La prima Ferrari 458 Italia destinata al mercato Americano è stata venduta ad un’asta per beneficenza per 530.000 Dollari. Erano presenti all’evento Piero Ferrari e Amedeo Felisa, che hanno confermato la volontà del cavallino di devolvere il ricavato a supporto delle attività della William J. Clinton Foundation e del CMMB (Catholic Medical Mission Board) in favore delle popolazioni colpite dal terremoto di Haiti.
Durante l’evento sono stati anche aggiudicati altri due lotti da collezionisti: la divisa ufficiale di Fernando Alonso (battuta a 31.000 dollari), e due esperienze come membri della Scuderia Ferrari al Gran Premio del Canada in giugno a Montreal (20.000 e 21.000 dollari).
Smaltita la delusione, si passa ai festeggiamenti: togliendo il tetto alla versione più esclusiva. Il sito IlFerrarista.it diffonde una serie di immagini della Ferrari Scuderia Spider 16M, versione celebrata dedicata alla conquista del sedicesimo titolo mondiale costruttori in Formula 1.
Secondo quanto riportato nel forum dedicato al Cavallino, la vettura sarebbe stata presentata dallo stesso Piero Ferrari durante la cena di Gala tenutasi l’8 novembre all’interno dell’autodromo del Mugello. Nessuna certezza viene fornita riguardo alla prestazioni, anche se il V8 4,3 da 510 cavalli non dovrebbe ricevere alcuna modifica. Non osiamo chiederci in quanti minuti andranno esauriti i 300 esemplari previsti.
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Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Reuters, una cordata tutta italiana starebbe per presentare un’offerta con cui dare respiro alle languide casse di Pininfarina. Piero Ferrari, Alberto Bombassei (presidente Brembo) e la famiglia Marsiaj (fondatrice e proprietaria dell’azienda Sabelt) sarebbero i nomi, affidabili e profondamente legati al panorama automobilistico, cui affidarsi per veder risanato lo storico gruppo torinese.
Sarebbe stato proprio Bombassei ad aver garantito la disponibilità per un inevitabile aumento di capitale, quantificato in circa cento milioni di Euro entro la metà dell’anno, con cui garantire il perseguimento degli obiettivi a medio termine e la costruzione dell’ambiziosa vetturetta elettrica.
Inoltre, la famiglia Pininfarina ha comunicato di essere disposta a diminuire la propria quota societaria (ora al 55%) in caso di subentro di investitori: per ora, i nomi di Bolloré e Ratan Tata non compaiono più fra i papabili.
Grazie a D4rkwOff
Via | Reuters