Venerdì scorso, durante il general meeting annuale di Porsche Automobil Holding tenutosi a Stoccarda, è stato eletto in consiglio d’amministrazione lo sceicco Jassim Bin Abdulaziz Bin Jassim Al-Thani, in rappresentanza di Qatar Holding, il fondo d’investimenti governativo del paese arabico che controlla il 17% di Volkswagen dalla fine di luglio e che tramite la controllata Qatar Holding Germany detiene il 10% di Porsche.
Lo sceicco 31enne andrà a rimpiazzare il 69enne Hans-Peter Porsche -che ha annunciato il suo ritiro proprio durante il meeting- e ne manterrà il posto per i prossimi quattro anni, vale a dire il periodo per cui sarebbe dovuto rimanere ancora in carica l’uscente Porsche. Il giovane sceicco è già presidente del cda di Qatar Foundation International e siede nei consigli di Qatar National Bank, InvestCorp e Qatar Foundation Endowment Fund.

Martin Winterkorn, già CEO di Wolkswagen AG, diventerà dal 15 Settembre anche CEO di Porsche Automobil Holding SE, mentre l’uscente Michael Macht, nominato dopo l’esclusione di Wendelin Wiedeking, entrerà nel top managmente di Volkswagen AG, come rappresentante di Porsche. Si inizia quindi a delineare il futuro di Porsche dopo la fusione con Volkswagen, che ha acquisito il 42% per 3,3 miliardi di Euro e si prepara ad un aumento di capitale che la porteranno, tra il 2010 ed il 2011, ad acquisire pieno controllo, portando così a 10 i marchi del gruppo.
Nel frattempo è confermato anche l’ingresso nella proprietà del governo del Qatar: si tratta del primo investitore esterno nella storia, al di fuori di membri della famiglia Porsche e Piech.
Il consiglio d’amministrazione Volkswagen riunitosi oggi in seduta straordinaria, ha gettato le basi per l’ingresso di Porsche nel Gruppo. Il management ha dichiarato che non attenderà un istante per avviare i colloqui con il nuovo numero uno di Porsche, allo scopo di definire nel dettaglio questo storico passaggio.
Il gruppo Volkswagen entrerà per gradi nella proprietà Porsche: il processo di fusione non avverrà dunque d’un tratto, e al suo termine Porsche conserverà una certa autonomia -analoga a quella di Audi, si legge- ed un suo proprio quartier generale a Stoccarda. E il Qatar? Volkswagen si riferisce all’emirato come ad un “partner strategico”, il cui ingresso nel proprio azionariato (stiamo parlando di azioni Volkswagen, non Porsche, ndr) è considerato favorevolmente.
Questa fusione, prosegue la nota VW a scanso di timori e perplessità, non minerà la solidità finanziaria del gruppo, e al suo completamento le famiglie Porsche e Piëch rimarranno gli azionisti di riferimento. Il Land della Bassa Sassonia e le organizzazioni dei lavoratori hanno già rilasciato dichiarazioni favorevoli alla fusione. L’ad di Wolfsburg Martin Winterkorn, infine, ha parlato di “prospettive di rafforzamento” e di un “arricchimento reciproco” per le due case.

Porsche ha liquidato l’amministratore delegato Wendelin Wiedeking, con una buona uscita da 50 milioni di Euro che saranno in parte donati in beneficienza. Dopo 15 ore di tesissima riunione, il consiglio di amministrazione ha quindi deciso di procedere con le trattative per la fusione con Volkswagen ed il posto di Wiedeking sarà preso da Michael Macht, attuale responsabile prodotto, in Porsche dal 1990 e recentemente coinvolto nel progetto Panamera. Nell’occasione si è dimesso anche Holger Härter, responsabile finanziario che ha ricevuto una buona uscita di 12,5 milioni di Euro: al suo posto è stato nominato Thomas Edig, precedentementre impegnato nel settore risorse umane.
La riunione straordinaria ha quindi deciso di procedere con le trattative per la cessione di una significativa percentuale dell’azienda al Qatar ed in seguito procedere alla fusione con il gruppo Volkswagen. E’ stato infatti previsto un aumento di capitale per 5 miliardi di Euro.
Le trattative tra Porsche e Volkswagen avrebbero subito una battuta d’arresto secondo quanto riporta la testata tedesca Süddeutsche Zeitung: una serie di problemi fiscali potrebbero addirittura interromperle definitivamente. Il “guaio” è che l’acquisizione di Porsche da parte del colosso di Wolfsburg (un processo esemplare di “reverse takeover”) verrebbe schiacciata da imposte sulle plusvalenze pari a 3 miliardi di euro.
Ma c’è di più: già nei giorni scorsi qualche fonte parlava di “sottoestimazione” del debito, in riferimento ai 9 miliardi di Porsche, e proprio oggi la Süddeutsche Zeitung ha ritoccato la cifra portandola a ben 14 miliardi. Problemi fiscali, debiti e un amministratore delegato che pur di mandarlo via gli hanno offerto 100 milioni di liquidazione: ecco quali sono i grattacapi di Porsche al momento.
L’azienda smentisce tutto (anche l’ammontare del debito), ma secondo i ben informati avrebbe già individuato un nuovo CEO. Qualunque sia la verità, giovedì ne dovremmo sapere di più, perché in tale data si terrà una riunione tra i management di Porsche e VW in cui si deciderà sull’offerta di 8 miliardi di euro proposta da Wolfsburg per acquisire Porsche. E di conseguenza sulle trattative con il Qatar.

Wendelin Wiedeking, attuale numero uno di Porsche, potrebbe ricevere una liquidazione di 100 milioni di euro per lasciare il timone dell’azienda e consentire la fusione con Volkswagen. A rivelarlo è la Süddeutsche Zeitung, che ha raccontato i dettagli di un incontro faccia a faccia tra Wiedeking e Wolfgang Porsche. Il presidente dell’azienda di famiglia ha rotto gli indugi recandosi di persona da Wiedeking e chiarendo che i suoi servizi non sono più desiderati.
A Wiedeking viene sostanzialmente addossata la responsabilità dell’opa ostile su VW e dell’enorme debito contratto di conseguenza da Porsche, una cifra che ammonta oggi a 9 miliardi. L’ad si è inoltre messo di traverso sul cammino di Ferdinand Piëch -presidente Volkswagen-, che vorrebbe portare il colosso di Wolfsburg ad acquisire il 49,9% della casa di Zuffenhausen.
Wiedeking comunque, fa orecchie da mercante e non mostra alcuna intenzione di abbandonare il comando, che è nelle sue mani dal 1993. Il manager, arrivato quando Porsche era sull’orlo della bancarotta, ha ottenuto eccellenti risultati negli anni scorsi e si sente pertanto a posto con la propria coscienza: “Sono un amministratore felice e qui mi trovo bene” ha dichiarato alle celebrazioni per i 100 anni di Audi.
L’Emirato del Qatar ha offerto 7 miliardi di euro per entrare nel capitale di Porsche, come si apprende da una nota dell’agenzia DPA, la quale però non specifica a che percentuale ammonti la relativa partecipazione. Secondo recenti indiscrezioni, il Qatar sarebbe interessato ad una quota azionaria che oscilla tra il 15% e 29,9%.
Si ingarbuglia ancor di più la vicenda legata alla situazione economica precaria della Casa di Zuffenhausen. Solo qualche giorno fa, Volkswagen ha avanzato l’ipotesi di acquisire il 49% di Porsche. Inoltre, la rivista “Euro am Sonntag” scrive che il fondo sovrano punterebbe ad un ingresso nel capitale di Porsche che consenta anche un controllo del 20% di Volkswagen, controllata a sua volta da Porsche al 51%.
Via | ANSA

Porsche sta valutando la possibilità di cedere il 49% delle attività automobilistiche a Volkswagen, secondo una notizia appena battuta da Reuters. Proseguono dunque i vorticosi movimenti intorno alla proprietà del costruttore tedesco, trovatosi negli ultimi mesi in gravi difficoltà economiche in seguito alle manovre finanziarie che l’avrebbero dovuto portare a controllare il 75% di Volkswagen stessa.
L’azienda ha bisogno di liquidità per liberarsi del suo pesante debito di circa 9 miliardi, e dopo l’intesa di massima raggiunta con il Qatar -che dovrebbe fruttare circa 5 miliardi di euro-, la vendita di questa seconda tranche azionaria a Wolfsburg porterebbe nuove, decisive risorse nelle casse di Zuffenhausen.
Secondo l’agenzia d’informazione, Volkswagen avrebbe addirittura proposto una manovra più ambiziosa -praticamente un assorbimento- ma per Porsche non se ne parla. Anche perché questo pericolosissimo balletto è iniziato proprio con una manovra d’attacco da parte di Zuffenhausen. Wolfgang Porsche ha fissato un cda straordinario per il prossimo 23 luglio per deliberare sul da farsi. Tornando sui suoi passi rispetto alla risposta piccata data inizialmente a VW…

Porsche ha comunicato di aver raggiunto, nella giornata di sabato, un accordo di massima con l’Emirato del Qatar. Il fondo sovrano otterrebbe una quota azionaria pari al 20% della Casa di Zuffenhausen, come ipotizzato nelle scorse settimane. Pare che l’intesa non abbia incontrato alcun vincolo da parte di Volkswagen. Attualmente, la Casa di Wolfsburg è controllata da Porsche con una quota di capitale vicina al 51%. Se, nei prossimi giorni, dovesse formalizzarsi l’accordo, il Qatar controllerebbe indirettamente anche Volkswagen.
Via | ANSA
L’Emirato del Qatar punterebbe al 29,9% del capitale di Porsche e non al 25%, come anticipato nei giorni scorsi. Lo rende noto il settimanale tedesco “Focus”, il quale fa riferimento ad un incontro tenutosi tra Wendelin Wiedeking e i membri delle famiglie Porsche e Piech. Il numero uno della Casa di Zuffenhausen ha presentato un documento sul futuro assetto azionario di Porsche che prevede l’ingresso di un “investitore esterno” con una quota azionaria pari al 29,9%. Wiedeking è da sempre un sostenitore dell’ingresso del Qatar nel capitale di Porsche, ma nonostante ciò le due famiglie non si sono impegnate a una rapida conclusione dell’accordo con lo Stato arabo. Vi aggiorneremo sull’evolversi della vicenda.
Via | ANSA
Con l’occasione di ribattere ad un articolo comparso sul Financial Times Deutschland, la famiglia Porsche ha confermato ufficialmente il proprio appoggio all’operazione finanziaria che porterà il Qatar ad entrare con una quota molto importante nella proprietà della casa.
Secondo Porsche, il Financial Times ha deliberatamente rivelato la falsa notizia secondo cui Ferdinand Piëch si sarebbe opposto ad un rapido ingresso del Qatar nell’azionariato. Niente di più falso, come spiega Porsche nel suo comunicato ufficiale al vetriolo. Andate a leggerlo nel seguito…
In seguito alle recenti, vorticose vicende finanziarie, Porsche, come scrive Bloomberg, “necessita a breve scadenza di un ingente quantità di capitale liquido”. Dopo aver ottenuto in prestito 700 milioni dalla controllata Volkswagen, ed a seguito della richiesta di 1,75 miliardi di euro alla banca statale tedesca KfW, la casa di Stoccarda sarebbe praticamente pronta a cedere il 25% della proprietà allo stato del Qatar.
Il flirt con l’emirato della penisola arabica va avanti da sei settimane circa, e secondo Bloomberg frutterà 2,5 miliardi di euro a Zuffenahusen, oltre all’indipendenza da Volkswagen, che potrebbe tentare una sorta di “controscalata” proprio nei confronti di Porsche, indebitatasi anche nel tentativo di conquista del gigante di Wolfsburg.
Secondo alcune fonti vicine alle trattative, il 25% sarebbe il minimo cui punta il Qatar. Chiaramente, nel caso in cui l’emirato dovesse raggiungere una quota superiore, il debito di 9 miliardi che “vanta” Porsche verrebbe ridotto in misura più significativa. In ogni caso, l’accordo potrebbe essere raggiunto già entro la fine di giugno.
Continua a leggere: Porsche: si avvicina la vendita del 25% al Qatar