Rolls-Royce ha confermato ufficialmente oggi tutti i dati ufficiali della Ghost, pubblicando cifre e valori effettivamente molto vicini a quelli circolati nei giorni scorsi in rete. La casa ha inoltre rilasciato il teaser che vi proponiamo qui.
La “piccola” di Goodwood verrà presentata al Salone di Francoforte a metà settembre e monterà un 6.6 V12 turbocompresso capace di erogare 571 CV a 5250 giri/min e 780 Nm sin da 1500 giri. Quanto basta per uno 0-100 da 4,9 s ed una velocità massima elettronicamente limitata a 250 km/h. Il V12 sarà affiancato da un nuovo cambio automatico otto marce sviluppato da ZF, un’unità che avrà un ruolo fondamentale nel garantire l’invidiabile souplesse di marcia offerta da questa vettura.
La curva di erogazione del motore, l’indole del cambio: alla faccia dei numeri da supercar, tutto concorrerà a fare della Ghost una vera, morbidissima, comodissima Rolls. Eppure -dichiara l’ingengere capo di Rolls-Royce- “la Ghost sarà in grado di far sentire al conducente una certa confidenza con l’asfalto”.
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Oggi torniamo a parlare della prossima Rolls-Royce Ghost, la “piccola” di casa, in occasione di queste nuove foto spia che ritraggono un esemplare bianco durante i test che precedono il debutto. Da qualche settimana le camuffature si sono perse per strada ed ora possiamo vedere il corpo vettura praticamente per intero.
Questi scatti testimoniano dunque l’approssimarsi della produzione: le prime unità saranno assemblate entro fine anno e poi commercializzate all’inizio del 2010. Per quanto riguarda i motori, già dal debutto dovrebbe arrivare un V12 biturbo da 507 CV e 720 Nm, derivato dal 6.0 della nuova BMW 760i, che eroga su quest’ultima 544 CV e 750 Nm. L’unità studiata per la Rolls, potrebbe infine essere andata incontro ad un aumento di cubatura, fino a raggiungere i 6.6 litri.
La Ghost vanterà un armamentario tecnologico impressionante -oltre ai materiali pregiati della più pura tradizione Rolls-, e permetterà con i suoi volumi di vendita di raggiungere e superare per la prima volta nella storia del marchio di Goodwood i 2000 esemplari l’anno.
Rolls-Royce Ghost: nuove foto spia in bianco
Via | AutoWeek.nl
La Rolls Royce Ghost è pronta. Tanto sicura di sé, certa della propria avvenenza da aspettare paziente l’arrivo del battello Calais-Dover. Le odierne foto spia ne mostrano l’aspetto definitivo, non guastato da alcuna camuffatura; solo il “tempio greco” viene celato. E basta immaginarlo cromato e splendente per avere la berlina nella suo “abito da sera”.
Oltretutto valorizzata da una splendida tinta cromata verde bottiglia. Rispetto alla concept 200EX da cui trae ispirazione stilistica, la Ghost differisce solo per l’assenza dei terminali di scarico a vista. Gli interni, invece, perdono l’inserto cromato a lambire la calotta copri airbag.
Via | CarScoop (Grazie ai nostri lettori “Bugatti&91” e “Demonracing” per la segnalazione)
Mancano ormai quattro mesi esatti prima di vedere la Rolls Royce Ghost nel suo aspetto definitivo. Da Francoforte a Goodwood, nello storico stabilimento in cui verrà prodotta, sarà poi una semplice questione di mesi (pochi) e aspettative (molte).
Queste foto spia, infatti, mostrano per la prima volta la berlina anglo-tedesca nella quasi totale assenza di camuffature. Rendendo evidente quanta familiarità vi sia con la concept 200EX, di cui ne riprende anche i dettagli. Eccezion fatta per il solo terminale di scarico. Azzardiamo: che si stia testando qualche soluzione alternativa al V12 biturbo da 6 litri?
Via | Motorauthority (Grazie al nostro lettore “Demonracing” per la segnalazione)
Dodici cilindri a vù da 6.6 litri di cilindrata. Turbocompresso. Con 500 cavalli, scaricati a terra da un cambio ad otto rapporti. Tutto quanto interessa della futura Rolls Royce RR4/Silver Ghost è racchiuso in questi dati, diffusi (con tanto di comunicato) dallo stesso costruttore.
Perché «l’interesse ed il fervore dei clienti aumentano ogni giorno di più – commenta l’amministratore delegato Tom Purves –: l’ideale cerchio verrà tracciato solo quando ne avvieremo la produzione a Goodwood, avendo ricevuto commenti positivi dopo la presentazione della 200EX. Questa berlina non sacrificherà i classici ideali dello Spirit of Ecstasy».
“Il 2008 è stato un successo, con un nuovo aumento delle vendite rispetto al già ottimo anno precedente”. Forse per scaramanzia, Rolls Royce sfrutta il palcoscenico ginevrino per presentare al pubblico la 200EX, concept car anticipazione della futura berlina d’accesso alla gamma, nello stesso luogo in cui negli anni scorsi vennero mostrate le 100EX e 101EX.
È il responsabile al design Ian Cameron a ricoprire il ruolo di “Cicerone”, illustrando la vettura fin nei minimi dettagli tecnici, soffermandosi in particolare sui richiami stilistici dissimulati da un corpo vettura lungo ben 5.40 metri.
“Seducente, invitante, accattivante: quest’auto conquista al primo sguardo”. Ian Cameron, responsabile del design, definisce con parole al miele la nuova Rolls Royce 200EX, prototipo atteso al salone di Ginevra quale anticipazione della futura berlina “d’accesso”.
Un riferimento quasi obbligato – pensando a quanto sia imponente la Phantom –. ma decisamente fuorviante: la berlina anglo-tedesca è infatti lunga 5,39 metri, larga 2,10 ed alta 1,55. Eppure non si direbbe. Il merito va attribuito al padiglione spiovente ed alle proporzioni equilibrate, ad una linea pulita e senza fronzoli, alle “coach doors” posteriori (rotazione controvento ed 83° di apertura massima) che inducono lo sguardo a puntare verso il posteriore. Nessuna informazione riguardo l’inedito V12.
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Dopo il teaser ufficiale diffuso in mattinata, Rolls Royce mostra in anteprima la nuova 200 EX, prototipo atteso al debutto a Ginevra di quella che sarà la versione d’accesso alla gamma. Anche da un punto di vista stilistico, perché le forme ispirate alla Phantom vengono rese più armoniche dalle differenti volumetrie.
La berlina si rivela quindi filante e proporzionata, con un padiglione discendente ed arcuato, ispirato da un frontale meno “ampolloso”: l’opulenza della classica griglia a tempio greco viene quasi ridimensionata. I fanali rastremati contribuiscono a rafforzare questa ipotesi. Nessun appunto, invece, può scalfire l’eleganza interni, anche se la disposizione dell’orologio crea qualche perplessità.