
Dalle scorse settimane gli automobilisti cinesi possono acquistare la BMW Serie 3 approfittando di uno sconto alquanto corposo, pari al 19%. Copione identico in Audi e Mercedes, dove i rispettivi venditori applicano riduzioni del 16% e 20% sulle A6L e Classe C. I tre marchi premium tedeschi hanno dunque scelto di introdurre una politica commerciale decisamente vantaggiosa pur di contenere la flessione del mercato auto cinese, evidente soprattutto per le automobili d’alta gamma: al -48% del 2010 replica un altrettanto preoccupante -29%, riferito ai soli primi otto mesi del 2011.
I dati sono raccolti dal sito cheshi.com e descrivono le attuali difficoltà dei costruttori high-end, che sono dunque costretti a rivedere i prezzi d’acquisto pur di stimolare le vendite. Identico discorso per le concessionarie, anch’esse colpite da una flessione ben più che preoccupante. Gli analisti delle società CLSA, J.D. Power e Booz & Co attribuiscono questo crollo alla mancata concessione di nuove patenti di guida e all’aumento dei tassi d’interesse, manovra necessaria per frenare l’inflazione.
Via | AutoNews

Quante volte abbiamo sentito ripete che “la Cina è un’opportunità”? Premesso che è tutto da stabilire per “chi” sia un’opportunità, cosa accadrebbe se scoprissimo che il momento propizio… è già terminato? Ovvero: quali sarebbero le conseguenze se il mercato cinese crollasse? Per molti costruttori la Cina è stato il mercato più importante e seducente, una terra promessa verso la quale dirottare i propri investimenti. A qualcuno forse è scattato un campanello di allarme, alla luce della notizia della brusca flessione dei primi mesi del 2011. Sulle cause, per una volta non tiriamo in ballo complicate teorie socio economiche ma semplici dati di fatto. Da una parte l’esponenziale aumento dell’inquinamento atmosferico ha costretto a restrizioni governative, dall’altro ha giocato in maniera pesante la fine degli incentivi governativi.
Un grafico eloquente sulla situazione è stato pubblicato da Businessinsider, si tratta dello stesso che riproponiamo all’inizio del post. La fonte è la China Association of Automobile Manufacturers, che conferma un calo delle vendite del -33%. La spiegazione di Zhu Yiping, assistente segretario generale di CAAM, secondo la quale hanno influito i ponti festivi per il capodanno cinese, può avere un fondo di verità ma il dato rimane preoccupante.
A vedere il bicchiere mezzo pieno è Teleborsa, che confronta i dati rispetto a quelli registrati nel 2009: il solo mese di Febbraio ha fatto segnare un +2,6% rispetto allo stesso mese di un anno fa. E non manca di ricordare che in Gennaio si era registrata un’ impennata del 16,2%.

Il mercato dell’auto cinese, nello scorso mese di marzo, ha compiuto un balzo del 63% rispetto al medesimo rilevamento del 2009, chiudendo il consuntivo a 1.260.000 unità. Sommando nel conteggio anche i mezzi commerciali leggeri, le immatricolazioni complessive aumentano fino a quota 1.734.000 vetture (+56%), ritoccando di circa 80.000 esemplari il precedente record stabilito a gennaio. Nei primi novanta giorni dell’anno corrente gli automobilisti cinesi hanno acquistato 4.61 milioni di vetture (+72%).
Il gruppo General Motors ha contribuito per gran parte all’exploit targando 230.048 vetture (+68%) nel mese di marzo e 623.546 (+71%) nel cumulativo, seguita da Ford che ha chiuso il mese scorso in positivo dell’84% (con 153.362 vetture). Secondo le previsioni di alcuni analisti, il mercato dell’ex Celeste Impero chiuderà il 2010 in positivo di venticinque punti percentuali ad oltre 17 milioni di vetture, quando nel 2009 - anno in cui soffiò agli Stati Uniti la palma di “bacino” automobilistico - furono 13.6 milioni.
Foto | CarScoop
Adesso lo confermano i numeri: il mercato dell’auto cinese è diventato il più grande del mondo, superando -come ampiamente previsto- gli Stati Uniti a fine 2009. In ambedue i paesi, l’anno si è concluso meglio del previsto: in Cina sono state vendute 13.500.000 auto, e in USA 10.700.000.
Per il colosso asiatico si tratta di un incremento dalle parti del +40% rispetto all’anno scorso, per il mercato yankee siamo invece sul -20%. Sia il governo di Pechino che quello di Washington -lo ricordiamo- hanno varato provvedimenti di aiuto ai rispettivi settori automobilistici nazionali durante l’anno appena concluso.
Via | Autoblog.com
Il mercato dell’auto in Cina è cresciuto del +79,6% su base annua nel mese di ottobre. Solo a fine settembre ci siamo ritrovati tutti stupiti davanti al +77,9% di quel mese, e già oggi il mercato cinese ha prodotto una performance migliore. Complici gli incentivi, il gigante asiatico ha ripreso la sua crescita inarrestabile.
Visti i ritmi incredibili (923.154 auto immatricolate ad ottobre), ad oggi si stima che entro fine 2009 il volume totale delle immatricolazioni di auto, mezzi commerciali e mezzi pesanti nuovi in Cina raggiungerà i 13,5 milioni di veicoli. Complessivamente, nei primi dieci mesi dell’anno, l’incremento delle vendite è stato pari al 52,4%.
Non solo: considerato l’andamento sul breve termine del mercato cinese, si prevede che in novembre e dicembre i numeri saranno ancora migliori di quelli che stiamo attualmente commentando. Tutto merito degli incentivi? In parte sì. Ma per il 2010 si prevede comunque un’ulteriore crescita pari al +25%. Quanti mercati possono fare numeri del genere?
Il mercato dell’auto cinese ha superato per la prima volta nella storia quello americano nel primo semestre del 2009. Sorpassi “mensili” c’erano già stati nel corso del 2008, ma mai il Celeste Impero aveva tenuto testa agli USA per un periodo così significativo. E le premesse per lo storico capovolgimento sui 12 mesi ci sono tutte…
Come avevamo annunciato un paio di giorni fa, il gigante asiatico ha visto le immatricolazioni crescere di quasi il 18% in un anno, anche grazie ad una serie di provvedimenti pubblici di incentivo all’acquisto di auto nuove. Una mossa dal tempismo azzeccato, che ha messo il mercato nazionale perfettamente al riparo della crisi globale.
Con il +36,5% di giugno, il consuntivo per i primi sei mesi dell’anno ha raggiunto i 6,1 milioni di unità. Altri record curiosi? I mesi di aprile e giugno 2009, hanno messo a segno i valori più alti in assoluto di vendite, con 1.150.000 e 1.140.000 veicoli immatricolati rispettivamente. Come vanno le cose negli USA nel frattempo?
Continua a leggere: Cina: il mercato dell'auto supera quello americano nei primi sei mesi del 2009
Il mercato dell’auto cinese è cresciuto del 18% nei primi sei mesi del 2009. Un boom continuo, senza soste, che ha portato il totale delle immatricolazioni alla cifra record di 6,1 milioni di esemplari nella prima metà dell’anno. Quanto basta a far schizzare le previsioni per il 2009 da 10,2 a 11 milioni di unità.
La dinamica espansionistica, come se non bastasse, s’è fatta molto più intensa negli ultimissimi tempi: gli 1,1 milioni di esemplari registrati a giugno, rappresentano addirittura un +36% rispetto a 12 mesi fa. Gongolano, tra gli altri, i costruttori cinesi, che hanno visto i propri volumi crescere del 15% tra gennaio e giugno, soprattutto grazie ad agevolazioni fiscali sui modelli più piccoli e alle sovvenzioni accordate alle popolazioni rurali per l’acquisto dell’auto.
Dopo il tasso di crescita così e così fatto registrare nel 2008, il mercato cinese s’è dunque rimesso a galoppare come ci aveva abituati negli ultimi dieci anni. La crisi, quaggiù, è lontana svariate fasce di fuso orario.

Il sorpasso sarebbe temporaneo, indotto dal fisiologico calo post-natalizio. D’ogni modo resta lo smacco, l’onta del dover rincorrere: secondo i dati diffusi da Dong Yang, vicedirettore della China Association of Automobile Manufacturers (Caam), la Repubblica Cinese avrebbe superato gli Stati Uniti nel totale di auto immatricolate durante il gennaio 2009.
735mila contro 656.976, nonostante quest’ultimo dato sia in realtà una previsione della società Autodata. Gli analisti, d’ogni modo, attribuiscono scarso valore all’avvicendamento, definendolo come “temporaneo” ed influenzato dalle festività (in Cina, durante i festeggiamenti per il Capodanno Lunare, le vendite sono addirittura aumentate).
Tuttavia, quanto afferma Wu Ai Lian, direttrice di una concessionaria General Motors a Shangai, è sintagmatico: i consumatori non considerano come “un grande evento” l’acquisto di un’auto. Bene, quando lo sarà, lo scettro di “primo mercato mondiale” non si discosterà più dall’oriente.
Via | Corriere della Sera