Il marchio Mercury, di cui Ford ha annunciato la chiusura nei mesi scorsi, chiuderà definitivamente i battenti dopo l’estate. Ad anticiparlo è Automotive News, che ha messo le mani su un documento della casa americana nel quale sono riportate le informazioni sul calendario che porterà Mercury al capolinea.
Ford, che si sta già muovendo per liquidare la rete di vendita, avrebbe deciso di concludere l’avventura di Mercury in un periodo compreso tra settembre e ottobre. Per la precisione, i modelli rimasti in produzione per la casa americana -Grand Marquis, Mountaineer, Milan e Mariner- saranno assemblati nell’ordine fino al 30 settembre, 1, 2 e 3 ottobre. Solo questione di (poco) tempo ormai…
La rivista inglese Car ha realizzato l’edizione aggiornata della sua curiosa mappa delle case automobilistiche. L’idea, per chi non conoscesse questo prodotto editoriale è semplice: rappresentare graficamente i legami tra i vari costruttori mondiali come se fossero linee di una metropolitana.
Car aveva realizzato la mappa per la prima volta nel 2005. E da allora le cose sono cambiate parecchio: marchi passati di mano, case che hanno chiuso i battenti, partnership tecnologiche o finanziarie esaurite nel tempo. La rivista ha adottato dichiaratamente un approccio più attento ai marchi occidentali, aggiungendo per i paesi asiatici solamente grandi soggetti industriali come Tata e SAIC.
La “tube map” di Car, è stata realizzata prima dell’annuncio della chiusura ufficiale di Mercury, marchio archiviato definitivamente da Ford a inizio giugno. Vanno infine segnalati, tra i grandi mutamenti recenti, l’”annessione” di Porsche nella galassia Volkswagen e l’accordo tra Fiat e Chrysler.
Dopo aver annunciato la chiusura del marchio Mercury, Ford ha reso noto venerdì che corrisponderà agli oltre 1700 titolari di concessionarie del brand liquidazioni in denaro, il cui ammontare si baserà sul volume di vendite di ognuna di esse.
Ford effettuerà il calcolo sulla base della media delle vendite registrate negli ultimi tre anni, tenendo in conto anche altri parametri secondari come l’inventario ricambi e il parco macchine in possesso degli showroom (che rimarranno di loro proprietà). Le liquidazioni andranno da un minimo di poche migliaia ad un massimo di 200.000 dollari.
“Crediamo che le compensazioni che stiamo offrendo siano giuste e ragionevoli”, ha dichiarato Mark Fields -presidente di Ford America- ad Automotive News. “Si tratta di valori che superano gli accordi contrattuali, le leggi federali e le compensazioni offerte da nostri rivali in operazioni analoghe”, ha concluso il manager. Sempre secondo Automotive News, tuttavia, alcuni dealers non nascondono il malumore per le contropartite corrisposte.

Durante una conferenza stampa indetta nel pomeriggio di ieri, il presidente di Ford Nord America Mark Fields ha comunicato la definitiva chiusura del brand Mercury a partire dall’ultimo trimestre 2010. Il costruttore dell’Ovale ha dunque optato per la dismissione del marchio fondato nel 1939 da Edsel Ford, figlio di Henry, posizionato fin dai primi anni nella fascia di mercato compresa fra Ford e Lincoln con la mission di realizzare vetture raffinate proposte ad un prezzo non eccessivo. Questa particolarità si è erosa man mano, a seguito di investimenti diluiti e riposte speranze: le attuali quattro vetture presenti in gamma (le berline Milan e Grand Marquis, il crossover Mariner ed il SUV Mountaineer) non sono altro che Ford rimarchiate. Questa politica di re-badge ha confinato Mercury ad una misera quota di mercato pari allo 0,8%.
Nel suo intervento, Mark Fields ha voluto inoltre precisare che non vi saranno lotte intestine fra i marchi del gruppo Ford per raccogliere l’eredità Mercury. Sarà infatti Lincoln ad approfittare della dipartita, presentando sette nuovi modelli (fra restyling e debutti assoluti) entro i prossimi quattro anni, compresa la prima hatchback di segmento C mai prodotta.
Ford potrebbe chiudere il brand Mercury, nonostante le recenti dichiarazioni dello stesso Mulally. Nel prossimo incontro del managment a Luglio verrà presa una decisione definitiva per il marchio che l’anno scorso ha venduto meno di 100.000 vetture (contro il record di quasi 600.000 nel 1978): il piano prevederebbe una progressiva eliminazione delle scorte di produzione e la fusione nella rete vendita Ford dei concessionari esclusivi.
Per Mercury si era recentemente parlato di un cambiamento importante di prodotto, con l’arrivo di Kuga e Nuova Focus rimarchiate per risollevare una immagine che, purtroppo, sembra ormai compromessa. Per Ford si tratterebbe del primo segnale della crisi, rispetto alle ben più radicali scelte operate da Chrysler e GM, che sono ricorse a tagli, cessioni e prestiti governativi.
Via | Rpmgo
La nuovissima Ford Focus, presentata da appena un mese al Salone di Detroit, darà vita ad un modello Mercury che sarà commercializzato negli Stati Uniti. L’auto in questione rispolvererà il nome Tracer, quello di una berlina media basata sulla Ford Escort e proposta negli USA tra il 1987 ed il 1999.
Mercury ha dunque rispettato le anticipazioni di chi si aspettava un nome proveniente dal passato. La notizia, riportata da Automotive News, è stata svelata in anteprima nel corso di una dealer convention tenutasi domenica. Durante il meeting con i concessionari è stato anche annunciato che la data di debutto del modello rimarchiato, praticamente coinciderà con quella della Ford, che è attesa per i primi del 2011.
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Alan Mulally ha ribadito in alcune dichiarazioni che Ford continua a credere nel brand Mercury. Posizionato tra le lussuose Lincoln e Ford stessa sul mercato Americano, Mercury da anni vive in un limbo che, in questo periodo di crisi, ha già fatto vittime illustri ed in passato era dato per scontato che non sopravivvesse oltre il 2012. Ford ha sofferto meno di GM e Chrysler, ma deve adesso trovare una soluzione al calo di vendite ed immagine di un marchio attivo dal 1939.
Secondo le ultime dichiarazioni, in futuro Mercury si concentrerà in auto compatte premium e crossover, andando a riempire proprio quel “vuoto” che c’è tra i prodotti generalisti di Ford e quelli sempre più lussuosi di Lincoln, spinta così a fare ancora maggior concorrenza a Cadillac e ad alcuni importanti case Europee. In questa ottica rientra perfettamente la futura versione Mercury della Ford Kuga, ma alcune indiscrezioni ritengono probabile anche il debutto di una versione della nuova Ford Focus rivista e corretta, arricchita per inserirsi in una fascia di prezzo leggermente più alta.
Via | Motorauthority
La 100.000esima Ford Kuga sta per uscire dalla linea di produzione dello stabilimento tedesco di Saarlouis, dove nascono anche le nuove Ford Focus e C-Max; da quì la Kuga partirà per la Spagna dove risiede l’acquirente di questa vettura. Conincidenze a parte, la Spagna è fra i mercati principali della Kuga: la Germania mantiene il 20% della produzione, seguono Italia, Gran Bretagna e Francia ma nel complesso è arrivata in oltre 50 paesi; in alcuni di questi nel 2009 le vendite sono aumentate o addirittura quasi raddoppiate, come nei Paesi Bassi.
Assimilata questa buona notizia per l’impianto di Saarlouis, ci torna alla mente un’altra notizia recente: da ottobre 2011, infatti, la produzione della Kuga sarà trasferita negli USA. La decisione di spostare la produzione della Kuga negli USA è legata a tre fattori: il basso costo del lavoro, il dollaro debole e la possibilità di commercializzare la SUV anche sul mercato americano. Per l’assemblaggio della vettura sarebbe stato scelto l’impianto di Louisville, in Kentucky. Circa 80.000 unità verranno esportate in Europa che rimarrà ancora il mercato principale per la Ford Kuga.
Fra l’altro, l’arrivo nel mercato statunitense porterà anche alcune novità: sarà, infatti, commercializzata con 3 diversi marchi (Ford, Mercury e Lincoln). Nel listino americano dell’Ovale blu andrà a sostituire - probabilmente anche assumendone il nome - la Escape. Per Mercury soppianterà la Mariner, gemella della Escape mentre ancora non si sa come affronterà l’introduzione del modello la casa di veicoli di lusso Lincoln. E ancora non si sa nemmeno come riuscirà a far digerire una vettura così piccola ai propri clienti, abituati come sono a mastodonti come lo storico Navigator.
La Ford Kuga si farà in tre per invadere il mercato statunitense. Nel 2011, la produzione della crossover nata per l’Europa verrà spostata nell’impianto di Louisville, in Kentucky, da cui usciranno anche le versioni derivate con i brand Mercury e Lincoln. Prende così corpo l’ipotesi avanzata più di un anno fa da Derrick Kuzak, responsabile sviluppo prodotto di Ford Motor Company. Oltreoceano, la Kuga rivestirà un importante ruolo nelle rispettive gamme dei tre brand dell’Ovale Blu.
Nella gamma Ford, la Kuga andrà a sostituire l’attuale Escape, di cui dovrebbe conservare anche il nome. Invece, nella gamma Mercury andrà a soppiantare la Mariner, ovvero una gemella della stessa Ford Escape. Ma le maggiori novità riguarderanno proprio Lincoln, premium brand di Ford Motor Company. Nonostante molti costruttori di auto di lusso siano un pò scettici nel commercializzare auto di piccola taglia negli USA, la Casa di Dearborn punterà molto su questo settore, al momento inedito per Lincoln, da sempre sinonimo di grandi berline come la Town Car o immense SUV come la Navigator.
Oltre alla gemella della Kuga in chiave lussuosa, Lincoln produrrà anche una versione premium della nuova generazione della Focus. Anche se la notizia può destare un certo scalpore, non si tratta di un vero e proprio scoop. Infatti, questa operazione rientrerebbe nel progetto “One Ford” promosso da Alan Mulally, CEO di FoMoCo. D’ora in avanti, vedremo sempre più spesso vetture della galassia Ford che differiranno poco tra loro, indipendentemente dal mercato di destinazione o dal brand.
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Il più grande richiamo nell’intera storia di Ford: l’Ovale Blu si appresta a riparare un guasto al sistema di cruise control di 4.500.000 di Ford e Mercury vendute negli Stati Uniti.
Sui veicoli richiamati, il dispositivo difettoso non può essere disattivato. A dire la verità, sono anni che Ford combatte con questo inconveniente, presentatosi a più riprese su svariati modelli del gruppo: fino al 2008, erano state richiamate negli ultimi dieci anni ben 9.600.0000 unità, per via del difetto al comando di disattivazione, fabbricato e fornito dalla Texas Instruments.
Il richiamo odierno riguarda veicoli fabbricati tra il 1992 ed il 2003 il cui sistema di azionamento del cruise control si può surriscaldare fino a generare fumo e fiamme, come accaduto finora in 550 casi di principio d’incendio, alcuni dei quali hanno causato incidenti mortali e successive costose azioni legali. Ford, pur annunciando il provvedimento di richiamo, che sarà avviato il 26 ottobre, parla di un rischio non elevato.
Via | DetroitNews
Durante una conferenza stampa tenuta in Belgio ieri, Derrick Kuzak, responsabile sviluppo prodotto di Ford Motor Company, ha rivelato ai giornalisti presenti che il gruppo statunitense sta vagliando la possibilità di introdurre a sorpresa nella gamma Lincoln una due volumi di segmento C.
“Crediamo che ci sia posto per un modello più piccolo nell’attuale gamma Lincoln” ha spiegato il manager, che ha poi glissato davanti ad una domanda più specifica sui dati di questo inaspettato modello.
Ma c’è dell’altro. Si dice infatti che la Ford Kuga, il recente crossover presentato dalla filiale europea di Detroit, possa fornire la base ad un omologo marchiato Lincoln fra un paio d’anni. E come se non bastasse, Kuzak, dopo aver negato l’esistenza di piani precisi per esportare la nuova Ka negli USA, ha ammesso chiaramente che è “un’opportunità da non trascurare”.

Le ultime notizie riguardo il futuro del marchio Mercury sembravano lasciare davvero poco spazio a interpretazioni: il brand americano, facente parte del Gruppo Ford, è a forte rischio di estinzione, ma secondo gli ultimi aggiornamenti non è ancora detta l’ultima parola.
Sul mercato americano, Mercury è per tradizione un brand semi-premium, posizionato a metà strada tra il generalista Ford ed il prestigioso Lincoln. Il suo limite più grosso è la mancanza di prodotti autonomi, dato che da parecchi anni la gamma di casa si basa fortemente sul cosiddetto “badge-engineering”, ovvero la semplice apposizione del logo e l’introduzione di una serie di piccolissime modifiche su modelli nati sotto un altro brand del gruppo.
Ebbene, secondo Derrick Kuzak, responsabile globale prodotto di Ford Motor Company, la situazione è destinata a cambiare molto presto: a mutare non sarà tanto il posizionamento del brand, che rimarrà a metà tra Ford e Lincoln, quanto il portafoglio prodotti. In merito, è prevista una piccola rivoluzione.
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