L’ACEA, associazione che riunisce i costruttori automobilistici europei, si schiera al fianco della FOTA, l’associazione delle squadre di Formula 1, nella battaglia che contrappone quest’ultima alla FIA sulle regole 2010 del Mondiale.
In particolare l’ACEA ha preso posizione dichiarando di ritenere “che la FIA ha bisogno di una gestione modernizzata e trasparente anche nei processi elettivi affinché le voci dei propri membri, del mondo dell’automobilismo sportivo e dei motoristi siano adeguatamente rappresentate”.
L’ACEA ha proseguito affermando di sostenere “le attività e gli obiettivi della FOTA come regole comuni che assicurino la sostenibilità economica dei team attraverso la riduzione dei costi, ma anche con la finalità di offrire uno sport attraente per il pubblico di tutto il mondo.”
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Ad una settimana di distanza dall’iscrizione con riserva delle squadre FOTA al Mondiale di Formula 1 2010, Max Mosley sferra un attacco durissimo ai nove team dell’associazione. “Quelli che non intendono ottemperare al regolamento 2010 sono liberissimi di abbandonare il campionato di Formula 1″, ha dichiarato il presidente della FIA.
Le squadre FOTA avevano formulato richiesta d’iscrizione nella speranza che venisse abrogata la norma che imporrà il budget cap, il tetto alle spese per le squadre, che ammonta a 44,4 milioni di euro. Ma Mosley ha lanciato oggi un segnale inequivocabile, arroccandosi sulla propria posizione senza cedere di un solo millimetro e mostrando una…”scarsa volontà” di ricercare un compromesso.
“Se le squadre vogliono scrivere le regole non hanno che da organizzare un proprio campionato. Il Mondiale di Formula 1 è nostro e noi stiliamo le norme per questa serie, come abbiamo fatto per 60 anni e continueremo a fare in futuro”. Mosley lancia dunque una sfida a viso aperto ai grandi team, forte dell’appoggio delle piccole squadre (e della Williams stessa) che intendono debuttare nel 2010, approfittando dei costi ridotti.
Il Tribunale dell’Alta Corte di Parigi, secondo quanto appena riportato dai colleghi di Motorsportblog, ha bocciato il ricorso presentato dalla Ferrari per far valere il suo diritto di veto contro le nuove norme varate dalla FIA per la stagione di Formula 1 2010. L’organo giudiziario ha dato torto alla Scuderia, che si era appellata all’accordo sottoscritto nel 2005 tra la Federazione e Jean Todt.
Respinte le obiezioni della casa di Maranello, Max Mosley potrà tirare dritto sulla sua strada. Pare davvero difficile, a questo punto, che la Ferrari possa far valere in altro modo le proprie istanze, per cui l’ipotesi del ritiro dal Circus assume crescente consistenza.
Nel seguito, il comunicato ufficiale con cui Ferrari commenta, con una chiara e legittima vena polemica la decisione.
La Scuderia Ferrari intende rinunciare al Mondiale di Formula 1 del prossimo anno: il comunicato è arrivato pochi minuti fa da Maranello.
Il motivo è quello che tutti immaginate: la Scuderia non ha accettato le nuove regole volute da Max Mosley e dalla FIA, e a forza di tirare la corda s’è rotta.
A rilasciare la dichiarazione è stato lo stesso consiglio d’amministrazione, riunitosi oggi presso la sede del Cavallino proprio per discutere le nuove regole della F1 e le prospettive aperte da queste ultime. Vi aggiorneremo sugli sviluppi e su eventuali conferme definitive, in caso di mantenimento della linea attuale da parte della Federazione.
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Il Consiglio Mondiale della FIA dovrebbe comunicare oggi il tetto di spesa fissato per i team di Formula 1: “Sarà più alto dei 30 milioni di sterline di cui si parlava”, ha dichiarato Max Mosley. Ora le indiscrezioni più accreditate parlano di 40 milioni di sterline, l’equivalente di 44,4 milioni di euro.
Mosley ha dunque proseguito sulla sua strada, senza considerare il disappunto della Ferrari, che non c’era ieri al Consiglio Mondiale, dove è stata punita con la condizionale la McLaren. Maranello chiedeva tempi meno stretti per l’approvazione di una norma così cruciale, ma Mosley ha replicato che “il tetto di spesa è essenziale se non vogliamo perdere altre squadre”, aggiungendo che i dettagli del piano saranno resi noti oggi.
L’effetto positivo della riduzione dei costi sarebbe quello di attrarre in F1 nuove squadre, cosa che a onor del vero, almeno a giudicare dall’interesse mostrato da Aston Martin, Lola e Giancarlo Minardi, sembra stia riuscendo. L’altra faccia della medaglia è il disaccordo di molte grandi squadre oggi in gara, in quanto si verrebbero a creare due campionati in uno.
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I nostalgici dei duelli nelle gare di Formula 1 (indimenticabili quelli tra Prost e Senna negli anni ‘80) saranno sicuramente accontentati. A partire dalla imminente stagione 2009, il titolo piloti verrà assegnato a chi si aggiudicherà più successi e non al pilota che avrà accumulato più punti in classifica.
La fisionomia dei Gran Premi è destinata a cambiare profondamente: non si vedranno più noiosi GP con monoposto che girano intorno ad un circuito, ma gare condite da battaglie molto accese, il tutto orientato verso uno spettacolo maggiore. Solo se si raggiungeranno più successi degli avversari i piloti potranno aspirare al titolo iridato. Tutti i piloti dovranno, quindi, impiegare tutte le loro energie e dare il meglio in tutte le circostanze. Ci saranno sfide più entusiasmanti con lotte al vertice fino all’ultimo metro, perchè l’unico obiettivo sarà la vittoria.
Solo in caso di parità di vittorie si farà riferimento al punteggio, che verrà assegnato col criterio classico. Resta infatti immutata l’attribuzione delle assegnazioni: 10 punti al primo classificato, 8 al secondo, 6 al terzo e così via fino al punto assegnato all’ottava posizione. Inoltre, resta valida l’assegnazione di un punteggio per la classifica costruttori che, ovviamente, si basa sui risultati ottenuti dal team nel suo complesso.
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