Il lato sportivo e sabarzzino che caratterizza il brand Mini al Salone di Detroit 2013 è rappresentato dalle Mini John Cooper Works Paceman, Mini countryman John Cooper Works e Mini John Cooper Works GP. Quest’ultima, esposta per la prima volta durante lo scorso Salone di Parigi, è stata realizzata in soli 2mila esemplari. Sotto il suo cofano pulsa un 1.6 litri turbo in grado di erogare una potenza di 218 cavalli e una coppia massima di 260 Nm. In termini di prestazioni l’inglesina archivia lo 0-100 km/h in 6,3 secondi e raggiunge una velocità massima di 242 km/h.
La kermesse americana rappresenta invece il debutto della Mini John Cooper Works Paceman, mossa dall’ultima generazione del motore 1.6 firmato JCW. La potenza erogata è di 218 cavalli mentre la coppia massima è di 280 Nm (con overboost: 300 Nm). A esso si abbinano poi la trazione integrale ALL4 e una trasmissione dotata di cambio manuale o automatico a sei rapporti. Stando a quanto dichiarato dalla Casa sia la versione a cambio manuale che la dotazione con il cambio automatico richiedono 6,9 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h. La velocità massima, invece, è rispettivamente di 226 e 224 km/h.
Parliamo infine della versione pepata della Countryman. L’auto, presentata al Salone di Ginevra 2012 con l’allestimento John Cooper Works, sviluppa 218 cavalli e 280 Nm. La velocità massima è di 225 km/h e lo 0-100 km/h è coperto in 7 secondi. La coppia motrice passa alle ruote grazie ad un sistema di trazione integrale ALL4 che permette all’auto di trasferire, quando necessario, fino al 100% di trazione alle ruote posteriori.
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Inediti filmati che hanno come protagonista la Mini John Cooper Works GP. La pepata inglesina,recentemente esposta al Salone di Parigi, è stata realizzata in soli 2mila esemplari. Sotto il suo cofano pulsa un 1.6 litri turbo in grado di erogare 218 CV a 6.000 giri/minuto e una coppia massima di 260 Nm già a partire da 1.750 giri/minuto (280 Nm quando entra in funzione l’Overboost), valori ottenuti mediante l’utilizzo di pistoni rinforzati, testata cilindri ad alta resistenza, alberi a gomito dal peso ottimizzato e valvole di scarico riempite di sodio. In termini di prestazioni l’inglesina archivia lo 0-100 km/h in 6,3 secondi e raggiunge una velocità massima di 242 km/h.
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MINI partecipa al salone di Los Angeles con le John Cooper Works GP e Paceman. Quest’ultima sarà disponibile solo nelle versioni Cooper e Cooper S
La MINI Paceman sarà commercializzata anche in Nord America e viene quindi esposta al salone di Los Angeles, in compagnia delle ultime novità appartenenti alla famiglia John Cooper Works. In quest’ultimo gruppo c’è anche la John Cooper Works GP, commercializzata oltreoceano in 500 esemplari e proposta a 39.950 dollari. Utilizza il motore 1.6 turbo in variante da 218 CV e 260 Nm (280 Nm con funzione l’Overboost), a cui corrisponde un pacchetto tecnico ed estetico di assoluto rilievo. In California è poi presente la Countryman John Cooper Works, anch’essa munita del 1.6 turbo in variante da 218 CV e commercializzata a 35.550 dollari.
Il modello più atteso era ovviamente la Paceman. Negli Stati Uniti verrà commercializzata esclusivamente nelle versioni Cooper e Cooper S, quest’ultima anche in abbinamento alla trazione integrale. Due gli allestimenti e due anche le trasmissioni, entrambe a sei rapporti: il manuale verrà proposto di serie, l’automatico solo in opzione. La MINI Cooper Paceman utilizza il 1.6 aspirato da 122 CV e 160 Nm, che assicura uno 0-100 km/h in 10.4 secondi ed una velocità massima di 192 km/h. La MINI Cooper S Paceman monta invece il 1.6 turbo da 184 CV e 240 Nm, per uno 0-100 km/h in 7.5 secondi ed una velocità massima di 217 km/h.
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Sembra che Mini non abbia intenzione di lanciare nuovi allestimenti John Cooper Works GP sulle vetture della gamma. Pare infatti che la Mini John Cooper Works GP resterà l’unico modello ad alte performance a vantare il badge JCW GP. Questa decisione sembra infatti maturata per isolare questa versione speciale da tutti gli altri modelli della casa, innalzandone ulteriormente il livello di esclusività.
In una recente intervista, il capo del progetto Mini John Cooper Works GP Jorg Weidinger ha dichiarato che attualmente non vi sono piani per la condivisioni delle parti sviluppate per la GP sulle altre vetture della gamma Mini. Pare dunque esclusa, almeno a breve termine, una variante ad alte performance della Mini Coupé, stesso discorso anche per le Mini Roadster e le Mini Countryman.
Nella stessa intervista è emerso anche il fatto che Mini, nonostante il record di 8 minuti e 23 secondi al Nurburging, non voglia inseguire nuovi record sul Nordschleife. Il tempo fatto segnare durante i test è stato effettuato in un contesto di sviluppo e non era programmato come time attack per battere il record della precedente generazione della Mini John Cooper Works GP. Weidinger si è comunque dichiarato estremamente soddisfatto dell’abbassamento di ben 19 secondi rispetto al precedente giro veloce.
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“Sviluppata sul circuito, omologata per la strada”: è così che MINI descrive la nuova John Cooper Works GP, il modello di serie più sportivo e veloce finora mai costruito dal marchio premium britannico. Limitata a 2000 esemplari, la due posti è spinta da un motore quattro cilindri turbo da 218 CV, che promette di archiviare lo 0-100 km/h in 6,3 secondi ed una velocità massima di 242 km/h; l’assetto regolabile, un impianto frenante sportivo particolarmente potente e dei cerchi in lega disegnati appositamente per il modello speciale, completati da pneumatici sportivi, garantiscono un handling di alto livello e un divertimento di guida all’altezza delle attese. Merito anche del peso molto contenuto e pari, a secco, a 1160 chilogrammi.
La verniciatura della scocca nell’esclusivo colore Thunder Grey metallizzato è stata combinata con una cornice rossa lungo l’apertura del cofano motore; la stessa tinta è stata utilizzata per le calotte degli specchietti retrovisori esterni e le prese d’aria laterali della grembialatura anteriore. Gli emblemi John Cooper Works sono stati applicati alla presa d’aria inferiore e sul cofano posteriore. Gli ultimi dubbi relativi all’identità del modello li eliminano le strisce laterali che si estendono dal passaruota anteriore a quello posteriore, completate dalla scritta “GP”. Inoltre, l’equipaggiamento di serie della MINI John Cooper Works GP include luci allo xeno con sedi dei proiettori nere, luci fendinebbia e vetri atermici, un impianto di climatizzazione, DSC e un pulsante Sport. I componenti della scocca sono aerodinamicamente ottimizzati, come la generosa grembialatura anteriore e il grosso spoiler posteriore, i marcati longheroni laterali sottoporta e uno spoilerino del tetto disegnato appositamente. Il diffusore posteriore, il rivestimento del sottoscocca e lo spoilerino sul tetto riducono la portanza sull’asse posteriore del 90%.
La resistenza aerodinamica è diminuita del 6%: questo si traduce in un minore consumo di carburante e in una maggiore velocità. Grazie al grande spoiler e al vano motore completamente rivestito nella sezione inferiore, è stato anche migliorato il flusso d’aria lungo la sezione anteriore della vettura. Il rivestimento del vano motore non riduce solo la resistenza aerodinamica e la portanza dell’asse anteriore, ma ottimizza contemporaneamente il flusso d’aria. Delle branchie ricavate nella parte centrale della schermatura inviano all’esterno l’aria proveniente dall’intercooler. La fuoriuscita dell’aria ha luogo in una zona caratterizzata da alte velocità di flusso e da una forte depressione. In questo modo, l’aria proveniente dal vano motore viene letteralmente aspirata, così da ottimizzare il funzionamento dell’intercooler.
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Mini ha rilasciato nuovi filmati ufficiali che hanno come protagonista la John Cooper Works GP, recentemente presentata al Salone di Parigi. La pepata inglesina, che nei video viene ripresa al Goodwood Circuit e nelle strade circostanti, è stata realizzata in soli 2mila esemplari. Sotto il suo cofano pulsa un 1.6 litri turbo in grado di erogare 218 CV a 6.000 giri/minuto e una coppia massima di 260 Nm già a partire da 1.750 giri/minuto (280 Nm quando entra in funzione l’Overboost), valori ottenuti mediante l’utilizzo di pistoni rinforzati, testata cilindri ad alta resistenza, alberi a gomito dal peso ottimizzato e valvole di scarico riempite di sodio. In termini di prestazioni l’inglesina archivia lo 0-100 km/h in 6,3 secondi e raggiunge una velocità massima di 242 km/h.
Mini ha portato in mostra al Salone di Parigi 2012 una serie di novità per ampliare la propria gamma di modelli. In particolare è stata mostrata la Mini Paceman in anteprima mondiale. Il settimo modello della casa costruttrice britannica permette all’azienda di entrare in un segmento nuovo, quello delle Sports Activity Coupé.

Dotata di due porte ed un ampio cofano posteriore, la Paceman offre una capacità di carico da 330 ad oltre 1.080 litri, a seconda della configurazione dei sedili. Al lancio la vettura sarà disponibile con quattro motorizzazioni che andranno da 112 a 184 cv, con la possibilità di abbinarli al cambio automatico a sei marce.
Un’altra premiere mondiale svelata da Mini a Parigi è stata la sportiva Mini John Cooper Works GP, la più veloce mai costruita. Perfezionata al Nurburgring questa vettura sarà venduta in serie limitata di 2.000 unità e sarà completata da una gamma di accessori originali.
Il suo motore da 218 cv è abbinato all’assetto regolabile, ai freni sportivi ed alla regolazione di stabilità DSC con modalità GP. L’accelerazione da 0 a 100 km/h impiega 6,3 secondi e la velocità massima è di 242 km/h.
In mostra sullo stand Mini al Salone di Parigi 2012 anche la nuova gamma John Cooper Works composta da sei modelli, con nuovi motori e cambio automatico sportivo a sei rapporti. Citiamo tra le altre la Mini Countryman John Cooper Works con trazione integrale All4.
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Al Salone di Parigi 2012 le principali novità esposte da Mini saranno rappresentate dalla Mini Paceman e dalla nuova Mini John Cooper Works GP.
La Mini Paceman, primo Sports Activity Coupé del brand al momento del lancio disporrà di un motore 1.6 litri diesel da 112 CV, che equipaggerà la Mini Cooper D Paceman, e di un 1.6 litri benzina aspirato da 122 CV destinato alla Mini Cooper Paceman. Saranno presenti inoltre anche le versioni S a benzina e a gasolio. La Mini Cooper S Paceman, la versione più performante della gamma, con il suo quattro cilindri 1.6 turbo ad iniezione diretta utilizzerà il sistema BMW Valvetronic e raggiungerà quota 184 cavalli. Sul variante gasolio troveremo invece la Cooper SD Paceman con un 2.0 litri turbodiesel da 143 cavalli. Per un ulteriore approfondimento su questo modello vi rimandiamo alla nostra prova su strada.
Alla kermesse parigina oltre alla Paceman debutterà in anteprima mondiale anche la nuova John Cooper Works GP, realizzata in soli 2mila esemplari. Sotto il suo cofano pulsa un 1.6 litri turbo in grado di erogare 218 CV a 6.000 giri/minuto e una coppia massima di 260 Nm già a partire da 1.750 giri/minuto (280 Nm quando entra in funzione l’Overboost), valori ottenuti mediante l’utilizzo di pistoni rinforzati, testata cilindri ad alta resistenza, alberi a gomito dal peso ottimizzato e valvole di scarico riempite di sodio. In termini di prestazioni l’inglesina archivia lo 0-100 km/h in 6,3 secondi e raggiunge una velocità massima di 242 km/h.
La MINI John Cooper Works GP rappresenta l’ultima evoluzione dell’odierna MINI hatchback e si pone al contempo quale “MINI più veloce finora mai costruita”, tanto da spuntare un ottimo 8:23 minuti al Nurburgring. Queste credenziali non hanno comunque impedito ai vertici del marchio inglese di realizzarne appena 2.000 esemplari, così da garantire quell’esclusività e quel fascino che i numeri e le voci presenti sulla scheda tecnica esprimono a dovere. Il motore 1.6 turbo eroga 218 CV a 6.000 giri/minuto e sviluppa una coppia massima di 260 Nm già a partire da 1.750 giri/minuto (280 Nm quando entra in funzione l’Overboost), valori ottenuti mediante l’utilizzo di pistoni rinforzati, testata cilindri ad alta resistenza, alberi a gomito dal peso ottimizzato e valvole di scarico riempite di sodio.
Grazie a questi interventi la nuova John Cooper Works GP raggiunge i 100 all’ora con partenza da fermo in 6.3 secondi, copre l’80-120 km/h in quinta in 5.9 secondi e galoppa fino alla velocità massima di 242 km/h. I consumi nel ciclo misto sono invece limitati a 7.1 litri per 100 chilometri e le emissioni inquinanti non superano i 165 grammi al chilometro. A livello meccanico va segnalato l’assetto regolabile di 20 millimetri, oltre alla presenza degli ammortizzatori anteriori di tipo upside-down e di una ridotta avancorsa dell’asse anteriore. Al posteriore viene aggiornata la campanatura.
La MINI John Cooper Works GP prevede inoltre un impianto frenante potenziato, con dischi freno anteriori auto ventilanti da 330 millimetri e dischi posteriori da 280 millimetri. I cerchi in lega misurano 17 pollici e vestono pneumatici della misura 215/40, mentre i più sportivi 205/45 R17 vengono offerti in opzione. Il sistema DTC prevede la modalità di guida ‘corsa’ ed è inoltre presente lo Sport button. La carrozzeria si fregia di nuovi elementi aerodinamici ottimizzati, fra cui lo spoilerino posteriore che riduce la portanza sull’asse posteriore del 90%. La resistenza aerodinamica è infine diminuita del 6%. La MINI John Cooper Works GP verrà esposta durante il salone di Parigi (29 settembre-14 ottobre) e sarà in produzione entro fine 2012.
In questo video viene analizzato il design della nuova Mini John Cooper Works GP, versione top di gamma della Mini hatchback. L’anteriore è dominato dalle prese d’aria verniciate in Bright Red all’interno della bocca centrale del paraurti si abbinano alla cornice rossa dell’apertura del cofano, mentre le nuove griglie ed i loghi John Cooper Works completano l’opera caratterizzando il frontale della vettura. Numerosi adesivi arricchiscono il look sportivo della Mini JCW GP con richiamo al logo GP nella presa d’aria del cofano e sulle portiere della vettura.
Lo schema cromatico della vettura viene richiamato anche sul tetto con le strisce che richiamano quelle posizionate nella parte bassa delle portiere: le calotte degli specchietti rosse completano l’opera connotando ulteriormente il look ultra sportivo della JCW GP. I nuovi cerchi richiamano quelli del modello precedente, proponendo un design a quattro razze nere con particolari cromati. Sul retro della vettura il diffusore e l’alettone richiamano le appendici aerodinamiche delle Mini Cooper da corsa: la loro funzione non è puramente estetica, generano infatti un’elevata downforce che consente di migliorare notevolmente l’handling della vettura mantenendo molto stabile il posteriore alle elevate velocità.
A testimoniare l’elevata efficienza dell’aerodinamica della vettura, il tempo di 8 minuti e 23 secondi fatto segnare al Nurburgring: basti pensare che la vecchia GP girava ben 18 secondi più lenta. Il propulsore utilizzato dalla Mini John Cooper Works GP è il 1.6 turbo appositamente modificato per ottenere una miglior erogazione agli alti regimi e per migliorare i dati di coppia e di potenza massima; la tirarura è limitata a 2.000 esemplari.