocità e sanzioni verso chi specula mantenendo ingiustamente elevati i listini dei carburanti.

Secondo il Codacons ad oggi in Italia esistono i margini per ottenere una riduzione dei prezzi del carburante alla pompa fino a 7 centesimi al litro, sterilizzando l’Iva e riducendo le accise, soprattutto quelle anacronistiche introdotte decenni fa e mai cancellate.

Carburanti: salgono i prezzi, diminuisce il gettito

pubblicato da Simone Minzi

caro benzina

Carburanti sempre più cari ed incassi sempre più bassi per lo Stato? E’ quanto emerge da uno studio pubblicato dalla versione italiana di International Business Times. Nonostante l’aumento superiore al 20% sia di benzina che di gasolio negli ultimi 12 mesi, l’erario starebbe riscontrando una forte riduzione delle entrate. Sarebbero infatti quasi 970 milioni i litri consumati in meno dall’avvento del Governo guidato dal premier Mario Monti.

Secondo la fonte citata, gran parte di questo calo sarebbe dovuto non tanto ad una diminuzione dei consumi, quanto all’abitudine sempre diffusa tra chi abita vicino alle frontiere di andare a rifornirsi all’estero. Per la gioia delle casse dei Paesi confinanti. Un’altra usanza che sta diventando molto comune è quella del car sharing o car pooling, cioè la condivisione dell’auto tra più persone ad esempio per andare al lavoro.

Questo tipo di problema, per molti versi ampiamente prevedibile, starebbe costando al Governo più del 50% degli introiti previsti per la manovra sui carburanti. Dei 5,8 miliardi previsti, infatti, potrebbero entrarne non più di 2,5. Il che getta ombre inquietanti sulle manovre correttive che potrebbero rendersi necessarie per recuperare, a partire dalla conferma dell’ulteriore aumento dell’IVA del 2% di cui in questi giorni si ventila la cancellazione.

Nel frattempo il ministro Passera, citato da Il Sole 24 Ore, ha affermato che non è prevista una sterilizzazione delle accise. A cercare di rilanciare un po’ i consumi ci stanno pensando le compagnie, ENI in testa, che stanno gradualmente riducendo i prezzi alla pompa come confermato dalla pubblicazione di settore Staffetta Quotidiana.

Foto: Images of Money

Stati Uniti: prezzo benzina non frena mercato auto

pubblicato da Simone Minzi

Prezzo della benzina negli USA sopra 4 dollari al gallone

Una ricerca pubblicata da Automotive News mostra una tendenza apparentemente poco logica che ha preso piede negli Stati Uniti: nonostante il notevole aumento del prezzo della benzina, arrivato oltre i 4 dollari al gallone, i consumatori americani non hanno smesso di acquistare le auto grandi che hanno sempre amato. Anzi, le vendite sembrerebbero aver ricevuto una spinta in avanti proprio grazie all’aumento del costo del carburante.

In passato di fronte a situazioni simili gli americani avevano abbandonato pick-up e berlinone per auto più piccole ed economiche. Questa volta non è andata così. Gli automobilisti hanno scelto di comprare vetture nuove senza cambiare segmento, approfittando delle più efficienti motorizzazioni di ultima generazione. Ecco così che nel mese di marzo le vendite di furgoni e pick-up sono cresciute dell’11% e quelle delle auto addirittura del 14%. Nel 2008 le stesse categorie avevano fatto registrare rispettivamente un pesante -25% ed un ininfluente +2%.

«A marzo si è giocato tutto sull’efficienza e sulla parsimonia nei consumi – ha dichiarato il responsabile delle vendite di Ford, Ken Czubay – I rivenditori il tutto il Paese ci hanno detto che il costo della benzina è stato un criterio fondamentale nelle scelte dei clienti. Il rilancio delle vendite quest’anno è stato in gran parte dovuto alla presenza di auto con motori più economici ed efficienti».

Quali sono state le auto preferite dai consumatori d’oltreoceano in questo strano mese di marzo? I pick-up della serie Ford F e la Ford Focus, la Nissan Altima, la Toyota Camry e l’ibrida Toyota Prius. Tutte vetture che uniscono la versatilità a notevoli riduzioni dei consumi rispetto ai modelli precedenti.

Foto | Pleeker

Perchè aumentano i prezzi del petrolio e dei carburanti

pubblicato da Luciano Giustini

trivella

Sono giorni difficili per gli automobilisti italiani ed europei. L’aumento del costo delle benzine dovuto alle tensioni del Nord Africa ed all’aumento del costo del petrolio, arrivato alla soglia psicologica dei 120 dollari al barile (di Brent), ha gettato nello sconforto chi fa un uso quotidiano della macchina, e sta ponendo non pochi problemi in tutto il comparto del trasporto. Il petrolio, infatti, risulta ancora la principale fonte di energia per approvvigionamento e, poiché il sistema dipende strettamente dalle fonti, un problema nell’estrazione accende immediatamente la miccia della paura, che genera poi la speculazione.

Il fatto è, però, che gran parte del petrolio proviene dell’Arabia Saudita, che finora non è stata interessata dagli sconvolgimenti socio-politici dell’area mediorientale (fortunatamente..). E mentre l’America, più autosufficiente, è in grado di mettere in campo le riserve speciali per calmierare l’eventuale carenza di greggio, ed il sottosuolo della Russia è, come noto, ricolmo di giacimenti energetici di tutti i tipi, l’Europa, invece, non sta messa molto bene, perché, a differenza di tutti gli altri grandi “blocchi”, non ha sul proprio territorio fonti significative di petrolio, dirette o di riserva. L’Italia, infine, oltre ai problemi di natura strettamente geografica (presenza quasi nulla di petrolio nel sottosuolo, configurazione orografica difficile, ecc.), per colmo di sfortuna è la Nazione che ha più interessi economici (ed in particolari petroliferi) con la Libia, motivo per cui i primi ad accorgerci della scarsità di approvvigionamento dal paese in fiamme siamo proprio noi.

Tutto così negativo quindi, da non poter fare niente? Non esattamente. In realtà, infatti, l’aumento del prezzo alla pompa non dipende direttamente dalla guerra in corso in Libia. Nonostante la lunga premessa, di scarsità non c’è neanche l’ombra, perché l’Opec, come prima cosa, ha aumentato la produzione di petrolio regolando la “manopola” delle estrazioni e riportando subito il valore a prima della guerra. Che succede quindi nella corsa al rialzo dei prezzi?

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Prezzo carburanti: arriva la Commissione per il monitoraggio

pubblicato da Omar Abu Eideh

Il Governo ha varato una Commissione per la valutazione delle dinamiche dei prezzi dei carburanti: l’organo è stato istituito dal ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani ed è concepito per rilevare statisticamente i prezzi delle benzine ed il loro andamento nel nostro Paese in relazione a quelli europei. Servirà inoltre per sottolineare eventuali incongruenze fra crescita del costo del greggio e quello alla pompa.

L’organismo sarà composto da rappresentanti del ministero dello Sviluppo economico, del Garante per la sorveglianza dei prezzi, dei consumatori, delle associazioni di categoria delle aziende petrolifere e dei gestori. “Con l’istituzione della commissione - ha dichiarato il ministro Paolo Romani - si risponde in modo concreto a una richiesta delle associazioni dei consumatori. Il Governo procede verso la riforma strutturale del settore carburanti”.

“L’arrivo della Commissione per la valutazione delle dinamiche dei prezzi dei carburanti è sicuramente un passo positivo - chiarisce il Codacons in una nota - anche se, senza poteri reali di intervento, il nuovo organismo rischia di non apportare alcun beneficio concreto ai cittadini”. ll presidente dell’associazione dei consumatori Carlo Rienzi ha detto: “Non basta accertare l’esistenza della doppia velocità sui prezzi dei carburanti, perché tale fenomeno è già noto e provato. Ciò che serve sono misure efficaci tese a combattere le speculazioni”.

Tariffe stazioni di servizio: benzina e diesel meno cari col "Prezzo amico"

pubblicato da Omar Abu Eideh

Prezzo amico: è questo il nome dato all’operazione che prevede sconti sui carburanti in alcune stazioni di servizio autostradali; 6 centesimi in meno invece dei canonici 3. Ma bisogna sempre rifornire al self service. L’iniziativa parte da oggi ed interesserà 80 aree di servizio e perdurerà sino alla fine dell’estate. Merito anche di uno sforzo di Autostrade per l’Italia da 5 milioni di euro.

La società autostradale si occuperà inoltre di installare nuovi “benzacartelloni”, i pannelli elettronici che riportano il prezzo dei carburanti delle varie compagnie (già ce ne sono 53). Questi ultimi saranno aggiornabili direttamente dal gestore degli impianti o dalla società petrolifera che riporterà anche il suo prezzo consigliato per un rifornimento self service. In questo modo sarà possibile calcolare lo sconto eventualmente praticato dalla stazione di servizio.

Per Beppe Grillo la benzina dovrebbe costare 10 euro al litro

pubblicato da Gianluca Pezzi

metroSecondo Beppe Grillo la benzina dovrebbe costare 10 euro al litro: in questo modo si troverebbero in fretta energie alternative e più pulite.

L’idea, non nuova, del comico/politico genovese è tutta nell’intervista pubblicata oggi su Metro:

Il carburante deve costare 10 euro al litro: questo è il prezzo giusto. < ...> (se domani si raggiungerà questo prezzo n.d.r.) … dal prossimo anno raddoppieranno le macchine in circolazione che consumano la metà e le fonte alternative sarebbero, finalmente, concorrenziali rispetto all’oro nero.

La provocazione c’è tutta, ma non è detto che l’equazione sia corretta. Davvero il prezzo della benzina “giusto” è di 10 euro al litro? Siamo sicuri che con la benzina a 10 euro al litro le alternative salterebbero fuori “magicamente”? A pensar male ci si azzecca, ma qualcosa mi dice che se qualcuno riuscisse a portare la benzina a quel valore, le alternative verrebbero affossate immediatamente.

Voi cosa ne pensate? Ha ragione Grillo o si tratta di un’altra delle sue boutade?

Carburanti: ipotesi del Governo sui prezzi settimanali. Intanto continuano i rincari

pubblicato da Dario Montrone


Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo economico, ha confermato che il Governo sta lavorando “ad una riforma che deve partire dalla trasparenza” per quanto riguarda il tema dei carburanti, su cui è stata avanzata l’ipotesi dei prezzi settimanali. Secondo il sottosegratario Saglia, “i prezzi settimanali sarebbero più facili da comprendere per il consumatore. Gli andamenti monitorati quotidianamente, con il prezzo che cambia anche più volte in un giorno, sono un problema per il consumatore”.

Intanto, continuano ad aumentare i prezzi dei carburanti, con la benzina che sfiora ormai quota 1,44 euro al litro. Shell ha incrementato il prezzo della verde di 1,5 centesimi portandolo a 1,439 euro e quello del gasolio di 0,5 centesimi, salito così a 1,259 euro al litro. Lo stesso esempio è stato seguito da Esso che ha alzato il prezzo della benzina di 1,4 centesimi e quello del diesel di 1,7 centesimi, mentre ERG e Q8 hanno solo ritoccato all’insù di 0,5 centesimi il prezzo della nafta.

Le compagnie petrolifere hanno rivisto i propri listini nonostante una nuova flessione delle quotazioni internazionali di benzina e diesel, come sottolineato da Quotidiano Energia. Inoltre, Saglia è intervenuto sulla cosiddetta doppia velocità dei prezzi dei carburanti, dichiarando che si tratta di “un problema enfatizzato, quindi più percepito che reale”. Ci sentiamo però in dovere di dissentire con quanto detto dal membro del Governo, perché effettivamente i prezzi dei carburanti aumentano velocemente in contemporanea all’aumento delle quotazioni del petrolio, mentre i prezzi si abbassano lentamente quando il valore del greggio scende.

Via | ANSA

Carburanti: i prezzi aumentano anche dopo Pasqua

pubblicato da Dario Montrone


Nonostante la “tregua” nel weekend di Pasqua, ricominciano a salire i prezzi dei carburanti. Dopo Shell che ha portato la benzina a 1,422 euro al litro già prima delle festività, altre compagnie hanno adeguato i propri listini, come Q8 che ha incrementato di 1,5 centesimi la verde e di 2 centesimi il gasolio, innalzando i rispettivi prezzi a 1,425 euro e 1,259 euro al litro. Anche ERG ha aumentato i propri listini di 1 centesimo, portando la benzina a 1,418 euro al litro e il gasolio a 1,244 euro al litro.

Adusbef e Federconsumatori chiedono un intervento dell’Antitrust ed hanno già interpellato il Governo per attuare una riforma strutturale e per modernizzare la rete affinché si evitino i rincari speculativi dei prezzi dei carburanti. Nei giorni scorsi, invece, Codacons ha presentato un esposto a 104 Procure della Repubblica per gli aumenti dei prezzi, ritenuti eccessivi e preoccupanti secondo il presidente Rienzi, il quale vorrebbe anche l’eliminazione dell’indicazione dei millesimi dai listini per evitare la “corsa selvaggia” dei prezzi.

L’associazione Faib dei benzinai ribadisce che i prezzi dei carburanti sono fermi da due settimane e in linea con quelli degli altri Paesi UE. Le stesse parole sono state sottolineate dall’Unione Petrolifera che ha garantito, inoltre, la correttezza delle compagnie petrolifere per quanto riguarda i listini. Intanto, Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo Economico, ha affermato che è allo studio - assieme alle Regioni - una riforma contenuta in un Decreto Legge che, entro la fine della Legislatura, permetterà l’azzeramento del divario tra i prezzi dei carburanti italiani e quelli del resto d’Europa.

Via | ANSA

Carburanti: benzina sopra 1,40 euro in vista di Pasqua

pubblicato da Dario Montrone


Come pronosticato qualche giorno fa, i prezzi dei carburanti hanno ricominciato a salire, con la benzina che supera la soglia di 1,40 euro al litro. Stamattina, Eni ha aumentato i listini di 1,5 centesimi di euro, portando la verde a 1,409 euro al litro e il gasolio a 1,236 euro al litro. Secondo Staffetta Quotidiana, i rincari sono legati al forte rialzo dei prezzi dei prodotti raffinati sul mercato del Mediterraneo registrato alla chiusura di martedì.

Però, calendario alla mano, gli aumenti dei carburanti sopraggiungono a due settimane dal weekend di Pasqua e pasquetta. E’ ormai un’abitudine delle compagnie petrolifere incrementare i listini dei carburanti in prossimità dei periodi di vacanza. Statisticamente, è dall’autunno del 2008 che non si assisteva ad un’impennata così alta dei prezzi alla pompa, a cui non si sono risparmiati nemmeno Shell e Total. La prima ha incrementato di un centesimo il prezzo della benzina, portandolo a 1,407 euro al litro. Invece, gli aumenti per la compagnia francese sono stati di 0,5 centesimi per la benzina e 1 centesimo per il gasolio.

La situazione non è sfuggita agli occhi del Codacons che si è espresso attraverso il presidente Carlo Rienzi: “L’impennata dei prezzi della benzina registrato negli ultimi due mesi determinerà un aggravio pari a 180 euro ad automobilista su base annua, considerato non solo il maggiore costo del pieno, ma anche le ricadute indirette sui prezzi dei prodotti trasportati, sulle tariffe energetiche, sui trasporti, ecc. Basti pensare che rispetto ai primi di gennaio, oggi un pieno di benzina costa circa 3-4 euro in più, e l’andamento sembra essere al rialzo. Il Governo non può restare a guardare. Il Ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, aveva promesso interventi sul fronte dei carburanti che, finora, non si sono visti. E’ necessario liberalizzare da subito il settore, aprendo alla vendita presso la grande distribuzione e riducendo la pressione fiscale sul prezzo finale del carburante”.

Via | ANSA