Secondo quanto riportato da Autocar, Mini starebbe decidendo l’eventuale futuro produttivo dei modelli Moke e Canyon che deriverebbero entrambi dalla concept Mini Beachcomber. La Mini Moke sarà la spiaggina del terzo millennio, nonché la versione di serie della concept car esposta lo scorso gennaio al Salone di Detroit. L’auto sarà sviluppata sulla stessa piattaforma della Mini Countryman che verrà sfruttata anche per la nuova generazione della Mini Clubman.
La Mini Canyon, invece, sarà la variante coupé a 3 porte della Countryman, con cui condividerà la trazione integrale ALL4, mentre il passo risulterà ovviamente più corto. Nei primi mesi del 2011, il management di Mini prenderà una decisione definitiva riguardante la produzione dei modelli Moke e Canyon. Non è escluso che solo uno dei due modelli possa ricevere il disco verde da parte di BMW.
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Concludiamo la serie “Un’auto per l’Estate” con la Mini Moke, la spiaggina più longeva di sempre che fu introdotta sul mercato nel 1964. L’auto nacque inizialmente per usi militari, ma fu bocciata dall’esercito inglese che la ritenne poco adatta. BMC però credette nel progetto di Alec Issigonis che sfruttò la meccanica della Mini e dette vita alla Morris Moke. I primi 15.000 esemplari della Moke furono prodotti in Gran Bretagna, nell’impianto di Longbridge. Tuttavia, la Mini Moke si rivelò un flop sul mercato britannico, dove furono vendute solo 1.500 unità.
Nel ‘68 la produzione fu trasferita in Australia nel locale impianto Leyland. L’auto fu ribattezzata Californian e venne assemblata in circa 26.000 esemplari fino al 1980, quando la produzione della Mini Moke fu trasferita all’impianto Rover in Portogallo. Qui furono prodotte altre 10.000 Moke, prima che la Casa inglese cedesse i diritti di produzione della vettura all’imprenditore italiano Claudio Castiglioni. Infatti, le ultime 1.500 Mini Moke furono prodotte nell’impianto Cagiva e l’auto uscì definitivamente di scena verso la fine del ‘95.
La Mini Moke era equipaggiata con il motore 1.0 a quattro cilindri da 39 CV di potenza che, in abbinamento al cambio meccanico a 4 marce, spingeva la vettura fino a 112 km/h di velocità massima. La stretta parentela tra la spiaggina e la Mini era evidenziata dall’identico passo di 204 cm, ma la Moke risultava più grande e più pesante, in quanto lunga 327 cm e larga 144 cm, mentre la massa si aggirava sui 670 kg. La Mini Moke sorprendeva per la carrozzeria totalmente aperta, mentre l’abitacolo era configurato per quattro posti.

Dovrebbe arrivare nel 2012 la Mini Canyon, di cui vi mostriamo una prima ricostruzione grafica. La variante a tre porte della Mini Countryman sarà disponibile anche nelle versioni ALL4 a trazione integrale, per poter competere direttamente con la Range Rover Evoque. Inoltre, la Mini Canyon avrà un aspetto molto simile alla berlina a tre porte, di cui rappresenterà la variante con assetto rialzato. Tuttavia, la forma del tetto sarà molto spiovente, per conferire alla vettura una vocazione sportiva.
Infatti, l’abitacolo sarà configurato secondo lo schema 2+2, mentre la piattaforma sarà la stessa della Countryman ma con passo accorciato. Per quanto riguarda le motorizzazioni, la Canyon utilizzerà i propulsori più potenti della gamma Mini, tra cui il 1.6 Turbo a benzina da 211 CV delle versioni JCW e il 2.0d biturbo da 204 CV di origine BMW. Tra l’altro, la Mini Canyon si candida ad essere la vettura che verrà elaborata da Prodrive per partecipare al campionato rally WRC.
La Mini Canyon sarà prodotta nell’impianto Magna Steyr di Graz, in Austria, dove a breve partirà la produzione della Contryman. Si tratta di una scelta obbligata, dato che la capacità produttiva dell’impianto inglese di Oxford verrà saturata con l’entrata in produzione dei modelli Coupé e Roadster. Inoltre, la nuova Mini Moke - attesa sul mercato per il 2013 - potrebbe derivare proprio dalla Canyon e non dalla concept Mini Beachcomber che ha anticipato alcuni contenuti della Countryman.
Via | AutoExpress
Ritorna la Mini Moke, come versione di serie della Beachcomber Concept esposta quest’anno al Salone di Detroit. Lo ha confermato Wolfgang Armbrecht, capo del brand Mini, in un’intervista rilasciata ad “AutoExpress”. La decisione di produrre la concept car derivata dalla Mini Countryman nasce dalla calorosa accoglienza ricevuta dalla vettura durante la kermesse statunitense, tenutasi lo scorso gennaio.
La nuova Mini Moke dovrebbe confermare le caratteristiche della Mini Beachcomber, come i quattro sedili singoli, l’assenza delle porte e il tetto open top, nonché le portiere aggiuntive in plastica per la protezione dalla sabbia e la custodia posteriore per la ruota di scorta che in realtà funge da vano portaoggetti. Inoltre, la Mini Moke sarà disponibile anche nelle versioni ALL4 a trazione integrale.
Per quanto riguarda le motorizzazioni, non è ancora noto quali saranno i propulsori che verranno collocati sotto al cofano della Mini Moke, anche perché l’auto, molto probabilmente, debutterà nel 2013, esattamente venti anni dopo l’uscita di scena dell’antenata. La nuova Mini Moke segnerà il ritorno delle spiaggine e, in questo caso, la domanda sorge spontanea: quando Citroen presenterà la nuova Méhari?
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Mini ha depositato i brevetti della Countryman, l’attesa SUV che vedremo nel corso del 2010. Come si evince dalle bozze, il brand inglese ha indicato la vettura come Mini 4×4. Si infittisce così il mistero riguardante il nome del nuovo modello di Mini, presentato come Mini Crossover Concept al Salone di Parigi del 2008, mentre negli ultimi tempi si è parlato inizialmente di Mini Crossman e poi di Mini Countryman. Inoltre, BMW ha registrato anche la denominazione All4 per identificare il sistema di trazione integrale che verrà adottato dalla Mini SUV.
L’altro mistero riguarda, invece, le varie tipologie della carrozzeria. Infatti, sin dalla presentazione della concept, la Casa bavarese aveva confermato che la Mini Crossover sarebbe stata la prima vettura a 5 porte del brand. Ma i brevetti depositati riguardano anche altre due varianti di carrozzeria: una tradizionale a 3 porte e l’altra a quattro porte, ovvero dotata della particolare Clubdoor, come sulla Mini Clubman. Per quanto riguarda gli ingombri esterni, la nuova Mini 4×4 dovrebbe essere lunga all’incirca 4 metri.
La Mini 4×4 sarà presentata ufficialmente al prossimo Salone di Ginevra, in programma a marzo. A breve, invece, comincerà la produzione della vettura nell’impianto Magna di Graz, in Austria. Alcuni elementi della Mini Countryman di serie verranno anticipati dalla Mini Beachcomber che verrà esposta all’imminente Salone di Detroit. Inoltre, la concept car anticiperà anche l’aspetto della nuova Mini Moke, attesa per il 2012.
Emergono nuovi dettagli in merito alla Mini Beachcomber Concept, il prototipo che sarà presentato al prossimo salone di Detroit. Ispirata alla originaria Mini Moke e chiara anticipazione della futura Countryman 4×4, la Beachcomber monta il motore 1.6 turbo benzina da 174 Cv comune alla Mini Cooper S ed un sistema di trazione integrale denominato ALL4.
La vettura è lunga 4,07 metri, 135 mm in più rispetto alla Clubman, dalla quale si distingue anche per un passo allungato di 59 mm. Il responsabile del design Mini Gert Hildebrand la definisce, in una intervista di Autocar, una sorta di “raccolta di idee” a cui attingere per i futuri modelli, esplorando soluzioni inedite più o meno fantasiose: una maggiore vocazione fuoristradistica, una grande attenzione al divertimento puro. In caso di intemperie sono state realizzate delle coperture in tessuto con parti trasparenti in plastica che sostituiscono portiere e tetto mancanti, proprio come nella Moke originale, consentendo però quando possibile di tenere i 4 occupanti al centro dell’azione nello spazio aperto. Hildebrand ha sottolineato che alcune delle caratterizzazioni estetiche, come la mascherina, che richiamano ai modelli Mini del passato, saranno presenti anche sui modelli di serie, per non perdere il DNA del modello originale presentato nel 1959.
Una scelta del genere, nonostante le dichiarazioni della casa circa i rinforzi operati al telaio, difficilmente potrà giungere intatta alla produzione di serie, quindi è possibile che una futura Beachcomber di serie sia costretta a rinunciare al suo aspetto attuale, in favore di un semplice tetto panoramico in tessuto e, magari, una maggiore caratterizzazione da mini-Suv. Proprio al fuoristrada si ispirano accessori come le protezioni della scocca, i passaruota maggiorati con pneumatici da 17″ specifici per l’offroad, le sospensioni con corsa maggiorata e gli angoli d’attacco, favoriti dai ridotti sbalzi anteriori e posteriori. Da notare l’apertura laterale del portellone posteriore, in questo caso dotato di un contenitore che simula la presenza di una ruota di scorta: usando pneumatici run-flat, in contenitore diventa un ulteriore porta oggetti, magari per attrezzature sporche o bagnate utilizzate in attività sportive.
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Al Salone di Detroit che si terrà il mese prossimo, Mini esporrà la Moke Concept, una concept car che rievoca la spiaggina Mini Moke, prodotta tra gli anni ‘60 e ‘90. Come accaduto per le Mini Coupé e Roadster presentate sotto forma di Concept al Salone di Francoforte, anche la Mini Moke Concept anticiperà contenuti e aspetti che si vedranno sulla vettura di serie. Primo fra tutti il sistema di trazione integrale All4, preso in prestito dalla Mini Countryman che verrà presentata ufficialmente a marzo 2010, durante il Salone di Ginevra.
La Mini Moke Concept condividerà anche la piattaforma con la SUV di Mini, da cui si distinguerà non solo per la carrozzeria aperta e gli interni minimalisti, ma anche per una taratura dell’assetto più votata all’off-road. La riedizione in chiave moderna della Mini Moke fa parte del programma quinquennale pubblicato alcune settimane fa da ‘MotoringFile’. Se la concept car dovesse essere ben accolta dal pubblico di Detroit, la Mini Moke di serie vedrà la luce verso la fine del 2012 o, al massimo, all’inizio del 2013.
Via | LeftLane
La gamma di Mini è destinata ad allargarsi fortemente nei prossimi cinque anni, secondo quanto riporta ‘MotoringFile’ che svela i piani del brand inglese da qui fino al 2014. La prima vettura del piano espansionistico di Mini sarà la Countryman, versione di serie della Crossover Concept presentata al Salone di Parigi del 2008. La Mini Countryman debutterà al Salone di Ginevra, in programma a marzo 2010. Sarà caratterizzata dalla trazione integrale denominata All4 e verrà realizzata anche nelle versioni sportive Cooper S e JCW.
Sempre l’anno prossimo, verrà presentata la Mini Moke Concept. Si tratterà di un prototipo su base Mini che riprenderà le caratteristiche principali dell’originale spiaggina, prodotta tra gli anni ‘60 e ‘90 in Inghilterra, Australia, Portogallo e Italia. Nel 2011, invece, sarà la volta della MPV che dovrebbe chiamarsi Mini SpaceBox. Questa vettura non sarebbe altro che una versione a due ruote motrici della Mini Countryman e con un aspetto molto simile alla Mini tradizionale, tanto da sembrare una “sorella maggiore”. Inoltre, tra due anni potrebbe esserci l’ingresso di Mini nel mondiale rally WRC grazie a Prodrive.
Le Mini Coupé e Roadster, esposte come concept all’ultimo Salone di Francoforte, arriveranno sul mercato solo nel 2012. Trattandosi di varianti votate alla sportività, è molto probabile che vengano offerte solo nelle versioni Cooper S e JCW. Per quanto riguarda la Mini tradizionale - quella a tre porte, per intenderci - è in programma per il 2013 il passaggio di consegne alla nuova generazione. La nuova Mini disporrà ancora dei propulsori sviluppati in joint-venture con PSA, tra cui i nuovi motori a 3 cilindri. Ma l’allenza con il gruppo automobilistico transalpino è destinata ad allargarsi anche alla condivisione delle piattaforme e di altri componenti.
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Nonostante i festeggiamenti siano iniziati addirittura a maggio, nella giornata di oggi la Mini compie 50 anni. Il 26 agosto del 1959, il gruppo automobilistico inglese British Motor Corporation - conosciuto anche come BMC - presentò una nuova e rivoluzionaria automobile di piccole dimensioni. In questi 5 decenni, il concetto di Mini è stato interpretato in una grande varietà di opzioni. L’ultimo tassello è rappresentato dalla Mini E, la variante elettrica che debutterà in futuro e che risponde alla necessità di riduzione sia nei consumi che nelle emissioni.
Anche 50 anni fa, la riduzione del consumo di carburante costituì un elemento fondamentale nello sviluppo della Mini. Il progetto fu affidato ad Alec Issigonis, il quale ebbe il compito di realizzare una vettura con molto spazio interno, dimensioni il più contenute possibili, abitacolo per quattro persone, qualità di guida impeccabile e prezzo abbordabile. Già nel ‘62, la Mini aveva un ritmo di produzione annua pari a 200.000 veicoli. Sin da subito, la Mini si fece spazio nel mercato come auto ideale per la città, diventando allo stesso tempo il simbolo di una intera generazione.
Infatti, la Mini è la vettura simbolo dell’industria automobilistica britannica, sia nel bene che nel male. Dal marzo del 1994, Mini è un brand del gruppo BMW. Sotto il controllo della Casa bavarese, la Mini si è evoluta con la seconda generazione del 2001. BMW ha saputo creare un’auto di lusso e ad alta qualità anche nel segmento delle vetture di piccole dimensioni, pur rispettando la storia del modello e rispondendo alle esigenze dei clienti attuali. Nonostante il design moderno, l’attuale Mini rappresenta una soluzione di continuità con la storia.

Inizia ufficialmente l’estate 2009, ma le auto per la bella stagione non esistono più. Non stiamo parlando di cabrio o spider, ma delle vetture per l’estate dette anche “spiaggine”, molto in voga negli anni ‘70 e ‘80. In quel periodo ne furono prodotte di vario tipo, ma se si pensa all’auto da spiaggia viene subito in mente la mitica Citroen Méhari. Realizzata su pianale e meccanica della 2CV e prodotta tra il ‘68 e il 1987, in questi anni era impossibile non trovarne almeno un esemplare nelle varie località di mare.
Nonostante sulle rive spopolasse la piccola Citroen, a quei tempi anche altri costruttori si cimentarono nella produzione di spiaggine. Gli inglesi di Austin Rover proponevano la elegante Mini Moke, mentre Renault cercava di attaccare il mercato con la spartana Rodeo, tardivamente sostituita dalla R4 Frog. Anche in Italia c’era chi realizzava auto per l’estate, su base Fiat. A Torino, Moretti allestiva le 126 Minimaxi e le 127 Midimaxi, poi sostituite rispettivamente da Panda Rock e Uno Folk. Queste ultime due vetture non raccolsero il successo sperato e Moretti fallì nel 1989. Un anno simbolico che chiudeva non solo il decennio ma anche l’interesse verso questa tipologia di auto.
In seguito, solo Smart ha tentato di riportare in auge questo segmento con la crossblade. Ma il prezzo alto e la produzione limitata fecero sì che l’esperimento rimanesse isolato. Anche Citroen è stata più volte chiamata in causa ed ha risposto nel 2003 con la C3 Pluriel e nel 2006 con la concept C-Buggy. Ma sembra che anche la Casa francese difficilmente riesca a ripetersi. Infondo, rispetto ad oltre quaranta anni fa ci sono da seguire regole sulla sicurezza delle vetture e norme antinquinamento sempre più stringenti. E la realizzazione di una Méhari per le estati degli anni 2000 appare come un progetto difficile da avviare.
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La prima serie della Mini, quella mitica e geniale utilitaria creata da Alec Issigonis e presentata nel 1959, si è evoluta negli anni in molte versioni studiate per accontentare differenti tipologie di clienti, dimostrando di essere nata su un progetto versatile e poliedrico.
Tra queste, una delle più famose e simpatiche è stata certamente la Moke, una declinazione ispirata alla storica Jeep Willys, ma ovviamente non espressamente sviluppata per l’utilizzo in fuoristrada. Prevalentemente utilizzata come vetturetta estiva o -se preferite- “spiaggina”, la Moke è stata prodotta dal 1964 in vari stabilimenti, non solo inglesi. La produzione è durata fino al 1993 totalizzando oltre 50.000 esemplari. Nel corso del prossimo anno, il progetto Moke rinascerà per festeggiare i 50 anni dalla nascita delle prima Mini, grazie alla UK Garage.
La Moke del 2009, sarà costruita secondo standard artigianali e verrà equipaggiata con un tre cilindri da 850 cc e 50 CV, omologato Euro4. In seguito saranno disponibili altre due soluzioni “pulite”: una prima variante ibrida con trazione integrale e una completamente elettrica. Il listino partirà da circa 14.000 euro, e punterà forte sulla personalizzazione offrendo molte utili dotazioni come hardtop, navigatore satellitare, interni in pelle, cambio automatico e così via. Le prenotazioni sono aperte, mentre le consegne partiranno dalla primavera 2009.