
I nostri cugini di Appblog, fanatici di applicazioni per l’iPhone, hanno scovato la creazione di uno sviluppatore italiano, di nome Matteo Girardi, dedicata ai richiami delle vetture sul mercato. Il suo programma ha la possibilità di accedere in modo veloce al database del Ministero dei Trasporti e in base ai dati immessi, controllare se l’auto di vostro interesse ha subito dei richiami.
Albo Richiami è dedicato a tutti i mezzi a motore soggetti a queste campagne, ovvero auto, moto e veicoli commerciali, con un elenco aggiornato per i soli modelli che il Ministero dei Trasporti ha finora processato come “richiamati”. Nel caso non trovaste il mezzo che vi interessa, perciò, non c’è da preoccuparsi, quello non ha mai avuto difetti di produzione.
L’applicazione, disponibile sull’App Store, costa 0,79€. E’ di immediato e facile utilizzo e per quel prezzo, vale la pena stare sempre aggiornati!
Ombre dell’Unione Sovietica si affacciano nella moderna Russia, con una mossa di puro spirito nazionalistico, più che di ritorno ai tempi dei grandi leader sovietici. Il Cremlino sta decidendo di sostituire le Mercedes presidenziali con dei nuovi modelli marchiati Zil, ovvero le auto che per tutto il secolo scorso hanno accompagnato le alte cariche dell’URSS.
Da Stalin a Gorbaciov, le Zil sono un vero e proprio pezzo di storia russa, seppure non abbiano mai avuto un particolare seguito commerciale nei paesi extrasovietici, eccezion fatta per qualche paese dell’est europeo e dei balcani, che ha adottato le limousine russe come auto di rappresentanza.
Dal modello del 1927, denominato F-15 (tranquilli, l’omonimia con l’aereo da caccia a reazione è un puro caso) fino alla 41047, l’ultima limo dell’azienda, prodotta fino al 2002, passando ovviamente per la famosa ZIS-110, l’auto di Joseph Stalin, diventata poi famosa nel cinema come auto da gangster, e per la ZIS 111 di chiara ispirazione americana, negli anni della “perestrojka”.
Riunito preso la sede statunitense di Cnh (Racine, Wisconsin), il consiglio d’amministrazione di Fiat Spa ha approvato i risultati finanziari relativi al terzo trimestre ed ai primi nove mesi del 2008. A dispetto della congiuntura sfavorevole, nel quadro dipinto dal presidente Luca di Montezemolo e dall’amministratore delegato Sergio Marchionne non sono rappresentate sagome dalle lugubri tinte o spettri minacciosi.
L’utile netto è infatti aumentato del 3,1% a 468 milioni di Euro rispetto all’analogo periodo del 2007, mentre i ricavi crescono del 3,2% a 14,3 miliardi. Gran parte del merito va attribuito a Cnh ed ai business dell’automobile, capaci di supplire alle ristrettezze negli altri settori. Il risultato della gestione ordinaria è aumentato di 57 milioni (802 complessivi, +8%), grazie all’aumento di volume delle macchine agricole e a maggiori efficienze.
Fiat Group Automobiles viene mantenuta in linea di galleggiamento (-4,8%) dal mercato brasiliano: l’exploit sudamericano (+10,2%) sopperisce al crollo (-12%) registrato in Europa Occidentale. La situazione del Vecchio Continente va analizzata con attenzione: all’interno di un calo complessivo pari a dieci punti percentuali, FGA perde il 4,1%, migliorando altresì la propria quota di mercato dal 7,4 al 7,8%.
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In un periodo dove i risultati di vendita sembrano dei bollettini di guerra e per alcune case le percentuali di vendita sembrano essere sempre contraddistinte dal segno”-” è da segnalare che il Gruppo Volkswagen va in netta controtendenza, piazzando sul mercato mondiale 4,24 milioni di veicoli da gennaio ad agosto 2008. Questo significa un +4,1% su un mercato globale che arretra allo -0,4%.
Il vice direttore vendite e marketing del gruppo VW, Detlef Wittig, ha commentato che le ragioni del successo stanno in un portafoglio di prodotti in grado di soddisfare ogni esigenza, segmento e mercato; tutto questo in un contesto di compatibilità ambientale di eccellenza rispetto alla concorrenza. Pochissimi prodotti sono stati particolarmente significativi o rivoluzionari; ma i dati dimostrano come nel recente passato a Wolfburg si è lavorato bene su più fronti, sia di mercato che di prodotto. Senza i clamori mediatici di qualche concorrente che negli scorsi anni di “vacche grasse” ha annunciato roboanti previsioni di vendita e che ora si trova a dover stringere la cinghia, alla VW hanno costruito una gamma di marchi in grado di crescere un po’ meno velocemente, ma di reggere meglio la tempesta economica in atto.
“Vi sono tutte le condizioni: nei due anni del mio mandato si potrebbe realizzare la definitiva svolta. Mai come in questo momento io ed i miei colleghi abbiamo riposto una simile fiducia nel mercato”. Con queste parole, pronunciate con sincera convinzione, Richard Kolodziej, Presidente della IANGV (Associazione Internazionale dei Veicoli a Gas Naturale), ha aperto il proprio intervento alla II Fiera Mondiale dei Veicoli a Metano e Idrogeno.
“Abbiamo scelto Torino – prosegue Kolodziej – quale città ospitante per riconoscere la posizione leader dell’Italia: questo attestato di merito non ha la valenza del traguardo raggiunto ma del punto d’avvio. Si può e si deve crescere. Si può e si deve aumentare la penetrazione sul mercato, estendere la rete di distribuzione, coinvolgere la politica. Guardiamo l’esempio sudamericano, dove Argentina e Brasile hanno il 10/15% del parco circolante equipaggiato con propulsori a metano. Ma anche Perù e Venezuela dimostrano di essere realtà consolidate”.
Preoccupante bulimia: di prestazioni, di fama, di successo. Il successo, dopotutto, logora chi ne è sprovvisto. Eppure lei è la regina, sua maestà della potenza “trasversale”: un’icona dal burrascoso avvenire. Jens Koch, responsabile in pectore dell’Audi RS6, osa addirittura parlare del nuovo modello: i toni entusiastici rendono piccola-piccola la “erre esse” attuale, nemmeno volessero sbarazzarsene.
La prossima RS6 – esordisce Koch – esordirà fra quattro anni esatti, nel 2012: sarà rivoluzionaria e con un motore tutto nuovo. Purtroppo non posso svelare alcun dettaglio, se non ché introdurrà il nuovo corso delle RennSport, con prodotti più leggeri e performanti. Che sia solo una scusa per “giustificare” il suo mancato arrivo sul mercato americano, lasciando terreno scoperto alle avversarie di sempre?
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77.156 nell’agosto appena concluso, 104,857 dodici mesi orsono: -26,4%, tradotto in percentuale, crisi nera usando inutili parole. Il mercato dell’auto nel nostro paese non fornisce segni di ripresa, proseguendo nel persistente trend negativo: nei primi otto mesi dell’anno sono state immatricolate 1.531.598 unità, in calo del 12,04% rispetto alle 1.741.322 del 2007.
Nonostante i foschi numeri, Fiat riesce a salvarsi calando meno del mercato (“soli” 23 punti percentuali in meno rispetto allo scorso anno) e riuscendo quindi a guadagnare qualche punticino della penetrazione sul territorio: un’auto su tre (33,1%) proviene dal Lingotto. La scure coinvolge anche il mercato dell’usato, franato del 15,1% nello scorso mese ma sostanzialmente in pareggio (+0,63%) nel computo annuale.
Via | Repubblica e Unrae (Grazie ai numerosi lettori per la segnalazione)
Chrysler sta trattando con i sindacati per ridurre a 4 i giorni lavorativi settimanali in alcuni dei suoi impianti produttivi, mantenendo le 40 ore settimanali per ottimizzare i costi energetici delle fabbriche, in molti casi sfruttate solo per una frazione delle loro reali capacità.
Questo però non è l’elemento più importante del momento, visto che Chrysler ha confermato le trattative con il gruppo Fiat per produrre e vendere negli Stati Uniti. In realtà Fiat potrebbe prendere il leasing i siti produttivi per ricreare le linee produttive di modelli già noti e subito il pensiero è andato al lancio, più volte vociferato, della Fiat 500, ma anche al ritorno di Alfa Romeo.
Via | Quattroruote (grazie a Corvettec6r per la segnalazione)
Ford sta attraversando un periodo di crisi: sorpassata da Volkswagen tra i costruttori mondiali, indebitata come non mai, costretta a produrre utilitarie europee in America al posto dei soliti suv e pick-up e, da tempo, in cerca di clienti per il brand Volvo dopo aver ceduto Aston Martin, Jaguar e Land Rover.
Adesso è il brand Mazda a tremare, dal momento che potrebbe essere ceduto per trovare nuova liquidità: Ford ne possiede il 33,9% ed in questo momento è sufficientemente in salute per trovare un acquirente, dal momento che ha aumentato le vendite del 9% rispetto al 2007, nonostante l’anno nero generale del mercato.
Via | MotorAuthority (grazie a lupin3rd per la segnalazione)

L’onda lunga della crisi, purtroppo, coinvolge anche lo stabilimento di Colonia, locus amoenus in cui soddisfare gli appetiti dei golosi americani: secondo quanto anticipato dal responsabile della divisione europea Ford, Dieter Hinkelmann, lo sviluppo di una inedita famiglia di motori a tre cilindri potrebbe ridimensionare l’impianto tedesco, dedito alla produzione di oltre 200.000 V6 destinati al mercato americano e una quantità minore di V8 e V12 per le Aston Martin.
Numeri decisamente inferiori rispetto ai 560.000 propulsori annui previsti a regime. Al contempo, John Fleming, presidente di Ford Europa, rassicura tutti i dipendenti, svelando che la fabbrica rumena di Craiova, acquistata lo scorso anno dalla Daewoo, dovrebbe anch’essa sopperire all’assenza di propulsori dalle limitate esigenze di benzina. Hinkelmann, però non la pensa allo stesso modo: tale stabilimento non sarebbe predisposto per la costruzione di tali unità.
Insomma, una gran confusione. In termini di buchi di bilancio e crisi di vendite, però, sarebbe opportuno evitare la disorganizzazione.
Via | Motorauthority
Ricavi per 16.987 milioni di Euro (+12%), risultato della gestione ordinaria superiore al miliardo (+19,6%): i valori più alti mai registrati nella storia del gruppo. Immancabile, quindi, il balzo in Borsa (+5,83%) ad oltre 11 Euro. I numeri relativi al primo semestre di Fiat Group sembrano dimenticarsi della crisi, dei suoi effetti e di tutte le implicazioni.
Fiat Auto ha registrato vendite per 1.208.300 unità nel primo semestre del 2008, dato in crescita del 7,9%. Di queste, 718.400 unità sono state vendute in Europa, con un aumento molto contenuto rispetto al 2007 (+0.3%). In termini di crescita sul mercato globale, il dato Fiat è migliore di quello del gruppo VAG (+5,7%), ma in termini di unità vendute il distacco rimane elevato (3,27 milioni contro 1,208).
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Le previsioni, purtroppo, erano esatte: nel mese di giugno il mercato dell’auto italiano ha accusato un crollo pari al 19,5%, calando dalle 229.000 unità del 2007 alle 184.275 dell’anno corrente. Fortemente negativo anche il computo del semestre, chiusosi con una flessione dell’11,5% a 1.259.365 immatricolazioni.
Nonostante il segno meno, pur sempre inferiore alla flessione del mercato, il gruppo Fiat vede aumentare la propria quota di mercato al 32,7%. La situazione dei singoli brand, invece, è variegata: al risultato di Lancia (-13,08) replica la sempre più disastrosa Alfa Romeo (-27,66), mentre Fiat scivola di 15,67 punti percentuali.
Il mercato premia gli americani (+ 17% di Chrysler e, addirittura, + 190% per Dodge), mentre gli orientali (Toyota e Mitsubishi, rispettivamente, calano del 43,7 e 52,43%) accusano lo stesso inglorioso destino del gruppo VAG, con valori negativi in doppia cifra culminati con il – 43,13 di Seat.
Via | Corriere (Grazie ai numerosi lettori per la segnalazione)