GM salda il debito col governo tedesco.
Dopo aver rinunciato alla cessione di Opel il costruttore americano ha finito di restituire gli 1.5 miliardi di euro prestati da Berlino affinché venisse mantenuta l’operatività della casa di Russelsheim, che doveva finire sotto il controllo di Magna.
A dare la notizia del “recupero crediti” è stata la cancelliera tedesca Angela Merkel :
“Posso dirvi che gli ultimi finanziamenti ricevuti da General Motors per Opel sono stati rimborsati, il che significa che l’operazione Opel non è costata a oggi un centesimo al contribuente tedesco”.
Via | IlSole24Ore (Grazie al nostro lettore “giulio503″ per la segnalazione)
Foto | Jm3
Carl-Peter Forster, il numero uno di General Motors Europe, ha annunciato ufficialmente oggi le sue dimissioni dalla carica. Il motivo? La mancata cessione di Opel a Magna, una notizia che non cessa di generare importanti conseguenze e reazioni in tutto il mondo dell’auto.
La notizia, battuta in anteprima da Der Spiegel e ripresa da Autocar, assume i contorni di un aspro dissidio sul piano delle scelte cruciali per il marchio, tra Forster e la dirigenza GM. Secondo il quotidiano tedesco, il manager sarebbe stato “disgustato dal comportamento tenuto dal gruppo americano durante tutta la vicenda” e in particolare dall’orientamento altalenante di Detroit in merito al futuro della sua controllata tedesca.
Secondo lo Spiegel, sarebbe già pronta la sostituzione di Forster, ma una breve nota stampa diramata oggi da GM Europe stessa, smentisce seccamente e completamente queste notizie. Vi aggiorneremo sugli sviluppi.
Dopo il dietrofront di GM sulla cessione Opel al consorzio russo-canadese formato da Magna e la banca Sberbank, Putin, primo ministro russo, dopo il primo intervento, torna alla carica sulla questione lanciando alcune “diplomatiche minacce” al gruppo di Detroit e, indirettamente, all’amministrazione USA.
”Il ritiro dell’ultimo minuto prima del completamento dell’operazione - ha detto Putin - non nuoce ai nostri interessi ma, a ben vedere, si riflette sui nostri partner americani. Questa e’ una lezione - ha aggiunto il primo ministro russo - di cui faremo tesoro nel trattare con i soci nell’avvenire”. Come a dire “chi la fa, l’aspetti”.
Intanto continuano le polemiche del Governo tedesco ancora più danneggiato, a livello d’immagine, dalla decisione di Opel: l’ ex vice cancelliere, Frank-Walter Steinmeier, ha giudicato la decisione della General Motors “sfacciata”; è invece “”irragionevole” per il governatore della Renania Palatinato, Kurt Beck (che ha anche criticato l’Ue colpevole, a suo giudizio, di aver “spaventato” GM). Più lapidario il governatore del Nord Reno-Westfalia, Jürgen Rüttgers, secondo cui “il comportamento di GM mostra il brutto volto del turbo-capitalismo”.
Via | ASCA (Grazie al nostro lettore “lino.74″ per la segnalazione)
I lavoratori dello stabilimento Opel di Saragozza, in Spagna, hanno votato favorevolmente l’accordo preliminare raggiunto lo scorso 22 ottobre fra i sindacati e Magna: la firma presuppone un taglio della forza lavoro pari al 12% (900 dipendenti). Lo riferiscono gli stessi sindacalisti a trattativa ormai chiusa.
Dopo le titubanze delle scorse settimane, con le immancabili manovre di depistaggio, l’accordo fra Magna e General Motors per la cessione di Opel/Vauxhall è in procinto di veder disposti i tutti i propri tasselli. E l’Unione Europea, a tal proposito, conferma oggi di fornire il verdetto definitivo sul “passaggio di mano” entro il 27 novembre.
Via | Borsa Italiana
La questione Opel potrebbe essere risolta il 3 Novembre durante la riunione del Consiglio d’amministrazione di GM fissata per questa data. Ad oggi, dopo il dietro-front di Genel Motors di qualche ora fa nei confronti del gruppo Magna-Sberbank, non c’è nulla di certo o pronosticabile sul futuro della casa tedesca.
Anzi, come già detto, la casa americana potrebbe decidere di tenersi Opel sottoponendola a un drastico programma di ristrutturazione. Ovviamente, dato che la questione non si sblocca, la rabbia dei sindacati è alle stelle: “Non accetteremo ulteriori ritardi di GM e non pemetteremo che venga danneggiata Opel” ha affermato il capo del consiglio di fabbrica, Klaus Franz.
E’ noioso continuare a parlare di questa “storia infinita”. Ma provate ad immaginare cosa, da qualche mese a questa parte, provano le famiglie di chi lavora in Opel. A qual è il carico psicologico al quale sono sottoposte ad ogni nuova conferma o smentita dai piani alti della trattativa…
Via | Quattroruote

L’estenuante “soap opera” creatasi attorno all’accordo Opel-Magna potrebbe concludersi nella giornata di domani. In un’intervista rilasciata ad Automotive News, il presidente di GM Fritz Henderson ha dichiarato che giovedì 15 ottobre verrà formalizzata la cessione di Opel al gruppo industriale austro-canadese. Anche altre fonti vicine a General Motors indicano domani come giornata di chiusura delle trattative.
Salvo sorprese, il passaggio di consegne di Opel nelle mani dei nuovi proprietari dovrebbe avvenire secondo gli accordi di massima raggiunti nelle scorse settimane. Magna e Sberbank entreranno in possesso del 55% di Opel e Vauxhall, mentre GM resterà nel capitale delle due Case automobilistiche con una quota azionaria del 35%. Il restante 10% sarà nelle mani di impiegati, operai e concessionari. Sul piano occupazionale, Magna sembrerebbe orientata verso il licenziamento di circa 10.500 dipendenti tedeschi di Opel. Rimandiamo a domani per maggiori dettagli sull’accordo tra la Casa tedesca e Magna.
Via | egmCarTech

Magna ed il suo partner russo Sberbank programmano di chiudere l’accordo per l’acquisizione del 55% di Opel all’inizio della prossima settimana. E’ quanto affermano diverse fonti vicine alla trattativa.Prima del 12, 13 Ottobre, il consorzio dovrà raggiungere un compromesso con i sindacati della casa tedesca relativo alla riduzione dei costi: l’obiettivo del gruppo austro-russo-canadese è di procedere per tagli che consentiranno di risparmiare 265 milioni di euro l’anno. I sindacati stanno negoziando con Magna e General Motors su un piano di ristrutturazione che prevede migliaia di tagli al personale in Europa.
Via | Reuters (Grazie al nostro lettore “giulio503″ per la segnalazione)
General Motors ha da poco comunicato ufficialmente che venderà il 55% di Opel e Vauxhall al consorzio formato da Magna International e Sberbank. A GM rimarrà il 35%, ai dipendenti andrà il 10% della proprietà, mentre lo stato tedesco garantirà nuovi aiuti di stato alla casa automobilistica.
Molti aspetti chiave dell’accordo verranno fissati definitivamente nel corso delle prossime settimane, ma la notizia odierna è che quest’intesa finalmente c’è. Finisce dunque la “telenovela” internazionale che tanto ha fatto discutere negli ultimi mesi.
Per le decisioni di dettaglio sull’intervento pubblico di Berlino, sul costo del piano di ristrutturazione, e per capire quanto questo peserà sulle spalle dei dipendenti, manca ancora del tempo. Tutti gli aspetti comunque, come auspica GM nel comunicato ufficiale, dovrebbero essere definiti entro fine anno. Ma qualcosa lo possiamo già dire. Ecco quello che (non) cambierà in futuro.
E’ fatta: Opel viene ceduta a Magna. Dopo mesi di trattative, che hanno coinvolto anche Fiat, la casa tedesca passerà nelle mani del gruppo austro-canadese con la benedizione di GM, ormai ex-proprietaria della casa di Rüsselsheim. Ad annunciare il raggiungimento dell’accordo è stato Siegfried Wolf, co-amministratore delegato del gruppo Magna. Quest’ultimo assicura che “Tutte le questioni in sospeso sono state risolte”. La cessione di Opel include anche il marchio britannico Vauxhall.
Via | Repubblica
“L’accordo tra Opel e Magna sarà certamente siglato” secondo Siegfried Wolf, co-amministratore delegato di Magna International. “Le scadenze prefissate per la conclusione però, potrebbero rivelarsi un po’ ottimistiche”, ha precisato il manager durante un’intervista rilasciata al quotidiano tedesco Rheinische Post.
La necessità di chiudere in fretta rimane comunque prioritaria: “Ogni giorno che passa prima delle decisione rappresenta uno spreco di denaro. Speriamo di presentare entro il 15 luglio i documenti definitivi su cui chi di dovere deciderà”, ha concluso Wolf. Che ha infine ribadito la propria fiducia nell’esito positivo di queste lunghe trattative.
Magna International è ancora di gran lunga la favorita nella rincorsa ad Opel, soprattutto dopo la bocciatura da parte dei sindacati del piano dei cinesi di BAIC. Un piano che promette meno tagli di posti di lavoro e una minore richiesta di fondi pubblici, ma che secondo i sindacati non potrà mantenere queste promesse.
General Motors ha ufficialmente rinunciato all’opzione di riacquisto (buy back) su Opel, aprendo così la strada alla definitiva vendita della casa di Rüsselsheim a Magna International.
La notizia, riportata dal quotidiano tedesco Handelsblatt, conferma che il gruppo di Detroit non intende più vincolare la vendita della ex-controllata europea alla possibilità di riacquistarla una volta terminata la ristrutturazione attualmente in corso.
Questa decisione imprime una svolta determinante alle trattative, dal momento che elimina uno dei maggiori ostacoli che finora hanno impedito alla multinazionale austro-canadese di raggiungere l’accordo definitivo.
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La definizione dell’accordo tra General Motors e Magna International per la cessione di Opel da Detroit al fornitore austro-canadese va avanti. Il prossimo delicato argomento in agenda è quello delle pensioni degli ex-dipendenti della casa tedesca, e di chi si farà carico di questo impegno, quantificabile in circa 4,5 miliardi di euro secondo Handelsblatt.
“Al momento attuale la questione è ancora aperta”, secondo un portavoce del governo di Berlino. L’amministrazione federale tedesca non può e non vuole far pesare ulteriormente sulle spalle dei contribuenti (a maggior ragione in questa fase di crisi economica ed in vista delle elezioni) un ulteriore intervento ausiliario in favore della casa.
Lo stesso portavoce governativo si è poi espresso in merito al carattere non vincolante del memorandum d’intesa raggiunto con Magna. Il governo tedesco sta ancora discutendo con altri potenziali acquirenti, ma Magna rimane ancora in netto vantaggio, almeno fin quando -così conclude il rappresentante del governo- qualcuno non migliorerà significativamente l’offerta già formulata.