Una fra le automobili beneficiarie della nuova architettura MQB sarà la Volkswagen Touran di seconda generazione, attesa nel 2014 e qui anticipata da alcune indiscrezioni provenienti dalla Germania. Auto Motor und Sport riporta infatti che il monovolume di taglia media peserà circa un quintale meno della generazione corrente. A questo valore corrisponderanno notevoli miglioramenti in termini di consumi ed emissioni inquinanti, alla cui riduzione contribuirà anche il motore 1.4 TSI da 140 CV con sistema per la disattivazione parziale dei cilindri: le percorrenze chilometriche aumenteranno di 0.4 l/10 km rispetto al 1.4 odierno.
Auto Motor und Sport precisa inoltre che il Touran II manterrà una lunghezza di circa 4.40 metri e sarà proposto anche nella variante di carrozzeria a passo lungo, da cui si potranno ricavare due strapuntini d’emergenza collocati nel vano bagagli. Lo stile del corpo vettura sarà invece più sportivo e dinamico. Il nuovo Touran dovrebbe infine utilizzare il sistema EasyFold per ripiegare i sedili con pochi e semplici gesti.
Volkswagen introdurrà a breve la nuova piattaforma MQB, su cui verranno realizzati 60 nuovi modelli Volkswagen, Audi, Seat e Skoda, per lo più le nuove generazioni dei modelli già esistenti. Si tratta di una piattaforma a trazione anteriore o integrale, con disposizione trasversale del motore. La nuova MQB sostituirà le attuali piattaforme PQ2, PQ3 e PQ4. Lo sfruttamento di un’unica piattaforma per oltre 60 differenti vetture consentirà al Gruppo Volkswagen un risparmio di circa un miliardo di euro all’anno, grazie alle maggiori economie di scala e ad una razionalizzazione della produzione.
La caratteristica principale della piattaforma MQB sarà la modulabilità in fase di progettazione del veicolo, una caratteristica condivisa dalla piattaforma MLB, utilizzata per molti modelli Audi di alta gamma. La prima vettura del gruppo sviluppata sulla nuova piattaforma che debutterà presto sul mercato sarà la nuova Audi A3, attesa per il 2011. Rispetto alle esistenti piattaforme su cui sono state realizzate le attuali vetture con motore trasversale, la piattaforma MQB consentirà di realizzare auto molto simili tecnicamente ma con passo e carreggiata di dimensioni differenti.
Come sottolineato da Ulrich Hackenberg, capo del reparto Ricerca&Sviluppo di VAG, sulla piattaforma MQB verrano realizzate berline a 2 e 3 volumi, cabriolet e SUV, dal segmento A al segmento D, modificando solo le dimensioni dei passaruota. Infatti, su questa base saranno sviluppate la prossima Lupo, versione di serie della concept Up!, nonché la seconda generazione della Sharan, la nuova MPV di grandi dimensioni.
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La settima generazione della Volkswagen Golf è già su strada. Al marketing non si comanda, ed ai restyling nemmeno. Cattiverie a parte, le indiscrezioni riguardanti la nuova Golf circolano ormai da quattro mesi abbondanti: “la nuova Golf sarà più leggera del 30% rispetto all’attuale” si disse, dando per scontata la totale fedeltà al progetto SuperlightCar.
Come ovvio è pressoché impossibile trarre conclusioni da queste foto spia, e men che meno confermare questa ipotesi. L’unico elemento ad oggi sicuro è l’adozione del pianale modulabile MQB (Modular Querbaukaste), oltre ad una motorizzazione ibrida e diesel a basso impatto impatto ambientale. Quando debutterà? Automotive News “predisse” dicembre 2011 come epilogo commerciale della sesta serie; il prossimo salone di Francoforte – settembre 2011 – potrebbe essere un palcoscenico eleggibile.
Via | Motorauthority (Ringraziamo i nostri lettori “Bugatti&91” e “burnout” per la segnalazione)
È appena uscita, l’abbiamo fotografata al Salone di Parigi sorridente e con un avvenire radioso avanti a sé. O no?. Eppure, come direbbero gli americani, è una dead man walking: tre anni, solo tre anni, e poi, puff!, sparirà avvolta da una nuvola di fumo. Secondo quanto riporta Automotive News, la produzione della Volkswagen Golf terminerà nel dicembre 2011.
Il suo ruolo, infatti, va paragonato a quello di un attore non protagonista: recitare come tramite fra la quinta e la settima generazione, calcando le scene nella fase più significativa della sua trentennale sceneggiatura. La prossima “pellicola” – lei sì candidata all’Oscar e apprezzata dalla critica – sarà basata sulla piattaforma modulabile MQB (Modular Querbaukaste), già definita da Ulrich Hackenberg, responsabile allo sviluppo, come la più significativa innovazione. Il motivo? Potrà ospitare motorizzazioni dalla differente architettura, compreso l’ibrido derivato dalla Twin Drive.
Via | Motorauthority
Già qualche tempo fa vi avevamo parlato dei piani napoleonici che ronzavano nella testa di Martin Winterkorn, il cui unico scopo nella vita sembra sia raggiungere Toyota entro il 2018, anno in cui il gruppo che fa capo a Wolfsburg dovrebbe -secondo le previsioni del management- raggiungere l’iperbolica cifra di dieci milioni di unità immatricolate nel mondo. Non poco, se si considera che nel 2006 le immatricolazioni sono state 5.700.000.
La chiave di questa scalata al vertice dell’industria automobilistica mondiale, risiede nello sviluppo di sole quattro piattaforme tra inedite e non, di cui la più importante sarà la MQB, sigla che identifica un pianale con motore anteriore trasversale che farà da base a moltissime proposte nei segmenti B, C e D. Numeri da capogiro circolano attorno a questa architettura: i modelli suoi “figli” saranno una ventina, in grado di totalizzare da soli ben sei milioni di unità all’anno.
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