“Pontiac è morta; lunga vita a Pontiac”. Più o meno deve essere stato questo il pensiero che ha spinto Classic Design ha realizzare la Firebreather, versione odierna della gloriosa Firebird. Quest’ultima rappresenta uno dei cardini portanti del concetto di muscle-car americana. La vettura è basata, ironia della sorte, sull’ultima generazione della Chevrolet Camaro, una fra le storiche concorrenti. Il design riprende alcuni stilemi del passato rileggendoli con una filosofia moderna ed aggressiva, coerente al contempo con la storia della Firebird. Bello il frontale con fascione anteriore proteso in avanti (come il becco di un rapace appunto) con inciso l’evocativo stemma che raffigura due ali di fuoco.
Sul cofano non manca una voluminosa gobba che protegge il compressore volumetrico montato fra le bancate del poderoso V8 che spinge l’auto: 6.2 litri di cilindrata resi ancora più sonori da uno scarico più aperto (ma i catalizzatori rimangono quelli di serie); il risultato sono 599 CV pronti a sbriciolare le Pirelli P-Zero che abbracciano cerchi in lega da 20’. La parte meno riuscita è quella posteriore, troppo “carica” di elementi e non molto armoniosa rispetto al resto del complesso. Leggermente rielaborato l’interno che tuttavia, assieme alla fiancata, tradiscono il DNA della Camaro. Ne saranno prodotte 50 ad un prezzo a partire dai 60.000 dollari.
Pontiac è destinata ad essere chiusa da General Motors e già si parla di effetto nostalgia, come il caso del kit messo a punto di ASC Creative Services per la Chevrolet Camaro. Una trasformazione estetica che avvicina la nuova coupè alla vecchia Firebird Trans Am degli anni ‘70 e che comprende frontale, aerodinamica, fanaleria anteriore e posteriore, specchietti laterali e cerchi in lega.
Al momento si tratta soltanto di una ricostruzione grafica, dal momento che non ci sono reali ipotesi di produzione, ma il campanilismo yankee nei confronti delle muscle car potrebbe tornare a farsi sentire, una volta sparito dai listini qualunque riferimento al brand Pontiac.
Via | MotorAuthority
Lo storico Marchio Pontiac sarà chiuso per volere della stessa General Motors, impegnata in una difficile operazione di riduzione dei costi e decisa a non cedere ad altri questa parte della propria azienda. Attivo dal 1926, si è rivolto ad una clientela piuttosto giovane proponendo un favorevole rapporto prestazioni-prezzo.
Per ricordare alcune delle vetture che hanno fatto la storia della Pontiac, vi proponiamo una raccolta di alcune famose scene di film dove una di queste vetture è stata utilizzata. In apertura troviamo una Pontiac Le Mans del 1971 nel film “The French Connection”, nel seguito gli altri video, con i titoli originali americani.
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Se avete voglia di un’auto veloce questa Pontiac Firebird Trans Am del 1986 (sì, quella di Supercar, KITT…) fa al caso vostro: il tuner norvegese Polly Motorsport ha lavorato alla vecchia maniera, sovralimentando con un compressore volumetrico un gigantesco V8 da 8,9 litri ed ottenendo la bellezza di 1407 Cv.
Le prestazioni di questo mostro sono allucinanti: 2,23 secondi per toccare i 100 km/h, 5,5 per i 200 km/h e 12,22 per i 300 km/h, battendo così persino la “signora” Bugatti Veyron. Inoltre questa Trans Am è stata ufficialmente cronometrata a 407, 123 km/h, mentre la Veyron e la 9ff GT9 hanno dichiarato solo valori registrati con loro personali strumentazioni. L’obiettivo si sposta ora verso la SSC Ultimate Aero, a patto di trovare una pista abbastanza lunga. Non perdetevi il video sul sito del tuner.
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