Possono bastare due mesi e qualche giorno per tornare sui propri passi producendosi in una retromarcia clamorosa? Per Peugeot sì: è di oggi la notizia che il costruttore francese tornerà ad usare il logo GTI, alla faccia della decisa (ma evidentemente non irremovibile) presa di posizione rispetto alla famosa sigla, che risale a inizio novembre.
Il merito di questo sorprendente, inaspettato contrordine è del debutto della nuova immagine di marca, annunciata dalla bella SR1 Concept: il Leone tornerà a ruggire negli anni venturi, e nell’ambito delle nuove scelte anche le GTI troveranno il loro posticino in gamma.
Design più “atletico” e dinamica di guida sportiva torneranno dunque nel vocabolario delle parole chiave di Peugeot. E -udite udite- sulla base di queste caratteristiche nascerà una nuova hot-hatch con tutti i crismi del caso, marchio GTI compreso. Questo modello è atteso per il 2013: “Stiamo lavorando sulle piattaforme per le compatte di prossima generazione, e i tempi sono maturi per una nuova, autentica GTI”, ha rivelato una “talpa” ad Autocar.
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La notizia dell’addio alla storica sigla GTI da parte di Peugeot ha rimesso in moto la macchina dei ricordi, portando alla mente soprattutto la 205 GTI, l’auto che più di ogni altra ha rappresentato il concetto di sportività della Casa del Leone. D’ora in avanti, ci penserà la coupé RCZ ad esprimere il lato sportivo di Peugeot, come sottolineato dallo stesso Christian Stein che ha annunciato la chiusura del ciclo GTI.
La prima GTI di Peugeot è stata la 604, introdotta nel 1983. Era equipaggiata con il motore PRV 2.8 V6 da 155 CV, con cui la 604 GTI era in grado di raggiungere una velocità massima di 190 km/h, passando da 0 a 100 in 9,7 secondi. Si trattava di prestazioni ragguardevoli per un’auto che già ai quei tempi pesava oltre 1400 kg. L’anno dopo fu la volta della 505 GTI, mossa dal 2.0 a quattro cilindri da 110 CV e disponibile nelle varianti berlina, Station Wagon e Familiare a 7 posti. Le prestazioni erano piuttosto modeste: 175 km/h di velocità massima e 10,8 secondi per scattare da 0 a 100 km/h. La situazione migliorò nel 1985 con l’introduzione della versione da 113 CV - disponibile anche con cambio automatico - con cui la 505 GTI raggiungeva i 180 km/h.
Il 1984 verrà ricordato per l’arrivo della Peugeot 205 GTI, spinta dal motore 1.6 da 105 CV. In questa versione, la 205 aveva una velocità massima di 190 km/h e copriva gli 0-100 in meno di 10 secondi, 9,5 per l’esattezza. Nel 1986, contemporaneamente all’uscita della 604 GTI, la gamma della 205 GTI fu oggetto di importanti miglioramenti. La potenza della versione 1.6 fu incrementata a 113 CV: così, la vettura sfiorava i 200 (196 km/h) e impiegava 9,1 secondi per passare da 0 a 100 km/h. Ma la novità più importante fu rappresentata dall’ingresso della 205 GTI 1.9 da 127 CV dalle prestazioni stratosferiche: 206 km/h di velocità massima e 0-100 in 7,8 secondi. L’anno successivo, in occasione del restyling per la 205, la potenza del propulsore 1.9 fu leggermente incrementata a 129 CV, ma le prestazioni rimasero immutate. L’ultima tappa della carriera per la 205 GTI è stata nel ‘92, quando la gamma fu ridotta alla sola versione 1.9 da 120 CV, dotata di marmitta catalitica. Questo intervento tecnico ridusse la velocità massima a 202 km/h, mentre l’accelerazione da 0 a 100 era di 8,3 secondi. In Italia, la Peugeot 205 GTI è stata venduta anche nelle versioni speciali Action e Plus.
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«Il concetto di GTI, per il marchio Peugeot, non ha più ragion d’essere». Il Leone, per bocca del responsabile marketing Christian Stein, ha così comunicato di non voler più adottare la sigla GTI. Non più compatte leggere ed intrattabili, quasi vendicative, ma «coupè sportive dalle dimensioni abbondanti». «Siamo consci di creare un vuoto, anche in funzione della portata storica evocata dalle lettere “gi-ti-i” – conclude Stein –, però abbiamo la necessità di produrre vetture più mature e destinate ad un’utenza meno di nicchia».
Il logo GTI, utilizzato dalla 207, venne reso un marchio di garanzia dal trittico 205-106-306. La prima, in particolare, con il suo 1.9 da 130 cavalli – disponibile anche il 1.6 da 105 cavalli, poi sostituto dalla versione 115 cavalli –, è considerata ancor oggi un classico dell’automobilismo tutto divertimento e sfrontatezza del periodo fine anni ’80-inizio ’90.
Via | Autocar