E’ una Mini Cooper JWC chiaramente ispirata alle creazioni di Louis Vuitton quella presentata dal tuner CoverEFX: la trama in pelle scura con loghi dorati è un cavallo di battaglia della casa di moda francese. E proprio da questa hanno preso spunto i creatori di questa speciale Mini: l’auto è ricoperta con una particolare pellicola scura che imita l’effetto della pelle ed è completamente adornata con stemmi e particolari della carrozzeria dorati.
A livello tecnico l’auto sfoggia un nuovo assetto ribassato by KW e cerchi in lega da 17’ calzanti pneumatici Toyo. Sotto al cofano batte una versione ancora più cattiva del 4 cilindri 1.6 della Cooper JWC: con le modifiche all’elettronica dello “stage1”, l’auto guadagna sportivi impianti di aspirazione e scarico nonché una nuova mappatura elettronica della centralina. Il risultato sono 236 CV e ben 350 Nm di coppia massima. Lo “stage2”, oltre ad una mappatura della centralina più performante, include anche il cambio con escursione ridotta. In questo caso la potenza tocca i 252 CV mentre la coppia massima sale a 382 Nm.
(Grazie al nostro lettore “amgapois” per la segnalazione)

Durante il salone di Ginevra (3-13 marzo) Mini presenterà la Cooper SD, versione sportiva equipaggiata con il motore 1.6 a gasolio da 145 CV e 300 Nm di coppia massima. Questo inedito quattro cilindri, già presente sotto il cofano della Countryman, verrà destinato all’intera gamma Mini (berlina, Cabrio, Clubman e Countryman) e consumerà meno di quattro litri ogni cento chilometri, nonostante garantisca prestazioni simili alla Cooper S benzina. La conferma ufficiale fornita dal sito MotoringFile segue di alcune settimane le ricostruzioni di Auto Week, che ha ipotizzato anche un range di prezzi: dai 28.000 euro necessari per la tre porte si giungerà fino ai 31.000 euro della Countyman.
(Ringraziamo il nostro lettore “Demonracing” per la segnalazione)
Ecco la conferma definitiva che Mini sta ultimando la versione a gasolio della Cooper S: la “SD”, come vedete in queste foto spia, sembra ormai pronta per gli show-room. E per di più questo muletto conferma che la S diesel sarà disponibile anche nella variante cabrio della piccola inglese. Questo tanto per far star tranquilli i puristi della casa inglese che non sono stati abbastanza turbati dalla Countryman. Sotto al cofano della vettura batterebbe un 4 cilindri 1.6 da circa 143 CV; mentre l’autotelaio e l’estetica saranno mutuate dalla S a benzina. Debutto commerciale previsto per il 2011 con presentazione al Salone di Parigi.
Via | WCF
Tornano d’attualità le voci sulla Mini Cooper S diesel: secondo le ultime indiscrezioni, la più sportiva delle Mini a gasolio adotterà un propulsore da 143 CV. L’unità non sarà altri che il nuovo 1.6 adottato dalla Mini One D da 90 CV e sulla Cooper D da 112 CV, e sarà in grado di erogare una coppia massima di 300 Nm.
Probabilmente già al prossimo Salone di Parigi, che aprirà i battenti fra un mese esatto, ne sapremo di più della variante più potente del nuovo quattro cilindri a gasolio lanciato da Mini in occasione dell’ultimo aggiornamento estetico della sua gamma modelli.
In aggiunta alla X6 Performance Unlimited, BMW dedicherà al mercato giapponese anche la Mini Saville Row, edizione speciale in cento esemplari numerati proposti all’equivalente di 27.3500 euro. L’utilitaria britannica riceve una verniciatura color nero perlato, cerchi in lega, griglia radiatore, tappo del serbatoio e calotte degli specchietti cromati, cristalli laterali oscurati e proiettori bi-Xenon con l’interno del faro antracite. L’abitacolo si caratterizza invece per i rivestimenti piano black ed il quadro strumenti cromato. La Mini Saville Row è disponibile con il solo motore 1.6 da 122 cavalli abbinato alla trasmissione automatica.

La terza generazione della Mini potrebbe utilizzare propulsori a tre cilindri anche per le versioni Cooper e Cooper S. Tuttavia, secondo le anticipazioni fornite da Motoring File, i tecnici anglo-tedeschi avrebbero raggiunto un fondamentale equilibrio attraverso l’ottimizzazione delle componenti tecniche: grazie all’iniezione diretta ed al raffinato sistema di sovralimentazione, insomma, l’assenza della biella non comporta rinunce al momento di mettere uno dietro l’altro i cavalli.
La compatta di Oxford potrà ancora contare su un propulsore dalla potenza intermedia ed una versione più spinta, immutati nei valori di potenza massima (rispettivamente 120 e 180 cavalli) rispetto ai 1.6 odierni a fronte di un consumo medio inferiore ai 5 litri ogni cento chilometri.
Via | Motoring File
Mini rinnova la gamma motori a benzina presentando le versioni Euro 5 ed introducendo la nuova One Cabrio. Il pacchetto di modifiche comprende la pompa dell’olio a controllo elettronico, la pompa dell’acqua ottimizzata, il servosterzo elettromeccanico ed una generale riduzione degli attriti interni e della gestione del calore del motore ed ha consentito di ottimizzare prestazioni e consumi su tutta la gamma.
Grazie a questi interventi La Cooper S 1.6 Turbo eroga infatti 184 Cv (+9 Cv) a 5500 giri con una coppia massima di 240 Nm a 1600 giri (260 Nm in overboost). Il propulsore è dotato di gestione di distribuzione Valvetronic e permette alla Mini di raggiungere i 100 km/h in appena 7,0 secondi, con una velocità massima di 228 km/h, riducendo il consumo medio a 5,8 l/100 km (0,4 litri in meno rispetto al modello precedente) con emissioni pari a 136 g/km di CO2. La Mini Cooper S Clubman dichiara invece 7,5 secondi, 227 km/h, 5,9 l/100 km e 137 g/km, mentre la Mini Cooper S Cabrio raggiunge i 100 km/h in appena 7,3 secondi ed una velocità massima di 225 km/h, facendo registrare un consumo medio di 6,0 l/100 km ed emissioni pari a 139 g/km di CO2. Di serie le vetture sono dotate di cambio manuale a 6 rapporti, ora dotato di un nuovo rivestimento in carbonio della frizione, e come optional è disponibile l’automatico 6 rapporti con paddles al volante.
La Mini Cooper 1.6 aspirata con distribuzione Valvetronic dichiara invece 122 Cv (+2 Cv) a 6000 giri e 122Nm di coppia massima a 4250 giri: i 100 km/h vengono raggiunti in 9,1 secondi, a velocità massima è di 203 km/h, con un consumo medio di 5,4 litri/100 km ed emissioni pari a 127 g/km. Questi dati salgono rispettivamente a 9,8 secondi, 198 km/h, 5,7 l/100 km e 133 g/km per la Mini Cooper Cabrio e 9,8 secondi, 201 km/h, 5,5 l/100 km e 129 g/km per la Mini Cooper Clubman.
Continua a leggere: Mini: la gamma Euro 5 2010, One Cabrio e One Minimalism
Autocar ha eletto la Land Rover Range Rover come “Car of the Decade”, ovvero auto del decennio appena trascorso, attraverso un sondaggio a cui hanno partecipato più di 7500 lettori. L’iconica fuoristrada britannica ha raccolto il 18% dei consensi, sbaragliando la concorrenza nonostante sia sulla breccia dall’ormai lontano 2002. Al secondo posto si è classificata l’attuale Lotus Elise con il 12,5% delle preferenze, davanti alle supercar Bugatti Veyron e Nissan GT-R che occupano, a pari merito, il gradino più basso del podio, avendo conquistato entrambe l’8,8% dei voti.
Al quinto posto si è posizionata la Vauxhall VX220, versione della Opel Speedster destinata al mercato inglese e assemblata nell’impianto Lotus di Hethel. Subito dopo c’è la precedente generazione della Toyota Prius, mentre al settimo posto si è classificata la Tata Nano, sorprendentemente davanti alla Mini Cooper, altra storica rappresentante dell’industria automobilistica britannica.
Infine, due auto molto apprezzate in Gran Bretagna chiudono la Top Ten, vale a dire la Ford Focus e la Jaguar XF, classificatesi rispettivamente al nono e al decimo posto. Il sondaggio lanciato da Autocar permetteva di scegliere tra 17 importanti vetture introdotte dal 2000 a oggi. Curiosamente, supercar come l’Audi R8 e la Rolls-Royce Phantom non figurano tra le prime dieci posizioni.
Continua a leggere: Land Rover Range Rover: "Auto del Decennio" secondo Autocar
Mini lancia sul mercato italiano la Clubman Soho. Disponibile nelle versioni One, Cooper, Cooper D e Cooper S, la nuova MINI Clubman Soho propone l’inedito colore carrozzeria White Silver, i fari bi-xeno con calotta nera, terminale di scarico cromato e i montanti posteriori in tinta carrozzeria. La nuova versione sarà disponibile presso le concessionarie da gennaio 2010 a partire con prezzi a partire da 19.900 per la One 95 Cv, 26.600 euro per la Cooper D 1.6 diesel 110Cv e 28.900 Euro per la Cooper S 1.6 turbo da 175 Cv. Oltre all’inedito colore argento, sono disponibili anche le colorazioni Horizon Blue, Midnight Black, Pepper White e Dark Silver, ma solo per il nuovo White Silver sarà proposto il tetto in colore Aspen White in alternativa al nero.
La Mini One Clubman Soho monta cerchi in lega Bridge Spoke con pneumatici 195/55 16”, mentre tutte le altre motorizzazioni propongono di serie i cerchi in lega Black Star Bullet con pneumatici 205/45 17”. La One propone anche climatizzatore manuale e volante in pelle a 2 razze, mentre le altre offrono di serie volante sportivo a 3 razze e sedili sportivi rivestiti in misto stoffa-pelle.
Divertente spot pubblicitario by Mini: nella clip si cerca di spiegare cosa differenzia un normale guidatore da un “Mini Driver”; così, attraverso una serie di scenette comiche si arriva a capire perché chi guida le auto della casa inglese ha inevitabilmente una marcia in più.
(Grazie al nostro lettore “Ardospeed” per la segnalazione)

La BMW potrebbe costruire una seconda linea di produzione Mini a Regensburg, in Germania. Secondo Frank-Peter Arndt, capo della produzione BMW, le “Mini tedesche” fanno comunque parte di un piano “a lungo termine”. La necessità di una nuova linea di assemblaggio tedesca è dovuta alla necessità di rispondere alla sempre crescente richiesta e alla costante ascesa del brand Mini.
Non a caso, con l’introduzione della variante Roadster e di quella Coupè la fabbrica di Oxford raggiungerà la massima capacità produttiva. E BMW non ha intenzione di espandere ulteriormente lo stabilimento. E per la Crossover realizzata sulla base della nuova generazione R60 si parla di un sito produttivo austriaco, a Graz, gestito da Magna. Quest’ultima informazione collide un po’ con quanto detto recentemente circa un possibile divorzio fra BMW e Magna .
Inoltre, facendo qualche piccola speculazione sulle parole di Arndt, BMW non ha ancora abbandonato l’idea di utilizzare la piattaforma Mini a passo lungo per costruire la sua prima vettura a trazione anteriore da contrapporre a muso duro alla A1 di Audi e alla Classe A di Mercedes. Tutto questo però non prima del 2013.
Via | Autocar
Nonostante i festeggiamenti siano iniziati addirittura a maggio, nella giornata di oggi la Mini compie 50 anni. Il 26 agosto del 1959, il gruppo automobilistico inglese British Motor Corporation - conosciuto anche come BMC - presentò una nuova e rivoluzionaria automobile di piccole dimensioni. In questi 5 decenni, il concetto di Mini è stato interpretato in una grande varietà di opzioni. L’ultimo tassello è rappresentato dalla Mini E, la variante elettrica che debutterà in futuro e che risponde alla necessità di riduzione sia nei consumi che nelle emissioni.
Anche 50 anni fa, la riduzione del consumo di carburante costituì un elemento fondamentale nello sviluppo della Mini. Il progetto fu affidato ad Alec Issigonis, il quale ebbe il compito di realizzare una vettura con molto spazio interno, dimensioni il più contenute possibili, abitacolo per quattro persone, qualità di guida impeccabile e prezzo abbordabile. Già nel ‘62, la Mini aveva un ritmo di produzione annua pari a 200.000 veicoli. Sin da subito, la Mini si fece spazio nel mercato come auto ideale per la città, diventando allo stesso tempo il simbolo di una intera generazione.
Infatti, la Mini è la vettura simbolo dell’industria automobilistica britannica, sia nel bene che nel male. Dal marzo del 1994, Mini è un brand del gruppo BMW. Sotto il controllo della Casa bavarese, la Mini si è evoluta con la seconda generazione del 2001. BMW ha saputo creare un’auto di lusso e ad alta qualità anche nel segmento delle vetture di piccole dimensioni, pur rispettando la storia del modello e rispondendo alle esigenze dei clienti attuali. Nonostante il design moderno, l’attuale Mini rappresenta una soluzione di continuità con la storia.