In un’intervista rilasciata ad un noto magazine tedesco, il CEO BMW Norbert Reithofer ha confermato ufficialmente che la X4 sarà prodotta. Attualmente non sono state rilasciate altre informazioni ufficiali sul modello, ma è logico aspettarsi che piattaforma costruttiva e motori saranno interamente mutuati dalla X3. Da quest’ultima deriverà anche il linguaggio stilistico della seconda SUV-coupè della casa dell’elica; esattamente come dalla X5 sono evoluti gli stilemi della X6.
Secondo le prime indiscrezioni, la nuova X4 avrà una lunghezza di circa 4.65 metri. Noi aggiungiamo che, molto probabilmente, anche l’altezza del corpo vettura sarà sensibilmente ridotta rispetto a quella della X3: ciò garantirebbe un baricentro più basso, a tutto vantaggio del comportamento stradale. Non è escluso l’arrivo di una variante M.
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Se la gamma attuale Mini vi sembra molto ampia, preparatevi a nuove sorprese per il futuro. Con la imminente presentazione delle versioni 2 posti, Mini potrà contare sulle varianti hatch, clubman, countryman, cabriolet, coupè e spider, ma secondo Norbert Reithofer c’è spazio per fare molto di più con il brand Mini. In una intervista rilasciata a Whatcar?, il capo del marchio Mini ha infatti confermato l’investimento di 500 milioni di Sterline per lo stabilimento di Oxford, in vista della nuova generazione dei prodotti Mini attesa nel 2013, ed aggiunto che la nuova piattaforma UKL consentirà di creare una famiglia di ben 10 modelli. Tra questi è facile immaginare la versione coupè della Countryman, presentata al salone di Detroit come Paceman concept e la piccola Rocketman, con passo accorciato, destinata a diventare la versione entrylevel.
Ammettendo per un attimo che queste ultime due versioni vengano aggiunte alle nuove versioni delle varianti attuali, il listino potrebbe contare quindi 8 varianti: Reithoffer ha parlato di 10 Mini diverse, quindi rimane ancora spazio per qualche sorpresa ad effetto. Potrebbe trattarsi della Beachcomber mai nata, così come di qualche allestimento supersportivo tutto da immaginare. Non mancheranno, sicuramente, future concept car per scoprire le intenzioni del gruppo BMW in merito al futuro di Mini.
In seguito al memorandum d’intesa sottoscritto nello scorso mese di ottobre, ieri 1° febbraio il presidente BMW Norbert Reithofer e l’omologo in PSA Peugeot-Citroën Philippe Varin hanno firmato i documenti che porteranno alla creazione di una joint-venture paritaria (50-50), denominata “BMW Peugeot Citroën Electrification” e specifica per lo sviluppo di nuove tecnologie destinate motori ibridi. In particolare i due gruppi si cimenteranno nello studio e nella produzione di componentistica, batterie, generatori, sistemi di ricarica e software di gestione, creando altresì uno standard europeo che potrà essere utilizzato da aziende e operatori terzi per aumentare la penetrazione dell’ibrido. Questa joint-venture sarà operativa dal secondo trimestre 2011 e fornirà i primi risultati dal 2014. Ricordiamo inoltre che BMW e PSA hanno raggiunto un accordo nel febbraio 2010 per lo sviluppo congiunto dei nuovi quattro cilindri benzina Euro 6, destinati a sostituire gli attuali 1.6.
BMW non installerà motori a 4 cilindri sotto il cofano della Serie 7, nonostante Mercedes abbia introdotto da poco la S 250 CDI, mentre nel 2012 sarà la volta di Audi con l’ammiraglia A8. La conferma è giunta da Norbert Reithofer, presidente della Casa bavarese, il quale ha dichiarato che “la Serie 7 continuerà ad essere proposta solo con motori a 6 cilindri in linea, V8 e V12″. Tuttavia, in futuro la BMW Serie 7 sarà venduta soprattutto nelle versioni con motori a 6 cilindri e nella variante ibrida ActiveHybrid 7.
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L’anno della verità per i premium brand tedeschi sarà il 2015, ma BMW pensa già al 2020. Infatti, per quella data la Casa bavarese spera di vendere 2 milioni di vetture all’anno, diventando così leader assoluta del mercato premium. L’anno scorso, BMW ha venduto 1,29 milioni di auto, distanziando Mercedes e Audi. Queste ultime due puntano alla leadership nel 2015 e sperano di vendere ogni anno 1,5 milioni di automobili. Tuttavia, la strategia di BMW è di lungo periodo, come ha sottolineato il presidente Norbert Reithofer all’agenzia statunitense Bloomberg. La Casa bavarese punterà sui nuovi modelli di BMW e Mini ma, soprattutto, sui mercati di Cina e USA. Inoltre, un occhio di riguardo verrà riservato alla sviluppo dell’auto elettrica.
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Un accordo industriale di fondamentale importanza: BMW e il Gruppo PSA Peugeot-Citroën hanno annunciato da pochi minuti che la loro cooperazione -già responsabile dello sviluppo congiunto di vari motori- si allargherà al settore delle auto ibride, che negli anni a venire rivestirà un’importanza crescente.
Il memorandum d’intesa siglato oggi dai numeri uno dei due gruppi automobilistici, Norbert Reithofer e Philippe Varin, riguarda per la precisione lo sviluppo congiunto di componenti destinate a modelli ibridi a trazione anteriore. “Lo sviluppo, la produzione e l’acquisto di componentistica gestiti congiuntamente porteranno significative economie di scale per entrambi i partners”, affermano i due costruttori coinvolti nell’intesa.
Francesi e tedeschi hanno stabilito di comune accordo di non rivelare gli aspetti finanziari della cooperazione. L’annuncio, che di fatto segna un ulteriore avvicinamento tra BMW e PSA, segue di pochi mesi un accordo siglato a febbraio e riguardante lo sviluppo congiunto di un prossimo quattro cilindri a benzina omologato Euro 6 e destinato a modelli marchiati Peugeot, Citroën e Mini.
Bmw conferma il lancio della Serie 5 ibrida, mentre è allo studio la serie 3 ibrida per la gamma del nuovo modello F30. A dare l’annuncio lo stesso presidente ed amministratore delegato bmw Norbert Reithofer durante l’incontro annuale con gli investitori a Berlino. La Serie 5 full Hybrid, anticipata dalla concept 5 Activehybrid, verrà lanciata sul mercato all’inizio del 2011, ma sopratutto è confermato lo studio di un modello analogo per la nuova Serie 3 F30, attesa nel 2012. Non è detto, comunque, che la Serie 3 riceva lo stesso sistema full hybrid, dal momento che Bmw sta valutando varie ipotesi tecniche in base alle reali necessità dei vari modelli, come dimostrato dalle diverse scelte già operate tra X6 Activehybrid ed Activehybrid 7 già a listino.
Secondo Bmw l’ibrido è in molti casi meno “conveniente” delle versioni a gasolio di ultima generazione, ma ha un’immagine molto gradita al pubblico e vantaggi di carattere fiscale, che in alcuni paesi possono rappresentare la chiave per mantenere alto il livello di vendite in un periodo di crisi come quello attuale. Procede invece a gonfie vele la sperimentazione sui veicoli elettrici, con la Mini E, che sta dando risultati confortanti. Secondo la casa tedesca la propulsione elettrica è probabilmente la vera chiave di volta per la mobilità individuale del futuro e questa filosofia vedrà la sua prima applicazione nel progetto Megacity, che debutterà nel 2013 con un brand dedicato.

“Questo veicolo cambierà radicalmente l’industria motoristica così come la conosciamo”. Norbert Reithofer, presidente ed amministratore delegato del gruppo Bmw, ha indicato il 2013 quale ‘anno zero’ dell’automobilismo sostenibile grazie alla commercializzazione dell’utilitaria elettrica conosciuta come ‘Megacity Vehicle’. Sarà una vettura rivoluzionaria, tanto da creare “nuovi parametri di riferimento per la mobilità elettrica dal 2013 in poi”, proposta con marchio indipendente ed una spiccata attenzione al contenimento dei pesi.
La vetturetta beneficerà in larga misura del CFRP, materiale composito leggero e resistente che renderà “il nostro veicolo Megacity più leggero delle auto tradizionali e, in termini di sostenibilità, fisserà nuovi standard lungo tutta la catena del valore aggiunto”. L’elettrica bavarese verrà prodotta nello stabilimento tedesco di Lipsia.
L’80% dei possessori di BMW Serie 1 crede di guidare una vettura a trazione anteriore. Ad affermarlo è Norbert Reithofer, CEO della casa bavarese. No, non è uno scherzo, né un pesce d’aprile anticipato. Il dato, comunicato non senza un certo imbarazzo, è stato diramato durante una conferenza BMW sui dati finanziari relativi al 2009: un giornalista ha infatti chiesto a Reithofer se la recente decisione di lanciare sul mercato una piccola auto a trazione anteriore non faccia “storcere il naso” agli appassionati e snaturi troppo il marchio tedesco.
I risultati di questo statistica (telefonica) hanno sorpreso non poco i vertici di BMW e, in un certo senso, hanno assicurato che l’immagine del brand non verrà poi sensibilmente turbata da una piccola “tutto avanti”. Anche perché, a quanto pare, sono già in tanti a credere nelle BMW a trazione anteriore: alzi la mano chi non ha mai visto una BMW in panne sulla neve col proprietario che si affanna a montare le catene sulle ruote anteriori.
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La BMW a trazione anteriore arriverà nel 2014: nel corso dell’odierno general meeting annuale in cui sono stati presentati i risultati 2009 della casa, si è tornati a parlare della compatta di Monaco e della sua soluzione tecnica, assolutamente inconsueta per il marchio tedesco.
Tuttavia, al contrario delle più recenti indiscrezioni, che parlavano di un debutto nel 2013, va rimarcata questa lieve divergenza nelle tempistiche: la piccola BMW tutt’avanti arriverà l’anno successivo. E, come ha dichiarato il numero uno Norbert Reithofer, sarà essenziale per aumentare i volumi di vendita del marchio.
Dunque, viste le prospettive di crescita del segmento B nei prossimi anni, BMW ha deciso di non rimanere arroccata sulle sue storiche posizioni e di scendere a conquistare la sua fetta di torta. I concorrenti si stanno muovendo (Audi con la A1, Mercedes con i suoi piani di completa revisione delle piccole di casa), e a Monaco non intendono lasciare da sola la Mini nella battaglia…
Il numero uno di BMW, Norbert Reithofer, ha annunciato oggi al termine della conferenza stampa di presentazione dei risultati 2009 della casa bavarese, che “le trattative con Fiat sono ferme ormai da lungo tempo”.
Molti di voi ricorderanno che a metà 2008, Fiat e BMW avevano sottoscritto un protocollo d’intesa che aveva come oggetto una possibile collaborazione -nella forma di uno scambio tecnico- tra i marchi Mini e Alfa Romeo. Dopo una fase iniziale di indiscrezioni, ipotesi e ricostruzioni di quadri futuri, tutto è caduto sotto silenzio.
La dichiarazione odierna del top manager tedesco non fa che confermare come le trattative siano sostanzialmente state abbandonate da lungo tempo. I colloqui annunciati più di 18 mesi fa non sono mai veramente decollati, e soprattutto dopo il matrimonio con Chrysler, fortemente voluto da Sergio Marchionne, sono stati definitivamente messi in cantina. Dopo le dichiarazioni di oggi, questo mancato flirt viene ufficialmente consegnato al passato.
Attraverso la jont venture con Brilliance Auto, BMW si appresterebbe a trasferire in Cina l’assemblaggio del nuovo piccolo SUV, X1. Lo riferisce la testata cinese Gasgoo che indica la X1 come il terzo modello assemblato nello stabilimento cinese, oltre a Serie 1 e Serie 3. Le due Case automobilistiche sono partner sul mercato cinese già dal 2003con una produzione complessiva che ammonta a 150.000 esemplari.
All’inizio del 2010 lo stabilimento aveva sospeso la produzione della Serie 3 per aumentare la propria capacità produttiva, probabilimente proprio in vista dell’avvio delle linee dedicate alla X1. L’annuncio sarebbe stato dato a Ginevra da Norbert Reithofer ma da BMW Brilliance nessuna cnoferma nè smentite, solo sorpresa per l’annuncio fatto. Peraltro, a fine 2009 era stata annunciata la realizzazione di un nuovo stabilimento che avrebbe dovuto consentire di innalzare la produzione totale a 250.000 esemplari. Inoltre, per poter raggiungere questo risultato sarebbero stati assunti 1.000 nuovi dipendenti.
Come mai questa decisione? Per contenere i costi o per far fronte ad una richiesta crescente di SUV piccoli? Sarà trasferita tutta la produzione oppure quella cinese affiancherà la linea di Lipsia?