
L’amministratore delegato Renault Carlos Ghosn e il direttore operativo Patrick Pelata incontreranno a breve i tre dirigenti accusati di aver venduto informazioni riservate ad acquirenti terzi, proponendo loro un risarcimento per averne compromesso reputazione e carriera in seguito all’ormai falso scandalo che li vede coinvolti e riguardante il programma elettrico Zero Emission. La procura di Parigi ha dunque ritirato l’accusa di spionaggio industriale nei confronti di Michel Balthazard, Bertrand Rochette e Matthieu Tenenbaum, parsa del tutto inconsistente dopo che le autorità svizzere e lussemburghesi hanno smentito l’esistenza di conti correnti segreti intestati ai tre e dunque sconfessando il principale e forse unico capo d’accusa. Il costruttore della Losanga ha inoltre rivolto scuse pubbliche ai tre indagati attraverso un comunicato stampa, che rivela l’intenzione di Ghosn di avviare un’azione civile per frode.
Nel corso di una recente intervista concessa al quotidiano Le Figarò, il vice-presidente Renault Patrick Pélata ha infranto la cortina di silenzi e mancate prese di posizione in seguito allo scoppio del clamoroso caso di spionaggio industriale che vede attualmente coinvolti i manager Michel Balthazard, Bertrand Rochette e Matthieu Tenenbaum responsabili del progetto Zero Emission. “Quanto emerso finora dalle indagini ci invita a mettere in discussione l’ipotesi dello spionaggio” ha ammesso un costernato Pélata. “Ad inchiesta conclusa valuteremo eventuali azioni punitive che non risparmieranno nemmeno i vertici dell’azienda, me compreso”.
Secondo le ricostruzioni della stampa francese, qualora fosse confermato il bluff Pélata verrebbe sacrificato per mantenere la dignità del presidente Carlos Ghosn, principale accusatore dei tre nonostante una mancanza di prove e riscontri ormai lampante. La denuncia anonima non è stata infatti suffragata dalle indagini, mentre i conti correnti segreti (presenti in banche svizzere e del Liechtenstein) restano pura speculazione anch’essa prive di fondamento. Come le invettive rivolte a non meglio precisati “nemici” cinesi, interessati a comprare i segreti della Losanga fin tanto da sborsare 50.000 euro per ogni rivelazione.
La Koleos non è stato certo il migliore biglietto da visita che Renault poteva presentare per l’ingresso nel mondo dei SUV. E allora la casa francese ci riprova: Oltralpe stanno lavorando sullo sviluppo di un crossover compatto, puntando dunque su una tipologia di veicolo decisamente in voga negli ultimi tempi.
A rivelarlo è stato Patrick Pelata: il braccio destro di Carlos Ghosn lo ha rivelato durante un’intervista rilasciata ai tedeschi di Automobilwoche. Il manager francese ha affermato che il nuovo modello sarà più piccolo della Koleos (che misura 452 cm), e soprattutto al contrario di questa, derivata da un modello prodotto dalla controllata coreana Samsung, sarà sviluppato interamente in Francia.
Il dirigente Renault non ha rivelato quale modello farà da base per il crossover, ma gli indizi puntano tutti al pianale della nuova Mégane. Mancano invece indicazioni attendibili sulla data di debutto di questo modello.
La nuova Renault Safrane, destinata a sostituire la sfortunata Vel Satis, non deriverà dalla Samsung SM5 perché “destinata unicamente ai mercati coreano, asiatici, africani, russi e mediorientali”, come affermato dal manager Patrick Pélata. Quest’ultimo ha poi aggiunto che il top di gamma della Losanga è rappresentato dai modelli Laguna ed Espace, le cui nuove generazioni arriveranno nel 2014 e continueranno ad essere prodotte sul territorio francese.
Comunque, tra 3-4 anni il vuoto lasciato dalla Vel Satis verrà colmato con una nuova berlina di rappresentanza, anche se non si ancora nulla su questa vettura. Nel frattempo, Renault si è accordato con il Governo francese per scongiurare la chiusura dell’impianto di Sandouville. Nell’incontro con il ministro dell’industria Christian Estrosi, Pélata ha confermato che nello stabilimento francese verranno assemblate non solo le nuove Laguna e Espace, ma anche il nuovo Trafic a partire dal 2012.
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Renault e Daimler AG stanno portando avanti le ormai note trattative sulle loro future partnership settoriali. La notizia, rivelata da Patrick Pelata (braccio destro di Carlos Ghosn) non fa che confermare quanto dichiarato di recente dal numero uno dei tedeschi, Dieter Zetsche: il grande capo di Mercedes aveva preannunciato la scorsa settimana un prossimo accordo con la Losanga, aggiungendo che nelle trattative verranno inclusi anche altri partner.
Per la precisione, le aree su cui si concentrano gli sforzi di sinergia tra francesi e tedeschi sembrano due. La prima: l’ampliamento verso l’alto della gamma Smart. La seconda: lo sviluppo di una nuova generazione di motori destinati alla prossima Classe B e alla famiglia che ne deriverà. Non solo: secondo quanto rivelato oggi da Pelata ad Automotive News, Mercedes e Renault lavoreranno congiuntamente anche allo sviluppo di nuovi pianali e trasmissioni.
Commentando le sue stesse parole, Pelata ha poi fatto notare come i costruttori punteranno sempre più a condividere nel tentativo di abbattere i costi di produzione. Il manager francese ha aggiunto -e certamente non lo ha fatto per caso- che il ragionamento vale a maggior ragione per quelle nuove tecnologie come l’elettrico e le fuel cell. Chiara la chiave di lettura secondo Credit Suisse, che si è già espressa sulle trattative: “Date le loro diverse dimensioni industriali, l’eventuale accordo sulle piccole e le elettriche offrirà più benefici a Mercedes che non a Renault”.
Patrick Pelata, amministratore delegato Renault, si erge a funesto portavoce: il progetto legato alla riesumazione del brand Alpine può definirsi terminato. Causa crisi, ovvio. L’assuefazione dalla sigla RS, pertanto, non verrà affatto disdegnata. Specie di fronte alle nuove creazioni.
L’obiettivo di ridurre i costi ha posto la Losanga di fronte a scelte anche impopolari: cassare il marchio di Dieppe è stata la prima. Nonostante i mugugni di chi avrebbe voluto il ritorno dell’Abarth transalpina. Durante la medesima conferenza stampa, il manager francese ha poi smentito i rumor riguardanti la produzione della prossima Clio nello stabilimento indiano di Chenai.
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Economica, leggera e con trazione posteriore. E poi? E poi bisogna attendere il 2011 per valutarne l’effettivo potenziale. Anche se le parole di “antipasto” al progetto paiono più che soddisfacenti. Patrick Pelata, responsabile Renault per i nuovi progetti, tranquillizza tutti gli appassionati circa la riesumazione del brand Alpine: l’intenzione di rispolverare il marchio – spiega – con auto che riprendano le stesse virtù delle progenitrici è marcata. Non ci allontaneremo dalla sua storia.
E allora ecco l’inizio dei rumors, più o meno attendibili, delle proiezioni. Il modello di debutto dovrebbe essere una rivale della Mazda MX-5, una roadster con motore longitudinale turbocompresso da circa 220 cavalli. I 25.000 Euro richiesti non sarebbero l’unico motivo con cui creare preoccupazioni alla Miata.
Lo stesso Pelata ammette che il semplice “adattamento” di una 350Z con effige Renault non riscuoterebbe il giusto successo: troppo pesante, troppo economica e inopportuna nel rispetto della normative anti CO2. E poi, non dimentichiamolo, Nissan deve il proprio successo anche al mercato americano.
A fine gennaio Renault aveva dichiarato di voler intraprendere la costruzione di auto elettriche in Israele: l’avventura prevede la collaborazione con la Project Better Place di Shai Agassi, e dovrebbe prendere il via entro il 2010. Ora, a quanto pare, la casa francese sta allargando gli orizzonti e intende superare i confini del piccolo stato mediorientale, producendo autonomamente una linea di auto elettriche da destinare ai mercati internazionali.
In questa nuova sfida Renault si avvarrà della preziosa collaborazione della controllata Nissan, all’avannguardia in tema di auto elettriche, come dimostra la seria intenzione dei nipponici di commercializzare la prima elettrica di nuova generazione entro due anni. Come la giapponese, che si baserà con ogni probabilità sulla Nissan Denki Cube Concept di New York, anche la cuginetta francese sarà un’auto di piccole dimensioni pensata per il congestionato traffico delle metropoli occidentali.
Secondo Patrick Pelata, Responsabile Sviluppo Prodotto della Casa, il nuovo modello sarà pronto nel 2012 e avrà dimensioni pressochè identiche a quelle dell’attuale Twingo, presentando una inedita peculiarità: il manager ha infatti rivelato che sarà possibile montare due batterie intercambiabili, di dimensioni e pesi diversi, pensate per affrontare tragitti più o meno lunghi.
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Volkswagen è già alla seconda generazione con il DSG a 7 marce, Fiat ha rotto gli indugi; Renault, seppur con il fiatone, rincorre: dopo la comunicazione ufficiale relativa al DDC, il gruppo della Losanga prepara le contromosse, rivelando di essere al lavoro su un cambio a doppia frizione.
Patrick Pelata, vice presidente del gruppo e responsabile dei nuovi prodotti, conferma il prossimo debutto di una nuova generazione di trasmissioni, necessarie per ridurre consumi ed emissioni inquinanti, senza però anticipare alcuna data: “I nostri ingegneri sono al lavoro, e il prodotto non arriverà in ritardo nei confronti della concorrenza”.
L’utilità di queste trasmissioni sarà duplice, dato che Nissan, dopo aver recentemente presentato per la propria GT-R un cambio a doppia frizione sviluppato con BorgWarner, aspetta trepidante il carry-over sui propri modelli.
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