
Il gruppo Fiat produrrà la nuova generazione della Punto a Melfi. Atteso nel 2013, il nuovo modello sarà basato su quella piaffaforma “small” che farà da base comune per tutti i modelli piccoli del gruppo Fiat/Chrysler. Come anticipato dal Corriere della Sera, Marchionne ha deciso di assegnare ad ogni stabilimento una piattaforma, per massimizzare le sinergie ed ottimizzare i costi: per questo a Pomigliano è stata assegnata la Panda, su piattaforma Small per il segmento A, mentre a Mirafiori sulla base della “Small Wide” nasceranno modelli Alfa Romeo, Fiat e Jeep.
A Cassino è confermata la piattaforma C per Delta e Bravo, con l’aggiunta della C-Wide per Alfa Romeo Giulietta e per una futura berlina Dodge: quest’ultima debutterà al salone di Detroit 2012 e rappresenterà l’esempio della piena integrazione tra le risorse del gruppo, dal quale potrebbe nascere anche una variante marchiata Guangzhou per il mercato Cinese. Da questo progetto dovrebbe inoltre derivare la futura Alfa Romeo Giulia, più volte rimandata e destinata a diventare un modello globale per Europa e Stati Uniti.
Queste anticipazioni giungono proprio nel momento in cui Marchionne deve rispondere alle critiche circa la gestione del progetto Fabbrica Italia, rassicurando stampa e sindacati sulla volontà di non operare licenziamenti nel nostro paese e limitando le informazioni circa le strategie future: “È impossibile precisare sin d’ ora i dettagli da qui al 2014. Non lo fanno i nostri concorrenti, non può essere chiesto in modo ossessivo a Fiat”. Intanto, dopo l’uscita da Confindustria, Marchionne ha annunciato anche l’uscita del gruppo dall’ANFIA, l’Associazione nazionale nazionale filiera industria automobilistica.

Oggi è uscita dalle linee la Fiat numero 5.000.000 prodotta nello stabilimento di San Nicola di Melfi (Potenza), uno dei fiori all’occhiello tra gli impianti produttivi del gruppo. L’auto in questione è una Punto Evo 1.4 105 CV Emotion 5 porte di colore rosso.
La fabbrica, attiva dal settembre del 1993, produce attualmente i modelli della famiglia Punto: Punto Evo, Grande Punto e Punto Classic, ma non va dimenticato che un altro modello ha contribuito in modo significativo allo storico traguardo, la Lancia Ypsilon, che ha totalizzato più di 870.000 unità tra la prima serie (1995-2003) e la seconda (2002-2005).
Il 18 giugno 2009, Melfi ha ottenuto (prima fabbrica in Italia), la certificazione Silver Level del World Class Manufacturing dopo aver ottenuto nell’aprile 2007 il Bronze. Se l’impianto lucano continua a dare gioie a Fiat, non tutte le fabbriche del gruppo sono foriere di buone notizie: su Pomigliano incombe attualmente l’incudine del dietrofront della Panda: se Fiat e sindacati non raggiungeranno l’accordo, la produzione rimarrà in Polonia…

Fiat Auto ha deciso di fermare la produzione di veicoli per 14 giorni, dal 22 Febbraio al 7 Marzo. Saranno coinvolti i siti produttivi di Mirafiori, Termini Imerese, Sevel, Melfi, Cassino e Pomigliano e la cassa integrazione interesserà circa 30.000 dipendenti: la causa è da ricercarsi nel calo vistoso degli ordinativi nel mese di Gennaio e nel previsto calo della domanda per i primi mesi dell’anno 2010, dopo la buona chiusura del 2009 grazie allo slancio degli incentivi statali.
Via | Sole24ore
Dopo che Marchionne ha delineato la strategia americana di Fiat Group, adesso è il momento di pensare a quella da adottare per gli stabilimenti italiani: il Lingotto potrebbe presentare nel giro di 15 giorni un piano di ristrutturazione industriale volto ad aumentare i numeri di produzione italiani. I recenti inviti dei sindacati a fare chiarezza sul futuro degli stabilimenti del gruppo torinese saranno quindi presto soddisfatti; ma rimane un po’ di preoccupazione per le fabbriche del sud.
L’obbiettivo è quello di riequilibrare una situazione, a detta dei vertici Fiat, “non più accettabile” che può essere compresa solo analizzando il rapporto fra dipendenti/auto prodotte in Italia e nei siti stranieri del colosso italiano: alla fine di quest’anno in Polonia, 5800 addetti produrranno 600.000 vetture e in Brasile 8700 ne produrranno 700.000. In Italia nei cinque stabilimenti italiani dell’auto (Mirafiori, Cassino, Pomigliano, Melfi, Termini Imerese) 21.900 dipendenti produrranno 645.000 vetture (15/20.000 in più del 2008). Numeri che si commentano da soli e a cui Fiat è intenzionata a dare una svolta alzando la produzione ad almeno 850/900.000 unità annue. Un incremento del 40% circa.
Il sito produttivo di Termini Imerese dovrebbe cessare la produzione nel 2011, come già annunciato da Marchionne: la nuova Lancia Ypsilon verrà infatti assemblata in Polonia. Il futuro rimane quindi un grosso punto interrogativo per i 1500 dipendenti dello stabilimento siciliano. Fiat da parte sua auspica un intervento del governo per risolvere al meglio la questione. Ciò sembra cozzare con le parole del ministro Scajola che, qualche giorno fa, assicurava: “La Fiat non chiuderà stabilimenti in Italia”. Specie dopo quello che è successo ad Arese.
Tutti noi ce ne siamo accorti per le interminabili file davanti ai benzinai: l’Italia è in ginocchio per lo sciopero degli autotrasportatori, e la notizia è sulle prime pagine degli esteri di mezzo mondo.
E le industrie non sono esenti dai disagi, anzi. Sono bastate 24 ore di astensione dal lavoro e gli autotrasportatori hanno messo in ginocchio Fiat: alle 14 di oggi si è fermato Mirafiori, a causa del mancato arrivo delle forniture. Al momento i lavoratori messi in libertà sono circa 17.000, nei soli stabilimenti automobilistici, ma si teme un ulteriore allargamento del fermo. In questi casi l’azienda proverà a recuperare nei prossimi giorni la produzione persa. In caso contrario chiederà l’intervento della cassa integrazione.
Già a Melfi c’erano stati disagi. L’impianto è fermo da lunedì sera e le linee sono rimaste bloccate anche nel secondo turno di martedì, dalle 14, per la mancanza dei componenti. Oggi pomeriggio, secondo fonti Fiat, sarà presa una decisione per i turni successivi. I sindacati chiederanno che ai lavoratori sia riconosciuta la cassa integrazione per i turni senza lavoro.
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