Fra quattro anni, Tesla sarà in grado di produrre un SUV 100% elettrico. Questo è quanto annunciato da Elon Musk, numero uno della casa californiana, durante la cerimonia di re-inaugurazione della fabbrica NUMMI, ex joint venture Toyota-GM rilevata proprio dal piccolo costruttore.
Lo stabilimento inizierà a produrre da metà 2012 la Model S di serie, berlina di cui realizzerà 7000 esemplari nel primo anno, ma dalla quale ci si aspetta, una volta a regime, volumi di circa 20.000 pezzi l’anno. Dopo la Model S, sarà la volta di questo SUV, chiamato provvisoriamente Model X: Musk spera di presentarne la versione concept entro fine 2011.
“Parlare delle tempistiche della sua produzione è ancora un po’ prematuro: prima dobbiamo superare le delicate fasi iniziali dell’assemblaggio della Model S”. La futura Model X dovrebbe nascere su una variante del pianale che è adottato dalla berlina, la quale -lo ricordiamo- costerà circa 50.000 dollari negli USA, grazie ai generosi incentivi alle auto ecologiche.
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Un problema simile ha accomunato alcuni modelli General Motors e Toyota prodotti nella fabbrica NUMMI gestita in joint venture in Calfiroania, portando a una campagna di richiamo che ha riguardato circa 200.000 auto prodotte dal costruttore americano e ben 1.100.000 della casa nipponica.
Le auto interessate dai richiami, dovuti al rischio di stallo del motore, sono state tutte prodotte tra il 2005 ed il 2008. Toyota in particolare ha ricevuto oltre 1000 segnalazioni di questo tipo relativamente alla Corolla e alla Corolla Matrix. Il modello GM toccato dal problema è ovviamente la Pontiac Vibe, gemella americana della Matrix.
Il problema è stato attribuito dai costruttori alla centralina elettronica, prodotta dalla Delphi. Il fornitore si è difeso precisando che “la centralina è stata progettata su precise specifiche emanate da Toyota”, ma ha assicurato che sarà comunque al fianco dei due costruttori nella risoluzione dei problemi.
Toyota è entrata nel capitale Tesla ed ha siglato un accordo per lo sviluppo congiunto di auto elettriche. L’Americana Tesla si trova quindi a collaborare con uno dei maggiori costruttori mondiali, condividendo la tecnologia per la quale si è fatta conoscere in pochi anni, dopo gli accordi di fornitura delle batterie per la Smart EV e la collaborazone con Lotus per la Roadster. Toyota ha fatto un investimento iniziale di 50 milioni di dollari e sarà formato un team di esperti delle due case per lavorare ai progetti futuri.
Toyota intende presentare la sua prima auto elettrica già nel 2012, mentre Tesla è interessata ad allargare la propria gamma di modelli con veicoli dal prezzo più abbordabile, in modo da ampliare i volumi produttivi e le economie di scala, in aggiunta alle già programmate Model S ed alla nuova Roadster. Questa joint venture potrebbe portare anche alla riapertura dello stabilimento di Fremont, nell’area di San Francisco, precedentemente noto come NUMMI (New United Motor Manufacturing Inc.) e gestito dalla joint-venture tra General Motors e Toyota.
Toyota taglierà la produzione del 10% nel prossimo anno fiscale: la notizia, battuta dal quotidiano finanziario nipponico Nikkei e rilanciata da Automotive News, significa che il più grande costruttore del mondo costruirà circa 9 milioni di auto nei prossimi 12 mesi, laddove oggi ne realizza circa 10.
Prima conseguenza di questa enorme mossa strategica, sarà la chiusura di un gran numero di impianti ed il licenziamento di un altrettanto rilevante numero di dipendenti. Secondo il Nikkei, una fabbrica giapponese chiuderà per ben 18 mesi a partire dalla primavera 2010 ed anche un impianto in Gran Bretagna è a rischio stop.
Non bastano dunque i successi dei singoli modelli (vedi la recente Lexus HS 250h) né i provvedimenti di incentivo all’acquisto varati in molti paesi per risollevare le sorti di molti giganti dell’auto. La crisi aleggia ancora sull’economia mondiale, ed il settore automotive rimane tra i più duramente colpiti. Tanto che oltre alla fabbrica giapponese e a quella inglese, anche l’impianto NUMMI situato in California sembra a rischio.
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General Motors ha dichiarato che una volta superato il periodo di bancarotta pilotata sarà chiusa la joint Venture con Toyota denominata NUMMI (New United Motor Manufacturing Inc.), attiva da ormai 25 anni a Freemont, in California. In questo sito produttivo che dà lavoro a 5000 operai sono costruite Toyota Corolla e Tacuma Pick up, mentre sarà a breve interrotta la linea dedicata ad alcuni modelli della defunta Pontiac. L’impianto è capace di 400.000 veicoli l’anno e attualmente sta lavorando al 40% delle sue possibilità.
Curiosamente, questa dichiarazione arriva proprio mentre alcune indiscrezioni confermano la rinascita di questo accordo sotto una nuova forma: General Motors e Toyota potrebbero incontrarsi già ad Agosto per prendere in considerazione la costruzione di una vettura ibrida, derivata dalla Prius, proprio a Freemont. L’idea non è nuova ed era già stata presa in considerazione dai giapponesi nel 2008, per produrre la berlina ibrida direttamente negli Stati Uniti.
Via | Autoblog.com