I colleghi di Autoblog.com hanno provato in esclusva il sistema Porsche ACC InnoDrive, che equipaggerà le vetture tedesche a partire dal 2014. Evoluzione degli attuali radar attivi e dei sistemi avanzati di aiuto alla guida, è la versione Porsche del “pilota automatico” che in futuro permetterà agli utenti di lasciare all’auto la maggior parte delle operazioni. Impressionante ? Sì, almeno a giudicare dalle impressioni raccolte provando una Panamera S dotata del sistema sperimentale. L’Adaptive Cruise Control è ormai noto al grande pubblico e disponibile su una fascia sempre più ampia di vetture, ma il salto tecnologico che è avvenuto sotto l’egida del Porsche Intelligent Performance è davvero grande: l’auto sfrutta la mappatura ad alta definizione del percorso, attraverso il navigatore satellitare e la connessione internet, per verificare in ogni momento la propria posizione ed il percorso per giungere alla destinazione prestabilita.
Attraverso i sensori di bordo il computer prende così il controllo di acceleratore e freno, gestendo la vettura in base ai limiti di velocità, alle variazioni di pendenza, alle curve ed al traffico circostante, lavorando in simbiosi con il cambio PDK per ottimizzare i consumi della vettura. La modalità Comfort dell’ACC InnoDrive è quella più risparmiosa, ma sono previsti anche i setup Sport e Sport Plus: in ogni caso, rispetto alla guida standard in modalità “manuale”, sono già stati misurati risparmi medi del 10%. Il progetto, iniziato nel 2007, è comunque ancora in via di sviluppo ed integrerà presto una nuova telecamera di controllo ed una maggiore capacità di calcolo dei dati.
Il suo funzionamento consentirà di calcolare con precisione l’autonomia del veicolo in base alla destinazione impostata, un valore che in futuro potrebbe essere molto prezioso per versioni ibride ed elettriche. Porsche ha già collaudato il sistema anche su una 911 ed intende portare avanti il progetto per offrire la possibilità ai propri clienti di affidarsi all’elettronica per gli spostamenti quotidiani con la massima efficienza: l’importante, almeno per gli appassionati, sarà la certezza di poter sempre disattivare il sistema e tornare ad avere il pieno controllo sul proprio veicolo, magari solo per qualche minuto di “divertimento” alla vecchia maniera, mentre gli ingegneri tedeschi scherzano affermando che non hanno alcuna intenzione, neanche in futuro, di far gestire anche lo sterzo ad un microchip, come invece hanno intenzione di fare i colleghi di Volkswagen con il sistema Temporary Auto Pilot.
Questo video ci mostra la prima applicazione del sistema SARTRE, SAfe Road TRains for the Environment. Il progetto Europeo, in collaborazione con Volvo, sperimenta la possibilità di inserire un vero e proprio pilota automatico nei sistemi di bordo, così da creare gruppi di veicoli connessi tra loro. Il primo veicolo della fila, un camion nel caso del video, è guidato da una persona, mentre la vettura che segue gestisce tutte le funzioni autonomamente, basandosi sui segnali inviati dal camion e sui sensori di bordo.
Il sistema è ancora nella fase sperimentale e deve essere ancora sviluppato per poter collegare un numero maggiore di veicoli tra loro ed aumentare la velocità massima tollerata dal sistema. Tutta da scoprire anche l’accoglienza che i guidatori riserveranno ad un sistema del genere: difficile infatti fidarsi al 100% dell’auto leggendo il giornale o facendo uno spuntino, seduti al volante a pochi metri dal veicolo che ci precede, sopratutto se l’andatura è quella autostradale e non il semplice movimento lento di una fila cittadina. Chi è abituato ai recenti radar anticollisione, cruise control attivi e sistemi di frenata automatici dovrà infatti abituarsi anche alla gestione automatizzata dello sterzo.
Anche l’introduzione di simili sistemi sul mercato Europeo non sarà facile, per via delle inevitabili questioni legali e le differenze legislative tra gli stati dell’unione. Ecco perchè il progetto prevede ancora anni di ricerca e di studio, sia sugli aspetti puramente tecnici che su quelli legati alla sicurezza, ma promette risparmio nei consumi e nelle emissioni, maggior controllo sul flusso del traffico ed un modo “inedito” di concepire il viaggio in auto.
Il gruppo Volkswagen inaugurerà nei prossimi giorni un nuovo centro di ricerca presso l’Università di Stanford, in California, deniminato VAIL (Volkswagen Automotive Innovation Lab). Dopo un iniziale investimento di 2 milioni di dollari, Volkswagen sosterrà i progetti per 5 anni, con 750.000 Dollari ogni anno, dando spazio a progetti indipendenti di giovani studenti. La collaborazione tra l’università ed il gruppo tedesco è iniziata con il progetto DARPA per veicoli guidati autonomamente da computer, con le vittorie dei modelli Stanley e Junior.
Il prossimo obiettivo, anticipato nel video che vi proponiamo, è quello di costruire una Audi TT-S capace di percorrere a velocità sostenuta la famosa salita del Pikes Peak, con una attrezzatura notevolmente più leggera e compatta rispetto a tutti i progetti precedenti. Il video ci mostra i primi test ed una anticipazione dei futuri sviluppi.