
Il Ministero dei Beni e delle attività Culturali ha ratificato la proposta di vincolo destinata al Museo Alfa Romeo di Arese, dichiarato luogo di interesse storico e quindi sottoposto a tutela insieme alle 130 vetture ospitate al suo interno. Questo provvedimento chiude l’iter amministrativo partito lo scorso mese di ottobre, quando il sindaco di Arese Gianluigi Fornaro ed il consiglio comunale votarono all’unanimità la proposta di vincolo indirizzata al Ministero, che indicò nel 31 gennaio la data ultima entro cui avanzare eventuali reclami. Aperto al pubblico dal 18 dicembre 1976, il museo di Arese accoglie più di 11.500 spettatori l’anno (dato relativo al 2007) ed ospita 110 vetture, 15 motori d’aviazione e 25 propulsori di origine automobilistica, oltre a 50 mila immagini digitalizzate, 5 mila pubblicazioni tecniche, 3 mila disegni, un migliaio di filmati ed i registri degli chassis delle vetture dal 1938. Nei 4.800 metri quadrati di superficie espositiva si trovano - fra le altre - la 6C 1500 S vincitrice della Mille Miglia 2007 e la Giulia GT del 1963, prima vettura assemblata nello stabilimento di Arese.
Via | Quiarese (Ringraziamo il nostro lettore “Alfanatic75” per la segnalazione)
Che il Museo Alfa Romeo di Arese fosse un argomento appassionante lo immaginavamo, che il nostro post potesse portare a più di 200 commenti è stata invece una sorpresa. Durante la giornata di ieri, siamo stati contattati sia da Andrea Vecchi, Presidente di Alfaclubmilano sia da Gianluigi Fornaro, dal Sindaco di Arese. Effettivamente c’era stata una incomprensione, poi rettificata nel post stesso. Oggi vogliamo dare la parola ad entrambe, in modo che possano chiarire a tutti i lettori di Autoblog le proprie posizioni.
Come avete potuto notare il video con il quale abbiamo voluto accompagnare il post di oggi è un po’ diverso dal solito. Si tratta del brano di un’intervista al grandissimo jazzista Chet Baker: gli viene chiesto quale sia stato il più bel giorno della sua vita. Cosa potrebbe risponde un musicista? Il primo contatto con il proprio strumento preferito… la prima registrazione… un concerto esaltante…? No, Chet Baker spiazza tutti, ancora una volta, rispondendo: “Quando ho comprato una Alfa Romeo SS… Mi sono divertito molto quel giorno. Era molto bassa… sembrava di volare”. Una piccola testimonianza di quanto sia grande il mito Alfa Romeo nel mondo, forse più grande di quanto possiamo immaginare noi in Italia, come ci ha raccontato Andrea Vecchi ieri al telefono.
Entro lunedì 31 gennaio la Soprintendenza regionale per i beni ambientali esprimerà un parere riguardo il museo Alfa Romeo di Arese, che potrebbe essere vincolato insieme alle 130 vetture ospitate al suo interno. Questo eventuale provvedimento impedirà il verificarsi di “razzie” ed aste milionarie, compresa l’offerta monstre (oltre 20 milioni euro) presentata da un museo statunitense per la 158 guidata da Nino Farina e vincitrice del primo Gran Premio in Formula 1. Il museo (simulacro?) del Biscione è attualmente gestito da Fiat, che potrebbe addirittura presentare un doppio ricorso al Tar ed al ministero dei Beni culturali qualora il vincolo diventi effettivo, trasformando in giurisprudenza il dissenso già espresso negli scorsi mesi.
Anche il sindaco di Arese Gianluigi Fornaro (Pdl) ha mostrato di non gradire il vincolo, aprendo ad una soluzione alternativa. In questo contesto il sindaco di Arese Gianluigi Fornaro (Pdl) avrebbe caldeggiato l’intervento di Volkswagen. “Se speriamo che arrivino i tedeschi? Certo, magari! - ha commentato il primo cittadino, intervistato dal Corriere della Sera -. Di sicuro qui ci sarebbe più lavoro. Quantomeno il centro stile che nel 2009 è emigrato a Torino tornerebbe nella sua sede naturale”. Secondo Fornaro è sufficiente “guardare a come Volkswagen ha rilanciato la Lamborghini senza sradicarla dal suo territorio. Fiat ha lasciato solo ruderi”. Questo livore nel difendere l’operato dei tedeschi è motivato dalla presenza “sul campo” di alcuni emissari tedeschi, a loro volta seguiti da alcuni giornalisti di Autobild.
Update: Il Sindaco Gianluigi Fornaro ci ha contattati chiedendo gentilmente una rettifica, essendo stato egli stesso ad attivare la procedura di vincolo.
(Ringraziamo per la segnalazione il nostro lettore “Dottor Pianale”)
Il Museo Alfa Romeo non verrà spostato dall’ex Centro Direzionale della Casa ad Arese. Su iniziativa del sindaco, mesi fa era stata inoltrata una richiesta al Ministero dei Beni Culturali perché ponesse un vincolo tra l’istituzione e il centro che la ospita. Il ministero l’ha accolta e ha comunicato ufficialmente a Fiat e comune che tutto resterà lì dov’è.
Tra le tante conseguenze del provvedimento ministeriale, una, molto importante, è che la collezione, pur restando di proprietà Fiat, non potrà essere smembrata né spostata: la traslazione a Torino, ipotizzata di tanto in tanto nel recente passato, non ci sarà. Almeno una piccola scheggia di passato dunque, rimane com’era…

Ecco la scultura realizzata da Alfa Romeo per il Festival of Speed di Goodwood, che come sempre si celebrerà a inizio luglio: quest’anno l’imperdibile appuntamento per gli appassionati di motori e velocità celebra il marchio del Biscione, che il 24 giugno ha festeggiato i 100 anni di storia.
La scultura, sita ovviamente di fronte alla Goodwood House, lega lungo una sorta di Quadrifoglio stilizzato la 8C Competizione ad una P2, uno degli unici due esemplari esistenti, un pezzo il cui valore è stimato tra i 20 e i 25 milioni di euro.
L’esemplare inserito nella scultura è quello che nel 1925 vinse il primo Campionato del Mondo Costruttori della storia, quello organizzato dall’AIACR (l’odierna FIA) che ebbe breve vita tra il 1925 ed il 1927 e che precedette dunque di oltre un trentennio l’odierno Mondiale Costruttori di Formula 1, nato nel 1958, otto anni dopo la titolazione Piloti.
Continua a leggere: Alfa Romeo: svelata la scultura per Goodwood 2010
In occasione del Centenario Alfa Romeo, il RIAR, Registro Italiano Alfa Romeo organizzerà un grande raduno dedicato a tutti gli alfisti del mondo in possesso di uno o più modelli storici o attuali del marchio. L’evento si svolgerà sabato 26 e domenica 27 giugno a Milano, la città che proprio il 24 giugno del 1910 diede i natali alla casa.
Gli equipaggi iscritti alla manifestazione, il cui obiettivo è quello di superare le 3000 adesioni, parteciperanno a una parata lungo le vie del centro di Milano il pomeriggio del 26 giugno. Qualche ora prima sarà consegnata una scultura donata dal RIAR e ispirata alla 1900 Disco Volante. L’opera che celebra il centenario è stata disegnata dal Centro Stile Alfa Romeo.
La mattina di domenica 27 giugno poi, gli equipaggi sfileranno lungo la corsia interna della tangenziale di Milano con la bandiera del Biscione sul tetto e verranno riprese da un elicottero. Per l’occasione inoltre, il Museo Storico di Arese resterà aperto al pubblico anche di domenica. Per aderire alla due giorni basta registrasi su alfisti.com e compilare il form dedicato, che si trova nella sezione dedicata al Centenario.

Dopo aver dato forfait al prossimo Motor Show, il Gruppo Fiat ha annunciato la sua presenza ufficiale ad “Auto e Moto d’Epoca“, manifestazione dedicata alle classiche che da 25 edizioni attira a Padova appassionati di questo sempre vivo settore e che quest’anno si terrà dal 23 al 25 ottobre.
Auto e Moto d’Epoca è la più grande fiera italiana per le due e quattro ruote storiche (con oltre 2200 veicoli esposti), e rappresenta per Fiat l’occasione di avvicinare un settore con possibili grandi risvolti in termini di ricaduta d’immagine sui marchi del Gruppo. Per questo la Casa preparerà quattro aree espositive molto caratterizzate per i marchi Fiat, Lancia, Alfa Romeo e Abarth, dalle dimensioni del tutto paragonabili a quelle degli stand ai saloni. Per inciso, accanto alle classiche, figurerà la gamma attuale, a sottolineare il filo rosso che lega il passato al presente.
Sullo stand Fiat il tema conduttore sarà quello delle cabrio, con una 1100 103 TV Trasformabile, una 8V Sport Spider Zagato, una 525 SS e un’immancabile 500 del 1957. Lancia festeggerà invece gli 80 anni della Dilambda, che venne presentata nel 1929 al Salone di Parigi, e prodotta per nove anni in circa 1700 esemplari. Alfa Romeo infine, ricorderà le Quadrifoglio Verde con sei vetture del Museo contraddistinte dall’emblema.
Continua a leggere: Gruppo Fiat: presenza ufficiale al Salone "Auto e Moto d'Epoca" di Padova
“L’8 settembre ha riaperto il Museo Alfa Romeo al Centro Direzionale di Arese dopo nove mesi di chiusura, ma la speranza di interventi migliorativi è stata vanificata da una semplice visita: un vero e proprio disastro, dovuto a una situazione di estremo degrado e di sporcizia totalmente inaccettabili, un chiaro segno di disinteresse da parte della Fiat per l’Alfa Romeo“.
Questo è parte del contenuto di una nota della Confederazione Unitaria di Base (CUB), nella quale insieme all’FLM Uniti, i sindacalisti presenti alla ricognizione lanciano un pesantissimo affondo contro Fiat. “Il rilancio del marchio Alfa deve partire proprio dal Museo, la cui gestione potrebbe occupare un certo numero di lavoratori. Ancora una volta un’iniziativa del tutto innocua ha creato scompiglio nei vertici Fiat, segno che mettere in piazza le loro negligenze dà sempre fastidio”, prosegue il comunicato.
“Inoltre nei primi giorni di agosto è stata firmata la convenzione tra i comuni per il piano sull’area di Arese circa la costruzione di un centro commerciale con villette e alberghi nel totale silenzio di Fiat. Infine, come in ogni stabilimento Fiat, anche ad Arese esiste un problema occupazionale in cui non ci sono garanzie di ripresa delle attività come la progettazione, la sperimentazione e lo stile”.
Via | BorsaItaliana

Ieri ci siamo occupati della Prima Parte delle immagini e dei commenti relativi all’apertura del Museo Cozzi, di Legnano, dedicato all’Alfa Romeo. In questa seconda parte l’attenzione è rivolta ai modelli dagli anni ‘70 fino al 1999. Un periodo particolare per l’Alfa che,, inutile nasconderlo, ha vissuto questi ultimi 3 decenni fra (pochi) alti e (molti) bassi.
Le auto, più recenti dal punto di vista anagrafico e apparentemente più comuni, nascondono però delle chicche nelle motorizzazioni o allestimenti. Modelli quasi seminascosti nelle pieghe del listino, non di sicuro i più venduti e diffusi, ma sicuramente acquistati non da clienti acquisiti o occasionali, ma da Alfisti con l’Alfa Romeo nel cuore e, probabilmente, ritirati dalla Concessionaria con l’occhio attento e appassionato di chi vede già prima del tempo le potenzialità evocativa e collezionistica in un’apparentemente insignificante quadrifoglio messo sul cruscotto, una scritta semisconosciuta sul cofano posteriore, di un piccolo dettaglio estetico o di finitura che solo quell’auto ha fra 1000 (apparentemente) tutte uguali.
Continua a leggere: Alfa Romeo - Museo Cozzi: collezione di Passioni - Seconda Parte